Benvenuti in Piazza San Marco
Entrare nel Duomo Concattedrale di San Marco significa fare un tuffo nella storia di Pordenone. La facciata, volutamente incompiuta, cela un tesoro di arte e spiritualità. Subito ti colpisce il campanile alto quasi 80 metri, uno dei più eleganti d’Italia, che svetta sulla piazza come un faro. Poi, varcata la soglia del portale rinascimentale del Pilacorte, ti trovi in un interno intimo e raccolto, dove le opere del Pordenone – affreschi e pale – sembrano parlarti da vicino. Non c’è folla, solo il riverbero delle candele e il silenzio rotto ogni tanto da un turista curioso. È un luogo che ti prende alla sprovvista: ti aspetti una chiesa di provincia, e invece trovi capolavori di respiro europeo.
Cenni storici
Le origini del Duomo risalgono al XIII secolo, quando su una preesistente cappella fu costruita una chiesa a navata unica. Nel 1347 venne completato il campanile, ma il terremoto del 1348 bloccò i lavori. La riedificazione in stile romanico-gotico partì nel 1363 e la consacrazione avvenne il 2 ottobre 1468. Tra Quattro e Cinquecento arrivarono artisti come Giovanni Antonio Pilacorte (portale, acquasantiera, fonte battesimale) e Giovanni Antonio de’ Sacchis, detto il Pordenone, che lasciò qui alcune delle sue opere più celebri. Il terremoto del 1976 danneggiò l’edificio, ma i restauri successivi hanno riportato alla luce affreschi medievali e strutture originarie.
Le opere del Pordenone
Il Duomo è una vera e propria galleria del Pordenone, che qui ha lasciato sia la sua prima opera nota sia l’ultima, incompiuta. Sul pilastro ottagonale di destra spiccano tre affreschi: la Madonna con Bambino (prima del 1506), Sant’Erasmo (1512-14) e il celebre San Rocco (1515-18), tradizionalmente ritenuto un autoritratto. Dietro l’altare maggiore, la grande Pala di San Marco consacra Sant’Ermacora (1533-35) è un’opera potente ma lasciata incompiuta. Da non perdere la Pala della Madonna della Misericordia, restaurata nel 2006, e le portelle del battistero (oggi al Museo Civico) con scene della vita di San Giovanni Battista. Ogni opera racconta un pezzo della vita dell’artista e della città.
Il campanile e la vista sulla città
Il campanile del Duomo è uno dei simboli di Pordenone. Alto 79,47 metri, è considerato tra i più belli d’Italia per la sua snellezza e la cuspide ottagonale seicentesca. Su prenotazione è possibile salire fin sulla cella campanaria e godere di una vista panoramica a 360° sulla città e sulle colline circostanti. La salita è a piedi (circa 130 gradini), ma la fatica è ripagata dallo sguardo che spazia dal centro storico alle Prealpi Carniche. Durante l’ascesa si incrociano le campane storiche e piccoli dettagli architettonici che raccontano secoli di storia. Un’esperienza da non perdere, soprattutto al tramonto quando la luce dorata avvolge Piazza San Marco.
Perché visitarlo
Tre motivi per mettere il Duomo nel tuo itinerario: 1) I capolavori del Pordenone: qui puoi ammirare l’intero arco creativo di uno dei più grandi pittori del Rinascimento veneto, con opere che spaziano dalla giovinezza alla vecchiaia. 2) Il campanile panoramico: salire sulla torre ti regala una prospettiva unica su Pordenone, con una vista che abbraccia monti e pianura. 3) L’atmosfera autentica: lontano dai circuiti turistici di massa, il Duomo conserva un’aria di devozione e quotidianità – la messa delle 7 del mattino, i fedeli che entrano per una preghiera, il silenzio rotto solo dal rintocco delle ore. Un luogo vivo, non un museo.
Quando andare e nei dintorni
Il momento migliore per visitare il Duomo è la mattina presto, quando la luce filtra attraverso le vetrate e illumina gli affreschi del Pordenone. Se puoi, scegli un giorno feriale per evitare la folla – il sabato è più vivace per la visita guidata. In autunno, il campanile si tinge dei colori caldi del foliage. Nei dintorni, a due passi c’è Piazza XX Settembre con il suo porticato e i caffè storici, perfetto per un aperitivo. Poco lontano, il Museo Civico d’Arte (Palazzo Ricchieri) ospita altre opere del Pordenone, comprese le portelle del battistero. Una passeggiata fino al Noncello completa la mattinata tra arte e natura.