Orrido di Bellano: canyon e cascate sul Lago di Como

L’Orrido di Bellano è una gola naturale formatasi 15 milioni di anni fa dall’erosione del torrente Pioverna. Si visitano passerelle ancorate alle pareti rocciose, tra cascate, marmitte giganti e vegetazione lussureggiante. All’ingresso si trova la Ca’ del Diavol, una torretta pentagonale con leggende e museo multimediale. Il percorso è semplice ma non adatto a passeggini. La cascata principale salta 40 metri e la portata media è di 2,5 m³/s. Stendhal e Wetzel hanno descritto il luogo, mentre il poeta Boldoni lo definì ‘orrore di un’orrenda orrendezza’. Visitatori annuali: circa 140.000. Ecco cosa non perdere:
Passerelle sospese che attraversano la gola.
Ca’ del Diavol: museo interattivo su geologia e leggende.
Marmitte giganti modellate dall’acqua.
Leggenda di Taino, guerriero sepolto con un tesoro.


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Copertina itinerario Orrido di Bellano: canyon e cascate sul Lago di Como
L’Orrido di Bellano è una gola naturale scavata dal torrente Pioverna, visitabile su passerelle tra marmitte e cascate. Scopri la Ca’ del Diavol e le leggende locali.

Cose da sapere


Benvenuti all’Orrido di Bellano

Immagina di camminare su passerelle sospese tra pareti rocciose a picco sull’acqua, con il fragore di una cascata che ti accompagna. L’Orrido di Bellano è una gola naturale scavata dal torrente Pioverna, un canyon profondo che ti fa sentire piccolo ma vivo. Le marmitte giganti, gli anfratti e la vegetazione lussureggiante creano un’atmosfera quasi tropicale. Non è un semplice sentiero: è un’esperienza che coinvolge tutti i sensi. E se hai un po’ di coraggio, guarda in basso: l’acqua scorre impetuosa, e le pareti sembrano chiudersi su di te. Un posto che non dimenticherai facilmente.

Cenni storici

La gola si è formata circa 15 milioni di anni fa per l’erosione del torrente Pioverna e del ghiacciaio dell’Adda. Già nel ‘500 e ‘600 le acque venivano usate per lavorare il ferro, poi nel 1870 il Cotonificio Cantoni aprì uno stabilimento. Il poeta locale Sigismondo Boldoni la chiamò ‘orrore di un’orrenda orrendezza’, mentre Stendhal la citò nel suo ‘Viaggio in Italia’. La visita moderna è nata a metà ‘700 con una scalinata in marmo rosa; oggi le passerelle si estendono fino alla grande cascata a monte. Un mix di natura e storia che merita di essere scoperto.

La Ca’ del Diavol: tra leggenda e tecnologia

All’ingresso dell’Orrido trovi una torretta pentagonale a strapiombo sul torrente: la Ca’ del Diavol. Il nome viene da affreschi demoniaci e leggende di riti satanici, ma secondo alcuni era un rifugio anti-coprifuoco durante l’occupazione austriaca. Oggi, dopo un restauro, è un museo su tre piani con exhibit multimediali. Al piano terra scopri la geologia, al secondo le leggende locali (tipo il tesoro del guerriero Taino), al terzo un viaggio in VR che ti porta dal canyon fino alla Grigna e al Lago di Como. Da non perdere.

Il canyon passo dopo passo

Il percorso inizia con una scalinata e poi si snoda su passerelle metalliche ancorate alla roccia. Attenzione: ci sono scale e passaggi stretti, niente passeggino o carrozzina. I cani sono ammessi solo nell’Orrido, non nella Ca’ del Diavol. Durante la camminata senti il rumore dell’acqua che cresce, fino ad arrivare alla cascata principale. Nei periodi di piena è un fragore assordante! Le pareti sono umide e scivolose, quindi vanno bene scarpe antiscivolo. Le passerelle sono illuminate anche la sera, creando un’atmosfera ancora più suggestiva. Conta circa un’ora per la visita, ma se ti fermi a scattare foto può durare di più.

Perché visitarlo

Ecco tre buoni motivi: 1. Unico canyon visitabile sul Lago di Como – non c’è niente di simile in zona. Puoi camminare dentro una gola a strapiombo sull’acqua, un’esperienza da brividi. 2. Adatto a tutti (quasi) – il percorso non è troppo faticoso, ma non è per chi ha problemi di mobilità. I bambini lo adorano, con le dovute precauzioni. 3. La Ca’ del Diavol è un gioiello multimediale – il museo è moderno e interattivo, perfetto per capire la storia del luogo divertendosi. Insomma, un mix di natura, storia e tecnologia che piace a tutti.

Quando andare

Secondo me, il periodo migliore è la primavera o l’autunno, quando il torrente è più ricco d’acqua e le cascate sono spettacolari. D’estate l’afflusso è alto e può fare caldo, ma gli orari si allungano fino alle 22 in luglio e agosto, permettendo una visita serale con le luci artificiali che creano giochi d’ombra. Evita i periodi di siccità se vuoi vedere l’acqua impetuosa. In inverno è aperto solo sabato e domenica, ma l’atmosfera è più intima. Insomma, ogni stagione ha il suo fascino, ma per l’esperienza più piena scegli una giornata dopo un bel temporale.

Nei dintorni

Dopo l’Orrido, non perderti il paese di Bellano: fai una passeggiata sul lungolago e visita la Chiesa di San Giorgio, con affreschi seicenteschi. Se hai tempo, sali in Valsassina per un’escursione o vai a Lecco (25 km) per un giro in città. A Bellano c’è anche un lido con piscine riscaldate, perfetto per rinfrescarsi d’estate. E se ami i borghi, Varenna è a un passo: raggiungibile in battello o in treno, con le sue casette colorate e la vista sul lago. Un’ottima combinazione per una giornata piena.

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💡 Forse non sapevi che…

Secondo la tradizione, il guerriero Taino giace sepolto nell’Orrido con il suo tesoro, custodito da un’enorme pietra. Le gallerie sotterranee erano usate durante l’occupazione austriaca per eludere il coprifuoco. La Ca’ del Diavol deve il suo nome a figure mitologiche e a presunti riti satanici, ma oggi è un museo che svela i segreti del territorio.