Palazzo Clerici: il Tiepolo nel cuore di Milano

Palazzo Clerici è una delle dimore storiche più affascinanti di Milano, custodita nel cuore della città a due passi dal Duomo. La sua fama è legata alla Galleria del Tiepolo, il cui soffitto affrescato nel 1741 da Giambattista Tiepolo è considerato un capolavoro del Settecento. Oggi sede dell’ISPI, si visita solo con prenotazione: le visite guidate sono gratuite e durano circa 30 minuti, un’occasione rara per entrare in un palazzo privato ricco di storia e arte.

Affresco del Carro del Sole: il capolavoro di Tiepolo con allegorie dei continenti e un autoritratto del pittore.
Cortile d’onore e scalone monumentale: portici con colonne doriche e statue femminili in abiti orientaleggianti.
Arazzi fiamminghi e boiserie dorata: la Galleria conserva opere di Jan Leyniers II e stucchi rococò.
Visita gratuita su prenotazione: posti limitati, conferma via email dall’ISPI.


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Copertina itinerario Palazzo Clerici: il Tiepolo nel cuore di Milano
Visite guidate gratuite su prenotazione alla Galleria del Tiepolo: affreschi settecenteschi, arazzi fiamminghi e scalone d’onore in una dimora storica del centro di Milano.

Cose da sapere


Palazzo Clerici: il Tiepolo nel cuore di Milano

Entrare in Palazzo Clerici è come aprire un portone qualsiasi nel caos di Milano e ritrovarsi in un’altra epoca. La facciata su via Clerici è austera, quasi nascosta, ma basta salire al piano nobile per capire perché questa è una delle dimore più sfarzose del Settecento milanese. Il momento clou è la Galleria del Tiepolo: il soffitto affrescato ti sta sopra come un cielo aperto, con il carro del Sole trainato da cavalli tra nuvole e divinità. Non c’è folla, non c’è biglietto. Solo una visita guidata gratuita, su prenotazione, che in mezz’ora ti restituisce il senso di una corte principesca. È un’esperienza intima, quasi privata, a due passi dal Duomo. Se ami l’arte senza i tour di massa, qui ti senti un ospite privilegiato.

Cenni storici

Il palazzo sorge su una proprietà dei Visconti, acquistata nel Seicento dalla famiglia Clerici, mercanti di seta originari del lago di Como. Fu Giorgio Antonio Clerici a trasformarlo in una residenza principesca e a chiamare nel 1741 Giambattista Tiepolo per affrescare la galleria. Qui, nel 1771, si celebrarono le nozze tra l’arciduca Ferdinando d’Austria e Maria Beatrice d’Este, con un giovane Mozart presente. Dopo il trasferimento della corte a Palazzo Reale nel 1778, l’edificio fu affittato e frazionato. Venduto allo Stato nel 1813, divenne sede della Corte d’Appello nel 1862 e dal 1942 ospita l’ISPI.

  • 1653: i Clerici acquistano la proprietà
  • 1741: Tiepolo dipinge la Galleria
  • 1771: matrimonio arciducale
  • 1813: vendita allo Stato
  • 1942: sede ISPI

La Galleria del Tiepolo: un soffitto che lascia senza fiato

È il cuore del palazzo, una sala lunga 22 metri e larga poco più di 5. L’affresco di Tiepolo rappresenta la corsa del carro del Sole tra le divinità dell’Olimpo, con le allegorie dei quattro continenti e un trompe-l’œil che sembra aprire il soffitto verso il cielo. Guardandolo, non puoi non chiederti come facesse un pittore a lavorare su una superficie così grande. Sotto, le pareti sono ricoperte da arazzi fiamminghi di Jan Leyniers II e da una boiserie bianca e oro di Giuseppe Cavanna, con scene della Gerusalemme Liberata. Il risultato è un insieme armonioso in cui pittura, tessuto e legno dialogano senza sovrastarsi. Non è un museo: è una sala che vive, e la luce che entra dalle finestre cambia continuamente i colori.

Cortile d’onore, scalone e sale di rappresentanza

Prima di salire, fermati nel cortile d’onore: colonne doriche binate e portici voltati ti danno il benvenuto con un’eleganza misurata. Lo scalone in granito, con le sue quattro rampe, è unico nel suo genere a Milano per le statue femminili in abiti orientali che lo decorano. Salendo, si arriva alla Sala da Ballo, alta due piani, con cantorie per i musici e una volta dipinta a chiaroscuro. Poco più in là, la Galleria dei Quadri ospitava una collezione di 110 dipinti, oggi dispersa, con opere di Guido Reni, Rubens e Van Dyck. Ogni ambiente racconta un pezzo di storia: il Boudoir di Maria Teresa, la camera da letto degli arciduchi, le specchiere dorate. È un viaggio nel rococò che non ti aspetti, tutto da scoprire con calma.

Perché visitarlo

Primo: vedere dal vivo un capolavoro di Tiepolo in una sala poco affollata, senza barriere né vetri, è un privilegio che pochi palazzi milanesi offrono. Secondo: le visite sono gratuite su prenotazione, un’occasione rara in una città dove i musei costano sempre di più. Terzo: la sede dell’ISPI è un luogo vivo, non un monumento freddo: entrare qui significa scoprire un pezzo di Milano che continua a essere utilizzato, con restauri curati e aperture speciali. Se vuoi stupire chi ti accompagna con qualcosa di diverso dal solito giro Duomo-Scala, questo è il posto giusto. La prenotazione è obbligatoria, ma ne vale davvero la pena.

Quando andare

Il momento migliore è la mattina presto, prima del viavai della città: la luce entra obliqua dalle finestre e accende i toni dorati dell’affresco. Anche il primo pomeriggio può essere perfetto, soprattutto nei giorni infrasettimanali, quando le visite sono più rarefatte. Evita i fine settimana di eventi speciali come il Fuorisalone, se cerchi il silenzio. D’inverno le sale sono più intime, con la luce bassa che crea un’atmosfera quasi teatrale; d’estate, invece, il fresco del palazzo è un rifugio dal caos. Ma la vera regola è una sola: controlla il calendario dell’ISPI e prenota nel giorno in cui la visita è disponibile. La bellezza non aspetta, e qui nemmeno l’ingresso.

Nei dintorni

Dopo la visita, sei a due passi da Brera, con la sua pinacoteca e il viavai di artisti e studenti: perfetto per un caffè o per vedere un altro capolavoro, se hai tempo. Oppure dirigiti verso Teatro alla Scala e la Galleria Vittorio Emanuele II, che distano una breve passeggiata: puoi abbinare la visita a un giro tra le vetrine o a un aperitivo nei pressi di piazza Cordusio. Se preferisci un percorso più tranquillo, il palazzo è a pochi minuti dal Duomo, ma spesso ci si dimentica di girare l’angolo e scoprire queste stradine silenziose. Una passeggiata fino a via della Spiga, nel quadrilatero della moda, completa la giornata.

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💡 Forse non sapevi che…

Nel 1771 Palazzo Clerici ospitò le nozze tra l’arciduca Ferdinando d’Austria e Maria Beatrice d’Este, con un giovanissimo Mozart presente ai festeggiamenti. Dopo il trasferimento della corte a Palazzo Reale, la dimora fu frazionata in appartamenti e venduta al governo napoleonico. Oggi, durante la Design Week, il palazzo si apre con installazioni temporanee, e tra le figure dell’affresco del Tiepolo si dice si nasconda un autoritratto del pittore.