Un gigante di lava e storia
Passeggiando in Piazza Stesicoro non ti aspetti di trovare un anfiteatro romano che spunta dal sottosuolo. E invece eccolo lì, l’Anfiteatro Romano di Catania, il più grande della Sicilia. Quello che vedi oggi è solo un decimo della struttura originaria, il resto è ancora sotto le case e le vie circostanti. La pietra lavica dell’Etna e i mattoni rossi raccontano secoli di storia. È un posto che ti fa immaginare il fragore della folla e i combattimenti, a due passi dal caos della città moderna.
Cenni storici
Costruito intorno al
II secolo d.C., l’anfiteatro poteva ospitare
15.000 spettatori seduti. Dopo il V secolo fu abbandonato e usato come cava. Nel Medioevo le arcate vennero murate, e il terremoto del 1693 lo seppellì. Gli scavi settecenteschi del principe di Biscari e quelli del 1904-1906 di Filadelfo Fichera riportarono alla luce una parte. Durante la guerra fu rifugio. Dal 2024 è gestito dal Comune. Ecco i momenti chiave:
- II sec. d.C. – Costruzione
- V sec. – Abbandono e uso come cava
- 1693 – Terremoto e sepoltura
- 1700s – Scavi di Biscari
- 1904-1906 – Scavi di Fichera
- 1940s – Rifugio antiaereo
- 2024 – Nuova gestione
Lava, mattoni e marmo: com’era fatto
L’anfiteatro era un’ellisse perfetta: diametri esterni 125×105 metri, arena 70×50 metri. I materiali? Pietra lavica dell’Etna per le pareti, mattoni rossi per gli archi, rivestimenti marmorei per la cavea. I gradoni erano 14, divisi in tre ordini, con corridoi coperti su tre piani. Un velarium proteggeva dal sole. Oggi, camminando sotto i portici e visitando il piccolo antiquarium, è facile immaginare la folla che riempiva quei posti.
Come visitare l’anfiteatro oggi
Dal 3 luglio 2024 è stato riaperto con nuova gestione. L’ingresso è in Piazza Stesicoro, con una cancellata decorata da frammenti antichi. Il biglietto intero costa €4, ridotto €3. Aperto tutti i giorni: estate 9:00-19:00, inverno 9:00-17:00 (ultimo ingresso mezz’ora prima). Chiuso solo il 25 dicembre. Purtroppo non è accessibile ai disabili motori. Consiglio: visita in autonomia, i pannelli sono chiari. Per info: 0957150508.
Tre buoni motivi per non perderlo
Primo: è un pezzo di storia unico. È il più grande anfiteatro della Sicilia e vedere ciò che resta ti fa capire l’importanza di Catania in epoca romana. Secondo: il biglietto costa pochissimo. Con €4 fai un salto indietro di duemila anni. Terzo: è in centro. Piazza Stesicoro è una delle piazze più vive, tra bar e negozi. Mentre aspetti un aperitivo, infilati nell’anfiteatro e poi esci con la mente piena di gladiatori.
Il momento migliore per immergersi
Aperto tutto l’anno, ma il periodo ideale è primavera o autunno, con temperature miti e una luce bassa che filtra tra gli archi creando giochi d’ombra. D’estate vai la mattina presto o il tardo pomeriggio: il caldo si fa sentire. D’inverno l’atmosfera è più intima. Controlla gli orari stagionali. Se capita in eventi come la Notte dei Musei, può essere un’esperienza speciale.
Cosa vedere vicino all’anfiteatro
Piazza Stesicoro è un ottimo punto di partenza. A pochi passi, il Duomo di Catania (via Etnea) ha nelle absidi le pietre dell’anfiteatro riutilizzate. Vale la pena girarci intorno. Poi, il Teatro Romano e Odeon in via Vittorio Emanuele, a 10 minuti a piedi: un altro gioiello romano più piccolo ma ben conservato. Se hai tempo, sali al Castello Ursino (Museo Civico). Tutte tappe a portata di camminata.