Cosa vedere in Provincia di Alessandria: borghi e castelli


🧭 Cosa ti aspetta

  • Ideale per appassionati di storia, enoturisti e famiglie
  • Punti forti: castelli visitabili, cantine con degustazioni, terme romane
  • Itinerario consigliato: Gavi, Alessandria, Casale Monferrato, Acqui Terme
  • Cucina: agnolotti, tajarin, bagna cauda, vini DOP

Eventi nei dintorni


La provincia di Alessandria è una destinazione che sorprende per la sua varietà: borghi medievali, castelli ben conservati, cantine rinomate e siti archeologici. Secondo i travel blog più seguiti (Italia da Scoprire, Viaggiare in Italia, Travel Italy, Blog di Viaggi, Girovagando in Italia), il territorio offre esperienze autentiche lontane dal turismo di massa. Partendo dal Forte di Gavi, imponente fortezza difensiva, si prosegue verso la Cittadella di Alessandria, esempio di architettura militare. A Casale Monferrato, capoluogo del Monferrato, spiccano la Cattedrale di Sant'Evasio e il Castello dei Paleologi, mentre tra le colline si scoprono castelli come quello di Gabiano e di Uviglie. L'Area Archeologica di Libarna a Serravalle Scrivia racconta l'antica Roma, e il Museo dei Campionissimi a Novi Ligure celebra il ciclismo. Non mancano le terme: ad Acqui Terme la Fontana delle Ninfee è simbolo cittadino. Infine, i percorsi enogastronomici portano a scoprire vini come il Barbera e il Grignolino, prodotti tipici come i taglierini al tartufo. Un viaggio che unisce cultura, natura e gusto.

Panoramica



Itinerari nei dintorni


Forte di Gavi

Forte di GaviSe c'è un posto che ti fa capire perché il Piemonte è una terra di confine, è il Forte di Gavi. Arroccato su uno sperone roccioso, domina il borgo medievale e la valle del Lemme. Le sue origini risalgono al 973, ma la trasformazione in fortezza bastionata avvenne nel Seicento, quando la Repubblica di Genova affidò i lavori agli ingegneri Vincenzo Maculani (frate domenicano) e Bartolomeo Bianco. Il risultato è una pianta a stella con sei bastioni, cortine armate di cannoniere e un mastio centrale ricavato dall'antico castello.

Passeggiando tra i cortili, le celle e le polveriere, si respira la storia: qui furono rinchiusi prigionieri di guerra e disertori. Durante la seconda guerra mondiale, ci fu persino la spettacolare evasione del maggiore inglese Jack Pringle. Oggi il forte è un museo gestito dalla Direzione Regionale Musei Piemonte, con sale didattiche e reperti bellici. Il panorama dalla sommità è mozzafiato: colline di vigneti Cortese di Gavi, montagne e borghi.

Attenzione: dal 2 febbraio 2026 il forte è chiuso per restauri. Prima di programmare la visita, controlla il sito ufficiale. Il biglietto intero costa 5€, ridotto 2€ (18-25 anni), gratuito sotto i 18. Parcheggio gratuito vicino all'ingresso, ma il percorso ha dislivelli: meglio scarpe comode.

Forte di Gavi

Cittadella di Alessandria: la fortezza sabauda che ha fatto la storia

Cittadella di AlessandriaSe pensi che una fortezza sia solo un ammasso di mura e fredda pietra, la Cittadella di Alessandria ti farà ricredere. Sulla sponda sinistra del Tanaro, questa gigantesca opera sabauda del Settecento ti sorprende già per la sua pianta a stella a sei punte: è l'unica fortezza di pianura dei Savoia ancora intatta nel suo contesto originale, lontana da strade trafficate e palazzi moderni. Iniziata nel 1732 su progetto di Ignazio Bertola, venne completata in quindici anni e subito messa alla prova: nel 1745 resistette sette mesi a un assedio franco-spagnolo. Passeggiando tra i bastioni (San Michele, Sant'Antonio, San Carlo…), noterai i dettagli difensivi: fossati che si allagavano col Tanaro, gallerie, casematte. La Piazza d'Armi di 22.000 m² è il cuore pulsante, circondata da edifici coperti da terrapieni a prova di bomba. Ma il momento che ti fa venire la pelle d'oca è quando sali sul Bastione Sant'Antonio: lì, il 10 marzo 1821, venne issato per la prima volta il Tricolore italiano dai rivoltosi guidati da Guglielmo Ansaldi. Garibaldi e Guareschi sono stati prigionieri qui, e le celle ancora raccontano storie. Oggi la Cittadella è aperta tutti i giorni gratis (dalle 9 alle 19), e il FAI organizza visite guidate nei weekend. Non perdere il piccolo museo con uniformi del Regio Esercito dal 1848 al 1946 – c'è persino l'uniforme di Re Umberto II. L'atmosfera è unica, specie all'alba quando la luce accarezza i mattoni. Porta scarpe comode e una giacca per le gallerie sotterranee. La fortezza è candidata UNESCO dal 2006, ma ha bisogno di cure: parti mostrano degrado e l'ailanto si infiltra. Però è viva, con concerti estivi, AleComics a settembre e rievocazioni storiche. Un consiglio: entra dal ponte di Richard Meier, un'arcata bianca lunga 176 metri che sembra sospesa. Ti sentirai subito in un luogo fuori dal tempo.

Cittadella di Alessandria

Cattedrale di Sant'Evasio: un gioiello romanico a Casale Monferrato

Cattedrale di Sant'EvasioSe passate da Casale Monferrato, non potete perdervi la Cattedrale di Sant'Evasio, il monumento più antico della città e uno dei migliori esempi di romanico lombardo in Piemonte. Consacrata nel 1107, la sua storia affonda nell'VIII secolo, quando il re longobardo Liutprando volle ampliare una preesistente chiesa dedicata a San Lorenzo. La facciata a capanna, asimmetrica e affiancata da due campanili di diversa altezza, è in gran parte frutto del restauro ottocentesco di Edoardo Arborio Mella. Ma la vera sorpresa è il nartece, un ambiente grandioso con volta a nove compartimenti, rarissimo in Italia e con richiami all'architettura armena e islamica. L'interno a cinque navate conserva un'atmosfera raccolta, tra pilastri cruciformi e volte a crociera. Da non perdere la Cappella di Sant'Evasio (progettata da Benedetto Alfieri), di forma ellittica e ricca di marmi policromi, che custodisce le reliquie del santo in un'urna d'argento. Sull'altare maggiore, un crocifisso ligneo romanico dell'XI secolo rivestito in lamina d'argento vi lascerà a bocca aperta. Approfittate del percorso museale "Sacrestia Aperta" per ammirare mosaici del XII secolo, oreficeria e antichi parati. Curiosità: ogni 12 novembre, per la festa patronale, si distribuiscono i tradizionali galletti di pasta frolla. La cattedrale è aperta tutti i giorni (8:30-12:00 e 15:00-18:30), con ingresso gratuito. Il museo è visitabile sabato e domenica pomeriggio, mentre il percorso dei sottotetti è accessibile la seconda domenica del mese (prenotazione consigliata). Un luogo che unisce fede, arte e storia, perfetto per chi ama scoprire le radici del Piemonte.

Cattedrale di Sant'Evasio

Castello dei Paleologi: tra storia e cultura

Castello dei PaleologiSe passate da Casale Monferrato, non potete perdervi il Castello dei Paleologi, un gioiello di architettura militare che racconta secoli di storia. Costruito a partire dal 1351 per volere di Giovanni II Paleologo, domina la città con la sua inconfondibile pianta esagonale asimmetrica e gli imponenti torrioni circolari. Girategli intorno e noterete il profondo fossato asciutto: un tempo difendeva il castello, oggi lo rende ancora più affascinante. Sulla facciata, il bassorilievo marmoreo con gli stemmi dei signori del Monferrato – Aleramo, Paleologi e Gonzaga – vi accoglie come un libro di storia.

Entrate e lasciatevi sorprendere: il castello non è un museo polveroso, ma un contenitore culturale vivace. Al suo interno trovate la Biblioteca dei ragazzi “Emanuele Luzzati” e, soprattutto, l’Enoteca Regionale del Monferrato, dove degustare i vini del territorio. Se potete, salite sui cammini di ronda e nei sotterranei dell’ala occidentale (ricostruiti nel Settecento): da qui si gode una vista unica sulla città e si respira l’atmosfera di un tempo. Gli spalti e i torrioni sono aperti d’estate per visite autonome.

Il castello ha una storia movimentata: da dimora dei marchesi Paleologi a fortezza dei Gonzaga, poi caserma sotto i Savoia. Grazie ai restauri iniziati nel 2001, oggi è un luogo vivo, che ospita mostre, concerti e manifestazioni come Golosaria. Inserito tra i “Luoghi del Cuore” del FAI, è il simbolo di Casale insieme alla Torre Civica. Venite a scoprirlo: ingresso gratuito, orari variabili (controllate prima).

Castello dei Paleologi

Castello di Gabiano: un viaggio nel tempo tra vigne e storia

Castello di GabianoArroccato su una collina che domina la valle del Po, il Castello di Gabiano è uno di quei luoghi che ti rapiscono appena li vedi. La sua storia inizia nell'VIII secolo, quando era una semplice corte carolingia, ma è nel 1164 che Federico Barbarossa lo dona ai marchesi di Monferrato. Da allora, ha vissuto battaglie, passaggi di mano e trasformazioni. La famiglia Durazzo, genovese, lo acquistò nel 1622 e ancora oggi i discendenti, i Cattaneo Adorno, lo custodiscono con passione.

Quello che vedi oggi è frutto di un restauro magistrale: tra il 1908 e il 1935 l'architetto Lamberto Cusani riportò l'antico splendore medievale, cancellando le modifiche ottocentesche. Passeggiando tra le mura, noterai lo stile neomedievale curato nei minimi dettagli, con arredi ispirati al castello Bonoris di Montichiari e affreschi di Tito Peretti e Latino Barilli. La cappella, la sala da pranzo, la camera marchionale: ogni stanza racconta un pezzo di storia.

Ma il castello non è solo un museo: è anche una tenuta vinicola attiva. I vigneti, 20 ettari a 300 metri di quota, producono il Gabiano DOC, un vino che vinse l'oro a Parigi nel 1937. Puoi visitare le cantine del XII secolo, degustare nella sala affacciata sui vigneti e comprare all'emporio sotto i portici del borgo. E se hai tempo, non perderti il labirinto di bosso, uno dei pochi esempi storici in Piemonte, piantato negli anni Trenta: un tuffo nel passato tra siepi geometriche e vasi marmorei.

Oggi il castello offre anche ospitalità: suite con nomi evocativi come La Torre o Il Tartufo, una piscina estiva e un ristorante che serve piatti locali. Insomma, un posto dove storia, vino e bellezza si fondono alla perfezione.

Castello di Gabiano

Castello di Uviglie

Castello di UviglieSe passate da queste parti, il Castello di Uviglie merita una tappa. Arroccato su una collina a est di Rosignano Monferrato, a 8 km da Casale, domina il Monferrato casalese e la Valle Ghenza. La sua storia comincia nel XIII secolo, quando la famiglia Paucaparte edificò una fortezza tra il 1239 e il 1271. Nel 1491 passò ai Pico-Gonzaga, che ampliarono la dimora, e più tardi ai Callori, fino al conte Cacherano di Bricherasio – socio fondatore della FIAT – che la acquistò nel 1879. Oggi è di proprietà della famiglia Bonzano, che ha rilanciato la cantina con passione.

Il parco secolare di 56.000 mq è un angolo di pace: classificato tra i giardini storici della Regione Piemonte, ospita piante rare come un faggio pendulo di 400 anni, due cedri del Libano e un raro tasso fastigiato. All'interno si cela la cappella di Sant'Eusebio, a pianta esagonale, dove all'alba e al tramonto i raggi creano uno spettacolo di luce. I saloni affrescati e le cantine storiche, con le loro 'cattedrali sotterranee' scavate nel tufo, raccontano secoli di storia.

La tenuta produce vini DOC di alta qualità: Barbera, Grignolino, Freisa e Chardonnay, coltivati su 45 ettari di vigneto. Io ho assaggiato il 'Le Cave' e vi assicuro che è un'esperienza. Le visite guidate si tengono il sabato e la domenica alle 10:30 (prenotazione obbligatoria), con degustazione finale. Se volete fermarvi, il castello offre anche un bed & breakfast con camere d'epoca. Un luogo che sa di storia, vino e bellezza.

Castello di Uviglie

Area Archeologica di Libarna: l'antica città romana sulla Via Postumia

Area Archeologica di LibarnaSe pensi che in Piemonte ci siano solo castelli e borghi medievali, l'Area Archeologica di Libarna ti farà cambiare idea. A Serravalle Scrivia, proprio lungo l'antica Via Postumia, si nasconde una città romana fondata nel I secolo a.C. che ebbe il suo massimo splendore tra I e II secolo d.C. Poi il declino, fino all'abbandono. Risalì alla luce solo nell'Ottocento, durante i lavori per la strada e la ferrovia. Oggi si visita circa un decimo della superficie originaria, ma è già tanto.

L'ingresso è gratuito e libero, ma se vuoi capire davvero cosa vedi, prenota una visita guidata (obbligatoria per gruppi). I resti sono ben leggibili: due isolati di abitazioni con peristilio, pavimenti in marmo e un mosaico che raffigura il mito di Licurgo e Ambrosia da non perdere. Poi il teatro (circa 3.800 posti) e l'anfiteatro, che secondo gli studi poteva ospitare fino a 7.000 spettatori. Camminare tra le strade lastricate ti dà l'idea di come si viveva qui.

Dal 2022 la gestione è affidata alla Direzione Regionale Musei Piemonte, che garantisce aperture regolari: da ottobre a marzo tutti i giorni 8:15-17:15, da aprile a settembre feriali 8:15-17:15 e festivi 9:45-18:45 (controlla sempre gli orari aggiornati, perché variano in agosto). L'area è accessibile anche a persone con disabilità. Se vuoi approfondire, fai un salto all'Area Museale di Libarna nel Palazzo Comunale di Serravalle Scrivia, dove sono esposti reperti degli scavi ottocenteschi.

Area Archeologica di Libarna

Museo dei Campionissimi: la cattedrale del ciclismo a Novi Ligure

Museo dei campionissimiSe passi da Novi Ligure, Museo dei Campionissimi è una tappa obbligata. Inaugurato nel 2003 dentro un ex capannone industriale dei primi del Novecento, è il più grande museo ciclistico d'Italia con i suoi 3.000 metri quadri. Appena entri, ti colpisce la pista centrale: non è solo una passerella, ma un percorso che ti fa camminare su fondi diversi – terra battuta, ciottolato, asfalto – per raccontare l'evoluzione delle strade. Lungo la pista, 40 biciclette ti accompagnano dal modello in legno disegnato da Leonardo da Vinci ai prototipi in titanio. Non mancano le biciclette dei mestieri, come quella del venditore di caldarroste o del fornaio. Il vero cuore del museo sono i due 'campionissimi' locali: Costante Girardengo e Fausto Coppi. Nella Sala dei Campionissimi, cimeli, filmati d'epoca e megaschermi ti fanno vivere le loro imprese. Ci sono anche quattro totem multimediali per approfondimenti su strada, pista e ciclocross. Se arrivi con bambini, il museo organizza laboratori e attività, perfetti per una giornata di pioggia. Info pratiche: il biglietto intero costa €7 (ridotto €4), con orari differenziati tra inverno e estate – controlla sul sito perché chiude il lunedì. Si trova in Viale dei Campionissimi 2, con parcheggio gratuito davanti. Consiglio: dopo la visita, assaggia la focaccia novese in centro.

Museo dei campionissimi

Castello di Cremolino

Castello di CremolinoArroccato su uno sperone roccioso a 450 metri d’altezza, il Castello di Cremolino è il più alto dell’Alto Monferrato. La sua sagoma, dominata da un massiccio torrione quattrocentesco e da una merlatura ghibellina, si scorge da lontano tra le colline. Le origini risalgono all’XI secolo, ma l’aspetto attuale lo deve ai Malaspina, che tra il XIII e il XIV secolo lo trasformarono in una rocca inespugnabile con una triplice cinta muraria e un ponte levatoio ancora perfettamente funzionante. Salendo per la viuzza che attraversa il borgo antico, si oltrepassa la Porta Maggiore e si entra in un cortile interno che racconta secoli di storia. Dalle mura si gode una vista a 180° che spazia dalle Alpi (col Monviso in primo piano) fino alle colline del Monferrato. Il castello è stato recentemente restaurato e oggi è abitato dai proprietari, che lo aprono al pubblico. Un luogo che profuma di Medioevo, dove ogni pietra sussurra battaglie e passaggi di nobili famiglie: dai Malaspina ai genovesi Sauli, Centurione, Doria e infine i Serra. Da non perdere una passeggiata tra gli spalti per ammirare il panorama e immaginare la vita di un tempo.

Castello di Cremolino

Castello di San Giorgio: il più antico del Monferrato

Castello di San GiorgioSe c'è un luogo che racchiude l'essenza del Monferrato, è il Castello di San Giorgio a San Giorgio Monferrato. Considerato dagli storici il castello più antico della regione, le sue prime testimonianze risalgono all'859. Arroccato su uno sperone di tufo a 281 metri di quota, domina la vallata e il borgo sottostante. La sua storia è un susseguirsi di potenti famiglie: dagli Aleramici ai Paleologi, dai Gonzaga ai Gozani, che lo hanno plasmato nei secoli.

Camminando tra le sue mura, si respira un passato fatto di difese e nobiltà. La torre quadrata del IX secolo ricorda le origini militari, mentre la facciata settecentesca e il giardino all'italiana rivelano il suo lotto di dimora signorile. Da non perdere la scalinata a U che porta alla terrazza panoramica: da lì lo sguardo spazia dal Monviso al Monte Rosa, tra colline unesco e pianura lomellina. All'interno, affreschi medievali e rinascimentali raccontano storie sacre e quotidiane, e una cappella settecentesca, opera dell'allievo dello Juvarra, aggiunge un tocco di raffinata eleganza.

Oggi il castello è anche un'accogliente struttura ricettiva: tre suite con arredi originali affacciate sulle vigne, colazione con prodotti artigianali locali, e attività come gite a piedi, in bici e a cavallo. Per i visitatori, è possibile esplorare l'ala nobile e il parco con visite guidate su prenotazione. Il castello apre al pubblico da aprile a ottobre, con aperture domenicali e serali. Insomma, un tuffo nel medioevo che non ti aspetti, dove la storia si vive a 360 gradi.

Castello di San Giorgio

Castello di Sorli: un rudere panoramico tra storia e natura

Castello di SorliArroccato a 661 metri sulla frazione Sorli di Borghetto di Borbera, il Castello di Sorli è oggi un affascinante rudere che regala una vista mozzafiato sulla pianura da Alessandria a Tortona. Costruito nel XII secolo, fu a lungo conteso tra vescovi e signori locali: dopo essere stato infeudato dal vescovo di Tortona, passò a Giangaleazzo Visconti e poi alla famiglia Lunati, che lo mantenne fino al 1753. Dei suoi antichi fasti restano una massiccia torre d'avvistamento, parte del muro di cinta (che si snoda per circa 500 metri) e la cisterna. La struttura originaria comprendeva un mastio quadrangolare e un edificio rettangolare con archi a sesto acuto, collegati da una cinta muraria irregolare. Oggi il sito è in pessimo stato, ma è stato messo in sicurezza ed è visitabile esternamente. Per raggiungerlo, basta una breve camminata di circa 15 minuti a piedi dalla Chiesa di Sorli, seguendo una sterrata che si inoltra nel bosco. Il percorso è adatto anche a escursioni in mountain bike da Garbagna, Stazzano o Molo Borbera. Durante la seconda guerra mondiale, la zona fu base della Divisione partigiana Pinan-Cichero, e il borgo di San Martino di Sorli subì rastrellamenti e bombardamenti nel 1944. Un luogo che unisce storia, natura e memoria, perfetto per chi ama le atmosfere solitarie e i panorami che tolgono il fiato.

Castello di Sorli

Marengo Museum: tra storia e tecnologia

Marengo MuseumA Spinetta Marengo, poco fuori Alessandria, c'è un museo che è tutto fuorché noioso: il Marengo Museum. È qui che il 14 giugno 1800 Napoleone vinse una delle sue battaglie più leggendarie, e il museo te la fa vivere come se ci fossi. Il bello è che la sede è una villa ottocentesca, Villa Delavo, costruita nel 1847 proprio per celebrare l’Imperatore. Già l’ingresso è un colpo d’occhio: una piramide di ghisa arrugginita, ispirata a un editto napoleonico mai realizzato del tutto. Dentro, il percorso è su tre piani e ti immerge nel contesto storico con mappe, video, armi d’epoca e persino un grande plastico della battaglia. I manichini con le uniformi originali sono realistici, ma la parte più figa sono i filmati interattivi che spiegano le fasi dello scontro. Al piano terra si parte dal 1800 tra Vienna e Parigi, poi si sale al primo piano per la cronaca della campagna d’Italia e il mito di Marengo. Il secondo piano è per mostre temporanee, come quella sui soldati o su Desaix, il generale caduto. Se hai bambini, i pannelli multimediali li tengono incollati. Il biglietto costa 5 euro (ridotto 3 per under 18 e over 65, gratis sotto i 12). Apri sabato e domenica pomeriggio, ma durante la settimana puoi prenotare visite per gruppi o scolaresche. Per info: www.marengomuseum.it. Ah, a cento metri c’è una colonna con un’aquila di bronzo, ma non ci si arriva a piedi per la strada trafficata. Insomma, un tuffo nella storia che vale la deviazione.

Marengo Museum

Teatro Municipale di Casale Monferrato: storia e spettacolo

Teatro MunicipaleIl Teatro Municipale di Casale Monferrato è un gioiello dell'architettura neoclassica, progettato dall'abate spoletino Agostino Vitoli e inaugurato nel 1791. Con la sua pianta a ferro di cavallo, quattro ordini di palchi e una capienza di 499 posti, rappresenta un esempio magnifico di teatro all'italiana. I parapetti intagliati e dorati, gli affreschi dei fratelli Galliari e il lampadario di cristallo rendono l'atmosfera unica. Dopo essere stato chiuso durante il periodo napoleonico e riaperto nel 1840, il teatro ha vissuto alterne fortune, diventando magazzino durante la guerra. Il restauro degli anni '80 lo ha riportato al suo splendore, con la riapertura nel 1990 con Vittorio Gassman. Oggi ospita una stagione teatrale di prosa, musica e danza, con spettacoli che spaziano dai classici ai contemporanei. Da non perdere le iniziative di accessibilità come le audiodescrizioni per non vedenti. La biglietteria è in Piazza Castello 9, aperta su appuntamento il martedì e venerdì mattina, e nei giorni di spettacolo dalle 19:30.

Teatro Municipale

Tra borghi e castelli, la Fontana delle Ninfee

Fontana delle NinfeeSe pensi che le fontane più belle siano solo quelle antiche, la Fontana delle Ninfee di Acqui Terme ti farà ricredere. Inaugurata nel 2000 su progetto dell'architetto romano Gaspare De Fiore, questa fontana moderna è un vero e proprio spettacolo d'acqua che scende da Corso Viganò fino a Piazza Italia con una lunga scalinata di marmo e vasche a cascata. L'acqua è protagonista, ovviamente: zampilli, giochi di luce e colori la rendono unica. Ma la cosa che mi ha colpito di più è stato l’intervento di riqualificazione del 2022, curato dallo studio Marco Ciarlo Associati. Hanno letteralmente rifatto tutto, ma con rispetto per l’originale. Nuove sedute in marmo di Carrara, pavimentazioni drenanti IPM GeoDrena® che sembrano fatte apposta per l'acqua, e un impianto di illuminazione con torri faro che di sera trasformano la fontana in un'esperienza quasi magica. I giochi d'acqua colorati (bianco, blu, viola, rosso, verde) sono tornati a funzionare dopo anni di stop. E se passi a maggio, potresti vederla illuminata di rosa per il Giro d'Italia, come nel 2024. La fontana è anche tappa di un facile percorso ad anello di 5,4 km che parte dall'acquedotto romano: una bella scusa per una passeggiata in famiglia. In un angolo di Piemonte famoso per i borghi e i castelli, questa fontana moderna è una piacevole sorpresa: un luogo dove i locali si incontrano, i bambini giocano e l'acqua scorre instancabile. Non fartela sfuggire se passi da Acqui Terme: è il simbolo del legame della città con le sue terme e con l'acqua che scorre da secoli.

Fontana delle Ninfee

Torre Paleologa: il simbolo di San Salvatore Monferrato

Torre PaleologaSe passate da San Salvatore Monferrato, non potete perdervi la Torre Paleologa. Costruita tra il 1410 e il 1413 per volere del marchese Teodoro II Paleologo, è alta 24 metri e sorge sulla collina “della torre” a 257 metri d’altitudine. È tutta in mattoni a vista, con muri spessi quasi 2 metri – roba che non cadeva facile. La sua particolarità più curiosa? Un enorme foro ovale sul lato verso Alessandria: non è un buco di cannone, ma l’antico ingresso, lasciato così dopo il restauro degli anni Trenta. Accanto c’è una costruzione a forma di dado, alta 5 metri, che era una cisterna per l’acqua piovana. La torre faceva parte del sistema di avvistamento del Marchesato del Monferrato: da qui si segnalava ad altre torri. Durante la seconda guerra d’indipendenza (1859) i piemontesi la usarono come punto di osservazione, montandoci pure una stazione telegrafica. Oggi il parco intorno è sempre aperto e l’accesso è gratuito. La torre vera e propria si visita solo in occasioni speciali – tipo durante la festa del paese a maggio. Ma il panorama dalla collina è mozzafiato e regala una vista a 360° sulle colline del Monferrato. Un progetto FAI con un contributo di 700.000 euro promette di restaurarla e renderla visitabile fino in cima entro il 2028. Per ora, godetevi l’atmosfera e il silenzio, magari con un picnic nell’area attrezzata. Consiglio: portate un binocolo per scrutare i dettagli della torre.

Torre Paleologa