Introduzione
Ti trovi lungo la via Flaminia, nel cuore della Gola del Furlo, e all’improvviso la strada si infila in un buco nella roccia. È la Galleria romana del Furlo, un tunnel di quasi 38 metri scavato a mano nel 76 d.C. per volere dell’imperatore Vespasiano. Entrare qui è come fare un salto indietro di duemila anni: le pareti sono ancora segnate dai colpi di scalpello, e l’aria è umida e fresca. Appena fuori, la gola si apre con pareti calcaree a picco sul fiume Candigliano, oggi placido lago grazie a una diga del 1922. Un posto che sa di storia vera, senza fronzoli.
Cenni storici
La storia di questo passaggio inizia ben prima dei Romani: esisteva già un varco naturale, forse ampliato dagli Etruschi. Nel 220 a.C. i Romani tracciarono la via Flaminia, ma il punto più stretto della gola rimaneva un collo di bottiglia. Fu Vespasiano a risolvere il problema facendo scavare la galleria nel 76 d.C., come ricorda un’iscrizione all’ingresso nord-est. Accanto c’è la Piccola Galleria, lunga solo 8 metri, probabilmente un by-pass di emergenza per una frana. Durante la Seconda Guerra Mondiale l’area fu teatro di scontri. Negli anni ’80 una superstrada ha liberato il vecchio tracciato, restituendo la gola ai visitatori.
Ingegneria antica: il tunnel di Vespasiano
Lungo 38,30 metri, largo 5,47 e alto circa 6: queste le misure della galleria, scavata interamente nel calcare compatto con scalpelli e picconi. Sulle pareti si vedono ancora i segni dei tagli a gradina. Non c’è rivestimento, è tutto roccia viva. Un’impresa notevole per l’epoca, considerando che si lavorava a mano e con strumenti rudimentali. La galleria era a senso unico alternato, come testimoniano le dimensioni. Ancora oggi si può percorrere a piedi, immaginando i carri e i viandanti che l’hanno attraversata per secoli. Un monumento all’ingegneria romana che merita di essere visto da vicino.
La chiesa del Quattrocento e la Piccola Galleria
Proprio all’imbocco della galleria grande sorge la Chiesa di Santa Maria delle Grazie (fine ‘400), chiamata anche “della Botte”. Un tempo ospitava un eremita. Oggi è sconsacrata, ma in estate (luglio-agosto) è aperta per mostre temporanee. Dentro si può vedere una piccola esposizione sull’Unità d’Italia. A pochi passi, la Piccola Galleria – lunga 8 metri – è chiusa al pubblico in attesa di lavori di messa in sicurezza. Quando sarà riaperta, sarà possibile fare un percorso archeologico che la collega alla chiesa. Un angolo tranquillo, dove storia e natura si fondono.
Perché visitarlo
Primo: è una delle poche gallerie romane ancora percorribili, e gratis. Secondo: la Gola del Furlo è una Riserva Naturale Statale con una biodiversità incredibile – se sei fortunato vedi aquile o caprioli. Terzo: è fuori dai circuiti turistici di massa, quindi ti godi il silenzio e la storia senza ressa. Perfetto per una sosta di un’ora mentre percorri la Flaminia, o come tappa di un viaggio nelle Marche. Porta una torcia: dentro è buio e l’illuminazione è scarsa.
Quando andare
Il momento migliore? Primavera e autunno, quando le temperature sono miti e la luce illumina le pareti della gola in modo spettacolare. In estate fa caldo, ma la galleria è fresca. Evita i week-end di agosto se non ami la folla (anche se qui è sempre poco affollato). Al mattino presto o nel tardo pomeriggio la luce radente esalta i segni dello scavo. D’inverno, dopo la pioggia, il torrente Candigliano è più rumoroso e l’atmosfera è ancora più suggestiva.
Nei dintorni
A pochi chilometri, Acqualagna è la capitale del tartufo bianco: se sei in autunno, non perdere una degustazione. Oppure prosegui verso Fossombrone, con il suo centro storico medievale e la corte malatestiana. Se ami il trekking, i sentieri della Gola del Furlo partono proprio da qui: il percorso delle Gole ti porta a scoprire la flora e la fauna della riserva. Un’altra idea? Visita la diga del Furlo (1922) che ha creato il lago artificiale – un punto panoramico notevole.