Introduzione
Salgo dal Castello di Arechi seguendo un sentiero che si snoda tra la vegetazione. Dopo qualche minuto, la torre appare: massiccia, circolare, arroccata su uno sperone roccioso. È la Bastiglia, una sentinella di pietra che dal 1075 veglia sul Golfo di Salerno. L’ingresso è gratuito, la vista mozzafiato. Salgo le scale e mi affaccio: sotto di me, la città si stende fino al mare, con il Monte Stella e il Pizzo San Michele all’orizzonte. Un posto che ti prende subito.
Cenni storici
La Bastiglia fu costruita intorno al 1075 dal principe longobardo Gisulfo II per prepararsi all’assedio di Roberto il Guiscardo. Doveva fungere da avamposto avanzato, per colpire i nemici alle spalle. Nel XVII secolo lo storico Antonio Mazza la chiama ‘Bastea’. Il nome ‘Bastiglia’ è un equivoco ottocentesco: si pensava fosse una prigione, ma le carceri erano nel castello. Dopo secoli di abbandono, è stata restaurata e riaperta nel 2001. La sua forma a doppio cilindro è unica: un guscio esterno e uno interno, per proteggere le scale.
Un gioiello di architettura militare
La torre ha una pianta fatta dall’unione di due corone circolari, con muratura in pietrame. L’unico ambiente interno è posto a circa 5 metri dal suolo: si entrava solo con scale rimovibili, per sicurezza. La posizione, più alta del castello, permetteva di controllare i punti ciechi e avvistare navi nemiche da lontano. Oggi, salendo su quel vano, si capisce perché i normanni la scelsero: il panorama è una mappa perfetta del golfo. E non c’è ressa, quasi sempre in pochi.
Il sentiero panoramico
Per arrivarci si parte dal Castello di Arechi e si percorre un sentiero sterrato di difficoltà media – niente di impossibile, ma servono scarpe da trekking e acqua (non ci sono fonti). Il tragitto regala scorci continui su Salerno e il mare. In circa mezz’ora si arriva alla torre. Il silenzio, rotto solo dal vento e dai gabbiani, fa sentire lontani dal caos cittadino. Io l’ho fatta all’alba: la luce che si alza sul golfo è una di quelle cose che non dimentichi.
Perché visitarlo
Primo: è gratis. Secondo: offre uno dei punti panoramici più belli su Salerno, lontano dalle folle. Terzo: la storia è tangibile – toccare le pietre dell’XI secolo e pensare ai guerrieri longobardi dà i brividi. In più, è una scusa perfetta per una camminata all’aperto che unisce natura e archeologia.
Quando andare
Il momento migliore? Il tardo pomeriggio, poco prima del tramonto. La luce dorata accende la torre e il mare diventa una tavolozza di arancioni e rosa. In estate, però, il sole picchia: meglio la mattina presto o il tardo pomeriggio. In autunno o primavera, con temperature miti, il sentiero è perfetto. D’inverno, se il cielo è limpido, si vede la neve sui monti.
Nei dintorni
Dopo la visita, merita il Castello di Arechi stesso, con il suo museo e le mura da cui si gode un’altra prospettiva. Poco più in là, il centro storico di Salerno con il Duomo e il lungomare. Se hai voglia di camminare ancora, il sentiero prosegue verso Monte Bonadies – ma per quello serve più tempo e un buon paio di scarpe.