Palazzo Schifanoia: il Salone dei Mesi e le delizie estensi

Palazzo Schifanoia è una delle più affascinanti delizie estensi, costruita dal 1385 per volere di Alberto V d’Este come rifugio dalla noia. Oggi è un museo che espone oltre 250 opere d’arte, con il celebre Salone dei Mesi affrescato da Francesco del Cossa ed Ercole de’ Roberti. Ecco cosa non perdere:
– Gli affreschi del Salone dei Mesi, ciclo astrologico e allegorico unico
– La Sala delle Virtù con stucchi policromi e soffitto a cassettoni
– Le collezioni di ceramiche, medaglie, bronzi e codici miniati
– L’ala trecentesca e il monumentale portale marmoreo del 1470


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Copertina itinerario Palazzo Schifanoia: il Salone dei Mesi e le delizie estensi
Palazzo Schifanoia a Ferrara, celebre delizia estense, ospita il Salone dei Mesi con affreschi di Francesco del Cossa e Ercole de’ Roberti, oltre a collezioni di ceramiche e medaglie. Un museo imperdibile.

Cose da sapere


Introduzione

Se c’è un posto a Ferrara che incarna il genius loci estense, è Palazzo Schifanoia. Il nome dice tutto: ‘schivar la noia’, un rifugio per il divertimento della corte. Ma non pensate a un semplice palazzo di svago. Qui, nel Salone dei Mesi, troverete uno dei cicli pittorici più straordinari del Quattrocento. Affreschi che mescolano astrologia, mitologia e vita quotidiana, in un tripudio di colori che sembrano raccontare il tempo stesso. È un museo che parla di potere, arte e piacere, tutto in un elegante edificio rinascimentale.

Cenni storici

Costruito nel 1385 per Alberto V d’Este, fu ampliato da Borso d’Este a partire dal 1466, che commissionò il Salone dei Mesi (affrescato tra il 1469 e il 1470 da Francesco del Cossa ed Ercole de’ Roberti). Nel 1493 Biagio Rossetti aggiunse il cornicione in cotto. Dopo la devoluzione del 1598, il palazzo decadde: nel Settecento divenne una manifattura di tabacco e gli affreschi furono imbiancati. Riscoperti nell’Ottocento, divenne museo civico nel 1898. Il terremoto del 2012 causò danni, ma dopo restauri, nel giugno 2020 sono stati riaperti il Salone e la Sala degli Stucchi, e dal 2021 l’intero palazzo è visitabile.

  • 1385: costruzione per Alberto V d’Este
  • 1466-1470: ampliamento Borso e affreschi Salone dei Mesi
  • 1493: intervento Biagio Rossetti
  • XVIII sec: manifattura tabacco, affreschi nascosti
  • 1898: apertura Museo Civico
  • 2012: danni sisma, restauri
  • 2020-2021: riapertura completa

Il Salone dei Mesi: un calendario di bellezza

Il cuore del palazzo è il Salone dei Mesi, lungo 25 metri, largo 11, alto 7,5. Ogni mese è rappresentato su tre fasce: in alto le divinità pagane, al centro i segni zodiacali e decani, in basso scene della vita di Borso d’Este e attività agricole. Integri solo i mesi da marzo a settembre. La complessità simbolica è incredibile: unisce astrologia, propaganda politica e vita reale. Gli affreschi sono opera di Francesco del Cossa e Ercole de’ Roberti, su progetto dell’astrologo Pellegrino Prisciani. La luce ora li valorizza al meglio, dopo i recenti restauri.

Oltre il Salone: ceramiche e medaglie

Ma Schifanoia non è solo affreschi. Il percorso museale include 21 sale con oltre 250 opere. Spiccano le ceramiche graffite (come il Grande piatto con angelo), le medaglie di Pisanello, e la Sala delle Virtù con stucchi policromi. Il soffitto a cassettoni e il fregio in legno e stucco di Domenico di Paris sono imperdibili. Nelle vetrine, codici miniati, bronzetti e avori raccontano il gusto raffinato degli Estensi. Una saletta è dedicata alla collezione di ceramiche di Giovanni Pasetti. La visita completa richiede circa 2 ore, ma anche solo il Salone e la Sala delle Virtù meritano.

Perché visitarlo

Primo: un capolavoro unico. Il Salone dei Mesi non ha eguali in Italia per fusione di allegoria e realismo. Secondo: è un museo ‘a misura d’uomo’, compatto ma ricchissimo, ideale per una mattinata di arte senza fatica. Terzo: i recenti restauri hanno restituito splendore agli affreschi, con un’illuminazione che ne esalta ogni dettaglio. Inoltre, il biglietto include l’ingresso al Civico Lapidario, un bonus interessante.

Quando andare

Se potete, scegliete un mattino infrasettimanale: la luce che entra dalle finestre rende gli affreschi ancora più vivi. Evitate le ore di punta (11-14) nei weekend, quando il Salone si riempie. La primavera e l’autunno sono perfetti per unire la visita a una passeggiata nel centro storico di Ferrara, che qui è tutto un incanto.

Nei dintorni

A due passi, il Castello Estense è immancabile: imponente fortezza con fosse e sale affrescate. Se amate l’arte rinascimentale, il Palazzo dei Diamanti (a circa 15 minuti a piedi) ospita la Pinacoteca Nazionale con opere di Cosmè Tura e del Garofalo. Per una pausa, il Quadrilatero (zona mercato) offre ottimi locali dove assaggiare la salama da sugo e il pasticcio ferrarese.

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💡 Forse non sapevi che…

Un aneddoto curioso: nel Settecento, il Salone dei Mesi fu imbiancato per ospitare una manifattura di tabacco, cancellando gli affreschi. Solo nell’Ottocento furono riscoperti, e oggi possiamo ammirare questo capolavoro. Il nome stesso, ‘Schifanoia’, significa ‘schiva la noia’, un invito a godersi la bellezza senza tempo.