Cosa vedere in provincia di Catanzaro: borghi, spiagge e archeologia


🧭 Cosa ti aspetta

  • Ideale per: viaggiatori in cerca di storia, mare e natura autentica.
  • Punti forti: siti archeologici ben conservati, spiagge meno affollate, borghi caratteristici.
  • Da non perdere: Parco di Scolacium, Castello di Squillace, Faro di Capo Suvero.
  • Periodo migliore: primavera e autunno per clima mite, estate per il mare.
  • La provincia di Catanzaro è un concentrato di meraviglie: dalla costa ionica a quella tirrenica, passando per colline e borghi antichi. Qui troverai il Parco Archeologico di Scolacium, con i suoi resti romani, e il Castello di Squillace, simbolo medievale. Non perdere le spiagge di Soverato e Santa Caterina dello Ionio, ideali per il relax. Per gli amanti della natura, il Faro di Capo Suvero regala panorami mozzafiato. I musei di Lamezia Terme e Taverna custodiscono tesori archeologici e artistici. Questa guida ti porta alla scoperta dei luoghi imperdibili, con consigli pratici per organizzare al meglio la tua visita. Dalle escursioni archeologiche alle passeggiate in riva al mare, ogni angolo della provincia di Catanzaro saprà sorprenderti.

    Panoramica



    Itinerari nei dintorni


    Parco Archeologico di Scolacium: un tuffo nella Magna Grecia

    Parco Archeologico di ScolaciumSe passate dalla Costa degli Aranci, non perdetevi il Parco Archeologico di Scolacium, a Roccelletta di Borgia. È uno di quei posti dove la storia ti abbraccia da ogni lato: qui sorgeva l'antica Skylletion greca, poi la colonia romana Minervia Scolacium. La prima cosa che vedrete è l’imponente Abbazia di Santa Maria della Roccella, un gioiello normanno in mattoni rossi lasciato incompiuto da un terremoto. Dentro, tra prati e olivi, si snodano il Foro romano con la sua pavimentazione in laterizio e il Decumano Massimo. Il teatro (fino a 5.000 spettatori!) regala ancora l'atmosfera degli spettacoli antichi, mentre l'anfiteatro, unico in Calabria, racconta di gladiatori. Nel museo, non perdetevi il braccio colossale in bronzo trovato da Paolo Orsi – una mano che sembra salutare dai secoli. E poi c'è il vecchio frantoio del barone Mazza, testimone di un passato più recente. Il parco è aperto dal martedì alla domenica (9:00-18:00 circa, meglio verificare), biglietto 3 euro. D'estate ospita eventi come 'Armonie d'Arte' e mostre di scultura contemporanea. Un luogo che unisce archeologia, natura e cultura, a due passi dal mare.

    Parco Archeologico di Scolacium

    Castello di Squillace: fortezza normanna tra storia e panorama

    Castello di SquillaceArroccato sul colle più alto del borgo, il Castello di Squillace domina le case color pastello e l’azzurro del Golfo. Lo sguardo spazia dalle spiagge di Caminia fino a Capo Rizzuto, un panorama che da solo vale la salita. Costruito dai Normanni nel 1044 con granito locale, il cuore della fortezza è il donjon, un torrione rettangolare largo oltre 10 metri. Qui nel 1098 Ruggero d’Altavilla incontrò San Bruno di Colonia, donandogli i terreni per la Certosa di Serra San Bruno. Seguirono secoli di ampliamenti: Federico II aggiunse una torre poligonale, una via di fuga scavata nella roccia e un palazzo con bagni d’acqua calda e fredda. Gli Angioini completarono la cinta con una torre circolare, mentre i Borgia – il cui stemma campeggia sul portale – eressero un grande palazzo mai finito. Il terremoto del 1783 devastò il castello, riducendolo a rudere per secoli. Oggi, dopo attenti restauri, si visita in meno di un’ora: si salgono i camminamenti in pietra, si ammirano le mura poligonali, e si scoprono i resti di una necropoli tardoantica con 22 tombe e ricchi corredi. Non manca un tocco romantico: due scheletri abbracciati, emersi durante gli scavi, raccontano una leggenda d’amore. Il biglietto costa 3€ (venerdì, sabato e domenica, 10-12:30 e 15-17). Portate scarpe comode e fermatevi a curiosare nelle botteghe dei ceramisti, maestri nell’antica tecnica dell’ingobbio.

    Castello di Squillace

    Scavi Archeologici Terina: una città greca da riscoprire

    Scavi Archeologici TerinaSe pensate che la Calabria sia solo mare e borghi, preparatevi a cambiare idea. A Lamezia Terme, in contrada Iardini di Renda, si nasconde un pezzo di Magna Grecia: gli Scavi Archeologici di Terina. Fondata dai crotoniati intorno al 480 a.C., questa città prosperò grazie al porto e alla posizione strategica sull'istmo. Oggi, dopo anni di scavi e un restauro da un milione di euro, il parco archeologico è stato inaugurato nel 2016. Ma la realtà è un'altra: quando sono arrivato, il cancello era chiuso e le erbacce avevano ricoperto le antiche strade. Tuttavia, vale la pena conoscerne la storia. Gli scavi hanno portato alla luce un quartiere abitativo con due strade parallele larghe 6,30 metri, un sistema di drenaggio delle acque piovane e fondazioni di case in ciottoli di fiume. I reperti più spettacolari? Il tesoro di Sant'Eufemia (oggi al British Museum) e due tavolette bronzee: una del V secolo a.C., la più antica iscrizione pubblica su bronzo della costa tirrenica, che conferma i legami con Crotone. Se volete approfondire, il Museo Archeologico Lametino custodisce molti di questi oggetti. Nonostante lo stato di abbandono, Terina è un tassello fondamentale per capire la colonizzazione greca in Calabria. Speriamo che presto torni a splendere.

    Scavi Archeologici Terina

    Museo Archeologico Lametino: tra preistoria e Medioevo

    Museo Archeologico LametinoIncastonato nell'ex convento di San Domenico (dove studiò Tommaso Campanella), il Museo Archeologico Lametino è una tappa obbligata per chi vuole capire la storia della Calabria. La sezione preistorica espone i choppers di Casella di Maida, i più antichi strumenti litici della regione (quasi 500.000 anni), e un laboratorio didattico con fornace neolitica. La sezione classica ruota attorno a Terina, colonia di Crotone: qui spicca il tesoretto di Acquafredda (530 a.C.) con 55 stateri incusi di Sibari, e l'hydria di Cerzeto, un vaso a figure rosse del 380-370 a.C. con scene di vestizione nuziale – il vero gioiello del museo. Non perdetevi neppure la statua muliebre romana in marmo. La sezione medievale regala reperti dal Castello di Nicastro e un cannone bombarda integro del Quattrocento. Piccola nota: al momento il museo è chiuso per lavori di efficientamento (PNRR). Quando riapre (orari: martedì-sabato 9-14), l'ingresso è gratuito ma conviene chiamare per conferma. Telefono: 0968 441947. Un posto che racconta la Calabria più autentica, tra ossidiana e monete magno-greche.

    Museo Archeologico Lametino

    Castello Normanno di Lamezia Terme: tra storia e leggenda

    Castello NormannoArroccato sullo sperone roccioso di San Teodoro, a strapiombo tra i torrenti Canne e Niola, il Castello Normanno di Lamezia Terme è un vero e proprio scrigno di storia. Costruito dai Normanni tra l'XI e il XII secolo sui resti di una fortezza bizantina, fu poi ampliato da Federico II di Svevia, che lo rese uno dei suoi castelli preferiti. Qui l'imperatore fece rinchiudere il figlio ribelle Enrico VII, che vi morì in circostanze misteriose. Il castello fu anche sede del tesoro di Stato durante il periodo svevo – un dettaglio che ne accresce il fascino.

    Oggi lo scenario è quello di un romantico rudere: quattro torri cilindriche, un mastio pentagonale, bastioni e un contrafforte con loggetta cieca emergono tra la vegetazione. Il terremoto del 1638 e quello del 1783 ne hanno compromesso la struttura, ma le campagne di scavo e restauro hanno riportato alla luce reperti ceramici e nuove sezioni.

    Passeggiando tra i resti, si respira l'atmosfera medievale. Le leggende locali aggiungono un tocco di magia: si narra di una chioccia con pulcini d'oro custodita da una maga, e dello spirito del paggio Gerlando che vaga ancora a cavallo tra le rovine. Da qui la vista spalanca sulla piana di Sant'Eufemia e sul mare: un panorama che da solo vale la salita.

    Attenzione: l'accesso all'interno è attualmente limitato per motivi di sicurezza, ma il castello è perfettamente visibile dall'esterno. Punto di riferimento è la statua di Federico II nelle vicinanze, che indica l'antica fortezza. Un luogo imperdibile per gli appassionati di storia e archeologia.

    Castello Normanno

    Bastione di Malta: la fortezza dei Cavalieri a Lamezia Terme

    Bastione di MaltaImpossibile non notarlo arrivando a Lamezia Terme. Il Bastione di Malta svetta lungo il rettilineo che collega autostrada, aeroporto e stazione, tanto da essere entrato a far parte dello stemma comunale. Costruito intorno al 1550 per volere del viceré di Napoli Don Pedro de Toledo, questo bastione faceva parte del sistema difensivo costiero contro le incursioni saracene. L'opera fu affidata ai Cavalieri di Malta, da cui il nome, che all'epoca possedevano il vicino feudo di Sant'Eufemia. La struttura è imponente: a forma di tronco di piramide a base quadrata, con mura spesse alcuni metri – una rarità tra le torri costiere – adatte a resistere ai colpi di cannone. All'interno si trovano quattro grandi ambienti con volte a botte, mentre sulla sommità una terrazza offre un panorama oggi purtroppo inaccessibile. Sulla porta d'ingresso campeggia lo stemma del Balì Fra Signorino Gattinara, datato 1634, che ricorda l'armamento del bastione con macchine belliche. Nei secoli, il bastione ha subito danni dai terremoti del 1638 e del 1783, e nel 1806 divenne proprietà privata dopo la soppressione dei beni ecclesiastici. Durante la seconda guerra mondiale fu usato come postazione antiaerea. Recentemente il Comune lo ha acquistato e avviato restauri, ma lavori sospesi e contenziosi hanno lasciato l'area in stato di abbandono, con erbacce e cancelli chiusi. Un vero peccato, perché visitarlo sarebbe un tuffo nella storia. Per ora, resta un simbolo da ammirare da lontano.

    Bastione di Malta

    Abbazia di Santa Maria di Corazzo: storia e mistero tra i ruderi

    Abbazia di Santa Maria di CorazzoNel cuore della Sila Piccola, a Carlopoli, l'Abbazia di Santa Maria di Corazzo è un luogo che parla da sé. I ruderi imponenti, immersi nei boschi, raccontano una storia lunga quasi mille anni. Fondata nell'XI secolo dai Benedettini e poi ricostruita dai Cistercensi, qui visse e scrisse le sue opere Gioacchino da Fiore, il famoso abate mistico citato da Dante. Perfino Bernardino Telesio, filosofo rinascimentale, vi soggiornò. Passeggiando tra le mura, puoi ancora riconoscere la pianta a croce latina della chiesa, il chiostro quadrato e la suggestiva Porta dei morti che conduceva al cimitero. Le leggende non mancano: si dice che l'abbazia custodisse reliquie sacre e che sia stata l'ultimo rifugio del Gran Maestro dei Templari. Il sito è a ingresso libero e, nonostante il degrado dei secoli (terremoti del 1638 e 1783, soppressione napoleonica), l'atmosfera è carica di spiritualità. Recentemente sono iniziati lavori di restauro grazie al Fondo Sviluppo e Coesione, per restituire dignità a questo gioiello dimenticato. Se ami i luoghi intrisi di storia e mistero, mettilo in lista. E ricordati: molti arredi originali sono oggi sparsi nelle chiese vicine, a Soveria Mannelli e Cicala – vale la pena fare un giro anche lì.

    Abbazia di Santa Maria di Corazzo

    Torre Sant'Antonio: torre medievale e resort sul mare

    Torre Sant'AntonioLa Torre Sant'Antonio, detta anche Torre Cavallara, è un gioiello del XIII secolo che unisce fascino storico e comfort moderni. Questa torre cilindrica (diametro 7m, altezza 12m) era un'avvistamento contro i pirati: due guardie a cavallo perlustravano la costa, da qui il nome. Oggi è un resort privato che conserva merletti, scala esterna e intonaco originale. All'interno, appartamenti e villette offrono soggiorni indipendenti. Il lido privato è attrezzato con spiaggia, campo da bocce, ping pong e un bistrot a km0. Dalla torre si gode una vista spettacolare sulla costa. Documenti del 1576 citano il torriero Francesco Tropiano; dopo il terremoto del 1638 la torre fu danneggiata. Nel 1778 l'abate Saint-Non la descrisse infestata dalle pulci. Acquisita dalla famiglia Badolato a fine '800, oggi è gestita dagli eredi. Nei dintorni, il borgo di Santa Caterina dello Ionio e il parco archeologico di Kaulonia sono imperdibili. Una vacanza qui è un tuffo nella storia, con tutti i comfort del presente.

    Torre Sant'Antonio

    Faro di Capo Suvero: un faro tra storia e mare

    Faro di Capo SuveroSe passate da Gizzeria, non perdete il Faro di Capo Suvero. Questo faro attivo dal 1869 segna l'ingresso nord del Golfo di Sant'Eufemia. La struttura attuale, costruita nel 1984, è una torre quadrata in muratura alta 25 metri, bianca con cupola grigio metallizzato. Emette due lampi bianchi ogni 10 secondi, visibili fino a 16 miglia nautiche (circa 30 km). Io sono rimasta affascinata dal contrasto tra il bianco del faro e l'azzurro del mare. Ai suoi piedi si estende la Spiaggia del Turrazzo, ideale per una passeggiata. Il faro è gestito dalla Marina Militare e fa parte di un itinerario che collega archeologia e paesaggi costieri da Capo Suvero a Punta Alice. È stato più volte inserito tra i Luoghi del Cuore del FAI, meritatamente. Il panorama sulla costa tirrenica lametina è spettacolare, soprattutto al tramonto. Accanto si trova la vecchia torre ottagonale del 1869 e alcune torri di avvistamento diroccate, che ricordano le incursioni saracene. Un luogo che unisce storia, architettura e natura.

    Faro di Capo Suvero

    Museo Civico di Taverna: un tuffo nell'arte tra barocco e contemporaneo

    Museo Civico di TavernaSe passate da Taverna, il Museo Civico è una tappa che non ha nulla da invidiare ai grandi musei. Allestito nell’ex convento di San Domenico – un edificio quattrocentesco che già di per sé merita una visita – raccoglie un patrimonio che spazia dal Seicento al contemporaneo. Il vero pezzo forte è la collezione dedicata a Mattia Preti, il “Cavalier Calabrese” nato qui nel 1613. Troverete sue tele come la «Madonna degli Angeli» e un raro disegno preparatorio per gli affreschi di Modena. Ma non è solo barocco: il museo ha un'anima moderna, con opere di Mimmo Rotella, Angelo Savelli e altri artisti del Novecento. Una delle sale più curiose è quella dedicata all’antica farmacia Piterà Quattromani, con mobilio ottocentesco intagliato a mano. E se vi piace l’arte contemporanea, al piano terra c’è una galleria con mostre temporanee. Il percorso si completa con la chiesa di San Domenico, che custodisce altri dipinti di Preti. L’ingresso costa 5 euro (ridotto 3 per over 65, gratis sotto i 6 anni) e il museo è chiuso il lunedì. Aprono la mattina e il pomeriggio, ma gli orari cambiano tra estate e inverno, quindi meglio controllare. Nel 2023 è entrato a far parte del Sistema Museale Nazionale, un riconoscimento che dice tutto sulla qualità della visita.

    Museo Civico di Taverna

    Castel Sant'Angelo: un balcone sull'Istmo

    Castel San'AngeloArroccato sulla cima del colle Lairta, a Tiriolo, il Castel Sant'Angelo è uno di quei luoghi che ti fanno capire perché la Calabria è stata contesa per secoli. La sua posizione è pazzesca: dallo spiazzo tra i ruderi, con un solo sguardo puoi vedere il Mar Ionio e il Tirreno. Sì, proprio così: l'Istmo di Catanzaro si stringe qui, e il castello lo controllava tutto. Costruito dai Normanni nell'XI secolo per volere di Ugone di Falloc, ha vissuto battaglie, terremoti e cambi di potere. Nel 1282, durante la guerra del Vespro, Carlo d'Angiò lo fece fortificare e lo affidò a Bertrando d'Artois. Nel 1497, i tiriolesi si ribellarono al feudatario Galeotto Carafa e aprirono le porte ai francesi. Roba da film, insomma. Poi, nel Cinquecento, divenne sede del Governatore generale di Giustizia e perfino carcere. I terremoti del 1638 e del 1783 lo ridussero in macerie, ma gli scavi degli anni '90 hanno riportato alla luce torri circolari aragonesi e una cisterna per l'acqua piovana. Oggi è un sito archeologico affascinante, un po' abbandonato a sé stesso, ma proprio per questo autentico. Sali fin lassù per il panorama: vale ogni passo. Portati acqua e scarpe comode, e magari un binocolo per scrutare i due mari.

    Castel San'Angelo

    Torre di Carlo V: la sentinella del mare a Soverato

    Torre di Carlo VLa Torre di Carlo V, che i locali chiamano Turrazzo, è il simbolo più riconoscibile di Soverato. Passeggiando sul lungomare, la vedi spuntare tra palme e case moderne: è una torre quadrata che si erge su uno sperone roccioso a nord del centro, a picco sul Mar Ionio. Eppure il nome inganna: non fu costruita per Carlo V, ma tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento, quando il Regno di Napoli si difendeva dai pirati turchi e saraceni. Faceva parte del sistema delle 339 torri costiere, gestite dai cavallari – uomini a cavallo che diffondevano l’allarme. Sotto la torre, un cunicolo sotterraneo arrivava fino al mare, utile per rifornimenti o fughe. Un tempo era circondata da un fossato con ponte levatoio, oggi tutto scomparso. La struttura è di proprietà privata, ma ogni tanto viene aperta al pubblico in occasioni speciali. Nei dintorni, il Giardino Botanico Santicelli offre un bel colpo d’occhio sulla torre, e poco più su, nel borgo di Soverato Superiore, si respira aria medievale. Suberatumella? Secondo una leggenda, una bellissima principessa vive qui da secoli, protetta da dee. Chissà. Nel 2018 la torre è finita su un francobollo del Ministero dello Sviluppo Economico, nella serie “Turismo”, a testimoniare il suo fascino senza tempo. Se capitate a Soverato, fermatevi un attimo a guardarla: è una di quelle architetture che raccontano storie di mare, difesa e vita quotidiana.

    Torre di Carlo V

    Soverato Vecchia: tra ruderi e panorami

    Soverato VecchiaArroccata su una collina a 95 metri d'altezza, Soverato Vecchia è il cuore antico di Soverato, un borgo fortificato che racconta secoli di storia. Le sue origini risalgono al X secolo, quando la popolazione si rifugiò qui per sfuggire alle incursioni saracene. Il terremoto del 1783 la rase al suolo, e oggi ne restano solo affascinanti ruderi, avvolti dalla macchia mediterranea. Raggiungerla è un'avventura: un sentiero di circa 30 minuti a piedi, adatto anche a famiglie con bambini, che regala una vista mozzafiato sul Golfo di Squillace. Tra le rovine spiccano il Palazzo Baronale, con i suoi due piani e oltre 100 metri quadri, e la Chiesa Matrice, che un tempo custodiva la celebre Pietà di Antonello Gagini (oggi a Soverato Superiore). Passeggiando tra i vicoli stretti e le case-torre, si respira un'atmosfera sospesa nel tempo. Secondo una leggenda locale, tra queste pietre sarebbe nascosto un tesoro – chissà che non lo troviate voi! Portatevi scarpe comode, acqua e una macchina fotografica: il panorama dalla cima vale ogni passo. Un luogo perfetto per chi ama la storia, la natura e le emozioni autentiche.

    Soverato Vecchia

    Parco della Biodiversità Mediterranea: un polmone verde tra arte e natura

    Parco della BiodiversitàSe pensate che un parco sia solo alberi e panchine, il Parco della Biodiversità Mediterranea di Catanzaro vi farà ricredere. Con i suoi 60 ettari, questo spazio verde è molto più di un semplice giardino: è un museo a cielo aperto, un centro di recupero animali e un paradiso per sportivi. Inaugurato nel 2004 su iniziativa dell'allora presidente della Provincia Michele Traversa, è nato dalla riqualificazione di un'area abbandonata, diventando oggi il polmone verde della città. La particolarità? L'ingresso è gratuito e aperto tutti i giorni fino a tarda sera (in inverno fino a mezzanotte, in estate fino all'1:30).

    Passeggiando lungo i viali alberati – dal Viale dei Carrubi a quello dei Ciliegi – vi imbatterete in 25 opere d'arte contemporanea di artisti del calibro di Jan Fabre, Antony Gormley e Mimmo Paladino. Il mio preferito? L'Uomo che misura le nuvole di Fabre, una scultura in bronzo che sembra sfidare il cielo. Non perdete il MUSMI, il Museo Storico Militare dedicato alla Brigata Catanzaro, con cimeli dall'epoca napoleonica alla Seconda Guerra Mondiale (biglietto 3€ circa).

    Per gli amanti della natura, il CRAS (Centro Recupero Animali Selvatici) è un punto di riferimento: qui curano gufi reali, aquile, pappagalli e cervi. E poi c'è il laghetto dei cigni, il labirinto di alloro, la Valle dei Mulini con i suoi sentieri e la vista mozzafiato. Insomma, un luogo dove perdersi e ritrovarsi.

    Parco della Biodiversità

    Teatro Politeama: il gioiello moderno del centro storico

    Teatro PoliteamaNel cuore di Catanzaro, in via Jannoni, sorge il Teatro Politeama Mario Foglietti, inaugurato il 29 novembre 2002 con un concerto dell'Orchestra dell'Arena di Verona. È il più recente dei grandi teatri italiani, ma già racconta una storia lunga: al suo posto c'erano il cine-teatro Politeama e il Mercato coperto, demoliti per fare spazio a questo capolavoro dell'architetto Paolo Portoghesi. La facciata curva si ispira all'Oratorio dei Filippini di Borromini, e dentro trovi una sala a ferro di cavallo con cinque ordini di palchi: una vera bomboniera da 930 posti. Il palcoscenico è enorme – 22 metri di larghezza – e l'acustica è famosa, migliorata quando nel 2009 hanno sostituito la moquette con il parquet. I dettagli ti lasciano a bocca aperta: quasi 4.000 corpi illuminanti, 60 km di cavi elettrici e una conchiglia scenografica sulla sommità. La programmazione spazia da prosa a musical, da concerti sinfonici a opera: nel 2025 arrivano Arturo Brachetti, Stefano Bollani e persino l'Aida di Verdi. Il botteghino è aperto dal lunedì al sabato, 10-13 e 16-19 (tel. 0961 501818). Arriva con almeno 20 minuti d'anticipo, perché a spettacolo iniziato non si entra più. Un consiglio da viaggiatore: prenota un palco per sentirti un po' aristocratico, e prima dello spettacolo goditi la fontana artistica nella piazza d'ingresso.

    Teatro Politeama