Introduzione
Entrare nella Certosa di San Lorenzo è come tuffarsi in un’altra epoca. Con i suoi 51.500 metri quadri, è il monumento barocco più grande d’Italia e uno dei più imponenti d’Europa. Fin dall’ingresso, il silenzio ti avvolge: qui per secoli i certosini hanno vissuto in clausura tra lavoro e preghiera. Il chiostro enorme ti lascia senza fiato, con 84 archi che sembrano non finire mai. E poi gli stucchi dorati, gli affreschi, i pavimenti maiolicati… è un tripudio di arte che ti porta indietro nel tempo. Dal 1998 è Patrimonio UNESCO, ma non è una di quelle mete che si visitano di fretta: qui ci vuole calma, per respirare la storia.
Cenni storici
La Certosa nasce il 28 gennaio 1306 per volere di Tommaso Sanseverino, conte di Marsico. Nei secoli viene ampliata e trasformata in stile barocco, a partire dal 1583. L’ultima grande opera è lo scalone ellittico (1763-1779). Nel 1807 i francesi sopprimono l’ordine e molti tesori vengono dispersi. Dopo l’Unità d’Italia diventa monumento nazionale (1882) e durante le due guerre mondiali viene usata come campo di prigionia. Dal 1957 ospita il Museo Archeologico della Lucania Occidentale e nel 1998 entra nella lista UNESCO. Oggi è un gioiello restaurato che attira viaggiatori da tutto il mondo.
Il Chiostro Grande: un mare di archi
Il chiostro grande è il cuore pulsante della Certosa: con i suoi 15.000 m² (104×150 metri) è il più grande d’Italia e uno dei più estesi d’Europa. Due ordini di portici su 84 pilastri in pietra di Padula, con bassorilievi che raffigurano santi e angeli. Al centro una fontana del 1640, attorno 26 celle per i monaci (ognuna con piccolo giardino). Sul lato est, il cimitero dei monaci con una balaustra scolpita con teschi (1729), opera di Cosimo Fanzago. Perdersi qui è inevitabile: ogni angolo è una scoperta tra luce e ombra.
Lo Scalone Ellittico e la Biblioteca
Sul lato ovest, lo scalone ellittico a doppia rampa (1763-1779) è un capolavoro di ingegno: sette grandi finestroni illuminano la torre ottagonale che lo racchiude. Fu probabilmente progettato da Ferdinando Sanfelice e realizzato da Gaetano Barba. In cima si accede alla biblioteca, che un tempo conteneva 20.000 volumi (oggi ne restano 2.000). Il pavimento è in ceramica di Vietri sul Mare, la volta affrescata con l’Aurora e il Giudizio Universale (Olivieri, 1763). Una scala elicoidale quattrocentesca collega i piani: un salto tra epoche diverse, dal gotico al barocco.
Perché visitarlo
Tre motivi per non perderselo: 1. Il chiostro più grande d’Italia: camminare tra i suoi 84 archi è un’esperienza quasi mistica. 2. I tesori artistici: dai cori lignei intarsiati del Cinquecento agli stucchi dorati, dalla cucina con la cappa maiolicata alla cappella del Tesoro. 3. Il rapporto qualità-prezzo: con un biglietto da pochi euro (gratis per under 18) visiti anche il Museo Archeologico e le installazioni di arte contemporanea nelle celle. Insomma, è una di quelle mete che ti regala tanto per il tempo che ci investi.
Quando andare
Il momento migliore? La mattina presto, appena apre alle 9:00. La luce bassa filtra tra gli archi del chiostro e illumina gli stucchi della chiesa creando un’atmosfera unica. Invece, se preferisci meno folla, scegli autunno o primavera: il clima è mite e i visitatori sono pochi. Evita il martedì, perché è chiuso. E ricordati che l’ultimo ingresso è alle 19:00, quindi concediti almeno un paio d’ore per girare con calma.
Nei dintorni
La Certosa si trova nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, quindi hai l’imbarazzo della scelta. Imperdibili i templi greci di Paestum (a circa 40 minuti), patrimonio UNESCO anche loro. Oppure il sito archeologico di Velia, con i resti della città magno-greca. Se ami i borghi, fai un salto a Padula stesso, con il suo centro storico medievale e la chiesa di San Nicola alle Donne. Per una giornata perfetta, abbina cultura e natura.