Castello di Compiano: un tuffo nel Medioevo
Arroccato su un colle che domina l’alta Val Taro, il Castello di Compiano è uno di quei luoghi che ti sorprendono al primo sguardo. La sua sagoma di quadrilatero irregolare, con tre torri che sporgono dagli angoli, si staglia sul borgo medievale di Compiano, tra i più belli d’Italia. Di sotto, il paese si raccoglie in forma triangolare, stretto tra mura e bastioni, con stradine che portano al castello e alla chiesa. Oltrepassi il ponte in muratura, passi sotto il rivellino semicircolare e ti ritrovi in un cortile che profuma di storia. E poi scopri che non è solo un monumento: dentro ci sono saloni decorati con arredi d’antiquariato, un museo massonico unico in Italia e persino camere d’hotel ricavate lungo i camminamenti di ronda. Una fortezza millenaria che sa essere casa, museo e avventura allo stesso tempo.
Cenni storici
Il castello nasce prima dell’anno Mille come torre di controllo. Nel 1141 i
Malaspina lo cedono al Comune di Piacenza; un secolo dopo arriva Ubertino Landi, dando inizio a
oltre 400 anni di dominio. I Landi creano un piccolo Stato: nel 1551 Agostino Landi diventa principe del Sacro Romano Impero, e nel 1595 Maria Landi sposa Ercole I Grimaldi di Monaco. Passato ai
Farnese nel 1682, il castello diventa prigione del Ducato, usata anche da Maria Luigia. Nel Novecento è scuola per ragazze, poi casa della marchesa Raimondi Gambarotta, che nel 1966 lo restaura e nel 1987 lo lascia al Comune. Ecco i passaggi chiave:
- Prima del Mille: torre di controllo
- 1141: passaggio al Comune di Piacenza
- XIII secolo: Ubertino Landi
- 1551: titolo principesco
- 1595: nozze Grimaldi
- 1682: Farnese
- 1966/1987: marchesa e donazione
Un museo massonico e le stanze della Marchesa
La visita guidata, di circa un’ora, attraversa i saloni della Casa Museo Raimondi Gambarotta: biblioteca, cappella del Collegio, studio, camera da letto e saloni dedicati all’Oriente e alla Musica. Si ammirano pizzi e ventagli veneziani, tappeti spagnoli e francesi, manifatture Richard, statuette in bisquit, candelieri di Limoges e armature. Poi si entra nel Museo Internazionale Massonico, unico in Italia: una collezione di oggetti massonici anglosassoni degli ultimi tre secoli, paramenti, simboli e la ricostruzione di un tempio massonico. Le guide raccontano storie curiose, come il legame con il Principato di Monaco. Da non perdere la Stanza Cinese, con statue di Buddha e un grande paravento. Recentemente è stata aggiunta una mostra temporanea dedicata agli Orsanti, figura tipica della valle. Un percorso atipico, lontano dai soliti musei.
Dormire nel castello, tra ronda e piscina
Se vuoi vivere il castello non solo da visitatore, puoi dormirci. Il boutique hotel a quattro stelle ha 14 camere ricavate lungo i camminamenti di ronda o affacciate sul cortile interno. Ogni camera è intitolata a una famiglia nobile legata alla storia: Malaspina, Landi, Farnese… Arredi classici, comfort moderni, e la sera, quando i visitatori se ne vanno, il silenzio è incredibile. C’è anche un parco con piscina esterna e un ristorante che propone specialità locali, come i panigacci della vicina Lunigiana. Struttura pet-friendly per cani di piccola e media taglia, con prenotazione obbligatoria. Un modo per sentirsi signori del castello, senza rinunciare alla comodità.
Perché visitarlo
Tre buoni motivi. Primo: il Museo Internazionale Massonico è un raro esempio in Italia e la visita guidata è sorprendente. Secondo: il percorso tra i camminamenti di ronda e le torri regala panorami sull’Appennino e sulla Val Taro, lungo l’antica via che collegava Emilia, Toscana e Liguria. Terzo: il castello è anche hotel, quindi puoi fermarti a dormire e goderti il borgo la sera, quando i gruppi se ne sono andati. E poi c’è il borgo di Compiano, tutto mura e viuzze, incluso nel circuito dei Borghi più belli d’Italia. Un pacchetto completo che unisce storia, arte, gusto e natura.
Quando andare
Il momento più bello? Al mattino presto, quando la nebbia si alza sulla valle e il castello sembra galleggiare tra le colline. Oppure al tramonto, quando la pietra si scalda di luce dorata e il borgo è quasi deserto. In primavera e autunno i colori dell’Appennino fanno da cornice, e le giornate fresche sono perfette per girare con calma. D’estate il castello apre tutti i giorni, ma le visite guidate partono a orari fissi, quindi conviene prenotare. In inverno, se il tempo è bello, l’atmosfera è raccolta e suggestiva, ma alcuni servizi possono essere ridotti. In ogni caso, scegli un giorno infrasettimanale se puoi: avrai tutto più tranquillo.
Nei dintorni
Dopo la visita, il territorio intorno offre molte occasioni. Puoi proseguire verso il Castello di Bardi, un’altra fortezza spettacolare della Val Ceno, immersa nel verde. Oppure fare una passeggiata nel Parco Fluviale del Taro, di cui il castello fa parte: un ambiente naturale dove il fiume disegna lanche e boschi, perfetto per una sosta rilassante. Se sei appassionato di cammini, l’antica via che collegava Emilia, Toscana e Liguria passa da queste parti e collega borghi, pievi e paesaggi appenninici. Insomma, il castello è il punto di partenza ideale per scoprire una fetta di Emilia-Romagna poco battuta.