🧭 Cosa ti aspetta
- Ideale per amanti della natura, del mare e della storia
- Punti forti: Oasi di Ninfa, Circeo, borghi autentici come Sermoneta
- Attività: trekking, snorkeling, visite culturali
- Periodo migliore: primavera e estate
- Consiglio: non perdere il tramonto dal Faro di Capo Circeo
Eventi nei dintorni
La Provincia di Latina è un concentrato di meraviglie: dalla rigogliosa Oasi di Ninfa al Parco Nazionale del Circeo, dalle spiagge di Sperlonga ai borghi medievali di Sermoneta e Cori. Qui trovi mare cristallino, aree protette perfette per il trekking e siti archeologici come Minturnae e la Villa di Tiberio. Non mancano le isole di Ponza e Ventotene, ideali per fughe romantiche. In questo articolo ti porto alla scoperta dei luoghi imperdibili della provincia, tra natura selvaggia, storia millenaria e paesaggi da cartolina. Preparati a un itinerario che mescola relax e avventura, perfetto per ogni tipo di viaggiatore.
Panoramica
- Oasi di Ninfa: il giardino più bello del mondo
- Parco Archeologico dell'Antica Norba: un viaggio nel tempo tra rovine e panorami
- Castello Caetani di Sermoneta: una fortezza che domina la pianura pontina
- Abbazia di Valvisciolo: tra Templari e silenzio
- Faro di Capo Circeo: storia e panorami mozzafiato
- Mausoleo di Lucio Munazio Planco: un gigante romano su Monte Orlando
- Villa di Tiberio: l'eredità imperiale nella grotta di Sperlonga
- Minturnae: un tuffo nell'antica Roma tra teatro e acquedotto
- Castello Baronale di Fondi: un tuffo nella storia tra mura medievali e panorami mozzafiato
- Cori: un balcone sui Lepini tra templi e mura poligonali
- Tomba di Cicerone: il mausoleo sull'Appia
- Castello Frangipane: la Rocca Traversa di Terracina
- Carcere di Santo Stefano: la "tomba dei vivi"
- Faro di Punta della Guardia: il faro che veglia su Ponza
- Parco Urbano Monte Orlando: un tuffo tra natura e storia
Itinerari nei dintorni
Oasi di Ninfa: il giardino più bello del mondo
- Vai alla scheda: Oasi di Ninfa: giardino botanico con rovine medievali e 1300 specie di piante
- Strada Provinciale Ninfina I 68, Cisterna di Latina (LT)
- https://www.giardinodininfa.eu
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- info@frcaetani.it
Viaggiando per la provincia di Latina, c'è un posto che sembra uscito da un sogno: l'Oasi di Ninfa. Dichiarato Monumento Naturale nel 2000, questo giardino di oltre 8 ettari è considerato dal New York Times il più bello del mondo. E sì, appena metti piede dentro, capisci perché. Il profumo delle rose rampicanti si mescola al canto degli uccelli (oltre 100 specie nidificano qui), e i ruderi della città medievale di Ninfa – distrutta nel 1382 – emergono tra ciliegi, magnolie e aceri giapponesi. Non è solo un giardino, è un’esperienza. Ospita oltre 1300 varietà di piante, molte delle quali esotiche, come il noce americano e il bambù cinese. La storia è quella dei Caetani, che dal 1298 possiedono quest’area: fu Gelasio Caetani, negli anni Venti del Novecento, a bonificare e trasformare le rovine in un romantico giardino all'inglese. Oggi è gestito dalla Fondazione Roffredo Caetani, che ha cura di tutto. Tra le cose da vedere, non perderti il laghetto con la torre merlata alta 32 metri, i resti di cinque chiese (con affreschi staccati e conservati nel castello di Sermoneta) e il famoso Ponte del Macello. Il giardino è aperto solo in date prestabilite – vai sul sito ufficiale per orari e prenotazioni – e l'ingresso costa circa 15 euro. Un consiglio? Arriva presto: le visite guidate durano un'ora e il tempo vola. Se sei di fretta, da Roma ci vogliono circa un'ora e mezza percorrendo la Pontina. Un’oasi di pace che merita davvero.
Parco Archeologico dell'Antica Norba: un viaggio nel tempo tra rovine e panorami
- Vai alla scheda: Parco Archeologico Antica Norba: mura ciclopiche e templi romani a 400 metri
- Via Norbana, Norma (LT)
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Se pensi che Pompei sia l'unica città romana 'fermata nel tempo', preparati a ricrederti. Il Parco Archeologico dell'Antica Norba, a due passi da Norma, è una gemma nascosta che ti lascerà senza fiato. Fondata dai Latini nel V secolo a.C. e poi colonia romana, Norba venne distrutta nell'81 a.C. durante la guerra tra Mario e Silla: gli abitanti, pur di non arrendersi, incendiarono la città e si gettarono dalla rupe. Da allora nessuno vi ha più costruito, regalandoci un sito archeologico incredibilmente autentico.Ciò che colpisce subito sono le mura in opera poligonale, alte fino a 12 metri e perfettamente conservate per oltre 2,5 km. Entra da Porta Maggiore, difesa da un bastione semicircolare, e percorri le strade lastricate in basoli di calcare. Noterai i marciapiedi, le fogne ancora funzionanti e i resti delle domus con gli impluvi per la raccolta dell'acqua piovana. Al centro della città si trovano le terme monumentali con un bacino ovale e un frigidarium a volta. Sali sull'Acropoli Minore, dove sorgono i basamenti di due templi, e goditi la vista mozzafiato sulla Pianura Pontina fino al mare.
Il Santuario di Giunone Lucina, sul ciglio sud-occidentale, è uno dei luoghi più affascinanti: dedicato alla fertilità e alla nascita, conserva il tempio con pronao e cella tra il IV e III secolo a.C. Da qui, nelle giornate terse, si vede il Circeo. E se sei un amante del brivido, sappi che l'altopiano è uno dei migliori punti di lancio per parapendio d'Europa.
L'ingresso è gratuito, senza guide fisse. Per visite guidate (gruppi minimo 10 persone, prenotazione 48 ore prima) contatta il Museo Civico Archeologico di Norma al 0773.1710161 o scrivi a cultura@comune.norma.lt.it. Il parco è sempre aperto, ma la primavera e l'autunno regalano le temperature migliori.

Castello Caetani di Sermoneta: una fortezza che domina la pianura pontina
- Via Rione Vecchio, Sermoneta (LT)
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Arroccato sulla sommità del borgo medievale di Sermoneta, il Castello Caetani è una delle fortezze meglio conservate del Lazio. Le sue origini risalgono al XIII secolo, quando la famiglia Annibaldi costruì l’imponente Maschio, una torre alta 42 metri, e la controtorre detta Maschietto. Nel 1297 passò ai Caetani, che lo ampliarono trasformandolo in dimora nobiliare. Oggi il castello è gestito dalla Fondazione Roffredo Caetani ed è visitabile su prenotazione.Passeggiando tra le sue sale, si respira un’atmosfera unica: le Camere Pinte affrescate con scene mitologiche, la Sala dei Baroni con i suoi archi a sesto acuto, e la Casa del Cardinale, dove secondo la tradizione soggiornò Lucrezia Borgia. Nella torre del Maschio è ancora conservato il letto a baldacchino originale del signore, mentre su una parete spicca un pentagramma inciso dal compositore Roffredo Caetani. Non manca un tocco di mistero: si dice che nel castello aleggi lo spirito di un bambino, il cui ritratto è esposto nella sala del Cardinale.
Il castello è stato anche set cinematografico: qui sono state girate scene del film “Non ci resta che piangere” con Benigni e Troisi, e de “Il racconto dei racconti” di Matteo Garrone. Dalla terrazza, lo sguardo spazia sulla pianura pontina fino al mare, regalando una vista mozzafiato.
Per la visita, meglio prenotare: il biglietto intero costa circa 8 € e le aperture sono concentrate nei weekend. Indossate scarpe comode, perché il borgo è tutto da scoprire a piedi.

Abbazia di Valvisciolo: tra Templari e silenzio
- SP23, Sermoneta (LT)
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L'Abbazia Cistercense di Valvisciolo, dedicata a Santo Stefano, è uno di quei posti che ti lasciano senza fiato. Arroccata ai piedi del Monte Corvino, a circa 100 metri sul livello del mare, domina la pianura pontina fino al mare. Il nome, forse “Valle dell'Usignolo” o “Valle delle Visciole”, evoca subito un'atmosfera sospesa nel tempo.La storia qui è un intreccio affascinante: si parte da monaci basiliani nell'VIII secolo, poi arrivano i Templari (tra il XII e XIV secolo) e infine i Cistercensi. Proprio i Templari hanno lasciato tracce indelebili: sul grande rosone di 5 metri di diametro c'è una croce templare, e nel chiostro sono incisi simboli come la Triplice Cinta e il famoso “SATOR AREPO TENET OPERA ROTAS”, un palindromo disposto ad anelli concentrici – un unico nel suo genere. Secondo la leggenda, una crepa sull'architrave del portale si sarebbe aperta al rogo di Jacques de Molay nel 1314.
Il chiostro è il cuore del monastero: un quadrato con colonnine binate e capitelli scolpiti, intorno a un giardino con un pozzo. Dà accesso alla sala capitolare e al refettorio. La chiesa, a tre navate, è spoglia secondo lo stile cistercense, ma nella cappella di San Lorenzo spiccano gli affreschi del Pomarancio (1586-1589).
La visita è libera e gratuita. L'ingresso è da Via Badia, 14 a Sermoneta. Mentre cammini tra questi antichi muri, ascoltando il silenzio rotto solo dal vento, ti senti parte di una storia millenaria. Imperdibile se sei in zona e ami i luoghi carichi di mistero.

Faro di Capo Circeo: storia e panorami mozzafiato
- Vai alla scheda: Faro di Capo Circeo: vista a 360° su Parco Nazionale e isole Pontine
- Piazza Antonio Valente, San Felice Circeo (LT)
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Se siete a San Felice Circeo, non potete perdervi il Faro di Capo Circeo, un gioiello del 1866 che domina la costa da quasi 38 metri sul livello del mare. Costruito sotto Papa Pio IX, questo faro è ancora attivo e regala un panorama da cartolina sul Mar Tirreno e le Isole Pontine. La torre alta 18 metri, rivestita di mattonelle di maiolica bianca per resistere a salsedine e vento, è un vero spettacolo. Per arrivarci si percorre via del Faro, un'antica strada romana – tenete d'occhio il cartello romano inciso nella roccia subito dopo la prima curva. Alla fine, uno spiazzo per parcheggiare e poi una breve gradinata vi porta a un belvedere sugli scogli. Il posto è tranquillo, frequentato da escursionisti e ciclisti. Se volete fare un bagno, dagli scogli si accede facilmente al mare, ma con scarpe da scoglio e solo se il mare è calmo. Accanto al faro c'è anche un ristorante con terrazza panoramica a strapiombo, perfetto per un aperitivo al tramonto. Insomma, un luogo che unisce storia, natura e relax.
Mausoleo di Lucio Munazio Planco: un gigante romano su Monte Orlando
- Via Lucio Munazio Planco, Gaeta (LT)
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In cima a Monte Orlando, a 166 metri sul mare, c'è un monumento che ti lascia a bocca aperta: il Mausoleo di Lucio Munazio Planco. Non solo per le dimensioni – quasi 30 metri di diametro e 9 d'altezza – ma per la storia che racconta. Costruito intorno al 22 a.C., è la tomba del generale romano che propose il titolo di “Augusto” per Ottaviano, fondò Lione e Basilea e si ritagliò questo posto con vista spettacolare. I gaetani lo chiamano Torre d'Orlando, ma è un cilindro perfetto in opera quadrata, con un fregio dorico che gira per 93 metri. Dentro, quattro celle disposte a croce ospitano un piccolo antiquarium e una copia della statua del console. La vera sorpresa? Dopo un restauro enorme (fondi PNRR e Regione Lazio), oggi è aperto nei weekend e d'estate, con una navetta elettrica gratuita dal parcheggio Spaltoni. Si sale, si guarda il panorama – dal Circeo alle isole Pontine, fino al Vesuvio – e si capisce perché Planco scelse proprio questo luogo. L'iscrizione sulla porta elenca le sue imprese: console, censore, trionfatore sui Reti. Un tuffo nella Roma repubblicana, a due passi dal mare.
Villa di Tiberio: l'eredità imperiale nella grotta di Sperlonga
- Strada Regionale 213 Flacca, Sperlonga (LT)
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Se c'è un luogo che racchiude l'essenza della costa laziale, è la Villa di Tiberio a Sperlonga. Scoperta per caso nel 1957 durante i lavori per la Via Flacca, questa residenza imperiale del I secolo d.C. è un gioiello archeologico che ti lascia a bocca aperta. L'imperatore Tiberio, che qui fuggiva dalla politica di Roma, trasformò una grotta naturale in un sontuoso ninfeo, con vasche d'acqua marina e sculture colossali ispirate all'Odissea. Il complesso si estende per circa 300 metri lungo la costa, con terme, caserme e una peschiera. Il cuore del sito è la grotta, dove un tempo si banchettava su un'isola artificiale circondata dall'acqua. Qui, nel 26 d.C., un crollo di rocce sfiorò la vita dell'imperatore, salvato dal prefetto Seiano. Oggi, i frammenti marmorei recuperati sono esposti nel Museo Archeologico Nazionale di Sperlonga, aperto nel 1963. Quattro gruppi scultorei ti raccontano le gesta di Ulisse: il gruppo di Scilla, l'accecamento di Polifemo, il ratto del Palladio e Ulisse che trascina il corpo di Achille. Restaurati con pazienza, questi capolavori – opera degli stessi scultori del Laocoonte vaticano – ti fanno sentire l'epica omerica. Passeggiando tra le rovine, con il profumo del mare e la vista sul Golfo di Gaeta, capisci perché Tiberio amasse questo luogo. La visita richiede un'ora circa; indossa scarpe comode e porta acqua, perché d'estate il sole picchia. Il biglietto costa 5 euro (ridotto 2), e il sito è chiuso il lunedì. Un luogo che unisce storia e natura, perfetto per chi cerca autenticità.
Minturnae: un tuffo nell'antica Roma tra teatro e acquedotto
- Vai alla scheda: Minturnae: teatro romano, terme e Via Appia nel Lazio
- Via Parchi Ausente, Minturno (LT)
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Se passi da Minturno, non puoi perderti il Parco Archeologico di Minturnae. È un posto che ti fa fare un salto indietro di 2300 anni, proprio lì dove sorgeva un'antica città portuale. Fondata dai Romani nel 296 a.C. dopo aver distrutto l'insediamento aurunco, Minturnae controllava l'attraversamento del Garigliano sulla Via Appia. Oggi cammini sulle stesse strade in blocchi di lava basaltica del Decumano Massimo. Il teatro è il pezzo forte: costruito nel I secolo d.C., poteva ospitare oltre 4.000 spettatori ed è ancora usato per spettacoli estivi. Sotto la cavea c'è il museo con statue acefale e reperti dal fiume. Poco distante, le imponenti arcate dell'acquedotto romano (lungo 11 km) si incrociano con l'Appia moderna. Non perdere il Ponte Borbonico (Ponte Real Ferdinando), un gioiello di ingegneria del 1832 con catene di ferro, il primo del genere in Italia. E se ti va, visita i ruderi del Tempio della ninfa Marica vicino alla foce. Il sito è aperto tutto l'anno (8:30-19:00 in estate, 8-16 in inverno), biglietto 5€, accessibile a tutti. Porta scarpe comode e tanta curiosità – qui ogni pietra racconta una storia.
Castello Baronale di Fondi: un tuffo nella storia tra mura medievali e panorami mozzafiato
- Vai alla scheda: Castello Baronale di Fondi: fortezza, museo e panorama
- Piazza Giacomo Matteotti, Fondi (LT)
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Se passate da Fondi, il Castello Baronale (o Caetani) è una tappa obbligata. Sorge proprio in piazza, imponente e silenzioso, con le sue mura che raccontano secoli di storia. La costruzione iniziò nel 1319 per volere di Roffredo Caetani, pronipote di papa Bonifacio VIII, e fu ampliata nei secoli successivi. Il risultato? Un mix di stili che salta subito all'occhio: un mastio quadrato del XIII secolo che regge una torre cilindrica del XV, il tutto coronato da merlature e beccatelli. Il castello poggia su mura romane del I secolo a.C., una stratificazione che emoziona. All'interno, il Museo Civico espone reperti lapidei e ceramici romani, ma la vera chicca sono i graffiti dei carcerati nei locali che fino al 1931 furono usati come prigione. Salite sulla terrazza: il panorama sulla piana di Fondi, tra monti e mare, è da non perdere. E poi, pensate che qui fu eletto l'antipapa Clemente VII nel 1378, evento che valse a Fondi il soprannome di 'città di Satana'. Oggi, per fortuna, il castello è un luogo di pace, perfetto per una visita culturale. Gli orari seguono quelli del museo: in inverno dal lunedì al venerdì 9-13 e 16-20, sabato e domenica 9:30-12:30 e 16-20:30. Verificate prima di andare, perché possono cambiare. Insomma, un tuffo nel Medioevo che consiglio a tutti.
Cori: un balcone sui Lepini tra templi e mura poligonali
- Via Stazione di Cori, Cori (LT)
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Arroccato sui Monti Lepini a quasi 400 metri di quota, Cori è uno di quei borghi che ti prendono subito. Le sue origini? Antica Cora, città latina dell'Età del Bronzo, poi municipium romano. Camminando per il centro, ti imbatti in mura poligonali lunghe quasi 2 km: un anello perfetto con porte come Porta Romana e Porta Ninfina, risalenti al VI-V secolo a.C. Salendo fino all'acropoli, il Tempio di Ercole ti lascia a bocca aperta: otto colonne doriche alte 7 metri, che si stagliano contro il mare della Pianura Pontina. È del I secolo a.C. e la vista è pazzesca. Poco più in là, i resti del Tempio di Castore e Polluce con le sue colonne corinzie. I culti pagani qui convivono con quelli cristiani: la Chiesa di Santa Maria della Pietà, romanica del XII secolo, sorge su un tempio romano, mentre il Santuario della Madonna del Soccorso (XVI secolo) ha un interno barocco e una cupola seicentesca. Se ami gli affreschi, non perdere la Cappella dell'Annunziata, monumento nazionale con dipinti tre-quattrocenteschi. Per respirare l'atmosfera del borgo, percorri Via del Porticato, un'antica strada coperta da case e torri, e fermati in Piazza Pozzodorico, che nasconde un edificio romano del II secolo a.C. Sotto, il Ponte romano della Catena, arco alto 20 metri del I secolo a.C. I palazzi nobiliari come Palazzo Landi-Vittori e Palazzo del Comune (XII secolo) completano il quadro. Per una pausa green, il Parco dell'Impero collega la parte alta e bassa del paese. E non dimenticare di assaggiare il prosciutto cotto al vino e le 'Mbriachelle al mosto, dolci tipici. Insomma, Cori è un gioiello che merita una giornata (o più).
Tomba di Cicerone: il mausoleo sull'Appia
- Via Marco Tullio Cicerone, Formia (LT)
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Se passi da Formia lungo la Via Appia Antica, subito dopo il km 139 ti imbatti in una mole imponente: è la Tomba di Cicerone. Un mausoleo alto 24 metri, con una base quadrata di 18 metri e una torre cilindrica fatta di anelli di pietra, un tempo rivestita di marmo. In cima, una cella funeraria circolare con sei nicchie e un pilone centrale.L'attribuzione a Cicerone è incerta – nessuna epigrafe lo conferma – ma gli indizi sono forti: qui aveva una delle sue ville, e il 7 dicembre del 43 a.C. fu ucciso dai sicari di Marco Antonio. Le dimensioni del sepolcro farebbero pensare a un personaggio illustre. La tradizione locale è talmente radicata che sullo sfondo si vedono i resti della Tomba di Tulliola, la figlia morta di parto.
Fino al 1938 la tomba era privata e – incredibile ma vero – dentro ci viveva un asino! Un articolo sul Giornale d'Italia del 1934 fece scandalo, e grazie all'archeologo Amedeo Maiuri e al podestà Felice Tonetti si arrivò all'esproprio per 20.000 lire. Oggi il sito è pubblico, ma per visitarlo devi prenotare al Museo Archeologico Nazionale di Formia (tel. 349.5328280).
Attenzione: l'accesso può essere limitato, ma ne vale la pena. Arrivando dall'Appia, oltre al tratto lastricato in basoli, vedrai due belle porte laterali, una di stile greco. È uno dei posti più suggestivi del Lazio, dove la storia antica si mescola a un pizzico di leggenda.

Castello Frangipane: la Rocca Traversa di Terracina
- Via Anxur, Terracina (LT)
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In cima alla città alta di Terracina, il Castello Frangipane (o Rocca Traversa) è un gioiello medievale che ha resistito ai secoli e ai bombardamenti. Costruito a partire dal X secolo su un basamento romano, fu ampliato dai Frangipane nel XII secolo – che lo ricevettero in feudo da papa Celestino II – e poi ancora nel Quattrocento. Oggi, dopo essere stato gravemente danneggiato durante la Seconda Guerra Mondiale e un restauro durato dal 1998 al 2005, è finalmente aperto al pubblico dal 1° maggio 2019.Entrando, si nota subito l’imponenza del maschio centrale e quel che resta dell’ala sud. Sulla parete est, due iscrizioni ricordano i lavori voluti da papa Eugenio III (1145-1153). L’atmosfera è quella di un luogo che ha vissuto tanto: dalle lotte tra famiglie nobili all’abbandono, fino alla rinascita. Per visitarlo, basta un contributo minimo di 3 euro (gratuito per soci Fondazione e bambini) e si accede dalle 9:00 alle 12:30 e dalle 15:30 alle 18:30. Un tuffo nella storia che sembra quasi di toccare con mano.

Carcere di Santo Stefano: la "tomba dei vivi"
- Tunnel di Cala a Mare, Ventotene (LT)
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A un miglio da Ventotene, l'isola di Santo Stefano ospita uno dei più affascinanti e drammatici carceri d'Italia. Costruito tra il 1795 e il 1797 per volontà di Ferdinando IV di Borbone, il penitenziario fu progettato dall'architetto Francesco Carpi ispirandosi al Panopticon di Jeremy Bentham: una struttura a ferro di cavallo con 99 celle disposte su tre piani – chiamati “inferno”, “purgatorio” e “paradiso” – in modo che un unico guardiano potesse sorvegliare tutti i detenuti senza essere visto. Le condizioni erano durissime: celle anguste, scarsa igiene e frequenti soprusi, tanto che il carcere era soprannominato la “tomba dei vivi”. Qui hanno scontato la pena personaggi come lo scrittore Luigi Settembrini, l'anarchico Gaetano Bresci (assassino di re Umberto I) e, durante il fascismo, il futuro presidente Sandro Pertini e i federalisti Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, che proprio in queste celle scrissero il Manifesto di Ventotene, considerato un atto fondativo dell'Unione Europea. Il carcere chiuse definitivamente il 2 settembre 1965. Dopo decenni di abbandono, nel 2016 è stato avviato un imponente progetto di recupero finanziato con 70 milioni di euro, che punta a trasformare l'isola in un polo culturale e di alta formazione. I lavori di messa in sicurezza sono già in corso, e il sito è visitabile previa verifica con il Comune di Ventotene. Una tappa imperdibile per chi ama la storia e il significato profondo dei luoghi.
Faro di Punta della Guardia: il faro che veglia su Ponza
- Chiusura della Provincia di Latina, Ponza (LT)
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Il Faro di Punta della Guardia è uno dei simboli più affascinanti di Ponza. Costruito nel 1886, si erge su un faraglione alto 112 metri all'estremità meridionale dell'isola, dominando il Mar Tirreno. La sua torre bianca (alta circa 17-20 metri) emette lampi visibili fino a 24 miglia nautiche, un faro potente che ha guidato i naviganti per oltre un secolo. Originariamente presidiato da tre fanalisti, è stato automatizzato nel 1975, ma la sua storia è ancora viva nei racconti dei vecchi ponzesi. Oggi il faro è al centro di un progetto di riqualificazione: una società di Cagliari lo ha ottenuto in concessione per trasformare gli edifici annessi in un albergo di lusso, mantenendo però la torre attiva. L'accesso è un'avventura: si parte da Piazza Vitiello, si segue un sentiero scavato nella roccia chiamato "la Scarrupata", che offre viste mozzafiato ma dal 2017 è parzialmente inagibile (meglio informarsi prima). Chi arriva viene premiato da un panorama unico sulle coste di Ponza, Palmarola e Zannone, e da un mare integro ideale per lo snorkeling. Se siete amanti dei luoghi autentici, mettete il faro in cima alla lista – magari al tramonto, quando la luce tinge di rosso la torre e il profumo di macchia mediterranea vi accompagna.
Parco Urbano Monte Orlando: un tuffo tra natura e storia
Se c’è una cosa che mi ha colpito del Parco Urbano Monte Orlando, è la sua capacità di mescolare natura e storia in un fazzoletto di terra a picco sul mare. Esteso su 58 ettari (di cui 7 marini), questo promontorio alto 171 metri è stato istituito nel 1986 e oggi fa parte del Parco regionale Riviera di Ulisse. È il prolungamento dei Monti Aurunci verso il Tirreno, e appena metti piede sui sentieri capisci perché: il panorama spazia dal Golfo di Gaeta fino alle isole Ponziane e al Vesuvio nelle giornate terse.Il fiore all’occhiello è il Mausoleo di Lucio Munazio Planco, un imponente sepolcro romano del 22 a.C. che svetta sulla vetta con i suoi 29,5 metri di diametro. Da lì partono itinerari come il Sentiero del Ghiro (meno di un chilometro) che si infila nella macchia mediterranea fino alla Batteria Anulare, una fortificazione sotterranea borbonica con tanto di binari per il trasporto di munizioni. Ma il percorso più suggestivo è quello che porta alla Montagna Spaccata, una gola profonda 92 metri scavata nella roccia, e alla vicina Grotta del Turco: una scala ti permette di scendere fino all’acqua che lambisce la falesia.
La vegetazione è quella tipica della macchia mediterranea: lecci, pini d’Aleppo, e sulle rupi agavi e palme nane. E se siete appassionati di arrampicata, le falesie a picco sul mare offrono vie libere e sportive (attenzione: quelle attrezzate sono consentite solo dal 1º agosto al 20 febbraio). Io vi consiglio di visitarlo in primavera o autunno, quando il sole non è troppo forte, e di portare tanta acqua: il parco è molto esposto. Scarpe con suola scolpita e curiosità storica sono il necessario per godersi questa perla di Gaeta.







