Museo Ipogeo Spartano di Taranto: 800 mq di storia sotto la città

Nel cuore del Borgo Antico di Taranto, il Museo Ipogeo Spartano (MISpa) ti porta a 16 metri sotto terra per un tuffo nella storia. L’ipogeo Bellacicco, con 800 mq di percorso, racconta la città dalla fondazione spartana fino al Seicento, tra resti greci, medievali e bizantini. Un’esperienza unica, aperta solo la domenica con prenotazione obbligatoria.
Sale scavate nel carparo con altezze fino a 8 metri
Tunnel che arriva fino al mar Grande
Ospitato nel Palazzo de Beaumont Bonelli
Riconosciuto dal Ministero dei Beni Culturali nel 2007


Eventi nei dintorni


Copertina itinerario Museo Ipogeo Spartano di Taranto: 800 mq di storia sotto la città
Un viaggio di 2700 anni a 16 metri di profondità: dal 706 a.C. al XVII secolo, tra mura greche, cisterne e un tunnel verso il mare. Visite solo domenica su prenotazione. Imperdibile per appassionati di archeologia.

Cose da sapere


Introduzione

Immagina di scendere 16 metri sotto le strade di Taranto, 4 metri sotto il livello del mare, e ritrovarti in un mondo sotterraneo che racconta 2700 anni di storia. Il Museo Ipogeo Spartano è tutto questo: 800 mq di cavità scavate nella roccia, dove ogni sala svela un pezzo diverso del passato della città. Sotto l’elegante Palazzo de Beaumont Bonelli, questo ipogeo unico ti porta dalla fondazione spartana del 706 a.C. fino al XVII secolo. Non è un museo qualunque: qui le pareti parlano di mura greche, cisterne medievali e un tunnel che porta al mare. Un’esperienza autentica, gestita dalla famiglia Bellacicco con passione.

Cenni storici

Tutto inizia nel 706 a.C., quando gli Spartani fondano Taranto e scavano questa cava di carparo per costruire templi e mura. Nei secoli, l’ipogeo si trasforma: i Romani aggiungono strutture in opus incertum, i Bizantini (con Niceforo Foca) realizzano volte, e nel Medioevo si costruiscono cisterne e un sistema idrico. Il XVII secolo vede la nascita del palazzo nobiliare sopra, mentre il sottosuolo diventa cantina e deposito. Restaurato e aperto al pubblico nel 2004, è oggi un museo riconosciuto dal Ministero dei Beni Culturali. Ecco i momenti chiave:

  • 706 a.C.: fondazione spartana e inizio scavi
  • Epoca romana: opus incertum
  • X sec. d.C.: volte bizantine
  • XVII sec.: costruzione del palazzo de Beaumont Bonelli
  • 2004: apertura al pubblico dopo restauro

Le quattro sale

L’ipogeo si sviluppa in quattro sale, alte da 5 a 8 metri, collegate da rampe di scale. La Sala Etra conserva i resti delle mura greche e blocchi di calcarenite con fossili. La Sala Falanto mostra una strada greca, un sistema di raccolta dell’acqua medievale e l’ingresso del tunnel verso il mare. La Sala Filonide è la più grande (8 metri di altezza), con una colonna greca e nicchie; qui si tengono eventi culturali (max 100 persone). La Sala Persefone è la più profonda: 16 metri sotto strada, scavata nella roccia viva, percorsa da un fiume sotterraneo che alimenta le sorgenti d’acqua dolce dette “Citri”. Ogni sala è un tassello di una storia millenaria.

Il tunnel segreto e le acque sotterranee

Uno degli elementi più affascinanti è il tunnel che sbocca sul mar Grande. Partendo dalla Sala Falanto, attraversa la strada e arriva direttamente al mare. Non si sa se fosse un passaggio segreto o un canale di drenaggio, ma aggiunge mistero. Inoltre, la Sala Persefone è attraversata da un fiume carsico che scorre ancora oggi: le sue acque dolci, le “Citri”, erano usate dagli antichi. Durante la visita, si vedono anche condotte idriche del XVII secolo e un sistema di raccolta dell’acqua piovana. Un mix di ingegneria e natura che rende l’ipogeo unico.

Perché visitarlo

Primo: è l’unico luogo a Taranto dove si vedono tutte le epoche in un unico spazio, dalla fondazione spartana al Settecento. Secondo: l’atmosfera è autentica, gestito da privati senza finanziamenti pubblici, si sente la passione dei Bellacicco. Terzo: le dimensioni sono impressionanti: 800 mq a 16 metri di profondità, con sale enormi e un tunnel che va al mare. Se ami l’archeologia o cerchi un’esperienza fuori dal comune, è imperdibile.

Quando andare

L’unica occasione è la domenica mattina alle 11, con prenotazione obbligatoria. Consiglio di scegliere la primavera o l’autunno: Taranto è meno calda e il Borgo Antico è più godibile. Arriva con un po’ di anticipo per passeggiare sul lungomare prima della visita. L’ipogeo è fresco tutto l’anno (temperatura costante), quindi non preoccuparti del caldo estivo. Ma la domenica è l’unico giorno, quindi organizza il weekend intorno a questa esperienza.

Nei dintorni

A pochi passi dal museo, nel Borgo Antico, merita una visita il Castello Aragonese (X secolo, affacciato sul mare) e il Museo Archeologico Nazionale (MarTa), uno dei più importanti del Sud Italia per reperti greci. Passeggia per le vie strette del centro storico, tra palazzi nobiliari e botteghe artigiane. Se hai tempo, il lungomare offre una bella vista sul Mar Grande e sul ponte girevole.

Itinerari nei dintorni


💡 Forse non sapevi che…

La leggenda vuole che il fiume sotterraneo che scorre nella Sala Persefone, detto Citri, alimenti le sorgenti d’acqua dolce della città. I visitatori più attenti possono ancora vedere i segni degli antichi scalpelli spartani sulle pareti di calcarenite.