Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga: natura e abbazia a Villa Celiera

Situato a 714 metri d’altitudine, Villa Celiera è un borgo medievale che si affaccia sul Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Qui puoi esplorare l’abbazia di Santa Maria Casanova, percorrere i sentieri dell’altopiano del Voltigno e assaggiare i prodotti tipici. Il parco, terzo d’Italia per estensione, è un paradiso per gli amanti della natura.
Escursioni a piedi, a cavallo e in mountain bike
Sci di fondo sul Voltigno
Borgo medievale con torrione difensivo
Prodotti tipici come Pecorino di Farindola e arrosticini


Eventi nei dintorni


Copertina itinerario Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga: natura e abbazia a Villa Celiera
Tra borghi medievali, abbazie cistercensi e l’altopiano del Voltigno, il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga offre escursioni e natura incontaminata a Villa Celiera.

Cose da sapere


Introduzione

Arrivare a Villa Celiera è come fare un tuffo nel passato, ma con lo sguardo rivolto alla natura. Questo borgo arroccato su una rupe calcarea, a 714 metri di quota, è la porta ideale per esplorare il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Qui, tra querceti secolari e viste che tolgono il fiato, si respira un’aria diversa: più lenta, più vera. Il paese conserva intatto il suo fascino medievale, ma è soprattutto il punto di partenza per due meraviglie: l’abbazia cistercense di Santa Maria Casanova e l’altopiano del Voltigno. Un connubio perfetto tra spiritualità e avventura.

Cenni storici

Villa Celiera nasce tra il V e il VI secolo, dopo le invasioni barbariche, quando profughi dalla vicina Bertona si rifugiarono su questa rupe. Il nome deriva dalla sua funzione di ‘cella’ (deposito) per l’abbazia cistercense di Santa Maria Casanova, fondata nel 1191. Per secoli il borgo ha gravitato attorno ai monaci, che gestivano terre e comunità. Nel 1258, con Re Manfredi e Papa Alessandro IV, l’abbazia si unì al cenobio di San Bartolomeo in Carpineto, e nel 1311 anche il monastero di San Giovanni in Lamis. Oggi dell’abbazia restano il torrione difensivo, la sala capitolare e la chiesa, testimoni silenziosi di un passato glorioso. Il Parco Nazionale è stato istituito nel 1991.

L’Abbazia di Santa Maria Casanova

A pochi passi dal centro di Villa Celiera, immersa nel verde, si trovano i resti dell’abbazia cistercense di Santa Maria Casanova. Non aspettatevi un edificio intatto: è un rudere affascinante, con il torrione che ancora svetta fiero. Entrando, si percepisce la spiritualità di chi un tempo pregava e lavorava qui. La sala capitolare, con le sue volte a crociera, e la chiesa, di cui resta l’abside, raccontano secoli di vita monastica. I monaci benedettini cistercensi erano maestri nell’agricoltura e nell’arte, e da qui controllavano possedimenti che arrivavano fino in Puglia. Passeggiare tra queste pietre, in silenzio, è un’esperienza che consiglio a tutti. Portatevi un libro e fermatevi ad ascoltare il vento tra gli alberi.

L’Altopiano del Voltigno e attività outdoor

Salendo da Villa Celiera si arriva all’altopiano del Voltigno, un altopiano carsico che sembra un altro mondo. Qui il paesaggio si apre: prati sconfinati, boschi di faggio, e in inverno una coltre bianca che attira gli appassionati di sci di fondo. Le piste sono ben tenute, ma d’estate si trasformano in itinerari perfetti per trekking, mountain bike e persino escursioni a cavallo. Io ho fatto una camminata al tramonto: il sole tingeva di rosso il Corno Grande e il silenzio era rotto solo dal fruscio del vento. Tenete gli occhi aperti per avvistare camosci e aquile reali – il parco è ricco di fauna. Se siete fortunati, incontrerete qualche pastore con le sue pecore, simbolo di una tradizione ancora viva.

Perché visitarlo

1. Natura e storia in un unico luogo: qui puoi combinare l’esplorazione di un’abbazia medievale con escursioni in un parco nazionale tra i più grandi d’Italia. 2. Sport all’aria aperta per tutti: dallo sci di fondo in inverno alle camminate in estate, l’altopiano del Voltigno offre percorsi adatti a ogni livello. 3. Autenticità e tranquillità: lontano dalle mete turistiche affollate, Villa Celiera ti regala un’esperienza genuina, a contatto con la gente del posto e i sapori tradizionali, come il pecorino di Farindola e gli arrosticini.

Quando andare

Se ami la neve e lo sci di fondo, l’inverno è il periodo giusto: l’altopiano del Voltigno si trasforma in una pista bianca. In primavera e autunno, invece, il clima è mite e i colori sono spettacolari – i faggi si tingono di giallo e arancio, e l’aria è frizzante. Personalmente, adoro l’autunno: la luce è più calda, i sentieri sono meno affollati e si possono ancora raccogliere funghi e castagne. Anche l’estate ha il suo fascino, con le lunghe giornate per escursioni, ma il sole picchia forte: meglio partire la mattina presto.

Nei dintorni

A due passi da Villa Celiera merita una visita l’abbazia di San Clemente a Casauria, un capolavoro dell’architettura romanica con un chiostro bellissimo. Poco più in là, il borgo di Farindola è famoso per il suo pecorino e per le tradizioni legate alla transumanza. Se avete tempo, non perdetevi il Lago di Penne, un’oasi WWF dove osservare uccelli acquatici e fare una passeggiata in mezzo alla natura. Tutti questi posti sono facilmente raggiungibili e completano perfettamente una gita nel Distretto delle Grandi Abbazie.

Itinerari nei dintorni


💡 Forse non sapevi che…

Il nome ‘Villa Celiera’ deriva dalla funzione di ‘cella’ dell’abbazia cistercense: un deposito di vino, olio e grano. Ancora oggi, il 29 agosto, il borgo festeggia San Giovanni Battista con la processione e la sagra enogastronomica, un’occasione per assaporare l’autentica ospitalità abruzzese.