Introduzione
L’Atleta di Fano è un capolavoro bronzeo greco, ma non lo troverete a Fano. Ripescato nel 1964 da un peschereccio proprio al largo di queste coste, la statua è finita al Getty Museum di Malibù, e da allora è al centro di una disputa legale tra Italia e Stati Uniti. A Fano, però, la sua storia è viva: sul lungomare c’è la passeggiata del Lisippo, con una riproduzione, e l’orgoglio di una città che non ha mai smesso di chiedere indietro il suo simbolo.
Cenni storici
Il 14 agosto 1964, il peschereccio Ferruccio Ferri recupera la statua nelle acque dell’Adriatico. Dopo un anno nascosta in un campo di cavoli, viene venduta a un antiquario di Monaco e poi al Getty per circa 4 milioni di dollari nel 1977. L’Italia ne rivendica la proprietà: nel 2018 la Cassazione italiana conferma la confisca, nel 2024 la Corte Europea dei Diritti Umani dà ragione all’Italia. Ma la statua è ancora a Malibù. Nel frattempo, Fano celebra il 14 agosto come ‘Giorno del Lisippo’.
La scoperta e il viaggio clandestino
Tutto inizia in mare: i pescatori, tirando su le reti, si ritrovano tra le mani un ragazzo di bronzo. Invece di denunciarlo, lo seppelliscono in un campo di cavoli a Fano. Poi passa di mano in mano – da Gubbio a Monaco – fino a finire nella collezione del magnate americano. Un’odissea che sa di contrabbando, con tanto di restauri segreti e documenti falsi. Oggi, mentre i legali discutono, il bronzo resta esposto alla Getty Villa.
Un capolavoro in bronzo
L’Atleta è nudo, in posa plastica: il braccio destro si alza per posare una corona (forse d’olivo selvatico) sulla testa, gli occhi erano in pasta vitrea, i capezzoli in rame. La patina verde scuro e le proporzioni slanciate lo collocano tra il IV e il II secolo a.C., con forti richiami alla scuola di Lisippo. Ma la critica più recente dice: non è di Lisippo, ma di un suo allievo. Resta una delle poche statue bronzee greche integre, anche se manca dei piedi.
Perché visitarlo
A Fano non c’è l’originale, ma ci sono due buoni motivi per andare: la passeggiata del Lisippo, sul lungomare, dove una copia della statua guarda il mare da cui è emersa; e il Museo del Mare, che racconta la storia della pesca e del ritrovamento. In più, ogni anno il 14 agosto si celebra il ‘Giorno del Lisippo’ con eventi per tenere viva la richiesta di restituzione. È un modo per toccare con mano una vicenda che mescola arte, diritto e identità locale.
Quando andare
Il momento migliore? L’estate, soprattutto intorno al 14 agosto, quando la città si anima con le celebrazioni per l’anniversario del ritrovamento. Ma se preferite la calma, scegliete la primavera o l’autunno: il lungomare è meno affollato e la luce sul mare rende suggestiva la passeggiata dedicata all’atleta. In ogni caso, la storia dell’Atleta si respira tutto l’anno nei musei e nei racconti dei fanesi.
Nei dintorni
Due tappe imperdibili a Fano: l’Arco di Augusto, porta d’ingresso romana della città, e la Rocca Malatestiana, fortezza rinascimentale che oggi ospita mostre. Se avete tempo, il Museo Archeologico di Fano conserva reperti romani e racconta la storia del territorio. A pochi chilometri, Pesaro offre la casa natale di Rossini e splendide spiagge. Tutti luoghi che arricchiscono la visita con arte e cultura.