La Chimera di Arezzo è un bronzo etrusco del IV secolo a.C. che rappresenta la creatura mitologica con testa di leone, corpo di capra e coda di serpente. Rinvenuta nel 1553 durante lavori edili, oggi è il pezzo forte del Museo Archeologico Nazionale Gaio Cilnio Mecenate di Arezzo, dove è tornata stabilmente dal 2014 dopo secoli a Firenze.
- Capolavoro bronzeo etrusco del IV secolo a.C., alto circa 80 cm
- Raffigura la mitica Chimera colta in un momento di difesa, con straordinario realismo
- Esposta al Museo Archeologico Nazionale Gaio Cilnio Mecenate di Arezzo
- Esempio eccezionale di fusione a cera persa con dettagli perfettamente conservati
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Statua bronzea etrusca del IV secolo a.C. raffigurante la mitica creatura, rinvenuta nel 1553 e oggi esposta al Museo Archeologico Nazionale Gaio Cilnio Mecenate di Arezzo. Ammira la fusione a cera persa e il realismo del capolavoro.
- Via San Lorentino, Arezzo (AR)
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Cose da sapere
Introduzione
Cenni storici
- IV secolo a.C.: Realizzazione della statua in bronzo
- 1553: Scoperta durante lavori edili
- 1554: Trasferimento a Firenze e restauro di Cellini
- 2010: Ritorno definitivo al Museo Archeologico di Arezzo
La tecnica di fusione
Il mito rappresentato
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💡 Forse non sapevi che…
La Chimera fu ritrovata insieme a piccole statuette votive, probabilmente parte di un deposito sacro. Una leggenda locale narra che il ritrovamento avvenne durante un temporale, quando un fulmine avrebbe illuminato il punto esatto dove giaceva sepolta. Il restauro del 2010 ha rivelato tracce di lamine d’oro sulla criniera, segno che in origine la statua era ancora più preziosa. Curiosamente, manca la zampa anteriore destra, perduta già in antichità.






