Taranto centro storico in 1 giorno: 7 tappe a piedi tra castello, duomo e vicoli


Taranto centro storico itinerario 1 giorno: ti sembra poco? In realtà, sette tappe bastano per innamorarti della città vecchia. Parti dal Castello Aragonese, imponente fortezza sul mare, e prosegui tra i vicoli fino al Duomo di San Cataldo, capolavoro romanico. Non perdere la chiesa di San Domenico Maggiore e le piazze nascoste. Ogni angolo racconta una storia. Visita il Museo Archeologico Nazionale (MArTA) per ammirare i reperti della Magna Grecia. Poi perdi te stesso tra i vicoli di Taranto Vecchia, dove le case a schiera e i cortili raccontano la vita di un tempo. La tappa finale è il Ponte Girevole, che collega la città vecchia a quella nuova. Questo tour a piedi è pensato per chi vuole vivere la cultura senza stress: musei, palazzi storici e panorami mozzafiato sul Mar Grande. Con la nostra guida, scoprirai angoli segreti e curiosità. Un'esperienza che unisce arte, storia e autenticità. Perfetto per una gita fuori porta o per un week end lungo.

🗺️ Itinerario in pillole

Un itinerario di un giorno che ti farà scoprire il fascino antico di Taranto, tra castello, duomo e vicoli suggestivi. Perfetto per chi ama la storia e la cultura.

  • Ideale per: esploratori culturali e viaggiatori slow che vogliono vivere il centro storico a piedi.
  • Punti forti: 7 tappe ben distribuite, ingressi economici, e viste spettacolari sul Mar Grande.
  • Per chi è: per single, coppie e piccoli gruppi in cerca di un'esperienza autentica lontano dal turismo di massa.

Tappe dell'itinerario


Mar.Ta: il Museo Archeologico Nazionale di Taranto

MAR.TA Museo Archeologico Nazionale di TarantoLa prima tappa del nostro itinerario tarantino è il MArTA, uno dei musei archeologici più importanti d'Italia. Ospitato nell'ex convento settecentesco di San Pasquale, il museo ti accoglie con un percorso cronologico che parte dal Paleolitico per arrivare all'Alto Medioevo. Il vero gioiello sono gli Ori di Taranto, una collezione di gioielli greci del IV-III secolo a.C. che ti lascerà a bocca aperta. Ma non finisce qui: troverai la Tomba dell'Atleta, le Veneri di Parabita e lo Zeus di Ugento. Il museo è ben organizzato, con pannelli bilingui e un'atmosfera che ti fa sentire la storia addosso. Il bello è che si visita in un paio d'ore, ma potresti rimanere incollato alle vetrine. Consiglio di iniziare dal secondo piano, dove ci sono i reperti più antichi. Aperto tutti i giorni 8:30-19:30, biglietto intorno ai 10 euro. Un inizio perfetto per capire l'anima di Taranto.

Devi andarci se...

Chi visita il MArTA è un viaggiatore curioso, appassionato di storia antica ma concreto: vuole toccare con mano l'eredità della Magna Grecia, senza perdersi in chiacchiere. Perfetto per chi ama i musei ricchi di pezzi unici, ma senza l'ansia da capolavoro.

MAR.TA Museo Archeologico Nazionale di Taranto

Museo Ipogeo Spartano: un viaggio sottoterra nella storia di Taranto

Museo Ipogeo Spartano di TarantoScendendo i gradini di Corso Vittorio Emanuele II, ti ritrovi in un mondo sotterraneo che raccoglie 27 secoli di storia. Il Museo Ipogeo Spartano, scavato nel carparo dagli stessi fondatori spartani nel 706 a.C., si sviluppa su 800 mq fino a 16 metri di profondità. Le quattro sale – Etra, Falanto, Filonide e Persefone – custodiscono mura greche, strutture romane in opus incertum e volte bizantine volute da Niceforo Foca. La Sala Persefone, la più profonda, è attraversata da un fiume sotterraneo che alimenta le sorgenti d'acqua dolce dette "Citri". Da non perdere il tunnel che sbocca sul mar Grande. Aperto solo la domenica alle 11 con prenotazione obbligatoria, è gestito dalla famiglia Bellacicco, che lo ha restaurato nel 2004. Un luogo che ti fa toccare con mano la stratificazione di Taranto, tra reperti archeologici e installazioni artistiche moderne.

Devi andarci se...

Chi ama la storia sotterranea e i tour fuori dagli schemi troverà in questo ipogeo un'esperienza autentica e sorprendente, lontana dai percorsi turistici tradizionali.

Museo Ipogeo Spartano di Taranto

Palazzo di Città

Palazzo di CittàDopo il viaggio sotterraneo, torni alla luce proprio davanti a uno dei simboli del Borgo Antico: il Palazzo di Città. Iniziato nel 1864 su progetto di Davide Conversano e completato nel 1869, sorge dove un tempo c'erano la Residenza del Capitano (un palazzo fortificato del ’500) e le vecchie carceri. Lo stile è quel classico eclettico umbertino che ritrovi in tanti palazzi istituzionali dell'epoca. La facciata, sopraelevata nel 1929 per far posto all'orologio, si affaccia su Piazza Castello. Passando sotto l’Arco del Governatore, ti ritrovi subito dentro il labirinto dei vicoli. All'interno, potenti scalinate portano al Salone degli Specchi (al primo piano) e alla Sala Consiliare (al secondo). Il Salone, con i suoi specchi e lampadari, ha ospitato re, ministri e persino il presidente del Soviet Supremo nel 1967. Se sei fortunato, qualche mostra è aperta al pubblico. Da qui la vista sul Mar Grande è pazzesca – ti fermi un attimo a respirare prima di proseguire.

Devi andarci se...

Chi ama l'architettura istituzionale e i racconti di fasti passati troverà in questo palazzo un concentrato di storia civica: un luogo dove respirare l'eleganza di un'epoca e il fermento della città contemporanea.

Palazzo di Città

Palazzo Galeota: nobiltà e mistero nel cuore del Borgo Antico

Palazzo GaleotaLasciato il Palazzo di Città, ti addentri in Via Duomo e ti fermi davanti al Palazzo Galeota, uno degli esempi più affascinanti dell'edilizia aristocratica settecentesca a Taranto. Costruito nel 1728 dal canonico don Vincenzo Cosa – abile usuraio che ambiva alla nobiltà – il palazzo è il frutto dell'aggregazione di case minori attorno a un cortile interno. La facciata mescola influenze napoletane e barocco leccese: spicca il portale con paraste e capitelli a volute, sormontato da un balconcino. Sul portone, le iniziali di Luigi Galeota, sindaco che acquistò l'edificio nell'Ottocento. Oggi il palazzo ospita uffici comunali dell'Assessorato alla Cultura e, negli ipogei, il Museo del Principato di Taranto Maria d’Enghien, visitabile su prenotazione. Se ti piace il brivido, ascolta la leggenda: lo spirito del canonico – chiamato “aùre” – si aggirerebbe ancora di notte tra le sale. Un luogo dove storia, arte e mistero si intrecciano.

Devi andarci se...

Se ami le storie di intrighi nobiliari e le atmosfere cariche di leggenda, questo palazzo ti regalerà emozioni vere: un connubio di eleganza architettonica e suggestioni popolari che solo il Borgo Antico sa offrire.

Palazzo Galeota

Chiostro del convento di San Domenico

Chiostro del convento di San DomenicoDa Palazzo Galeota, prosegui lungo Via Duomo fino al numero 33: eccoti al Chiostro del convento di San Domenico, uno scrigno di stratificazioni storiche. Il complesso risale alla metà del Trecento, ed è un esempio di architettura gotico-angioina, ma sotto i tuoi piedi giacciono tracce molto più antiche. I restauri hanno riportato alla luce le fondazioni di un tempio greco del VI secolo a.C., con imponenti blocchi di carparo a secco: le colonne e la cella sono ancora visibili lungo l'ala settentrionale. Passeggiando nel chiostro – con pianta irregolare e colonne dai capitelli fogliati – noterai anche due bifore originali e tracce di affreschi medievali. Dal 6 maggio 2025, ospita la mostra “Nostoi. Frammenti di storia” con reperti archeologici recuperati dal mercato illegale. L'ingresso è gratuito e il chiostro è aperto tutti i giorni 8:30-19:30 (domenica incluso). Un luogo dove il passato remoto e quello recente si incontrano, regalando un'emozione autentica.

Devi andarci se...

Se ami le stratificazioni millenarie e i luoghi dove il tempo si ferma, questo chiostro ti regalerà un'immersione unica: passeggi sui resti di un tempio greco, ammiri reperti recuperati e respiri la quiete di un convento trecentesco.

Chiostro del convento di San Domenico

Palazzo Pantaleo: un gioiello settecentesco tra arte e tradizioni

Palazzo PantaleoA due passi dal chiostro, affacciato sul Mar Grande, sorge uno dei palazzi settecenteschi meglio conservati di Taranto: Palazzo Pantaleo. Voluto dal barone Francesco Maria Pantaleo nel 1770, fu costruito ex novo su scoglio dal capomastro Francesco Saverio Miraglia. Salendo lo scalone monumentale a doppia ramma, con volte decorate da stucchi di gusto napoletano, si arriva al piano nobile. Qui i soffitti sono dipinti a tempera dal francavillese Domenico Antonio Carella nel 1773: scene dell’Eneide e dell’Iliade incorniciate da dorature. I pavimenti originali in maiolica policroma provengono dalle fornaci di Vietri. Al secondo piano, il Museo Etnografico Alfredo Majorano raccoglie testimonianze della cultura popolare tarantina: registrazioni della pizzica anni Cinquanta e materiali sul tarantismo studiati da Ernesto De Martino. Oggi il palazzo è sede di rappresentanza del Comune e si visita su prenotazione. Aperto martedì-domenica 10-15, ingresso a pagamento. Un tuffo nella nobiltà e nelle tradizioni di una volta.

Devi andarci se...

Se ami la storia vissuta tra stucchi e affreschi, ma anche le tradizioni popolari più autentiche, questo palazzo ti conquista: saloni nobiliari e musiche di pizzica convivono sotto lo stesso tetto.

Palazzo Pantaleo

Palazzo Amati: nobiltà settecentesca e scienza del mare

Palazzo AmatiChiudiamo la passeggiata con un palazzo che guarda avanti. Palazzo Amati, voluto dal barone Giacomo Amati nella seconda metà del Settecento, è uno dei più grandi del Borgo Antico: ben 37 stanze nate dalla fusione di tre edifici. Affacciato sul Mar Grande, il suo ingresso si trova su Corso Vittorio Emanuele II. Dopo l'esproprio del 1869 divenne scuola, poi abbandono e infine, dopo il restauro del 1977, sede universitaria e museo del mare. Oggi ospita il Centro Euromediterraneo del Mare e dei Cetacei – Ketos, gestito dalla Jonian Dolphin Conservation. Qui si uniscono ricerca scientifica, citizen science e divulgazione: si studiano i delfini del Golfo e si organizza educazione ambientale. Aperto da martedì a domenica, ore 9-16 (chiuso lunedì). Vale la pena dare un'occhiata al piano cantinato, dove un tempo si conservavano olio e vino. Un finale che mescola storia e impegno per l'ecosistema marino.

Devi andarci se...

Se sei un viaggiatore curioso di scienza e sostenibilità, questo palazzo ti sorprende: gli affreschi settecenteschi lasciano spazio a laboratori sui cetacei, unendo passato e futuro in modo inedito.

Palazzo Amati

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