Mirabilia Urbis: un viaggio nella preistoria a Mazara del Vallo

Nel cuore del centro storico di Mazara del Vallo, la sconsacrata chiesa di San Bartolomeo ospita il museo Mirabilia Urbis. Qui sono conservati i reperti provenienti dal sito archeologico di Roccazzo, tra cui spiccano quelli della misteriosa ‘tomba dello Sciamano’ con corredo funerario di oltre 5000 anni fa. Un percorso affascinante tra industrie litiche, ocra rossa e ceramiche corinzie e attiche del V secolo a.C.
Reperti unici: la collana, i cilindretti di ocra rossa e gli strumenti litici della tomba dello Sciamano.
Ceramiche greche: aryballoi, skyphos corinzi, lucerne e lekythoi attici.
Contesto architettonico: l’ex chiesa seicentesca di San Bartolomeo con pianta basilicale e cripte sotterranee.
Posizione: a due passi dal centro, in piazzetta San Bartolomeo, nel cuore di Mazara.


Eventi nei dintorni


Copertina itinerario Mirabilia Urbis: un viaggio nella preistoria a Mazara del Vallo
Il museo comunale Mirabilia Urbis, ospitato nella chiesa di San Bartolomeo, espone i reperti della tomba dello Sciamano e ceramiche greche dal sito di Roccazzo. Un tuffo nella storia antica della Sicilia occidentale.

Cose da sapere


Introduzione

Entrare nel Mirabilia Urbis è come fare un salto indietro di millenni. Il museo è ospitato nella sconsacrata chiesa di San Bartolomeo, un edificio che già di per sé racconta storie. Qui, tra le navate silenziose, sono custoditi i resti di una civiltà antichissima: reperti che arrivano dal sito di Roccazzo e che parlano di una Sicilia molto prima dei Greci. L’atmosfera è intima, quasi sospesa. Peccato che al momento sia chiuso al pubblico — ma vale la pena tenerlo d’occhio.

Cenni storici

La chiesa di San Bartolomeo ha origini quattrocentesche: nel 1431 i confrati la costruirono dentro le mura cittadine. L’edificio attuale fu iniziato nel 1601, con la prima pietra posta dal vescovo Luciano De Rubeis. La facciata è sobria, con portale in tufo e un timpano triangolare. L’interno a tre navate nasconde cripte sottostanti. Qui dal 2010 circa è stato allestito il Museo Mirabilia Urbis, ma nel 2011 un distacco di intonaco ne causò la chiusura temporanea. Oggi risulta chiuso permanentemente.

La Tomba dello Sciamano

Il pezzo forte del museo è il corredo della cosiddetta tomba dello Sciamano, ritrovata a Roccazzo. Comprende una collana, strumenti litici, cilindretti di ocra rossa, ciotole e contenitori. L’ocra rossa fa pensare a rituali funerari legati al sangue o alla vita. È una finestra su un’epoca in cui la magia e la spiritualità erano parte del quotidiano. Accanto, ceramiche corinzie e attiche raccontano i commerci con la Grecia.

Il sito di Roccazzo

A circa 7 km dal centro di Mazara, nella Borgata Costiera, si estende per 20 ettari il sito archeologico di Roccazzo, su un sopralzo di roccia calcarea chiamata Magaggiara. Qui sono emerse tracce di frequentazione preistorica e greca. Purtroppo l’area non è facilmente visitabile, ma i reperti trasferiti al museo ne conservano la memoria. Una passeggiata nei dintorni può comunque dare un’idea del paesaggio antico.

Perché visitarlo

Anche se chiuso, conoscere il Mirabilia Urbis è importante per capire la stratificazione storica di Mazara. Primo: offre reperti unici della preistoria siciliana, come la tomba dello Sciamano. Secondo: la sua sede, la chiesa di San Bartolomeo, è un gioiello architettonico con cripte sotterranee. Terzo: fa parte di un itinerario che include il centro storico e il famoso Kasbah mazarese.

Quando andare

Non essendo visitabile al momento, il consiglio è di informarsi prima di pianificare. Se riaprisse, il mattino presto è il momento migliore: la luce filtra dalle finestre della chiesa e illumina le vetrine. Meglio evitare il weekend dato che il museo era aperto solo dal lunedì al sabato mattina.

Nei dintorni

A due passi c’è il centro storico di Mazara, con il suo labirinto di viuzze arabe nel quartiere Kasbah. Da non perdere il Museo del Satiro Danzante, che ospita la celebre statua bronzea. Per una pausa, i ristoranti sul lungomare offrono pesce freschissimo. Un’altra idea: visitare la Riserva Naturale della Foce del Belice, a pochi chilometri.

Itinerari nei dintorni


💡 Forse non sapevi che…

Il museo è chiuso dal 30 giugno 2011 per lavori di restauro dopo il distacco di intonaco dal soffitto. Nonostante ciò, le sei vetrine con i reperti della tomba dello Sciamano e le ceramiche greche attendono di essere nuovamente ammirate. Un peccato, ma la chiesa di San Bartolomeo merita comunque una visita per la sua architettura.