Introduzione evocativa
Cammini tra i tumuli appena accennati e ti sembra quasi di sentire l’eco dei banchetti etruschi. La Necropoli dei Monterozzi a Tarquinia non è solo un sito archeologico: è un viaggio nel colore. Oltre 200 tombe dipinte custodiscono affreschi vividi di duemila anni fa, tanto che l’archeologo Massimo Pallottino le definì “il primo capitolo della storia della pittura italiana”. Da agosto 2023 puoi anche esplorare alcuni ipogei con un virtual tour attivabile via QR code: un modo per vedere dettagli che a occhio nudo sfuggono. L’atmosfera qui è unica, tra prati che nascondono sepolture e panorami che arrivano fino al mare.
Cenni storici
La necropoli si estende per circa 6 km sulla collina di Monterozzi, con oltre 6000 tombe a camera scavate nella roccia. Le pitture coprono un arco dal VII al II secolo a.C., mostrando scene di vita, banchetti e giochi. Nel 2004 l’UNESCO ha inserito il sito nella lista del Patrimonio Mondiale insieme a Cerveteri. Purtroppo, nel 1963 un furto danneggiò tre tombe (Vasi dipinti, Pulcella, Porta di bronzo); solo nel 2021 un restauro ha ricostruito i dipinti perduti. Dal 2023 un virtual tour rende accessibili anche tombe chiuse.
Le tombe più celebri
Tra le 22 tombe aperte al pubblico, alcune sono imperdibili. La Tomba dei Leopardi (V sec. a.C.) mostra un banchetto con coppie sdraiate e due felini affrontati sul frontone. La Tomba della Caccia e Pesca (VI sec.) è un gioiello: su una parete un ragazzo si tuffa da una scogliera, mentre più sopra cacciatori mirano agli uccelli. E poi la Tomba dei Giocolieri, con un’equilibrista che cammina su una fune e danzatrici che volteggiano. Ogni ipogeo è protetto da porte trasparenti a taglio termico per preservare i colori.
Un museo a cielo aperto
Non solo tombe: la necropoli è un’esperienza immersiva. Passeggiando tra i 6000 sepolcri, noti che i tumuli sono quasi scomparsi a causa dell’agricoltura, ma l’ampiezza del sito (130 ettari) è impressionante. Il virtual tour via QR code, disponibile dal 2023, ti permette di entrare in tombe chiuse al pubblico, come quella dei Vasi dipinti, e vedere dettagli ingranditi. È pensato per tutti, anche per chi ha difficoltà motorie (il percorso è accessibile). Le audioguide e le didascalie aiutano a contestualizzare le scene.
Perché visitarlo
Primo: qui hai la più grande collezione di pittura etrusca al mondo, unica per quantità e stato di conservazione. Secondo: il biglietto cumulativo (Necropoli + Museo Nazionale Etrusco di Tarquinia) ti dà accesso anche ai celebri affreschi staccati, come quelli della Tomba del Triclinio. Terzo: dal 2023 il virtual tour ti fa esplorare tombe altrimenti inaccessibili – un bonus che pochi siti offrono. Insomma, un tuffo nella civiltà etrusca che non ha eguali.
Quando andare
Il momento migliore? Primavera inoltrata o autunno, quando la luce radente illumina i tumuli e le temperature sono miti. Al mattino presto, appena aprono, la necropoli è quasi deserta e puoi goderti gli affreschi in pace. D’estate fa caldo, ma il sito è aperto fino alle 19:30, quindi puoi puntare al tardo pomeriggio. Evita i lunedì (chiuso) e i mesi di pioggia intensa, perché il terreno può diventare fangoso.
Nei dintorni
A pochi passi, nel centro di Tarquinia, il Museo Nazionale Etrusco ospitato in Palazzo Vitelleschi (XV secolo) raccoglie i reperti più preziosi, tra cui i cavalli alati e gli affreschi staccati. Con lo stesso biglietto puoi visitare entrambi. Poi, una passeggiata nel borgo medievale di Tarquinia: torri, vicoli e una vista sulla Maremma laziale. Se hai tempo, la vicina Cerveteri con la necropoli della Banditaccia completa il percorso UNESCO.