🧭 Cosa ti aspetta
- Ideale per viaggiatori che amano storia, mare e natura in un'unica destinazione
- Punti forti: la Fortezza di Civitella del Tronto, le torri costiere, i borghi autentici
- Attività: trekking sul Gran Sasso, bagni al mare, visite ai musei archeologici
- Gastronomia: arrosticini, pecora alla callara e vini Montepulciano d’Abruzzo
- Periodo consigliato: primavera e autunno per il clima mite, estate per il mare
Eventi nei dintorni
La Provincia di Teramo è un concentrato di Abruzzo autentico: dalla costa adriatica con le sue torri medievali e spiagge sabbiose, fino ai borghi arroccati del Gran Sasso e dei Monti della Laga. Qui troverai la celebre Fortezza di Civitella del Tronto, una delle più grandi d’Europa, e il suggestivo Castel Manfrino, immerso nella natura. Non perdere la Torre di Cerrano a Pineto, simbolo della costa, e il Museo Archeologico di Campli con reperti piceni e romani. Passeggia tra i vicoli di Borgo Faraone e scopri l’artigianato tessile al Nina Museum. La provincia offre un mix perfetto tra storia, mare e montagna, ideale per un viaggio all’insegna della scoperta. Ogni angolo racconta secoli di culture: dai romani ai borboni, lasciati sorprendere.
Panoramica
- Fortezza di Civitella del Tronto: storia e panorami mozzafiato
- Torre di Cerrano: storia, natura e vista mozzafiato
- Basilica Cattedrale di Santa Maria Assunta e San Berardo
- Castel Manfrino: la fortezza sveva tra cielo e storia
- Museo Archeologico Nazionale di Campli
- Torre del Salinello: tra storia e sapori locali
- Anfiteatro romano: un gigante sotterraneo nel cuore di Teramo
- Teatro romano di Teramo
- Museo d'arte dello Splendore: un tesoro tra sacro e contemporaneo
- Borgo Faraone: un paese fantasma tra storia e natura
- Torre della Vibrata
- Torre di Carlo V a Martinsicuro
- Nina - Museo delle Arti Creative Tessili: un tuffo nell’eleganza del passato
- Parco della Fortellezza: un giardino sospeso sul mare
- Castello Bonifaci: un sogno neogotico a Vallenquina
Itinerari nei dintorni
Fortezza di Civitella del Tronto: storia e panorami mozzafiato
- Via Alberto del Bono, Civitella del Tronto (TE)
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Se c'è un posto in Abruzzo che racconta pagine epiche del Risorgimento, è la Fortezza di Civitella del Tronto. Arroccata su uno sperone di travertino a oltre 600 metri d'altezza, è una delle più grandi fortezze d'Europa: 500 metri di lunghezza, 25.000 metri quadrati di superficie. Roba da restare a bocca aperta. Costruita tra il 1564 e il 1576 dagli Spagnoli, fu il confine tra Stato Pontificio e Regno di Napoli per secoli. Ma la sua fama è legata all'assedio del 1860-1861: mentre l'Italia si unificava, qui i soldati borbonici resistettero fino al 20 marzo, tre giorni dopo la proclamazione del Regno. Camminando tra le piazze d'armi, i bastioni di San Pietro e Sant'Andrea, e il Palazzo del Governatore (1574), si sente ancora l'eco di quei colpi di cannone. Da non perdere la Chiesa di San Giacomo (1604) e il Museo delle Armi, dove elmetti, pistole a pietra focaia e mappe antiche raccontano la vita di guarnigione. E poi c'è il panorama: dagli spalti lo sguardo spazia dal Gran Sasso al mare Adriatico, passando per le valli del Tronto e del Vibrata. Dopo i restauri (1975-1985 e 2022), la fortezza è più accessibile che mai. Un consiglio? Prendetevi tempo per esplorare i camminamenti e immaginare i soldati di guardia. E se siete con bambini, chiedete delle visite con rapaci e lupi (Wild in Fortezza), su prenotazione.
Torre di Cerrano: storia, natura e vista mozzafiato
- Ciclovia Adriatica, Pineto (TE)
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La Torre di Cerrano, a Pineto, è molto più di una semplice torre costiera. Costruita nel 1568 per volere del Regno di Napoli, faceva parte di una rete difensiva contro le incursioni saracene. Alta 12,60 metri, con una base quadrata in laterizio di 12,80 metri di lato, è una delle poche torri rimaste integre. Salendo sulla terrazza, la vista spazia dalla costa di Pineto e Silvi fino al Gran Sasso nelle giornate limpide. Oggi la torre è il cuore dell'Area Marina Protetta Torre del Cerrano, istituita nel 2009, che protegge 7 km di costa con dune sabbiose e pineta litoranea. All'interno trovi il Museo del Mare (ancora in allestimento) e l'Info-point dell'AMP. Nei fondali antistanti giacciono i resti dell'antico porto romano di Atri, risalenti all'epoca coloniale. La torre si raggiunge facilmente in bici dalla Ciclovia Adriatica, ma se arrivi in macchina, preparati a trovare parcheggio limitato lungo la SS16. In estate, le visite guidate ti portano a scoprire ogni angolo, dalla sala delle conchiglie al terrazzo. Il tramonto qui è qualcosa di magico: il sole cala lentamente sul mare, mentre la torre si tinge di arancione. Consiglio: porta un binocolo per osservare gli uccelli che nidificano nelle dune. Un luogo che unisce storia, natura e panorami indimenticabili.
Basilica Cattedrale di Santa Maria Assunta e San Berardo
- Vai alla scheda: Duomo di Teramo: capolavoro romanico-gotico e paliotto d'argento
- Piazza Ercole Vincenzo Orsini, Teramo (TE)
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La Basilica Cattedrale di Santa Maria Assunta e San Berardo, meglio conosciuta come Duomo di Teramo, è un gioiello che ti sorprende. Costruita a partire dal 1158 per volere del vescovo Guido II, sorge sui resti del teatro e anfiteatro romano – le pietre di quei monumenti sono ancora visibili nelle mura. La doppia anima dell'edificio salta subito all'occhio: la parte inferiore è romanica, quella superiore gotica, frutto dell'ampliamento trecentesco del vescovo Niccolò degli Arcioni. Salendo la scalinata, noterai il magnifico portale cosmatesco del 1332, firmato da Deodato di Cosma, con le statue dell'Angelo e della Vergine attribuite a Nicola da Guardiagrele. Entrando, l'interno è a tre navate, sobrio dopo i restauri degli anni '30 che hanno rimosso le decorazioni barocche. Il vero colpo d'occhio è l'altare maggiore con il paliotto d'argento dorato di Nicola da Guardiagrele (1433-1448): 35 formelle che raccontano la vita di Cristo, un capolavoro di oreficeria. Non perdere il polittico di Jacobello del Fiore nella Cappella di San Berardo, con una veduta dell'antica Interamnia. La cappella, unica sopravvivenza barocca, custodisce le reliquie del patrono. Sotto, la cripta e la grotta di San Berardo, scoperte nei restauri del 2007. Il campanile, alto quasi 50 metri, ha una base romanica e una cuspide ottagonale di Antonio da Lodi (1493). Visita gratuita, aperto tutti i giorni 8:00-13:00 e 15:30-19:30. Un luogo che unisce storia, arte e spiritualità.
Castel Manfrino: la fortezza sveva tra cielo e storia
- Strada Provinciale 52 di Macchia da Sole, Valle Castellana (TE)
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Arroccato su uno sperone roccioso a 963 metri di quota, Castel Manfrino domina le Gole del Salinello e il versante meridionale dei Monti della Laga. Costruito da Manfredi di Svevia tra il XII e il XIII secolo su preesistenze romane e longobarde, questo castello era il punto chiave del sistema difensivo svevo lungo il confine tra Stato Pontificio e Regno di Sicilia. Ancora oggi il suo nome evoca la leggenda di un tunnel segreto che lo collegherebbe alla fortezza di Civitella del Tronto. Le mura, lunghe 120 metri e larghe fino a 20, seguono il profilo della cresta rocciosa e sono costruite con ciottoli di fiume levigati. All'interno si riconoscono tre torri: il Torrione Angioino (la maggiore, alta fino a 12 metri), la Torre Sveva a strapiombo sul Salinello, e il Maschio centrale, dimora del castellano. Sulla torre centrale è ancora visibile una cappa fuligginosa: pare servisse per bollire olio da versare sugli assalitori, e due caldaie ritrovate nel torrente Rivolta sembrano confermarlo. All'interno del recinto, i resti di una probabile cappella conservano tracce di affreschi. Il sito offre un panorama mozzafiato che spazia dalla costa adriatica ai Monti Gemelli. Raggiungibile solo a piedi da Macchia da Sole, questo luogo è un tuffo nella storia medievale e nella natura selvaggia dei Monti della Laga. Non c'è biglietto né orari: sei libero di esplorare e immaginare la vita di un tempo.
Museo Archeologico Nazionale di Campli
- Corso Umberto Primo 1, Campli (TE)
- https://www.musei.abruzzo.beniculturali.it/musei?mid=67&nome=museo-archeologico-nazionale-di-campli
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- pm-abr.museocampli@beniculturali.it
- +39 0861 569158
Se vi trovate a Campli, non potete perdervi il Museo Archeologico Nazionale, ospitato in un angolo suggestivo dell’antico convento di San Francesco (fine XIII secolo). Inaugurato nel 1988, questo piccolo ma ricchissimo museo è il custode dei tesori della necropoli di Campovalano, un sito che ha restituito oltre 600 sepolture del popolo italico dei Pretuzi, databili dal IX al III secolo a.C. Entrando, vi accoglie un porticato con finestre bifore e un portale polilobato: già qui si respira storia. Il percorso espositivo si snoda in tre sale con oltre 30 vetrine, dove sono esposti corredi funerari di eccezionale valore. Le prime tombe, dell’età orientalizzante, erano veri e propri tumuli principeschi con circoli di pietra: trovate armi, vasellame in bronzo e persino carri da guerra. Uno dei pezzi forti è la ricostruzione della Tomba 2, detta del “Re di Campovalano”, con il suo imponente tumulo. Per le donne, invece, gioielli in ambra, pasta vitrea e preziosi pendenti, come la collana con maschera umana di produzione fenicio-punica. Non mancano dettagli antropologici: una sezione dedicata analizza resti ossei, svelando malattie, traumi e abitudini di vita. Il museo racconta anche il declino dei Pretuzi, con corredi che si impoveriscono progressivamente fino all’arrivo dei Romani. Tra gli oggetti più curiosi, una spada con fodero in legno e un’oinochoe in bronzo di fattura etrusca. Insomma, è un viaggio affascinante in una civiltà poco conosciuta. La visita dura un paio d’ore, ma lascia il segno. E se siete fortunati, potrete anche raggiungere la necropoli a pochi chilometri.
Torre del Salinello: tra storia e sapori locali
- Via Galileo Galilei, Giulianova (TE)
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Se siete a Giulianova e volete unire storia e buon cibo, Torre del Salinello è un must. Costruita intorno al 1568 come torre costiera di avvistamento faceva parte di un sistema di 15 torri per difendersi dai saraceni. Alta 10 metri e a pianta quadrata, in laterizio, con beccatelli e caditoie, oggi è una delle poche ancora integre. Dopo anni di abbandono è stata acquistata dalla famiglia Migliori, restaurata negli anni Venti e poi nel 2003. Dal 2021 è riaperta al pubblico come Bottega Migliori: uno spazio espositivo e di vendita dell'azienda agricola Tenuta Cerulli Spinozzi. Qui potete acquistare vino, olio e specialità locali. La visita è libera durante l'apertura del negozio: lunedì-sabato 10-13 e 16-20. L'ingresso è accessibile in sedia a rotelle e adatto ai bambini. Insomma, una sosta perfetta per chi ama scoprire angoli autentici con un bicchiere di Montepulciano d'Abruzzo in mano.
Anfiteatro romano: un gigante sotterraneo nel cuore di Teramo
- Vai alla scheda: Anfiteatro romano di Teramo: arcate in laterizio e gallerie sotterranee del I secolo d.C.
- Via Vincenzo Irelli, Teramo (TE)
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Se passeggi per Teramo, non ti aspettare di vedere l’anfiterato come al Colosseo. Qui è sotterraneo, sepolto a sei metri sotto il livello stradale. Eppure, basta affacciarsi in via San Berardo o a sinistra della Cattedrale per imbattersi nella sua possente muratura in laterizio. L’impianto è ellittico: perimetro di 208 metri, asse maggiore di 74 e minore di 56. Roba da far restare a bocca aperta.Costruito tra il I e il II secolo d.C. – le fonti non sono d’accordo se sotto Augusto o tra Traiano e Adriano – l’anfiteatro ha vissuto mille vite. Nel Cinquecento il vescovo Giulio Ricci lo fece ripulire dalla terra, ma fino al 1937 i resti erano ancora confusi con quelli del vicino teatro. Poi, con l’abbattimento di alcuni edifici, emerse la vera forma. Peccato che nel Medioevo sia stato usato come cava per il Duomo (XII secolo) e che nel Settecento ci abbiano costruito sopra il Seminario, cancellando le gradinate interne.
Oggi si conserva poco meno di metà dell’ellisse, con archi e passaggi radiali che un tempo incanalavano gli spettatori. Nell’area si notano tre archi affiancati sull’asse maggiore e un arco sul lato minore. I cunicoli sotterranei? Forse servivano da fortezza in epoca tarda. L’ingresso è gratuito e sempre aperto (ma per i gruppi è meglio prenotare al 0861 324418). Un consiglio: guardate la parete destra del Duomo: lì sono incastonate pietre scolpite rubate all’anfiteatro. La storia è sotto i vostri occhi, basta saperla leggere.

Teatro romano di Teramo
- Vai alla scheda: Teatro romano di Teramo: cavea per 3000 spettatori nel cuore storico
- Largo Anfiteatro, Teramo (TE)
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Se passate da Teramo, non perdetevi il Teatro romano, un monumento che sta vivendo una seconda giovinezza. Costruito in età augustea (i decori della scena risalgono al 30 a.C.), era il cuore pulsante dell'antica Interamnia. Oggi i suoi resti affiorano a circa 2,5-3 metri sotto il livello stradale, tra via Teatro Antico e via Luigi Paris, a due passi dal Duomo. La cavea semicircolare, con un diametro di 78 metri, poteva ospitare fino a 3.000 spettatori (qualcuno dice anche 4.500). Della struttura originaria si vedono ancora due arcate del prospetto esterno in travertino, quattordici gradini e parte dell'orchestra lastricata. Per secoli il teatro è stato nascosto da palazzi ottocenteschi (Adamoli e Salvoni), e solo nel 2021 è iniziata la loro demolizione. I lavori di riqualificazione, finanziati con oltre 19 milioni di euro tra fondi ministeriali, regionali e Pnrr, puntano a restituirlo alla città entro il 2027, con spettacoli e una nuova cavea. Nel frattempo, il cantiere è visitabile e racconta la storia di questo luogo: ci sono pannelli, audioguide e persino un podcast. Io l'ho visto da via Irelli, e ammetto che l'emozione di sbirciare tra le impalcature è tanta. Ingresso gratuito, ma è meglio chiamare prima (0861 324418) per sapere se ci sono visite guidate. Un pezzo di storia che piano piano torna alla luce.
Museo d'arte dello Splendore: un tesoro tra sacro e contemporaneo
- Via Crucia, Giulianova (TE)
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Se vi trovate a Giulianova, non potete perdervi il Museo d'arte dello Splendore, un gioiello nascosto nel complesso del Santuario della Madonna dello Splendore. Inaugurato nel 1997 per volere di padre Serafino Colangeli, si sviluppa su tre piani per circa 1200 mq ed è un punto d'incontro tra arte sacra e contemporanea. Al piano terra trovate la Collezione d'arte dei Frati Cappuccini d'Abruzzo, trasferita dall'Aquila dopo il terremoto del 2009: spicca una Madonna del Latte lignea del XIII secolo, davvero suggestiva. Salendo al secondo piano, un tempo c'era la Collezione Bindi (377 opere napoletane dell'Ottocento, ora in restauro), ma oggi ospita mostre temporanee di artisti come Aligi Sassu, Giorgio Morandi e Marc Chagall, che qui hanno esposto. Il terzo piano è dedicato all'arte contemporanea: una sala conferenze con un terrazzo panoramico sull'Adriatico e opere di Mimmo Paladino, Francesco Messina e altri. L'atmosfera è raccolta, quasi meditativa, e si respira un mix di spiritualità e creatività. L'ingresso è gratuito (o a offerta, ma meglio portare qualche spicciolo) e gli orari vanno verificati: stando alle fonti, è aperto tutti i giorni dalle 17 alle 20, ma qualche volta cambiano, quindi date un'occhiata al sito o chiamate. Davvero un posto fuori dai circuiti turistici, dove stupirsi tra affreschi e installazioni moderne.
Borgo Faraone: un paese fantasma tra storia e natura
- Sant'Egidio alla Vibrata (TE)
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Se ami i borghi abbandonati e il fascino decadente dei 'paesi fantasma', Borgo Faraone ti conquisterà al primo sguardo. Arroccato su un'altura a 318 metri, questo antico villaggio longobardo (il nome deriva da 'fara', accampamento) è rimasto intatto nel tempo, nonostante i segni del terremoto del 1950 che ne causò l'abbandono. Oggi vi si accede attraverso la Porta di Faraone, un arco merlato con un bassorilievo di Ghino Sassetti che raffigura la Madonna con Bambino e San Giovannino: un gesto di protezione per il borgo. Appena varcata la soglia, ti trovi in una piazzetta dove sorge la Chiesa di Santa Maria della Misericordia, risalente al Quattrocento ma pesantemente danneggiata. Poco più in là, i ruderi del Palazzo baronale (XVII secolo) e un palazzetto del 1844 con interni affrescati raccontano un passato di nobiltà e vita quotidiana. Tra viuzze di ciottoli e vegetazione che avvolge le mura, si contano circa 25 edifici, un tempo popolati da un centinaio di famiglie. Oggi il silenzio è rotto solo dal vento e dal canto degli uccelli. Consiglio: visita all'alba o al tramonto, quando la luce morbida esalta i colori della pietra. Attenzione però: il borgo è pericolante, quindi muoviti con cautela e non avventurarti all'interno degli edifici. Porta acqua e scarpe comode, e preparati a un'esperienza fuori dal tempo. Per raggiungerlo, da Sant'Egidio alla Vibrata segui la SP2 fino a Faraone Nuovo, poi prendi via Faraone Antico. Il parcheggio è poco prima dell'ingresso. Non ci sono servizi, ma la magia del luogo ripaga ogni passo.
Torre della Vibrata
- Via Cavour, Alba Adriatica (TE)
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Se passate da Alba Adriatica, non potete perdervi la Torre della Vibrata, un massiccio torrione in laterizio a forma di tronco di piramide che spunta inaspettato tra le case moderne. Costruita tra il 1568 e il 1569 per volere del viceré di Napoli, serviva da avvistamento contro le incursioni saracene. Con i suoi 10 metri di lato alla base e le mura inclinate, sembra uscita da un libro di storia. Ogni lato è coronato da robusti beccatelli e tre caditoie aggettanti, un tempo sormontate da merli guelfi oggi scomparsi. Salendo, si arriva a una terrazza con garitta di difesa, dalla quale si godeva un ampio controllo sulla costa. Nel tempo ha perso la funzione militare e subito varie manomissioni, ma la sorpresa arriva quando scoprite che oggi ospita un ristorante: mangiare dentro queste mura seicentesche è un’esperienza unica. Peccato che sia proprietà privata e non sempre visitabile all’interno, ma da fuori vale già la pena. Si trova in via Cavour 14, proprio vicino alla foce del torrente Vibrata. Per info, contattate l’Ufficio Turismo di Alba Adriatica (0861719331, turismo@comune.alba-adriatica.te.it).
Torre di Carlo V a Martinsicuro
- Strada Statale 16 Adriatica, Martinsicuro (TE)
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A Martinsicuro, pochi passi dal mare, si erge la Torre di Carlo V, un gioiello del Cinquecento che merita una sosta. Costruita nel 1547 per difendere la costa dai pirati saraceni, questa torre quadrangolare in laterizio a tre piani è diversa dalle altre torri abruzzesi: richiama lo stile laziale e campano, con le sue cornici in pietra e l'edicola che racchiude l'aquila bicipite degli Asburgo. Qui passava il confine tra Regno di Napoli e Stato Pontificio, e l'edificio accanto era la dogana. Oggi la torre ospita l'Antiquarium di Castrum Truentinum, un piccolo museo con reperti romani e protostorici, e la Scuola Blu di Legambiente. D'estate ci sono eventi imperdibili: i giovedì di agosto i bambini possono diventare 'piccoli archeologi' con laboratori gratuiti (prenotazione obbligatoria), mentre il 5 e 12 agosto si svolgono visite teatralizzate in costume. Il biglietto costa solo 3 euro e la vista dalla cima sulla costa e sul fiume Tronto è fantastica. Insomma, una tappa che unisce storia, archeologia e un'atmosfera autentica.
Nina - Museo delle Arti Creative Tessili: un tuffo nell’eleganza del passato
- Largo Rosati, Civitella del Tronto (TE)
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A Civitella del Tronto, appena dentro le mura della città fortezza, c’è un museo che ti riporta indietro nel tempo. Si chiama Nina - Museo delle Arti Creative Tessili, e se ami la moda d’epoca o sei solo curioso, è una tappa da non perdere. Inaugurato nel 2013 grazie a Guido Scesi (che ha voluto dedicarlo alla nonna Gaetana, detta ‘Nina’), conserva una delle più grandi collezioni italiane di storia tessile: oltre 500 pezzi (alcuni dicono 3000, ma l’importante è che sono tanti e tutti bellissimi) dalla fine del Settecento al secondo dopoguerra. Abiti femminili, maschili, per bambini, divise militari e abiti sacri, ma anche accessori, macchine da cucire, una lavatrice d’epoca e persino una carrozzina Giordani degli anni Trenta. Il percorso è allestito in locali medievali che un tempo erano il forno cittadino e un’autorimessa, restaurati con interventi minimi per lasciare visibili le strutture originarie. Io sono rimasto affascinato dalla coperta in seta verde che ricorda la visita di Ferdinando II di Borbone nel 1832 e dal tappeto Ushak turco del XVI secolo. Ogni oggetto ha una storia, e il museo la racconta con passione. Orari e biglietti variano a seconda della stagione: in estate è aperto tutti i giorni 10-20, in inverno solo sabato e domenica 11-17. Il biglietto intero costa 5€, ridotto 1€, e se hai già visitato la Fortezza di Civitella hai diritto a uno sconto. Ti consiglio di dare un’occhiata al sito ufficiale (museonina.it) prima di andare, perché gli orari cambiano spesso. Un consiglio: prenditi il tempo per leggere le didascalie, sono piene di dettagli che rendono la visita ancora più interessante.
Parco della Fortellezza: un giardino sospeso sul mare
- Tortoreto (TE)
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Se arrivi a Tortoreto Alta, a 227 metri sul livello del mare, non puoi perderti il Parco della Fortellezza. Questo giardino panoramico, un tempo punto di avvistamento contro i pirati, oggi regala una vista che spazia dalla costa di Pescara fino a San Benedetto del Tronto, e nelle giornate limpide fino al Gran Sasso. È il posto perfetto per una pausa, magari sedendoti sulla panchina speciale donata dall'associazione “Il Dono di Errico”, realizzata dal maestro Nino De Simone. Un gesto che trasforma il parco in un luogo di memoria e condivisione. Curiosità: proprio qui è stato ritrovato un femore di Elephas meridionalis lungo oltre 2 metri, uno dei reperti più antichi di Tortoreto. Il parco è accessibile in carrozzina, ma attenzione: la strada in salita è piuttosto ripida, e il parcheggio è lungo la salita. La pavimentazione è in terra battuta e ghiaino. Purtroppo, il Belvedere della Fortellezza (la terrazza panoramica) è attualmente chiuso per motivi di sicurezza, dopo un'ordinanza del sindaco Domenico Piccioni. Si spera che i lavori di ripristino lo rendano presto di nuovo fruibile. Nel frattempo, il parco rimane aperto e offre comunque scorci meravigliosi. Un consiglio: visita il parco al tramonto, quando la luce accende i colori del borgo medievale e delle colline circostanti. È uno di quei posti che ti fanno innamorare dell'Abruzzo.
Castello Bonifaci: un sogno neogotico a Vallenquina
- Strada Provinciale 52 di Macchia da Sole, Valle Castellana (TE)
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Arroccato sul crinale del borgo di Vallenquina, a 869 metri di quota, il Castello Bonifaci è una delle sorprese più affascinanti della provincia di Teramo. Costruito tra la metà dell'Ottocento e il 1907 per volontà del professor Vincenzo Bonifaci – avvocato, notaio e filosofo – l’edificio è un perfetto esempio di stile neogotico, con tanto di torretta merlata, finestre ogivali e beccatelli che ricordano le antiche fortezze medievali. I materiali sono eterogenei: arenaria, travertino spugnoso e laterizio creano un piacevole contrasto cromatico. Il castello sorge accorpando case preesistenti: sotto un passaggio voltato si apre l’ingresso principale, dove spicca lo stemma con l’aquila ghibellina dei Bonifaci. L’interno conta una trentina di vani, oggi di proprietà della famiglia Angelini, discendenti dei Bonifaci. A lato si trova la chiesetta di San Nicola di Bari, seicentesca, con campanile a vela. Il panorama sulla valle del Castellano è mozzafiato: boschi, il Lago di Sbraccia e, sullo sfondo, i Monti Gemelli. Peccato che il terremoto abbia lasciato segni: lo stato di conservazione è mediocro, ma il fascino resta intatto.






