La Cattedrale di San Pietro è il cuore religioso di Bologna, spesso oscurata dalla più famosa San Petronio ma ricca di tesori imperdibili. Qui trovi capolavori di Ludovico Carracci, Prospero Fontana e Donato Creti, un Crocifisso romanico del XII secolo e il celebre Compianto su Cristo morto di Alfonso Lombardi. Ingresso gratuito e visite al campanile per ammirare la campana Nonna, una delle più grandi d’Italia suonata a mano.
Punti chiave:
– Opere d’arte: affreschi di Carracci e Fontana, sculture di Lombardi.
– Campanile: 70 metri, con la campana Nonna da 33 quintali e vista panoramica.
– Tesoro: arredi sacri dal XV al XX secolo, su prenotazione.
– Evento annuale: a maggio, arrivo della Madonna di San Luca in processione.
Un gioiello barocco nel cuore di Bologna
A due passi da Piazza Maggiore, la Cattedrale di San Pietro è spesso messa in ombra dalla più famosa Basilica di San Petronio, ma merita assolutamente una visita. La sua facciata barocca in mattoni rossi e marmo bianco, progettata da Alfonso Torreggiani tra il 1743 e il 1747, colpisce per la maestosità. Entrando, lo spazio è immenso: la navata centrale è larga 25 metri e lunga quasi 90, con una volta a botte luminosa. Ma la vera sorpresa è il campanile: alto 70 metri, è il secondo della città dopo la Torre degli Asinelli, e custodisce un gioiello sonoro unico al mondo. Non è solo una chiesa – è un’esperienza che mescola arte, fede e tradizione campanaria.
Cenni storici: dalle origini al barocco
La storia della cattedrale inizia nel IV-V secolo, con una prima chiesa paleocristiana. Dopo un incendio nel 906, fu ricostruita dentro le mura di selenite. Un altro rogo nel 1141 la distrusse, e la ricostruzione, affidata al Magister Albertus, fu consacrata da papa Lucio III nel 1184. Nel 1222 un terremoto fece crollare il tetto. La svolta arrivò nel 1582, quando papa Gregorio XIII la elevò a cattedrale metropolitana. A partire dal 1575, una radicale ristrutturazione barocca – guidata da Tibaldi, Magenta e infine Torreggiani – cancellò le forme romaniche, regalandoci l’aspetto odierno. Ogni angolo racconta secoli di trasformazioni.
La Nonna e il campanile
Il campanile è un capolavoro di ingegneria medievale: iniziato nel 1184 e completato nel 1426, ingloba una torre paleocristiana del X secolo a base rotonda. La sua cella campanaria ospita quattro campane, ma la regina è “la Nonna”, fusa nel 1594 e del peso di 33 quintali. È la campana più grande suonabile “alla bolognese”, un sistema che richiede la rotazione completa della campana. Per manovrarla servono 23 campanari! Salire in cima (su prenotazione) regala una vista spettacolare sui tetti rossi di Bologna, ma anche solo ascoltare il suono profondo della Nonna durante una delle rare esecuzioni con tutte e quattro le campane è un’emozione unica.
Capolavori barocchi e tesori nascosti
All’interno, l’occhio corre subito all’abside: sopra l’altare maggiore spicca l’Annunciazione di Ludovico Carracci (1619), la sua ultima opera. Più in alto, l’affresco dell’Eterno Padre di Prospero Fontana. Ma il vero gioiello è il gruppo scultoreo del Compianto sul Cristo morto di Alfonso Lombardi (1522-1526), in terracotta, nella cappella del Beato Nicolò Albergati. Da non perdere anche la Crocifissione romanica in legno di cedro del XII secolo sull’altare maggiore, e la cripta con il sepolcro di Giovanni Acquaderni. Il Tesoro della Cattedrale (visita su prenotazione) custodisce paramenti e oreficerie dal XV al XX secolo, donati da papi come Benedetto XIV.
Perché visitarlo
Tre buoni motivi per entrare: 1) L’arte barocca a portata di mano – opere di Carracci, Fontana, Creti e Lombardi in un ambiente gratuito e poco affollato. 2) La campana Nonna – un’esperienza sonora unica al mondo, che potresti avere la fortuna di sentire suonata a “scappata”. 3) La vista dal campanile – una delle migliori panoramiche sulla città, con i tetti rossi e le Due Torri all’orizzonte. A differenza della ressa di San Petronio, qui si respira un’atmosfera più intima e autentica, ideale per chi vuole scoprire il lato meno turistico di Bologna.
Quando andare
Il momento migliore? Il sabato pomeriggio, quando il campanile è aperto e puoi abbinare la visita alla cattedrale con la salita. Se sei fortunato, potresti imbatterti in una prova dei campanari – il suono della Nonna è potente e avvolgente. In primavera o in autunno, la luce che filtra dalle vetrate illumina gli affreschi in modo magico. Evita le ore delle messe (soprattutto la domenica mattina) se vuoi girare con calma. Un consiglio: arriva verso le 14, visita la chiesa, poi sali sul campanile e goditi il panorama con la luce del tardo pomeriggio.
Nei dintorni
La cattedrale si trova in via Indipendenza, a due passi da Piazza Maggiore con la Basilica di San Petronio, la Fontana del Nettuno e il Palazzo Re Enzo. Imperdibile una sosta al Museo Civico Archeologico (via dell’Archiginnasio 2) per vedere le collezioni egizie ed etrusche. Se hai tempo, passeggia verso le Due Torri (Torre degli Asinelli e Garisenda) a 5 minuti a piedi: salire sulla Torre degli Asinelli ti regalerà un’altra prospettiva sulla città, con i tetti rossi e i portici che si perdono all’orizzonte.