Cosa vedere nella Provincia di Arezzo: 15 tappe tra arte, borghi e natura autentica


🧭 Cosa ti aspetta

  • Ideale per appassionati di arte rinascimentale e borghi medievali lontani dal turismo di massa.
  • Punti forti: affreschi di Piero della Francesca ad Arezzo, collezioni etrusche a Cortona, borghi fortificati come Gargonza.
  • Include mappa interattiva con 15 luoghi geolocalizzati per pianificare l'itinerario.
  • Esperienza completa tra arte, storia e paesaggi del Casentino e Valdichiana.

Eventi nei dintorni


La Provincia di Arezzo è un angolo di Toscana autentica, lontano dalle rotte più battute. Qui trovi Arezzo con la sua Piazza Grande e la Basilica di San Francesco che custodisce gli affreschi di Piero della Francesca. Poi Cortona, arroccata sulle colline con il suo museo etrusco e la Fortezza del Girifalco. Il Casentino ti regala l'Eremo di Camaldoli e il Castello di Romena, mentre la Valdichiana sorprende con borghi come Gargonza. Non mancano i sapori: dal vino ai formaggi, ogni paese ha la sua specialità. È il posto giusto se cerchi arte, storia e natura senza la folla.

Panoramica



Itinerari nei dintorni


Basilica di San Francesco

Basilica di San FrancescoLa Basilica di San Francesco è uno dei gioielli artistici più preziosi di Arezzo, un luogo che racchiude secoli di storia e capolavori senza tempo. Costruita tra il XIII e il XIV secolo in stile gotico, questa basilica francescana si distingue per la sua facciata incompiuta in pietra, che nasconde un interno di straordinaria ricchezza. Il vero tesoro della chiesa è la Cappella Bacci, dove si trova il ciclo di affreschi La Leggenda della Vera Croce di Piero della Francesca, realizzato tra il 1452 e il 1466. Quest'opera, considerata uno dei massimi capolavori del Rinascimento italiano, racconta attraverso dieci scene la storia del legno della croce di Cristo, con una maestria prospettica e cromatica che lascia senza fiato. Oltre agli affreschi di Piero della Francesca, la basilica conserva altre opere significative come il crocifisso ligneo trecentesco sull'altare maggiore e gli affreschi di Spinello Aretino nella cappella di San Bartolomeo. La visita alla basilica permette di immergersi completamente nell'atmosfera medievale e rinascimentale di Arezzo, toccando con mano l'evoluzione artistica che ha caratterizzato questa città. L'ingresso è a pagamento con prenotazione consigliata, soprattutto per ammirare da vicino gli affreschi di Piero della Francesca, protetti da un sistema di controllo climatico che ne garantisce la conservazione.

Basilica di San Francesco

Concattedrale di Santa Maria Assunta

Concattedrale di Santa Maria AssuntaLa Concattedrale di Santa Maria Assunta, nota anche come Duomo di Cortona, sorge in Piazza del Duomo, nel cuore del centro storico. Costruita su un antico tempio pagano, la sua facciata in pietra serena risale al XV secolo, mentre l'interno è un trionfo di arte rinascimentale. Entrando, colpisce subito il soffitto a cassettoni dorati, realizzato da Francesco di Pietro, e l'altare maggiore con il polittico di Lorenzo di Niccolò, datato 1402. A destra, la Cappella del Sacramento custodisce un ciborio in marmo di Andrea Sansovino, esempio di scultura del Cinquecento. Nella navata sinistra, la tela dell'Assunzione della Vergine di Pietro Berrettini, nipote di Pietro da Cortona, domina la parete. La cripta, accessibile, conserva resti romani e medievali, testimoniando la stratificazione storica del sito. La chiesa è sede della Diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro e ospita occasionali concerti d'organo, sfruttando lo strumento settecentesco ancora funzionante. Visitarla significa immergersi in secoli di fede e arte, con una vista mozzafiato sulla Valdichiana dalle scalinate esterne.

Concattedrale di Santa Maria Assunta

MAEC - Museo dell'Accademia Etrusca e della Città di Cortona

MAEC - Museo dell'Accademia Etrusca e della Città di CortonaIl MAEC - Museo dell'Accademia Etrusca e della Città di Cortona è un luogo che ti cattura subito, non solo per la sua posizione nel cuore del centro storico di Cortona, ma per come racconta una storia millenaria. Ti trovi di fronte a una delle collezioni etrusche più importanti della Toscana, con reperti che spaziano dal IX al I secolo a.C. Tra questi spicca il Lampadario Etrusco, un bronzo del V secolo a.C. rinvenuto nel 1840 e diventato simbolo del museo. Ma non è solo archeologia: il percorso si snoda attraverso la storia di Cortona, dai Romani al Medioevo, fino all’epoca moderna. Al piano terra, la sezione dedicata all’Accademia Etrusca, fondata nel 1727, ti introduce a un patrimonio di libri, manoscritti e opere d’arte che testimoniano l’interesse per l’antichità che ha animato la città. Salendo, le sale ti guidano attraverso i corredi funerari delle necropoli locali, come quella del Sodo, con oggetti di vita quotidiana e rituali che ti fanno capire la complessità della civiltà etrusca. Il museo è ospitato nel Palazzo Casali, un edificio medievale che da solo vale la visita, con i suoi soffitti affrescati e l’atmosfera raccolta. Qui, ogni vetrina ha una storia da raccontare, come la Tabula Cortonensis, una lamina bronzea con iscrizioni etrusche che ha rivoluzionato gli studi sulla lingua. Per chi viaggia con curiosità, è un’esperienza che unisce rigore scientifico e emozione, in un contesto dove il passato dialoga con il presente.

MAEC - Museo dell'Accademia Etrusca e della Città di Cortona

Eremo di Camaldoli

Eremo di CamaldoliL'Eremo di Camaldoli si trova immerso nelle foreste secolari del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, a pochi chilometri dal centro di Poppi. Fondato nel 1012 da San Romualdo, questo complesso monastico rappresenta uno dei luoghi spirituali più importanti della Toscana. La struttura è composta da due parti distinte: il monastero vero e proprio, dove risiedono i monaci, e l'eremo, costituito da venti celle individuali dove i religiosi vivono in completo isolamento. La visita inizia dalla chiesa principale, dedicata a San Salvatore Trasfigurato, che conserva opere d'arte di notevole pregio come il crocifisso ligneo del XIII secolo e gli affreschi della scuola fiorentina. La farmacia monastica, attiva dal 1543, è una delle più antiche d'Europa e ancora oggi produce preparati erboristici seguendo le antiche ricette benedettine. Il percorso di visita permette di accedere al chiostro rinascimentale e alla biblioteca storica, che custodisce manoscritti medievali e incunaboli di grande valore. L'atmosfera che si respira è di profonda pace e raccoglimento, accentuata dal silenzio che avvolge il complesso e dai sentieri nel bosco che conducono alle singole celle eremitiche. Per chi desidera un'esperienza più approfondita, è possibile partecipare alle celebrazioni liturgiche insieme alla comunità monastica o pernottare nell'osteria gestita dai monaci. Il periodo migliore per la visita è da aprile a ottobre, quando il clima permette di apprezzare appieno anche i percorsi naturalistici circostanti.

Eremo di Camaldoli

Castello dei Conti Guidi

Castello dei Conti GuidiIl Castello dei Conti Guidi a Ponte a Poppi è uno dei simboli più riconoscibili del Casentino, arroccato su uno sperone roccioso che domina la valle. Costruito tra il XII e il XIII secolo, questo maniero rappresenta un esempio eccezionale di architettura militare medievale in Toscana. La sua imponente torre quadrata, alta 35 metri, si staglia contro il cielo e offre una vista panoramica mozzafiato sull’intera vallata, fino all’Appennino. All’interno, si possono visitare le sale affrescate, tra cui la Cappella di San Lamberto con cicli pittorici trecenteschi, e il cortile porticato con il pozzo centrale. Il castello fu residenza dei Conti Guidi, potenti feudatari che controllavano gran parte del territorio, e ospitò anche Dante Alighieri durante il suo esilio. Oggi, oltre alla funzione museale, è sede di eventi culturali e mostre temporanee. La struttura conserva intatte le mura merlate, il ponte levatoio (anche se non più funzionante) e le prigioni, che raccontano secoli di storia locale. La posizione strategica, tra Firenze e Arezzo, ne fa un punto di osservazione privilegiato, mentre l’atmosfera autentica richiama visitatori alla ricerca di un tuffo nel passato, lontano dai flussi turistici più affollati.

Castello dei Conti Guidi

Castello di Romena

Castello di RomenaIl Castello di Romena domina la vallata del Casentino da un'altura a Pratovecchio, offrendo una delle esperienze storiche più autentiche della provincia di Arezzo. Costruito nell'XI secolo, questo maniero è noto per essere citato da Dante Alighieri nella Divina Commedia, precisamente nel Canto XXX dell'Inferno, dove il poeta accenna alla falsificazione dei fiorini d'oro avvenuta proprio qui. Oggi, le sue tre torri – la Torre di Postierla, la Torre del Mastio e la Torre della Campana – si stagliano contro il cielo, circondate da mura che racchiudono la cappella di San Michele e i resti dell'antico insediamento. La visita permette di camminare tra le rovine ben conservate, osservando i dettagli architettonici come le feritoie e le scale in pietra, mentre i pannelli informativi raccontano la storia dei conti Guidi, che qui governarono per secoli. Dal cortile interno, la vista spazia sui boschi del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, un panorama che invita a riflettere sul passato medievale di questa zona. L'accesso è semplice, con un parcheggio a poca distanza, e il biglietto d'ingresso include anche l'ingresso al vicino Eremo di Camaldoli in alcuni periodi dell'anno, rendendolo un'opzione conveniente per chi vuole approfondire la storia locale. Consiglio di visitarlo in una giornata serena per godere appieno della luce che illumina le pietre antiche, creando un'atmosfera quasi magica.

Castello di Romena

Gargonza, il borgo medievale incastonato tra le colline

GargonzaGargonza è un borgo medievale fortificato che sorge su una collina a 560 metri di altitudine, nel comune di Monte San Savino, non lontano da Arezzo. Le sue mura trecentesche racchiudono un nucleo storico perfettamente conservato, con case in pietra, viottoli lastricati e la torre merlata che domina il paesaggio. Il borgo, citato già nel XIII secolo, era un possedimento dei conti Ubertini e ha mantenuto intatta la sua struttura originaria. Oggi è un borgo-albergo, dove le antiche abitazioni sono state trasformate in accoglienti strutture ricettive, offrendo un’esperienza di soggiorno unica. Passeggiare tra le sue vie significa immergersi in un’atmosfera sospesa nel tempo, lontano dal caos. La chiesa di San Tiburzio, all’interno del borgo, conserva affreschi rinascimentali e rappresenta un punto di interesse storico-artistico. Gargonza è circondata da oliveti e vigneti, tipici del paesaggio toscano, e offre panorami mozzafiato sulla Valdichiana. Il borgo è noto anche per essere un luogo di eventi culturali, come concerti e reading letterari, che animano le sue piazze in estate. La sua posizione isolata lo rende ideale per chi cerca tranquillità e un contatto autentico con la storia e la natura. Non ci sono negozi o ristoranti pubblici all’interno delle mura, ma l’ospitalità del borgo-albergo garantisce ogni comfort. Gargonza è un gioiello nascosto, perfetto per una fuga rigenerante.

Gargonza

Museo Civico di Sansepolcro

Museo CivicoIl Museo Civico di Sansepolcro non è solo un museo, ma il cuore pulsante della cultura rinascimentale toscana. Situato nel Palazzo della Residenza, un edificio storico che un tempo ospitava il governo cittadino, questo museo custodisce opere che hanno segnato la storia dell'arte italiana. Il pezzo forte è senza dubbio la Resurrezione di Piero della Francesca, un affresco monumentale che domina la sala principale con la sua maestosa composizione e i suoi giochi di prospettiva. Piero della Francesca, nato proprio a Sansepolcro, ha lasciato qui alcune delle sue opere più significative, tra cui il Polittico della Misericordia e il San Ludovico da Tolosa. Queste opere mostrano l'evoluzione del suo stile, dal gotico internazionale alle innovazioni rinascimentali che lo hanno reso celebre. Oltre ai capolavori di Piero, il museo ospita una ricca collezione di arte locale che spazia dal Medioevo al Barocco. Notevoli sono le tavole di scuola umbra e toscana, i manufatti lignei e le ceramiche rinascimentali che raccontano la vita quotidiana nella Valtiberina tra il XIV e il XVII secolo. La visita si sviluppa attraverso sale ben organizzate, con pannelli esplicativi che contestualizzano le opere nel loro periodo storico. Il museo offre anche una sezione archeologica con reperti romani e medievali rinvenuti nell'area, testimoniando le antiche origini di Sansepolcro. Recentemente rinnovato negli allestimenti, il Museo Civico combina perfettamente tradizione e modernità, con un bookshop ben fornito e visite guidate disponibili su prenotazione. Per gli appassionati d'arte, è una tappa obbligata per comprendere appieno il Rinascimento toscano al di fuori dei circuiti più battuti.

Museo Civico

Museo Archeologico Nazionale Gaio Cilnio Mecenate

Museo Archeologico Nazionale Gaio Cilnio MecenateIl Museo Archeologico Nazionale Gaio Cilnio Mecenate è ospitato nell'ex monastero di San Bernardo, un edificio che già di per sé racconta secoli di storia. La sua posizione strategica, proprio accanto all'anfiteatro romano, ti fa immergere subito nell'atmosfera antica. Entrando, ti accoglie una collezione che spazia dalla preistoria all'età tardoantica, con un focus particolare sul periodo etrusco e romano. Tra i pezzi forti spicca il cratere di Euphronios, un vaso attico a figure rosse che rappresenta una delle opere più significative della ceramografia greca in Italia. Ma non è l'unico tesoro: le ceramiche coralline di produzione locale, tipiche di Arezzo, testimoniano l'importanza della città come centro di produzione ceramica in epoca romana. La sezione dedicata ai bronzetti etruschi ti permette di scoprire dettagli sulla vita quotidiana e religiosa di questo popolo, mentre i reperti dall'anfiteatro, come iscrizioni e sculture, ricostruiscono l'identità della Arezzo romana. Il museo è organizzato in modo chiaro, con pannelli esplicativi che ti guidano senza appesantire la visita. È un luogo dove la storia prende forma, ideale per chi vuole capire le radici di questa zona senza perdersi in tecnicismi. Consiglio di dedicare almeno un'ora e mezza per apprezzare ogni sala, magari abbinando la visita all'anfiteatro esterno per un'esperienza completa.

Museo Archeologico Nazionale Gaio Cilnio Mecenate

Piazza Grande

Piazza GrandePiazza Grande è il centro pulsante di Arezzo, un spazio trapezoidale che racchiude secoli di storia e arte. Dominata dalla Loggia del Vasari, progettata da Giorgio Vasari nel 1573, la piazza è un esempio perfetto di architettura rinascimentale toscana. Qui si affacciano edifici emblematici come il Palazzo della Fraternita dei Laici, con la sua facciata gotica e rinascimentale, e il Palazzo delle Logge, che ospita botteghe artigiane ancora attive. Il pavimento in pietra serena, inclinato verso il centro, crea un effetto prospettico unico, enfatizzato durante il Mercato Antiquario, uno dei più antichi d'Italia, che si tiene qui dal 1968 ogni primo weekend del mese. La piazza è anche celebre per essere stata il set de La vita è bella di Roberto Benigni, dove il protagonista attraversa la città in bicicletta. Oggi, oltre agli eventi storici, ospita la Giostra del Saracino, una rievocazione medievale che anima la piazza due volte l'anno. I visitatori possono ammirare i dettagli architettonici, come gli stemmi araldici sui palazzi e il pozzo centrale, mentre i locali si ritrovano nei caffè sotto i portici. Un luogo dove passato e presente convivono, offrendo uno sguardo autentico sulla vita aretina.

Piazza Grande

Fortezza Medicea

Fortezza MediceaLa Fortezza Medicea si erge sul colle di San Donato, offrendo una vista panoramica mozzafiato su Arezzo e la Valdichiana. Costruita tra il 1538 e il 1560 per volere di Cosimo I de' Medici, questa fortezza rappresenta un esempio di architettura militare rinascimentale, progettata per controllare la città dopo la ribellione del 1529. La struttura, a forma di stella irregolare con bastioni angolari, è realizzata in mattoni e pietra serena, materiali tipici della zona. Oggi, la fortezza è un parco pubblico accessibile gratuitamente, dove i visitatori possono passeggiare lungo i camminamenti e ammirare i resti delle mura e dei bastioni. All'interno, si trovano spazi verdi ideali per pic-nic e momenti di relax, mentre le aree esterne ospitano occasionalmente eventi culturali e concerti estivi. La posizione elevata la rende un punto privilegiato per fotografie al tramonto, con la città e le colline toscane sullo sfondo. Nonostante i danni subiti durante la Seconda Guerra Mondiale, la fortezza conserva un fascino storico palpabile, raccontando secoli di dominazione medicea e trasformazioni urbane. Per raggiungerla, si consiglia una breve salita a piedi dal centro storico, un percorso che regala scorci suggestivi sui tetti di Arezzo.

Fortezza Medicea

Fortezza del Girifalco

Fortezza del GirifalcoLa Fortezza del Girifalco è un'imponente struttura militare costruita dai Medici nel XVI secolo su un'altura che domina Cortona. La sua posizione strategica offre una vista panoramica mozzafiato sulla Valdichiana e sui monti circostanti, rendendola un punto di osservazione privilegiato. La fortezza fu eretta per consolidare il controllo fiorentino sul territorio e presenta mura massicce, bastioni angolari e un cortile interno che testimoniano l'architettura militare rinascimentale. Oggi, è accessibile a piedi attraverso un sentiero che parte dal centro storico di Cortona, un percorso che regala scorci suggestivi sulla città etrusca. All'interno, si possono ammirare i resti delle cannoniere e dei camminamenti, oltre a spazi occasionalmente utilizzati per mostre ed eventi culturali. La visita è particolarmente consigliata al tramonto, quando la luce calda esalta le pietre antiche e il panorama si tinge di colori intensi. La Fortezza del Girifalco non è solo un monumento storico, ma un luogo dove respirare la storia e l'atmosfera di Cortona, lontano dalla folla dei percorsi più battuti. Per chi cerca un'esperienza autentica, qui si coglie l'essenza di un borgo toscano che ha custodito per secoli le sue tradizioni.

Fortezza del Girifalco

Museo Paleontologico di Montevarchi

Museo PaleontologicoIl Museo Paleontologico di Montevarchi è un vero gioiello per chi vuole scoprire la storia più antica della Toscana. Situato nell'ex convento di San Ludovico, il museo custodisce una delle collezioni paleontologiche più importanti d'Italia, con reperti che raccontano l'evoluzione della Valdarno superiore negli ultimi 3 milioni di anni. Qui puoi ammirare scheletri completi di elefanti antichi, ippopotami e rinoceronti che popolavano queste terre quando il clima era tropicale. La star indiscussa è l'Anancus arvernensis, un proboscidato estinto i cui resti sono tra i meglio conservati al mondo. Le vetrine espongono anche crani di Ursus etruscus, l'antenato dell'orso bruno, e mandibole di Macaca florentina, una scimmia che viveva qui nel Pliocene. Il percorso espositivo si sviluppa su due piani, con pannelli didattici chiari che spiegano i processi di fossilizzazione e i cambiamenti climatici. Al primo piano si trovano i mammiferi di grandi dimensioni, mentre al secondo sono esposti i reperti più piccoli e le flore fossili. Il museo organizza regolarmente laboratori per bambini e visite guidate tematiche, rendendolo perfetto per le famiglie. Non perderti la sezione dedicata ai crani di iena e ai denti di squalo ritrovati nelle sabbie gialle del Valdarno, testimonianza di quando questa era una zona costiera. L'allestimento moderno e la cura dei dettagli rendono la visita coinvolgente anche per chi non è un esperto. Il biglietto d'ingresso costa pochi euro e include l'accesso alla biblioteca specialistica. Il museo è aperto tutto l'anno, con orari estesi nel weekend.

Museo Paleontologico

Museo delle arti e tradizioni popolari dell'Alta Valle del Tevere

Museo delle arti e tradizioni popolari dell’Alta Valle del Tevere - Palazzo TaglieschiSe cerchi un'esperienza autentica nella provincia di Arezzo, il Museo delle arti e tradizioni popolari dell'Alta Valle del Tevere a Palazzo Taglieschi ad Anghiari è una tappa imperdibile. Situato in un palazzo rinascimentale del XV secolo, il museo raccoglie oltre 2000 oggetti che raccontano la vita contadina e artigiana della zona tra Ottocento e Novecento. La collezione permanente include strumenti di lavoro agricolo, telai per la tessitura, ceramiche locali e arredi domestici, tutti organizzati per temi come l'agricoltura, la pastorizia e i mestieri tradizionali. Particolarmente interessante è la sezione dedicata alla produzione della seta, un'attività che ha caratterizzato l'economia dell'Alta Valle del Tevere. Il museo non è solo una raccolta di oggetti, ma un vero e proprio spaccato di storia sociale: attraverso i reperti, si comprende come si viveva, si lavorava e si celebravano le feste in questa parte di Toscana. Palazzo Taglieschi stesso merita attenzione: con la sua architettura tipica e il cortile interno, offre un contesto ideale per immergersi nell'atmosfera del passato. La visita è arricchita da pannelli esplicativi chiari e da occasionali mostre temporanee che approfondiscono aspetti specifici della cultura popolare. Per chi vuole capire le radici di Anghiari e del suo territorio, questo museo è un punto di partenza essenziale, lontano dai percorsi più battuti ma ricco di significato.

Museo delle arti e tradizioni popolari dell’Alta Valle del Tevere - Palazzo Taglieschi

Museo delle Terre Nuove

Museo delle Terre NuoveIl Museo delle Terre Nuove a San Giovanni Valdarno è un luogo unico che racconta la straordinaria esperienza delle terre nuove toscane, fondate tra XIII e XIV secolo per ripopolare e controllare il territorio. Situato nel Palazzo d'Arnolfo, edificio simbolo della città, il museo ti immerge nella storia urbanistica e sociale di questi insediamenti pianificati. Attraverso reperti archeologici, mappe antiche e installazioni multimediali, scoprirai come San Giovanni Valdarno sia nata come terra nuova fiorentina, con un impianto urbano a scacchiera che ancora oggi caratterizza il centro storico. Le sale espositive ti guidano attraverso la vita quotidiana, l’economia e l’architettura dell’epoca, con focus su documenti originali e ricostruzioni che rendono tangibile il passato. Particolarmente interessante è la sezione dedicata alle tecniche costruttive medievali e ai ritrovamenti locali, che evidenziano l’evoluzione del territorio. Il museo non è solo una collezione di oggetti, ma un’esperienza che collega il visitatore alle radici della comunità, valorizzando un patrimonio spesso poco conosciuto. Ideale per chi cerca una prospettiva storica approfondita, è accessibile e ben organizzato, con pannelli chiari e un percorso logico. La posizione nel cuore di San Giovanni Valdarno lo rende facile da inserire in un itinerario alla scoperta del Valdarno, magari abbinandolo a una visita alla vicina Casa Masaccio.

Museo delle Terre Nuove