🧭 Cosa ti aspetta
Ideale per: chi cerca un mix di lago, montagna e borghi Punti forti: ville storiche, viste panoramiche, sentieri natura Perché visitarla: relax, cultura e outdoor in un'unica destinazione Non perdere: giardini di Villa Carlotta, balcone di Brunate, castelli nascosti
Eventi nei dintorni
La provincia di Como è molto più del famoso lago che porta il suo nome. Qui trovi un mix perfetto di natura, storia e cultura, con ville patrizie affacciate sull'acqua, borghi medievali arroccati e montagne che si specchiano nel lago. In questa guida ti porto alla scoperta dei luoghi imperdibili, da visitare senza fretta: dal capoluogo con la sua maestosa cattedrale e i giardini sul lago, fino ai piccoli paesi che custodiscono castelli dimenticati e chiese romaniche. Il lago di Como è solo l'inizio: esplora le valli laterali, percorri i sentieri che attraversano boschi di castagno e lasciati sorprendere dalla bellezza delle ville come Villa Carlotta e Villa del Balbianello. La provincia di Como è una destinazione che unisce eleganza e autenticità, perfetta per un weekend fuori porta o una vacanza più lunga. Ogni angolo racconta una storia, tra arte, natura e sapori locali. Con questa guida pratica, non ti perderai nulla.
Panoramica
- Duomo di Como: capolavoro gotico rinascimentale
- Villa Carlotta: arte, storia e giardino incantato
- Villa del Balbianello, gioiello del FAI a Tremezzina
- Villa Olmo: storia e fascino sul Lago di Como
- Un tuffo nel Medioevo: il Castello del Baradello
- Tempio Voltiano: l'omaggio a un genio sulle rive del lago
- Basilica di Sant'Abbondio: un capolavoro romanico
- Teatro Sociale: un gioiello neoclassico tra storia e musica
- Villa Melzi d'Eril: il gioiello neoclassico di Bellagio
- Castello Di Rezzonico: un gioiello medievale sul lago
- Castello di Musso: rovine sul lago
- Palazzo Gallio: dimora cardinalizia con vista lago
- Museo della Seta: il filo d'oro di Como
- Faro Voltiano: il simbolo di Brunate che domina il lago
- Museo del Ciclismo Madonna del Ghisallo
Itinerari nei dintorni
Duomo di Como: capolavoro gotico rinascimentale
- Vai alla scheda: Duomo di Como: facciata marmorea con statue dei Plinio e cupola di Juvarra
- Via Cinque Giornate, Como (CO)
- https://www.cattedraledicomo.it/
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- +39 031 3312275
Se pensate che il Duomo di Como sia solo un'altra cattedrale, vi sbagliate di grosso. È un'incredibile stratificazione di stili che dal 1396 al 1740 ha visto succedersi generazioni di architetti. La facciata in marmo di Musso è un trionfo tardogotico: tre portali, un rosone centrale e quattro lesene coronate da guglie. Osservate i Plinii (il Vecchio e il Giovane) ai lati del portale maggiore, scolpiti da Tommaso Rodari. Poi girate intorno: sul fianco nord c’è la curiosa “porta della Rana”, con una rana di pietra tra decorazioni vegetali. Dentro, la luce filtra dalle vetrate neogotiche dei fratelli Bertini, mentre la navata gotica si apre su un presbiterio rinascimentale con tre absidi. La cupola ottagonale è di Filippo Juvarra, decorata in stucco e oro. Tra le opere d’arte, non perdetevi la Pala Raimondi di Bernardino Luini (1521) e gli arazzi fiamminghi del XVI secolo. Curiosità: il duomo non ha campanile proprio; le campane sono sulla torre civica del broletto, un concerto in Re♭. Un luogo che vi farà viaggiare nel tempo.
Villa Carlotta: arte, storia e giardino incantato
- Vai alla scheda: Villa Carlotta: arte e giardini sul Lago di Como
- Tremezzina (CO)
- https://www.villacarlotta.it/
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- +39 0344 40405
Quando arrivi a Villa Carlotta, capisci subito perché è una delle mete più amate del Lago di Como. Affacciata sulle acque di fronte a Bellagio, questa villa seicentesca è un concentrato di arte e natura che ti lascia a bocca aperta.Costruita alla fine del Seicento per il marchese Giorgio Clerici, ha cambiato volto più volte. Il vero colpo di genio lo diede Gian Battista Sommariva, che la trasformò in un tempio dell'arte neoclassica. Dentro trovi opere di Canova (come la Maddalena penitente e Amore e Psiche), di Thorvaldsen e il celebre dipinto di Hayez L'ultimo bacio dato a Giulietta da Romeo. Più tardi, la principessa Marianna di Nassau la comprò e la regalò a sua figlia Carlotta, che le diede il nome. Suo marito, il duca Giorgio II di Sassonia-Meiningen, fu un appassionato botanico e ampliò il giardino con specie esotiche da tutto il mondo.
Oggi il parco di 70.000 metri quadri è un tripudio di colori in primavera, con oltre 150 varietà di rododendri e azalee che esplodono in fioriture alte fino a 22 metri. Ma ogni stagione ha il suo fascino: camelie, cedri e sequoie secolari, un giardino roccioso, la valle delle felci, il giardino dei bambù e un museo degli attrezzi agricoli. Insomma, ogni angolo è una sorpresa – e se ti fermi sotto il platano amato da Stendhal, capirai perché.
Praticamente: il biglietto costa 15€, aperto tutti i giorni dalle 10 alle 19 in primavera/estate. Puoi arrivarci in battello direttamente al pontile della villa, o in traghetto da Bellagio a Cadenabbia e poi 5 minuti a piedi. Porta la macchina fotografica – ti servirà.

Villa del Balbianello, gioiello del FAI a Tremezzina
- Vai alla scheda: Villa del Balbianello: gioiello del Lago di Como tra storia e cinema
- Via Comoedia 5, Tremezzina (CO)
- https://fondoambiente.it/luoghi/villa-del-balbianello
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- faibalbianello@fondoambiente.it
- +39 034 456 110
Se c'è una villa che sa stupire a ogni angolo, è Villa del Balbianello. Arroccata sul promontorio boscoso del Dosso di Lavedo, a Tremezzina, domina il Lago di Como con un panorama che toglie il fiato. Costruita tra il 1790 e il 1793 per volere del cardinale Angelo Maria Durini, sorge dove un tempo sorgeva un monastero francescano. Pochi sanno che qui soggiornarono anche patrioti del Risorgimento come il conte Luigi Porro Lambertenghi e Giuseppe Arconati Visconti. Poi, nel 1988, l'ultimo proprietario privato – l'esploratore Guido Monzino, primo italiano a scalare l'Everest – la donò al FAI, che oggi la gestisce con cura.La villa non è un unico edificio, ma un complesso: la residenza principale e la Loggia Durini, un belvedere settecentesco con doppia affaccio su due insenature del lago. Gli interni sono un viaggio nei ricordi di Monzino: il Museo delle Spedizioni espone mappe, strumenti di viaggio e cimeli dei popoli incontrati, mentre le sale sono arricchite da arazzi fiamminghi, terrecotte cinesi e dipinti su vetro. Ma il vero spettacolo è fuori: il giardino a terrazze, con alberi potati in forme bizzarre e viali di statue, si tuffa nel lago con un porticciolo e scalinate bordate di platani.
La villa è anche una star del cinema: qui sono state girate scene di "Star Wars: Episodio II – L'attacco dei cloni" (2002), di "Casinò Royale" di James Bond (2006) e del film "Un mese al lago" (1995) con Vanessa Redgrave. Per visitarla, prenotazione online obbligatoria sul sito FAI. Si arriva a piedi da Lenno (circa 25 minuti in salita) o in taxi boat. Il parcheggio più vicino è a pagamento in via Comoedia. Attenzione: la villa è parzialmente accessibile a persone con mobilità ridotta. Consiglio di andare con calma e godersi ogni scorcio: la vista dalla loggia è qualcosa che non dimenticherete.

Villa Olmo: storia e fascino sul Lago di Como
- Vai alla scheda: Villa Olmo: storia, parco e visite sul Lago di Como
- Via Simone Cantoni, Como (CO)
- https://www.visitcomo.eu/it/vivere/luoghi-della-cultura/villa_olmo/
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Se passeggi sul lungolago di Como, ti imbatterai in una delle dimore più imponenti del Lario: Villa Olmo. Costruita tra il 1782 e il 1812 dall’architetto Simone Cantoni per il marchese Innocenzo Odescalchi, è un capolavoro neoclassico che ha ospitato personaggi come Napoleone, Garibaldi e l’imperatore Ferdinando I d’Austria. Il nome deriva da un antico olmo che un tempo sorgeva qui, già citato da Plinio il Giovane. La facciata è scandita da dieci colonne ioniche e medaglioni con filosofi greci, mentre all’interno spiccano l’atrio a tre piani, lo scalone d’onore e la sala da ballo affrescata da Domenico Pozzi. Il parco è un vero gioiello: circa 800 alberi tra ippocastani, cedri del Libano e platani, un giardino all’italiana con statue mitologiche, serre ottocentesche e un tempietto neoclassico. Oggi la villa è chiusa per restauro, ma il parco è regolarmente aperto con ingresso gratuito (orario invernale 7-19, estivo 7-23). Non perderti il “Chilometro della Conoscenza”, il percorso che collega Villa Olmo a Villa del Grumello e Villa Sucota, perfetto per una passeggiata culturale tra lago e verde. Portati un libro e goditi la vista: è il posto ideale per rilassarsi lontano dal caos.
Un tuffo nel Medioevo: il Castello del Baradello
- Vai alla scheda: Castello del Baradello Como: Torre medievale di Barbarossa con vista a 360° sul Lago
- Strada degli Alpini, Como (CO)
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Se c'è un posto che ti fa sentire il Medioevo addosso, è il Castello del Baradello. Arroccato sul colle a 430 metri d'altezza, domina Como e il lago con la sua mole. Federico Barbarossa lo fece costruire nel 1158 sui resti di fortificazioni bizantine, e ancora oggi la torre quadrata – 8,5 metri per lato, quasi 30 metri d'altezza – è il simbolo del Parco Spina Verde. La salita a piedi da Piazza Camerlata è una passeggiata di 20 minuti su un sentiero sterrato: niente di impossibile, ma la pendenza si fa sentire. Una volta lassù, lo spettacolo è a 360°: dal lago alle Alpi, dalla pianura Padana agli Appennini nelle giornate limpide.La visita è solo guidata, ogni ora, e dura circa 40 minuti. Si parte dal cortile e si sale sulla scala sospesa a 15 metri d'altezza – attenzione se soffrite di vertigini. Dentro la torre, oltre alla vista dall'alto, c'è la mostra 'Frammenti… di una città' con reperti degli scavi degli anni '70 e 2008-2010. E poi c'è la cisterna medievale, con il suo cocciopesto rosa ancora visibile.
Un dettaglio che mi ha colpito: qui nel 1277 Napoleone Torriani fu rinchiuso in una gabbia da Ottone Visconti e morì di inedia. La sua storia è legata a questo luogo quasi quanto quella di Barbarossa.
Praticamente: il castello apre sabato, domenica e festivi dalle 9:30 alle 18:00. Biglietto adulti 7€, bambini 6-14 anni 5€, gratis sotto i 5 anni e per disabili con accompagnatore. Consiglio di prenotare online per evitare la fila. E se portate i bambini, niente passeggini: il percorso non li ammette. Per un picnic, ai piedi della torre trovate la Baita Bardello con tavoli e panche. Insomma, una meta perfetta per chi ama storia, viste e una bella camminata.

Tempio Voltiano: l'omaggio a un genio sulle rive del lago
- Viale Guglielmo Marconi, Como (CO)
- https://www.visitcomo.eu/it/scoprire/musei/tempio-voltiano/index.html
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- musei.civici@comune.como.it
- +39 031 574705
Se passate da Como, non potete perdervi il Tempio Voltiano, un gioiello neoclassico che si affaccia direttamente sul lago. Inaugurato il 16 luglio 1928, fu voluto dall’imprenditore Francesco Somaini per celebrare il centenario della morte di Alessandro Volta, il genio comasco della pila. L’architetto Federico Frigerio lo disegnò ispirandosi al Pantheon: all’esterno, la pietra bianca calcarea spicca contro l’azzurro del lago; all’interno, una cupola centrale e pavimenti in marmi policromi creano un’atmosfera solenne. Salendo le scale – attenzione, sono un po’ ripide – si arriva al piano superiore dove sono esposti strumenti originali, manoscritti e persino la scrivania di Volta. Io sono rimasto affascinato dalla pila voltaica originale, un mucchietto di dischi di rame e zinco che ha cambiato il mondo. Il museo è piccolo ma denso: in un’oretta vi fate un’idea chiara del suo lavoro. E se vi va, fermatevi nel cortile interno: la luce che filtra dalla cupola è perfetta per una foto. Orari: da martedì a domenica, 10-18 (ultimo ingresso alle 17:30). Biglietto intero 5 €, ridotto 3 €. Consiglio di prenotare online per evitare code, soprattutto nei weekend. E non dimenticate di dare un’occhiata al programma del 2025: ci sono conferenze e concerti che rendono la visita ancora più speciale.
Basilica di Sant'Abbondio: un capolavoro romanico
- Via Sant'Abbondio, Como (CO)
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Poco fuori dal centro di Como, oltre il fiume Cosia, si trova la Basilica di Sant'Abbondio, uno degli esempi più affascinanti di architettura romanica in Lombardia. La sua storia inizia nel V secolo, con una chiesa paleocristiana dedicata ai santi Pietro e Paolo, ma l'edificio attuale fu ricostruito tra il 1050 e il 1095 dai monaci benedettini, che portarono influenze nordiche evidenti nelle due torri campanarie gemelle – una rarità in Italia. Consacrata da Papa Urbano II nel 1095, la basilica ha vissuto secoli di rimaneggiamenti, ma un restauro ottocentesco di Serafino Balestra le ha restituito l'aspetto romanico originario.Entrando, colpisce la pianta a cinque navate, con possenti colonne di granito e capitelli che spaziano da forme cubiche a decorazioni floreali. La luce filtra dalle monofore, creando un'atmosfera raccolta. Nella zona absidale, un ciclo di affreschi del XIV secolo del Maestro di Sant'Abbondio racconta la vita di Cristo: dalla Natività alla Passione, con dettagli realistici che offrono uno spaccato dei costumi medievali. Di grande pregio anche la statua di Sant'Abbondio, opera di Tommaso Rodari (fine Quattrocento), restaurata nel 2021.
Accanto alla basilica sorge il monastero, oggi sede della facoltà di Giurisprudenza dell'Università dell'Insubria. L'ingresso è gratuito e la chiesa è aperta tutti i giorni. Se passate da Como, non perdetevi questo gioiello: è un luogo che parla di fede e storia, lontano dal caos turistico.

Teatro Sociale: un gioiello neoclassico tra storia e musica
- Via Vincenzo Bellini 3, Como (CO)
- https://teatrosocialecomo.it/
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Nel cuore di Como, a pochi passi dal lago, il Teatro Sociale è un’istituzione che racconta due secoli di cultura. Inaugurato il 28 agosto 1813 con l’opera Adriano in Siria, è un classico teatro all’italiana a ferro di cavallo con tre ordini di palchi e due gallerie, per una capienza di 999 posti. La facciata neoclassica, con colonne corinzie, fu completata tra il 1819 e il 1821 su progetto di Giuseppe Cusi e Luigi Canonica. A sostenere la costruzione fu niente meno che Alessandro Volta, che nel 1811 faceva parte del consiglio comunale. Tra i primi grandi artisti a calcare il palco, Nicolò Paganini nel 1823 e Franz Liszt nel 1837. Durante la seconda guerra mondiale, dopo i bombardamenti del 1943 che danneggiarono la Scala, il teatro milanese si trasferì qui per la stagione 1943-44. All’interno, spicca il sipario storico di Alessandro Sanquirico, restaurato di recente, e la Sala Bianca, completamente ridipinta all’inizio del Novecento. L’acustica è eccellente: lo testimoniano le dimensioni del palcoscenico (21,5 x 13,5 metri) e la conformazione della sala. Gestito oggi dall’associazione AsLiCo, il Sociale offre una programmazione varia: opera, prosa, danza e concerti, con una stagione 2025/2026 dedicata allo sport per le Olimpiadi invernali. Da non perdere l’Arena estiva, riaperta nel 2013 per il bicentenario, che ospita il festival “Como Città della Musica”. Il teatro è facilmente raggiungibile: la stazione di Como Lago è a 200 metri, e la biglietteria (tel. 031 270170) è aperta martedì e giovedì 10-14, mercoledì e venerdì 10-15. Per i più piccoli, c’è Opera Education con spettacoli dedicati. Insomma, un tuffo nella storia che continua a vivere ogni sera.
Villa Melzi d'Eril: il gioiello neoclassico di Bellagio
- Via Melzi D'Eril, San Giovanni (CO)
- https://www.giardinidivillamelzi.it/
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Se c'è un luogo che racchiude l'essenza del Lago di Como in tutto il suo splendore, è Villa Melzi d'Eril a Bellagio. Costruita tra il 1808 e il 1810 per Francesco Melzi d'Eril, duca di Lodi e vicepresidente della Repubblica Italiana sotto Napoleone, questa villa neoclassica è molto più di una dimora storica: è un'esperienza che fonde arte, natura e storia.Non potrete visitare gli interni della villa (è ancora residenza privata), ma i giardini all'inglese e il museo nell'aranciera vi conquisteranno. Progettati da Luigi Canonica e Luigi Villoresi (gli stessi del parco della Villa Reale di Monza), i giardini si estendono per circa un ettaro lungo la costa, regalando scorci da cartolina. Passeggiando tra vialetti sinuosi, incontrerete il chiosco moresco proteso sul lago, il laghetto giapponese con ninfee e aceri, e una collezione di sculture che spaziano dall'antico Egitto al neoclassico. Da non perdere la statua di Dante e Beatrice di Comolli, che ispirò Franz Liszt per la sua 'Sonata a Dante'.
Il museo Lodovico Gallarati Scotti, allestito nella serra degli agrumi, è un gioiello: al piano superiore si racconta la storia della villa e dei suoi illustri ospiti (Stendhal, Liszt, i coniugi Shelley), mentre l'Antiquarium al piano inferiore espone reperti archeologici, ceramiche orientali e cimeli napoleonici come il busto di Napoleone e le chiavi di Milano. Chiudete la visita con la cappella gentilizia neoclassica, mausoleo della famiglia Melzi.
Info pratiche: i giardini, il museo e la cappella sono aperti da marzo a ottobre, tutti i giorni dalle 9:30 alle 18:30. Il biglietto costa 6,50 € (ridotto 5 €). Il periodo migliore? Primavera, per la fioritura di azalee e rododendri. Arrivate in battello da Como: è il modo più suggestivo.

Castello Di Rezzonico: un gioiello medievale sul lago
- Vai alla scheda: Castello di Rezzonico: storia e panorami mozzafiato sul Lago di Como
- Via al castello, San Siro (CO)
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Il Castello di Rezzonico, frazione di San Siro, è uno di quei luoghi che ti catturano al primo sguardo. Arroccato su un promontorio roccioso, domina il Lago di Como di fronte a Dervio. Costruito nel XIV secolo dalla famiglia Della Torre – che diede i natali a Papa Clemente XIII – è un tipico castello-recinto: un'area fortificata di circa 2000 mq che ospitava abitazioni e la torre principale, pensata per proteggere gli abitanti durante le incursioni. Oggi è una residenza privata, quindi non si può visitare all'interno, ma la sua mole merlata vale una sosta. Dalla strada statale Regina lo vedi svettare con la sua alta torre medievale a merlatura ghibellina. Passeggiando per il borgo di Santa Maria Rezzonico, tra portici e viuzze, arrivi fino ai piedi del castello e a una piccola spiaggia ciottolata. Peccato non poter entrare, ma il panorama da lassù dev'essere spettacolare. Se capita un evento speciale – tipo un matrimonio – magari si riesce a dare un'occhiata al cortile. Per il resto, ci si accontenta di ammirarlo da fuori, e già così impressiona.
Castello di Musso: rovine sul lago
- Vai alla scheda: Castello di Musso: rovine medievali con vista mozzafiato sul Lago di Como
- Da Dongo a S.Eufemia (antica via Regina), Dongo (CO)
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Arroccato sullo sperone roccioso del Sasso di Musso, il Castello di Musso domina il Lago di Como da un’altezza di circa 300 metri. Oggi rimangono solo suggestive rovine, ma la storia che raccontano è tumultuosa. Le prime fortificazioni risalgono ai Galli, poi il castello divenne possedimento dei Malacrida nel Trecento. Nel Cinquecento passò a Gian Giacomo Trivulzio, che lo ampliò e vi istituì persino una zecca per coniare monete. Ma il personaggio più affascinante fu Gian Giacomo Medici (detto il Medeghino), che dal 1522 al 1532 fece della rocca il suo quartier generale, terrorizzando il lago con scorribande pirata. La fortezza era protetta da una doppia cinta muraria e da un fossato di pali acuminati. Nel 1532, dopo un assedio, i Grigioni la rasero al suolo. Oggi, per raggiungere i ruderi, serve una camminata (accesso libero) che regala una vista incredibile sul lago. Nei pressi, non perdete il Giardino del Merlo, un orto botanico creato nell’Ottocento tra le rovine, con piante esotiche come palme e banani. Peccato che del castello resti così poco, ma l’atmosfera è potente: qui si respira un passato di battaglie e intrighi. Se siete in zona, merita la salita.
Palazzo Gallio: dimora cardinalizia con vista lago
- Via Tolomeo Gallio, Gravedona ed Uniti (CO)
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Se pensate che il Lago di Como sia solo ville eleganti e giardini all'italiana, preparatevi a scoprire un lato diverso, più autentico. A Gravedona, nell'Alto Lario, sorge Palazzo Gallio, detto anche Palazzo delle Quattro Torri. Costruito a partire dal 1586 per volere del cardinale Tolomeo Gallio, segretario di Stato pontificio, questo imponente edificio domina il paese da un promontorio roccioso. Il progetto, probabilmente di Pellegrino Tibaldi (o forse di Giovanni Antonio Piotti, le fonti non sono unanimi), regala una pianta quadrata con quattro torri angolari che ricordano l'antica vocazione difensiva del luogo. Due logge sovrapposte si affacciano rispettivamente sul lago e sulla montagna: da qui lo sguardo spazia sul Monte Legnone e sul Monte Legnoncino, uno spettacolo che da solo vale la visita.All'interno, un grande salone centrale si snoda su due piani ed è oggi utilizzato per mostre, concerti e matrimoni. Purtroppo non troverete arredi sfarzosi: i lavori terminarono dopo la morte del cardinale nel 1607 e il palazzo non fu mai abitato come residenza. Durante le dominazioni spagnola e francese venne adibito a ospedale, e nell'Ottocento a filanda. Solo di recente è diventato sede della Comunità Montana e monumento nazionale.
Il vero tesoro, però, potrebbe essere il giardino terrazzato alle spalle dell'edificio. Piante rare e decine di alberi di camelia lo popolano, e ogni anno, la settimana prima di Pasqua, si tiene la Mostra delle Camelie. Se volete visitarlo, tenete presente che l'accesso è possibile solo su prenotazione (minimo 15 persone) o in occasione di eventi. I recenti restauri della cappella e del tetto (in corso fino alla primavera 2025) stanno restituendo al palazzo il suo antico splendore. Insomma, un luogo ancora poco battuto dal turismo di massa, che vi regalerà un'esperienza autentica tra storia e natura.

Museo della Seta: il filo d'oro di Como
- Via Castelnuovo 9, Como (CO)
- https://www.museosetacomo.com/
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- info@museosetacomo.com
- +39 031 303180
Se pensi che la seta sia solo un tessuto elegante, preparati a ricrederti. Il Museo della Seta di Como ti porta dentro un mondo fatto di bachi, telai e colori, raccontando una storia che parte dal Quattrocento e arriva fino alle passerelle dell’alta moda. Ospitato nell’ex fabbrica di seta che oggi è l’Istituto Setificio Paolo Carcano, il museo si estende su 900 metri quadri e ti fa vivere ogni fase della produzione: dall’allevamento del baco (sapevi che ogni bozzolo contiene circa 1500 metri di filo?) alla tintura, dalla stampa a mano alla tessitura con macchinari d’epoca ancora funzionanti.La visita è un’esperienza multisensoriale grazie ai recenti lavori PNRR: oltre al percorso classico con audioguida, puoi provare il percorso olfattivo, quello tattile e persino una webapp digitale per famiglie. Se hai difficoltà visive, c’è il progetto DescriVedendo con testi in Realtà Aumentata. Non mancano le mostre temporanee, come quella sulla sostenibilità tessile.
Info pratiche: si trova in Via Castelnuovo 9, aperto da martedì a domenica (martedì solo pomeriggio, gli altri giorni 10-13 e 14-18). Biglietto intero a 7 €, ridotto per studenti e under 18 a 4 €. Prenota una visita guidata o un laboratorio di tessitura: è l’ideale per capire perché Como è la capitale mondiale della seta.

Faro Voltiano: il simbolo di Brunate che domina il lago
- Via Giacomo Scalini, Brunate (CO)
- https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO250-00742/
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Il Faro Voltiano è un monumento che non passa inosservato. Arroccato a 909 metri d’altezza sulla vetta del Monte Tre Croci, a Brunate, fu costruito nel 1927 per celebrare il centenario della morte di Alessandro Volta, il genio comasco inventore della pila. Progettato dall’ingegner Gabriele Giussani, è una torre ottagonale alta 29 metri in cemento armato, con una lanterna in vetro e alluminio. Per arrivare alla sommità bisogna salire i suoi 143 gradini a chiocciola: una fatichetta che però ripaga con una panoramica a 360 gradi. Nelle giornate limpide si vedono le Alpi, il Monte Rosa, la Pianura Padana e persino Milano. Di sera, il faro illumina la convalle con fasci di luce bianca, rossa e verde – non solo i colori della bandiera italiana, ma anche simboli di fede, scienza e carità, valori cari a Volta. L’ingresso costa 2 euro (1 euro per under 18 e gruppi), e di solito è aperto sabato, domenica e festivi, ma gli orari cambiano con le stagioni e col maltempo: meglio verificare prima di partire. Il modo più comodo per arrivare è prendere la funicolare da Como fino a Brunate e poi proseguire a piedi (circa 15-20 minuti), oppure in auto, ma la strada è stretta e il parcheggio scarso. Consiglio scarpe comode e una macchina fotografica: il panorama è da cartolina.
Museo del Ciclismo Madonna del Ghisallo
- Via Marie Therese Steiert 4, Magreglio (CO)
- https://www.museodelghisallo.it/it/
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- info@museodelghisallo.it
- +39 031 965885
Se il Ghisallo è da decenni una salita iconica per ogni ciclista, il museo che sorge accanto al santuario è il coronamento di una passione infinita. Inaugurato nel 2006 su impulso di Fiorenzo Magni, il Museo del Ciclismo è una tappa obbligata per chi ama le due ruote. L'edificio stesso è un'opera d'arte: firmato dall'architetto Davide Bergna, si sviluppa su rampe che ricordano i tornanti di montagna, con una grande vetrata che si affaccia sulle Grigne. All'interno, una collezione unica: biciclette storiche di Bartali, Coppi, Merckx e Moser, ma anche la più grande raccolta di maglie rosa del Giro d'Italia, grazie al progetto "Giro for Ghisallo" della Gazzetta dello Sport. Non mancano sezioni dedicate al ciclismo femminile e al paraciclismo, e una sala cinema con 100 film. Il percorso espositivo guida il visitatore in un viaggio emozionante: dalle biciclette militari inizio secolo alla teca "a ponte" con le bici dei campioni, fino alla Grande Enciclopedia del Ciclismo. Atmosfera intensa: si respira la fatica e la gloria di salite epiche. Il museo è aperto da marzo a novembre, tutti i giorni 9:30-17:30 (biglietto intero 6€). Perfetto da abbinare a una pedalata sul colle o a una visita al santuario, dove si conservano i primi cimeli donati dai campioni. Un luogo che unisce sport, storia e devozione.






