Torrazzo di Cremona: il campanile più alto d’Italia

Torrazzo di Cremona è il campanile del Duomo, alto 112,54 metri: con i suoi 502 gradini è la torre in laterizi più alta d’Italia. Al quarto piano c’è un orologio astronomico del 1583-1588, con quadrante di 8,20 metri e lancette che indicano fasi lunari, solstizi ed eclissi. La salita porta a una terrazza con panorama a 360° su Cremona, il Po e, in giornate limpide, fino alle Alpi.
– Museo Verticale: quattro sale su quadrante, meccanismo, tempo e astronomia.
– 502 gradini: salita tra due torri, una dentro l’altra.
– Orologio astronomico: meccanismo originale caricato a mano ogni giorno.
– Biglietto unico: € 10,00 con Battistero e Museo Diocesano.


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Copertina itinerario Torrazzo di Cremona: il campanile più alto d'Italia
Torrazzo di Cremona: 112,7 metri, 502 gradini e l’orologio astronomico del 1583. Dalla terrazza panorama su Cremona, il Po e le Alpi; biglietto cumulativo con Battistero e Museo Diocesano.

Cose da sapere


Torrazzo di Cremona: il campanile più alto d’Italia

Il Torrazzo non passa inosservato. In Piazza del Comune, accanto al Duomo, questa torre in mattoni rossi si alza per 112,7 metri e domina la città da secoli. È la torre in laterizi più alta d’Italia e una delle più alte d’Europa, ma quello che colpisce è la sensazione di solidità antica: mattoni su mattoni, senza fronzoli. La struttura è a doppia canna, una torre dentro l’altra, collegate da una scala di 502 gradini. Ammetto che vederla la prima volta fa un effetto strano, quasi sproporzionato rispetto alle case basse del centro. E poi c’è l’orologio astronomico al quarto piano, che ti guarda dall’alto con i suoi simboli misteriosi. È il simbolo di Cremona, punto. Chi arriva in città per la liuteria o per il torrone se lo ritrova comunque davanti, e difficilmente resiste alla voglia di salire.

Cenni storici

La costruzione iniziò intorno al 1230 e si concluse nel 1309, in quattro fasi. La tradizione vuole una prima edificazione nel 754, ma la struttura attuale è più tarda: la parte inferiore, romanica con merlatura guelfa, risale probabilmente al 1267, mentre i tamburi ottagonali della ghirlanda furono completati entro il 1305. Una lapide alla base indica l’altezza in 250 braccia e due once, circa 111 metri secondo l’antico sistema cremonese. Nel tempo la torre ha avuto più ruoli: campanile, torre dell’orologio e persino torre di avvistamento difensiva. Gli scavi archeologici degli anni ’80 hanno riportato alla luce strutture sottostanti, forse legate a un’area cimiteriale antica o a resti romani. In coda, i momenti chiave:

  • 754 – prima edificazione secondo la tradizione
  • 1230 – inizio dei lavori della torre attuale
  • 1267 – parte romanica inferiore
  • 1305 – tamburi ottagonali della ghirlanda
  • 1309 – conclusione con la guglia marmorea
  • 1583-1588 – orologio astronomico dei Divizioli
  • 1744 – fusione delle sette campane
  • 2018 – inaugurazione del Museo Verticale

L’orologio astronomico e il Museo Verticale

Al quarto piano c’è l’orologio astronomico, realizzato tra il 1583 e il 1588 da Francesco e Giovan Battista Divizioli, in sostituzione di uno più antico e dopo la Riforma Gregoriana del calendario. Il quadrante, tra i più grandi del mondo, ha un diametro di 8,20 metri, con cornice in rame sbalzato larga 80 cm, e rappresenta la volta celeste con le costellazioni zodiacali. Cinque lancette indicano fasi lunari, solstizi ed equinozi; una, a forma di drago, segnala le eclissi. Il meccanismo è ancora interamente meccanico e va caricato a mano ogni giorno. Il quadrante attuale è una ridipintura del 1970. Dal novembre 2018 il Museo Verticale, in quattro sale, racconta la misurazione del tempo, con il Pendolo di Foucault e la ricostruzione dell’Artificio di Toledo di Janello Torriani.

502 gradini e il panorama a 360°

L’ingresso si trova sotto il portico della Cattedrale. Si sale nell’intercapedine tra le due torri: 502 gradini, alcuni in pietra, altri in mattoni, con passaggi stretti e qualche curva. Non è una passeggiata, ma non serve essere atleti. Io l’ho trovata tosta ma fattibile, con qualche sosta per riprendere fiato. In cima, l’ultima terrazza regala un panorama a 360° su Cremona, sul fiume Po e, nelle giornate limpide, fino alle Alpi. Vale davvero la fatica. Curiosa la meridiana sulla facciata, un dettaglio scientifico che in pochi notano guardando la torre dalla piazza. La cella campanaria, con le sette campane fuse nel 1744 da Bartolomeo Bozzi e la campana delle ore del 1581, è un altro pezzo che si scopre salendo.

Perché visitarlo

Tre motivi concreti. Primo: è il campanile in laterizio più alto d’Italia e, tra le torri oltre i 100 metri, la più antica (1309): un primato che vale la salita. Secondo: l’orologio astronomico e il Museo Verticale aggiungono una dimensione scientifica e multimediale, non solo panoramica. Terzo: il biglietto unico da 10 € include anche Battistero e Museo Diocesano, così in un colpo solo si vede il cuore monumentale di Cremona. Aggiungo che la torre fa da sfondo a eventi cittadini, come la serata del Tanta Robba Festival del settembre 2025, che ha radunato oltre duemila persone in piazza. Insomma, non è solo una vista: è un pezzo di storia cremonese che si tocca con le mani.

Quando salire

Il momento migliore è la mattina presto, appena apre, quando la luce è più limpida e c’è meno gente sui gradini. Se cercate il panorama migliore, puntate su una giornata tersa dopo la pioggia: l’aria lavata rende visibili le Alpi all’orizzonte. Anche il tardo pomeriggio è bello, con il sole basso che scalda i mattoni e la città che si accende. Eviterei invece le ore centrali d’estate, quando il caldo rende la salita più faticosa. In inverno, nei giorni sereni, la vista sulla pianura è sorprendente. La salita è lunga e impegnativa: prendetevi il tempo che serve, senza correre.

Nei dintorni: cosa abbinare

Dalla piazza si continua a piedi. Il Battistero, con la sua pianta ottagonale in mattoni, è a pochi passi ed è incluso nel biglietto cumulativo, insieme al Museo Diocesano. Sempre in Piazza del Comune ci sono il Duomo e il Palazzo del Comune. Poi c’è la Cremona liutaria: la città è famosa per la tradizione dei violini, con Stradivari e Amati, e i musei dedicati alla fabbricazione degli strumenti valgono una deviazione. Se avete tempo, una passeggiata fino al Po chiude bene la giornata. Non serve prendere l’auto: il centro si gira comodamente a piedi.

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💡 Forse non sapevi che…

Sapevi che l’orologio va caricato a mano ogni giorno? La tradizione vuole una prima torre già nel 754, ma l’attuale Torrazzo fu completato nel 1309. Alla base una lapide indica l’altezza in 250 braccia e due once, secondo l’antico sistema cremonese. Sulla sommità, palla e croce risalgono al XVII secolo.