Campo di Concentramento di Gonars: il più grande campo fascista in Italia

Il Campo di Concentramento di Gonars, attivo dal 1942 al 1943, fu il più grande campo fascista in Italia, con oltre 6.000 internati contemporaneamente. Oggi, sul sito sorge il Parco della Memoria, un luogo di riflessione con mosaici realizzati dagli stessi prigionieri. Nel vicino cimitero, un imponente sacrario custodisce le spoglie di 453 vittime.
• Situato a Gonars, in provincia di Udine, lungo la Napoleonica.
• Il campo accoglieva civili sloveni e croati, con terribili condizioni di vita e oltre 500 morti.
• Le baracche sono state smantellate, ma il parco e il monumento ne conservano la memoria.
• Ogni anno si tengono cerimonie commemorative con autorità di Slovenia e Croazia.

Copertina itinerario Campo di Concentramento di Gonars: il più grande campo fascista in Italia
A Gonars, il Parco della Memoria ricorda il più grande campo di concentramento fascista italiano, con oltre 10.000 internati sloveni e croati. Nel cimitero, il sacrario custodisce le spoglie di 453 vittime.

Cose da sapere


Introduzione evocativa

Arrivi a Gonars e ti chiedi dove fosse. Niente baracche, niente filo spinato. Solo un parco tranquillo e, nel cimitero, un monumento che sembra uscito da un’altra epoca. Eppure, qui c’è stato il più grande campo di concentramento fascista italiano. Oltre 10.000 internati sloveni e croati, almeno 500 morti. Il silenzio di oggi pesa più di mille parole. Ma il Parco della Memoria, con i suoi mosaici, e il sacrario nel cimitero tengono viva la storia. Una visita che lascia il segno.

Cenni storici

Costruito nell’autunno 1941, il campo di Gonars era destinato a prigionieri di guerra russi, ma non fu mai usato per loro. Dal marzo 1942 divenne un campo di internamento per civili sloveni e croati, rastrellati nei territori occupati dall’Italia fascista. Le condizioni erano disumane: sovraffollamento, fame (200 g di pane al giorno) e malattie causarono oltre 500 morti. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, le guardie fuggirono e gli internati furono liberati. Oggi i resti sono scomparsi, ma il sacrario e il parco ricordano quella tragedia.

  • 1941: costruzione del campo
  • Primavera 1942: inizio deportazioni
  • Estate 1942: oltre 6.000 internati
  • Autunno 1942: arrivo donne e bambini da Arbe
  • Settembre 1943: liberazione
  • 1973: realizzazione del Sacrario
  • 2009: inaugurazione Parco della Memoria

Il Parco della Memoria: arte e ricordo

Inaugurato nel 2009, il Parco della Memoria sorge proprio dove sorgevano le tende e le baracche. Qui camminerai tra mosaici che riproducono i disegni originali realizzati dagli internati tra il 1942 e il 1943. Un medico, Mario Cordaro, salvò queste opere, che oggi sono un simbolo di resistenza e dignità. Osservando i volti segnati e i fili spinati incisi nella pietra, capisci che l’arte può sopravvivere anche all’orrore. Un luogo raccolto, silenzioso, che invita alla riflessione.

Il Sacrario: una ferita di acciaio e cemento

Nel cimitero di Gonars, una struttura in acciaio a forma di semicerchio ti accoglie. È il Sacrario realizzato nel 1973 dallo scultore serbo Miodrag Živković. Sotto, due cripte custodiscono le spoglie di 453 cittadini sloveni e croati morti nel campo. L’opera è potente, quasi minacciosa, e non lascia indifferenti. Le forme nette e il materiale freddo trasmettono il peso della memoria. Ogni anno, il 2 novembre, una cerimonia ufficiale riunisce autorità e familiari.

Perché visitarlo

Visitare Gonars è un atto di consapevolezza. Primo, conoscere una pagina oscura della storia italiana spesso dimenticata: il più grande campo fascista del nostro paese. Secondo, ammirare l’arte del Sacrario e i mosaici del Parco della Memoria, un’espressione di resistenza culturale. Terzo, partecipare alle commemorazioni (ogni 2 novembre) e sentire la memoria viva, con delegazioni da Slovenia e Croazia. Un’esperienza che arricchisce e fa riflettere.

Quando andare

L’autunno è il periodo più suggestivo: le foglie cadono, l’aria è fresca e il 2 novembre c’è la commemorazione dei defunti. Se preferisci la tranquillità, scegli una mattina di primavera. Il Parco della Memoria è sempre aperto, mentre il Sacrario nel cimitero ha orari di visita (di solito al mattino). Evita l’ora di pranzo d’estate, quando il sole picchia forte. Vieni con calma e portati un libro per sederti sulle panchine del parco.

Nei dintorni

A pochi chilometri da Gonars, Udine offre un bel centro storico con il Castello, piazze eleganti e ottima cucina friulana. In alternativa, Palmanova è una città fortezza a forma di stella, patrimonio UNESCO dal 2017: un unicum di architettura militare. Se hai tempo, visita anche il vicino Parco naturale delle Prealpi Giulie per un tuffo nella natura. Due realtà diverse che completano la giornata.

Itinerari nei dintorni


💡 Forse non sapevi che…

Durante la detenzione, molti internati artisti realizzarono disegni toccanti che oggi sono conservati nella Collezione Cordaro. Nel 1942, alcuni prigionieri scavarono un tunnel di fuga lungo diversi metri, riuscendo a evadere. Il Parco della Memoria riproduce in mosaico alcune di queste opere, offrendo un commovente legame con il passato.