Faro Capo Vaticano: storia, panorama e leggende

Il Faro Capo Vaticano, arroccato sul promontorio omonimo a Ricadi, è un gioiello di storia e panorami. Costruito nel 1870, svetta a 100 metri sul mare regalando una vista unica sul Golfo di Gioia Tauro, lo Stretto di Messina e le Isole Eolie. Non solo: il sito conserva tracce del passato militare e una leggenda affascinante.

Punti chiave:
Storia e architettura: Torre cilindrica in pietra, alta 8 m, con sistema ottico rotante a intermittenza di 20 secondi.
Panorami mozzafiato: Dalla piattaforma si ammirano Sicilia, Etna e le Eolie, oltre alle scogliere a picco sul mare.
Belvedere dei Cannoni: Resti di postazioni militari della Prima e Seconda guerra mondiale, con polveriera e base per mitragliatrici.
Come visitare: Il faro è area militare, ma il belvedere comunale è accessibile liberamente tramite un sentiero panoramico.

Copertina itinerario Faro Capo Vaticano: storia, panorama e leggende
Il Faro Capo Vaticano a Ricadi, costruito nel 1870, offre viste mozzafiato sullo Stretto di Messina e le Isole Eolie. Un luogo ricco di storia, con belvedere e resti bellici.

Cose da sapere


Benvenuti al Faro di Capo Vaticano

Se c’è un posto in Calabria che ti lascia senza fiato, è il Faro di Capo Vaticano. Arroccato a 100 metri sul mare, questo faro dell’Ottocento non è solo un punto di riferimento per i naviganti, ma un balcone sulle meraviglie dello Stretto. Da qui, nelle giornate limpide, vedi le Isole Eolie, l’Etna fumante e la costa siciliana. La prima volta che ci sono arrivata, ho pensato: ‘Ma è tutta farina del sacco del Signore?’ Scendendo dal sentiero a picco sulla falesia, il profumo di rosmarino e timo ti avvolge. Un luogo che profuma di storia e di mare.

Un po’ di storia

Il faro fu costruito nel 1870 e inaugurato ufficialmente nel 1885, anche se qualche fonte dice 1885. Torre cilindrica in pietra locale, alta 8 metri, con sistema ottico rotante che emette una luce ogni 20 secondi. Durante la Prima e Seconda guerra mondiale, l’area divenne una postazione militare tedesca: ancora oggi si vedono i resti del cannone, della polveriera e una base per mitragliatrici. Una leggenda locale racconta che qui, al tramonto, la Sibilla Manto intoni i suoi versi. Tra i residenti illustri della zona, lo scrittore Giuseppe Berto e il regista Virgilio Sabel. Il faro è entrato più volte nella campagna FAI ‘Luoghi del Cuore’. Ecco i momenti chiave:

  • 1870 – Costruzione del faro
  • 1885 – Inaugurazione
  • Prima e Seconda guerra mondiale – Uso militare
  • Periodo postbellico – Restauri
  • 2006-2022 – Candidature FAI

Belvedere dei Cannoni e leggende

Accanto al faro c’è il Belvedere dei Cannoni, che è la parte più affascinante per me. Qui trovi i resti di una postazione bellica: la base del cannone, una polveriera seminterrata e una postazione per mitragliatrici. Ti sembra quasi di sentire l’eco della storia. Da qui, lo sguardo spazia sul Golfo di Gioia Tauro e sulla Sicilia. La leggenda della Sibilla Manto, che dalla grotta di fronte intonerebbe i suoi carmina al tramonto, aggiunge un tocco di mistero. Non so se sia vero, ma l’atmosfera è magica, specie quando il sole cala dietro le Eolie.

Un faro tutto da scoprire

La struttura del faro è semplice ma iconica: torre cilindrica a un piano con tetto a terrazza, in granito bianco-grigio. La sua luce non è schermata verso terra, quindi la vedi anche dall’entroterra: un dettaglio raro. La portata luminosa arriva a 32,6 miglia nautiche. Intorno, la macchia mediterranea è rigogliosa: rosmarino, timo e la rara palma nana di San Pietro, che qui cresce senza tronco. Le acque sotto il faro sono ricche di vita: saraghi, orate, polpi e aragoste. Porta un binocolo: gli uccelli marini sono uno spettacolo.

Perché visitarlo

Tre buoni motivi per non perdertelo. Primo: il panorama. È uno dei punti più belli della Calabria per vedere lo Stretto, le Eolie e l’Etna. Secondo: la storia è tangibile: i resti bellici, le leggende, lo stesso faro che ha guidato i marinai per oltre un secolo. Terzo: è autentico. Non c’è biglietteria né folla, solo il vento e il mare. Un posto dove sentirti davvero fuori dal tempo. Portati una macchina fotografica e tanta curiosità.

Quando andare

Il momento che preferisco è il tramonto. La luce dorata che si riflette sullo Stretto e tinge di rosa le Eolie è indimenticabile. Ma anche all’alba, quando la costa siciliana emerge dalla foschia, ha il suo fascino. In estate il cielo è quasi sempre limpido, ma la primavera e l’autunno regalano temperature più miti e meno vento, ideali per godersi il panorama senza fretta. Evita le ore centrali dei mesi estivi, se non sopporti il sole battente.

Nei dintorni

Dopo la visita, ti consiglio di scendere verso le spiagge di Grotticelle, un litorale di sabbia dorata incastonato tra le scogliere. Se ami i borghi, fai un salto a Ricadi, con le sue case bianche e la tradizione del tartufo di mare. Oppure, per gli appassionati di storia, la vicina Torre Santa Maria conserva tracce dell’antica colonia greca. Due tappe che arricchiscono la giornata senza strafare.

Itinerari nei dintorni


💡 Forse non sapevi che…

Secondo una leggenda locale, dalla grotta del Mantineo, la Sibilla Manto intona i suoi carmina al tramonto. Nei pressi vissero lo scrittore Giuseppe Berto e il regista Virgilio Sabel, che qui trovarono ispirazione. Il faro è stato più volte candidato ai ‘Luoghi del Cuore’ del FAI, segno dell’affetto dei calabresi.