Cosa vedere in provincia di Barletta-Andria-Trani: castelli, musei e cantine


🧭 Cosa ti aspetta

  • Ideale per un weekend di turismo culturale, tra storia e vino
  • Punti forti: Castel del Monte, siti archeologici di Canne della Battaglia e Canosa, cantine di Trani
  • Perché visitarla: mix unico di patrimonio UNESCO e tradizione enogastronomica
  • Consiglio: abbinare la visita a una degustazione di vini locali

Eventi nei dintorni


La provincia di Barletta-Andria-Trani (BAT) è un concentrato di storia millenaria e tradizioni enogastronomiche spesso sottovalutato dai turisti. A partire dall'iconico Castel del Monte, patrimonio UNESCO voluto da Federico II, fino ai siti archeologici di Canne della Battaglia e Canosa di Puglia, passando per le eleganti cattedrali romaniche di Trani e Bisceglie. Ma non solo: la BAT è anche terra di vini pregiati come il Moscato di Trani e il Nero di Troia, con cantine storiche aperte alle visite. In questo articolo ti guiderò attraverso un itinerario che unisce arte, archeologia e sapori, perfetto per un weekend fuori dai circuiti tradizionali. Scopriremo insieme i luoghi imperdibili, dai castelli federiciani ai dolmen preistorici, senza dimenticare le delizie del mare Adriatico lungo la costa.

Panoramica



Itinerari nei dintorni


Castel del Monte: l'enigma ottagonale di Federico II

Castel del MonteSe c’è un luogo che incarna il genio di Federico II di Svevia, è Castel del Monte. Sulla cima di una collina a 540 metri d’altitudine, nel cuore delle Murge, questa fortezza ottagonale del XIII secolo ti lascia senza fiato. Patrimonio UNESCO dal 1996, è una delle mete imperdibili della provincia di Barletta-Andria-Trani.

Quello che colpisce subito è la forma: un perfetto ottagono con otto torri anch’esse ottagonali, quasi una corona di pietra. Camminando nel cortile interno, pure ottagonale, noti il contrasto tra la pietra calcarea locale e le venature rosate della breccia corallina. All’interno, le sedici sale trapezoidali (otto per piano) sono spoglie, ma le volte a crociera e le chiavi di volta decorate ti riportano a un’epoca di fasti perduti. Le scale a chiocciola con 44 gradini in senso antiorario collegano i piani – un dettaglio che sembra studiato per far sì che chi esce dia sempre le spalle all’edificio.

Ma a cosa serviva? Manca fossato e ponte levatoio, quindi niente funzione militare. Le ipotesi più accreditate parlano di residenza di caccia o tempio del sapere, ma il mistero resta. Di sicuro, l’imperatore amava la matematica e l’astronomia: l’ottagono simboleggia l’unione tra terra e cielo. E guarda le ombre nei solstizi…

Come visitarlo? Il biglietto intero costa 10€ (ridotto 2€ per 18-25 anni, gratis la prima domenica del mese). Orari: da aprile a settembre 10:00-18:45, da ottobre a marzo 9:00-17:45. Arriva in auto da Andria (18 km) o con l’autobus n.6 in stagione. Porta scarpe comode e una macchina fotografica: il paesaggio è meraviglioso.

Castel del Monte

Canne della Battaglia: storia antica a pochi km da Barletta

Parco archeologico di Canne della BattagliaSe c'è un posto in Puglia dove la storia si respira ancora tra i campi di grano e il vento che soffia sulla valle dell'Ofanto, è il Parco Archeologico di Canne della Battaglia. Qui, il 2 agosto del 216 a.C., Annibale Barca inflisse una delle più gravi sconfitte all'esercito romano, nonostante fosse in inferiorità numerica. Una manovra a tenaglia che ancora oggi gli studiosi studiano. Ma il parco non è solo memoria della battaglia: è un sito archeologico che racconta ben 7000 anni di storia, dal Neolitico al Medioevo. Salendo verso la cittadella, si passa dall'Antiquarium, un piccolo museo rinnovato nel 2017 con reperti che vanno dalla preistoria al basso medioevo. Io sono rimasto colpito dalla sala multimediale con il video in 3D della battaglia: ti fa capire meglio di qualsiasi libro la tattica di Annibale. Poi si prosegue a piedi verso l'acropoli medievale, dove dominano i resti del castello normanno e della basilica a tre navate. Lì, tra blocchi ciclopici e mura aragonesi, ci si sente piccoli. Se avete tempo, non perdetevi il villaggio apulo e il sepolcreto, anche se alcuni itinerari sono chiusi per lavori (meglio informarsi prima). Il parco è aperto da mercoledì a sabato: in inverno 9-17:30, in estate 10-18:30. Il biglietto costa 6 euro (ridotto 2), e con 8 euro potete fare un cumulativo con il Museo Archeologico Nazionale di Canosa. Un consiglio: portatevi acqua e scarpe comode, perché il colle è esposto e si cammina parecchio. Ma ne vale la pena: qui il tempo sembra essersi fermato.

Parco archeologico di Canne della Battaglia

Il Castello svevo di Trani: storia e fascino

Castello svevoSe c'è un castello che incarna la potenza di Federico II, è il Castello svevo di Trani. Costruito tra il 1233 e il 1249, sorge su un banco roccioso a picco sul mare, unico tra i castelli federiciani. Pianta quadrata con quattro torri angolari, fossato largo 18-20 metri collegato al mare e antemurale con tre cortili esterni. Passeggia sui camminamenti di ronda (aperti dal 2021): vista spettacolare sulla cattedrale e sul porto. All'interno, il cortile centrale conserva i pilastri dei loggiati medievali. Al piano terra del bastione nord-est, il Museo del Castello espone reperti lapidei e ceramici. Dal 2022, nelle casematte, la collezione della regina Margherita: opere tra Ottocento e Novecento donate da Vittorio Emanuele III. Storia intrigante: qua Federico II fece impiccare Pietro Tiepolo (1237) e Manfredi sposò Elena Comneno (1259). Elena fu poi imprigionata qui. Per secoli carcere, fino al 1974. Oggi monumento nazionale. Info: lun-sab 8:30-18:30, dom 8:30-12:30. Biglietto 8€ (ridotto 2€). Gratuito under 18. Vieni al tramonto: le mura si tingono d'oro e il mare sembra abbracciarle.

Castello svevo

Pinacoteca De Nittis: capolavori dell'Impressionismo a Barletta

Pinacoteca De NittisNel cuore di Barletta, all'interno dello splendido Palazzo della Marra, si trova la Pinacoteca Giuseppe De Nittis, un museo dedicato al grande pittore impressionista barlettano. La collezione, donata alla città dalla moglie Léontine Gruvelle nel 1913, conta 146 dipinti e 65 disegni, oltre a libri e lettere. Dopo un lungo peregrinare – prima nell'ex convento dei Domenicani, poi al Castello – nel 2007 ha trovato dimora definitiva qui, in un edificio che è unico esempio di barocco leccese fuori dal Salento. La facciata, con il suo balcone sorretto da mensole scolpite (mostri, grifi, cani) e le allegorie della Vecchiaia e della Giovinezza, già promette meraviglie. Il percorso espositivo si snoda su due piani e segue le tappe della vita dell'artista: si parte dai paesaggi napoletani del periodo verista, si passa alle vibranti vedute parigine e londinesi – boulevard affollati, corse ippiche – per arrivare agli intimi ritratti della moglie Léontine. Tra le opere imperdibili: La colazione in giardino, Il salotto della principessa Matilde e Le corse a Auteuil. Una sezione confronta De Nittis con maestri come Manet e Degas, mentre le mostre temporanee arricchiscono sempre l'offerta. Orari: martedì-domenica 9:00-19:00 (chiuso lunedì). Biglietto intero a 4 euro, ridotto 2 euro. Insomma, una tappa obbligata per chi ama l'arte dell'Ottocento.

Pinacoteca De Nittis

Sinagoga Museo Sant'Anna: storia ebraica nel cuore di Trani

Sinagoga Museo Sant'AnnaNel cuore del quartiere ebraico di Trani, tra vicoli stretti e antichi portali, sorge la Sinagoga Museo Sant'Anna, uno dei luoghi più affascinanti e meno conosciuti della città. Costruita nel 1246-1247 come Sinagoga Grande, fu trasformata in chiesa cattolica sotto gli Angioini e dedicata prima ai Santi Quirico e Giovita, poi a Sant'Anna. Oggi, dopo un lungo restauro concluso nel 2009, ospita la sezione ebraica del Museo Diocesano di Trani-Barletta-Bisceglie.

Entrando, si resta colpiti dall'armonia degli spazi: la pianta quadrata, la cupola intradossata nel tamburo ottagonale e il piccolo timpano a cuspide sulla facciata laterale – probabilmente l'antico coronamento dell'Aron ha-kodesh. I muri perimetrali in pietra raccontano secoli di stratificazioni, mentre all'interno spicca l'epigrafe di fondazione che riporta l'anno 5007 dalla creazione del mondo. Nella cripta settecentesca sono esposti cippi tombali provenienti dai due cimiteri ebraici di Trani, e al piano superiore pannelli didattici e reperti preziosi: una Mezuzah del XII-XIII secolo e frammenti pergamenacei di una Bibbia ebraica del XIV secolo. È l'unico museo di storia ebraica in tutto il Mezzogiorno d'Italia.

La visita è un tuffo in un passato che pochi conoscono: la comunità ebraica di Trani contava nel 1160 circa 200 famiglie, e qui si respira ancora quell'atmosfera. Consiglio di fermarsi qualche minuto in silenzio, guardare la luce che filtra dalle finestre e immaginare le voci di chi pregava in questa sinagoga. Il museo è aperto da martedì a domenica (9:30-13:30 e 16:00-19:00), il biglietto costa 4 € ed è accessibile a persone con difficoltà motorie. Un'esperienza che unisce arte, fede e storia, perfetta per chi cerca qualcosa di diverso dal solito tour pugliese.

Sinagoga Museo Sant'Anna

Dolmen della Chianca: tra storia e mistero a Bisceglie

Dolmen della ChiancaSe passi da Bisceglie, non puoi perderti il Dolmen della Chianca, un monumento megalitico che ti trasporta direttamente nell’età del Bronzo. Scoperto il 6 agosto 1909 dall’abate Francesco Samarelli, è considerato tra i più belli e meglio conservati d’Europa. La struttura è una tomba a galleria con un corridoio (dromos) lungo 7,50 metri e una cella alta 1,80 metri, coperta da una lastra imponente di quasi 4 metri per 2,40. Originariamente era nascosto sotto un tumulo di pietrame di circa 30 metri di circonferenza, oggi quasi scomparso.

Entrando, non puoi non notare l’orientamento verso est, come tutte le costruzioni di questo tipo: un chiaro legame con il culto del sole. All’interno sono stati trovati undici scheletri in posizione fetale, accompagnati da un ricco corredo funerario – vasi, una falera in bronzo, grani d’ambra – oggi esposti al Museo Archeologico di Bari. Curioso? I due piccoli fori sul lastrone laterale hanno alimentato leggende locali: forse servivano per far colare il sangue dei sacrifici o per lasciar volare via l’anima dei defunti.

Nel 2011 l’UNESCO lo ha riconosciuto come “Monumento Messaggero e Testimone di una cultura di pace per l’umanità”. Dall’Archeoclub d’Italia organizzano visite guidate da oltre 25 anni. Per arrivare, da Bari prendi la SS16 bis, uscita Bisceglie centro, poi segui le indicazioni per via Sant’Andrea. Il dolmen è incastonato tra ulivi secolari: un luogo che emana un’atmosfera unica, tra storia, natura e mistero.

Dolmen della Chianca

L’Arco di Traiano: l’antica porta di Canosa

Arco di TraianoSe passi da Canosa di Puglia, non perdere l’Arco di Traiano. A un chilometro dal centro, lungo l’antica Via Traiana, si alza questo monumento alto 13 metri, costruito tra il 108 e il 110 d.C. per celebrare l’imperatore Traiano. È un arco a un solo fornice, oggi in laterizio, ma un tempo completamente rivestito di marmo. I frammenti di bassorilievi con daci e cortei trionfali – oggi a Trani e Castel del Monte – raccontano le vittorie dell’imperatore. L’arco aveva un ruolo simbolico: segnava l’ingresso alla città, quasi un confine tra i vivi e i morti. Negli ultimi anni è stato restaurato (grazie al PNRR e alla Soprintendenza) e nel 2023 è stato liberato da un’occupazione abusiva che ne impediva la vista. Oggi si può visitare gratuitamente, con orari variabili: dal lunedì al venerdì solo mattina 9-12, sabato e domenica anche pomeriggio 16-19. L’indirizzo? Via Cerignola, 24. Non aspettarti un monumento imponente come l’Arco di Costantino a Roma, ma è affascinante proprio per la sua sobrietà. Ti consiglio di abbinare la visita ai mausolei vicini (Torre Casieri e Barbarossa) per un tuffo nella Canosa romana.

Arco di Traiano

Museo Archeologico Nazionale di Canosa di Puglia: tra reperti antichi e multimedialità

Museo Archeologico Nazionale di Canosa di PugliaIl Museo Archeologico Nazionale di Canosa di Puglia è un autentico scrigno di tesori antichi, ospitato nell'ottocentesco Palazzo Sinesi. Non lasciatevi ingannare dall'aspetto elegante ma sobrio dell'edificio: dentro c'è un patrimonio che vi lascerà a bocca aperta. Il fulcro della collezione è il corredo dell'Ipogeo Varrese, una tomba a camera del IV-III secolo a.C. appartenuta a una famiglia abbiente. Qui troverete vasi apuli a figure rosse di dimensioni monumentali, una corazza anatomica in bronzo e, soprattutto, i celebri vasi canosini policromi: pezzi unici con colori a tempera (predomina il rosa) e decorazioni plastiche applicate. Ma il museo non è solo archeologia: di recente è stato rivoluzionato dall'allestimento multimediale finanziato dal PNRR. Con “Tocca la storia” potete interagire con un pannello che anima le decorazioni dei reperti, mentre “I colori di Canosa” vi permette di toccare riproduzioni in ceramica e ascoltare audioguide. L'installazione più suggestiva è “Il Sogno”, che proietta il visitatore nel mondo onirico del Dinos tra videoproiezioni e teli. Un modo innovativo per avvicinare tutti all'archeologia. Il percorso espositivo (con didascalie in italiano e inglese) copre dalla Daunia arcaica all'età ellenistica, con reperti da tombe e ipogei che testimoniano l'alto livello artigianale locale. Orari: da mercoledì a domenica, 9:00-18:00 (ultimo ingresso 45 minuti prima). Biglietto intero 5€, ridotto 2€. Prenotazione facoltativa su tinyurl.com/ticket-museo-canosa. Un consiglio: non perdetevi la Sala dell'Ariete con i vasi subgeometrici e la Sala dei crateri. E se volete approfondire, il museo è anche un trampolino per visitare l'area archeologica di Canosa.

Museo Archeologico Nazionale di Canosa di Puglia

Castello di Bisceglie

Castello di BisceglieIl Castello di Bisceglie sorge su un banco roccioso che un tempo lambiva il porto. La sua storia inizia nell'XI secolo per volere del conte normanno Pietro I: la torre maestra, alta circa 24 metri, è il cuore più antico. Ma il castello non è solo normanno: nei secoli successivi passò agli Svevi, che gli diedero una forma più compiuta, poi agli Angioini, come testimonia lo stemma di Carlo I d'Angiò sulla porta ovest, e infine agli Aragonesi, che lo fortificarono ulteriormente. La pianta è quadrangolare, con quattro torri agli angoli e una quinta, detta torre delle gabelle, sul lato ovest. Intorno, un fossato e un ponte levatoio garantivano la difesa. Al centro, il palatium a due piani con finestra bifora era la dimora del castellano. Nell'angolo nord-est, la piccola chiesa di San Giovanni, con facciata a capanna e campanile a vela, è un gioiello romanico. Dopo secoli di abbandono e usi civili (mulino, botteghe, abitazioni), il castello è stato riportato a nuova vita dai restauri iniziati nel 1982. Oggi si visita gratuitamente, con orari pomeridiani (da martedì a domenica 17-20, mercoledì anche 9.30-21). Passeggiando tra i camminamenti e le torri, si gode una vista unica sul centro storico e sul mare. Un luogo che racconta stratificazioni di storia, da scoprire con calma.

Castello di Bisceglie

Battistero di San Giovanni: gioiello paleocristiano a Canosa

Battistero di San GiovanniSe passate da Canosa di Puglia, non potete perdervi il Battistero di San Giovanni, un autentico gioiello dell’architettura paleocristiana. Voluto dal vescovo Sabino intorno al VI secolo, questo edificio a pianta dodecagonale è uno dei pochi battisteri paleocristiani in Italia ad aver conservato la struttura originaria, nonostante le trasformazioni subite nel tempo. Entrando, sarete colpiti dalla pianta a dodici lati, che richiama il numero degli apostoli, e dalla vasca battesimale eptagonale al centro, con i suoi tre gradini in laterizio: qui venivano battezzati i primi cristiani per immersione. Attorno, un deambulatorio anulare permetteva ai fedeli di girare intorno durante le cerimonie. Pochi, ma preziosi, i frammenti di mosaico pavimentale che sopravvivono: stelle a quattro punte e losanghe, e tessere vitree con lamina d’oro che un tempo rivestivano le pareti. L’edificio fa parte di un complesso episcopale voluto da Sabino, che comprendeva anche le basiliche di Santa Maria e del Salvatore. Purtroppo, nell’Ottocento il battistero fu trasformato in frantoio per olive, con l’aggiunta di quattro pilastri centrali e volte a vela che ne alterarono l’aspetto. Ma ancora oggi si respira l’atmosfera di quei tempi lontani. Info pratiche: si visita solo su prenotazione (tel. 333 8856300), l’ingresso è gratuito e gli orari vanno dalle 9:00 alle 19:00. Si trova in Via Piano San Giovanni, nel quartiere Piano San Giovanni, facilmente raggiungibile. Un consiglio? Abbinatelo alla vicina Basilica di San Leucio per un tuffo nella storia canosina.

Battistero di San Giovanni

Basilica di San Leucio: un gioiello paleocristiano tra mosaici e storia

Basilica di San LeucioLa Basilica di San Leucio, a Canosa di Puglia, è uno dei più affascinanti monumenti paleocristiani della regione. Costruita nel VI secolo per volere del vescovo Sabino, sorge sui resti di un tempio ellenistico dedicato a Minerva (fine IV-III secolo a.C.), di cui riutilizza materiali e fondazioni. La pianta è un raro doppio tetraconco: un quadrato esterno con quattro absidi semicircolari che racchiude un quadrato interno di pilastri, creando un ambulacro a quattro bracci. Un terremoto portò a modifiche strutturali, con l'aggiunta di quattro pilastri centrali per sostenere una cupola.

I mosaici pavimentali sono il vero tesoro: nell'abside occidentale spicca il celebre mosaico del pavone, simbolo di rinascita, con due pavoni affrontati ai lati di un cantharos. Motivi geometrici, girali e fiori a quattro petali decorano gli altri ambienti, mentre nel braccio nord si conserva il pavimento a ciottoli del tempio precedente. Accanto alla basilica, l'Antiquarium (aperto dal 2008) espone reperti dello scavo, tra cui capitelli corinzi, piedi di un telamone e mattoni con il monogramma di Sabino.

L'accesso è libero e gratuito, con orari (lunedì-venerdì 9-12; sabato e domenica anche 16-19). Un luogo che unisce archeologia e spiritualità, perfetto per chi ama la storia antica e i dettagli artistici. Information: via Santa Lucia, tel 333 88 56 300.

Basilica di San Leucio

Rocca del Garagnone, il castello invisibile di Spinazzola

Rocca del GaragnoneSe passate da Spinazzola, non perdetevi la Rocca del Garagnone, conosciuta anche come il castello invisibile. Arroccata su uno sperone roccioso a 590 metri d’altezza, questa fortezza normanna si fonde talmente bene col paesaggio da sembrare parte della roccia stessa. Costruita con le stesse pietre dell’altura, era quasi impossibile da scorgere per i nemici. Un trucco geniale. Oggi restano solo locali ipogei e parte della cinta muraria, ma il fascino è intatto. Fondata nel 1048 dal cavaliere normanno Robertus Guaragna, passò poi agli Altavilla e venne riadattata da Federico II di Svevia per controllare la via Appia. Faceva parte di una rete difensiva che includeva Castel del Monte e Monteserico. Dopo la battaglia di Tagliacozzo (1268), Carlo I d’Angiò la punì severamente. Poi il terremoto del 1731 la ridusse in ruderi. Il panorama sulla Fossa Bradanica è spettacolare: si vedono altri castelli e, nelle giornate limpide, il Gargano. La zona è un geosito di rilevanza nazionale, con orchidee e rapaci. Ci si arriva da una strada secondaria della SP39, vicino a Masseria Melodia. C’è un’area attrezzata per ciclisti con pannelli informativi. Nel 2022 il principe Alberto di Monaco ha visitato il sito, ricordando che i Grimaldi ne furono feudatari. Per gli amanti della storia e della natura, è una tappa imperdibile.

Rocca del Garagnone

Tempio di Giove Toro a Canosa di Puglia

Tempio di Giove ToroSe passate da Canosa di Puglia, non perdetevi il Tempio di Giove Toro, un gioiello dell'architettura romana risalente al II secolo d.C., quando la città divenne colonia sotto Antonino Pio. I resti, scavati a partire dal 1978, rivelano un tempio periptero: sei colonne sulla fronte e dieci sui lati lunghi, su un podio in laterizio e tufo, preceduto da un'ampia scalinata. Il nome? Deriva da una statua di Giove trovata qui e dal toponimo medievale “Toro” (dal latino torus, rialzo), per la posizione sopraelevata. Il tempio era inserito in un portico con esedra, poi trasformato in epoca tardoantica in area sepolcrale e altomedievale in stalle e recinti per bestiame. Un vero palinsesto storico! Dal 2020 è visitabile grazie alla Fondazione Archeologica Canosina. Le visite guidate, gestite da personale autorizzato, fanno parte dell'itinerario romano della città. Per info, date un'occhiata al sito www.canusium.it. L'atmosfera è suggestiva: camminare tra le colonne superstiti, immaginando il tempio nel suo splendore originario, con il portico che ospitava statue onorarie, è un'esperienza che consiglio a tutti gli appassionati di storia. Un consiglio pratico? Portatevi una macchina fotografica, la luce del tramonto regala scorci incredibili.

Tempio di Giove Toro

Castello di Barletta: fortezza, museo e scrigno di storia

Castello di BarlettaMettetevi comodi: il Castello di Barletta non è uno dei soliti castelli. Qui la storia si tocca con mano – ogni pietra parla di dominazioni diverse. Normanni, svevi, angioini, aragonesi e spagnoli hanno lasciato il segno dall'XI al XVIII secolo. Il risultato? Una fortezza imponente che oggi ospita il Museo Civico e la Biblioteca Comunale.

Entrando, il cortile quadrato ti accoglie con due pozzi-cisterne e un'atmosfera medievale. Poi sali sui bastioni pentagonali voluti da Carlo V e ti affacci sul mare Adriatico: incredibile pensare che il fossato, ora asciutto e largo fino a 35 metri, un tempo era collegato al mare. Le mura sono spessissime – fino a 12 metri – e i quattro bastioni a punta di lancia sono un capolavoro di ingegneria militare.

All'interno, il vero gioiello è il Sarcofago degli Apostoli, un altorilievo del III-IV secolo, la più antica testimonianza cristiana di Barletta. E poi c'è il famoso busto di Federico II di Svevia, scolpito in pietra calcarea nel Duecento. Il museo civico conserva anche cimeli del Risorgimento e una bandiera garibaldina.

La visita completa richiede circa un'ora e mezza. Il biglietto intero costa €6 (ridotto €3, scuole €1), ma se volete vedere anche la Pinacoteca e la Cantina della Sfida, c'è un cumulativo a €8. Aperto dal martedì alla domenica, 9-19. Chiuso il lunedì. Consiglio: indossate scarpe comode e portate la macchina fotografica – la vista dagli spalti è spettacolare.

Castello di Barletta

Grotte di Santa Croce: un viaggio nella preistoria a Bisceglie

Grotte di Santa CroceLe Grotte di Santa Croce sono una di quelle scoperte che ti fanno sentire un esploratore per un giorno. Siamo a Bisceglie, lungo la strada che porta a Corato, e qui, in una lama carsica scavata da un antico fiume sotterraneo, si nasconde un sito archeologico di fama internazionale. Scoperte nel 1934 da Francesco Saverio Majellaro, le grotte hanno restituito reperti che vanno dal Paleolitico medio all'Età del Bronzo. La chicca? Un femore di Neanderthal di circa 50.000 anni fa e una stuoia in fibra vegetale del Neolitico, conservata al Museo Civico Maiellaro in centro. Dopo dieci anni di chiusura per lavori di sicurezza, le grotte sono state riaperte nell'aprile 2022 grazie al lavoro del Gruppo Scout di Bisceglie, che le gestisce con passione. Oggi si possono visitare con guide esperte: si cammina tra stalattiti e resti di antichi focolari, respirando un'atmosfera davvero unica. Il bosco intorno è un gioiello naturalistico, con specie protette. Prenotate la visita, perché i posti sono limitati. E se siete in zona, non perdetevi il Museo Maiellaro per vedere la stuoia da vicino. Un luogo che parla di noi, da lontanissimo.

Grotte di Santa Croce