Allianz Stadium: tour negli spogliatoi, museo Juventus e campo da calcio

L’Allianz Stadium, inaugurato nel 2011 sul sito del vecchio Delle Alpi, è lo stadio di proprietà della Juventus. Offre un’esperienza immersiva con tour che includono spogliatoi, tunnel e campo, oltre al J-Museum con trofei e maglie storiche. L’architettura moderna e l’illuminazione notturna creano un’atmosfera unica, accessibile con i mezzi pubblici dalla stazione di Porta Susa.

  • Tour dietro le quinte: spogliatoi dei campioni, tunnel e campo da calcio
  • Juventus Museum: trofei, maglie storiche e installazioni interattive
  • Architettura moderna: stadio inaugurato nel 2011 con illuminazione notturna
  • Posizione comoda: raggiungibile con mezzi pubblici da Porta Susa


Eventi nei dintorni


Copertina itinerario Allianz Stadium: tour negli spogliatoi, museo Juventus e campo da calcio
Allianz Stadium di Torino: stadio della Juventus con tour dietro le quinte negli spogliatoi e in campo, museo con trofei storici e architettura moderna. Raggiungibile da Porta Susa.

Cose da sapere


Introduzione

Appena arrivi, l’Allianz Stadium ti colpisce per la sua modernità. Non è solo uno stadio, è un’icona architettonica che domina il quartiere Vallette, con quelle linee pulite e quell’illuminazione notturna che sembra quasi futuristica. Lo senti subito: qui respira calcio, ma anche design. Passeggiando intorno, noti come si integra nel tessuto urbano, con i suoi spazi verdi e le aree pedonali. L’atmosfera è palpabile anche a porte chiuse, immaginando le onde dei tifosi durante le partite. Personalmente, mi ha sorpreso quanto sia accessibile e ben collegato, nonostante le dimensioni imponenti. Un luogo che unisce sport e urbanistica in modo sorprendente.

Cenni storici

L’Allianz Stadium nasce nel 2011, sostituendo lo storico Stadio delle Alpi, che per anni aveva deluso per l’acustica e la distanza dai campi. Progettato dall’architetto Gino Zavanella, è stato inaugurato l’8 settembre 2011 con una partita tra Juventus e Notts County. Il nome ‘Allianz’ arriva nel 2017 dopo un accordo di sponsorizzazione, ma per i tifosi resta semplicemente ‘lo Stadium’. Qui si sono vissuti momenti epici, come le vittorie in Serie A e le serate di Champions League. Ricordo che, curiosando, ho scoperto che è il primo stadio italiano di proprietà di un club, un dettaglio che ne sottolinea l’innovazione.

  • 2011: Inaugurazione dello stadio, progettato da Gino Zavanella.
  • 2011-2017: Conosciuto come Juventus Stadium.
  • 2017: Diventa Allianz Stadium dopo l’accordo di sponsorizzazione.
  • Oggi: Sede della Juventus e di eventi come concerti.

Tour dietro le quinte

Il tour è l’esperienza che ti fa sentire un po’ protagonista. Parti dagli spogliatoi, dove vedi gli armadietti dei campioni, con quei nomi famosi che sembrano quasi surreali. Poi scendi nel tunnel, quel corridoio che i giocatori percorrono prima di entrare in campo: la tensione si percepisce ancora, soprattutto se chiudi gli occhi e immagini le urla della folla. La visita alla sala stampa è un tocco di realtà, dove ti siedi al posto dei giornalisti e capisci l’atmosfera delle conferenze. Il clou è il campo: camminare sull’erba, guardare le tribune vuote, è un’emozione strana, come essere in un teatro senza pubblico. Ho apprezzato le guide, spesso appassionati, che raccontano aneddoti sui derby o sulle celebrazioni.

Museo e atmosfera da tifoso

Il J-Museum, all’interno dello stadio, non è un semplice museo: è un viaggio nella storia della Juventus, con trofei, maglie storiche e installazioni interattive. Mi ha colpito la sezione dedicata ai campioni, dove puoi quasi toccare le scarpe usate da Del Piero o le palle dei gol decisivi. L’atmosfera da tifoso si vive soprattutto nei negozi ufficiali, pieni di gadget e maglie, e nelle aree ristoro che ricordano i bar dei vecchi stadi. Durante le partite, l’energia è contagiosa: anche se non sei un ultra, ti ritrovi a tifare per l’ambiente. Un consiglio? Fermati a guardare i video delle vittorie: ti trasportano in momenti che hanno fatto la storia del calcio italiano.

Perché visitarlo

Visitare l’Allianz Stadium vale la pena per tre motivi concreti. Primo, è un’esperienza immersiva per gli appassionati di sport: non si tratta solo di vedere un luogo, ma di sentirne l’anima, dal tunnel al campo. Secondo, offre una prospettiva unica sull’architettura contemporanea, con soluzioni eco-sostenibili come il riciclo dell’acqua piovana che pochi notano. Terzo, è accessibile a tutti: famiglie, gruppi o viaggiatori solitari trovano percorsi adatti, e le informazioni sono chiare senza essere noiose. Personalmente, l’ho trovato più coinvolgente di altri stadi perché mescola tradizione e innovazione in modo spontaneo.

Quando andare

Il momento più suggestivo? Senza dubbio in una serata d’inverno, quando lo stadio è illuminato e l’aria frizzante aggiunge magia alla visita. D’estate, invece, opta per il primo pomeriggio: il sole batte sulle tribune, creando giochi di luce spettacolari, e puoi goderti il tour con calma. Evita i giorni di partita se cerchi tranquillità, ma se vuoi l’adrenalina, un biglietto per una gara minore regala emozioni autentiche senza la folla esagerata. Io ci sono stato in autunno, con le foglie che volavano intorno, e l’atmosfera era malinconica ma bellissima.

Nei dintorni

Dopo lo stadio, esplora il Parco Dora, un’ex area industriale trasformata in spazio verde, perfetto per una passeggiata rilassante con installazioni artistiche. Oppure, se ami lo sport, dirigiti verso la Pista di atletica ‘Primo Nebiolo’ nelle vicinanze, dove a volte si svolgono eventi locali. Entrambi i luoghi aggiungono un tocco di Torino contemporanea, lontano dai soliti itinerari turistici.

Itinerari nei dintorni


💡 Forse non sapevi che…

Sapevi che l’Allianz Stadium è uno dei pochi stadi in Italia interamente di proprietà del club? Costruito con criteri di sostenibilità, ha ottenuto la certificazione di primo stadio ‘carbon neutral’ al mondo nel 2021. Durante il tour, cerca la targa che segna il punto esatto dove ha segnato il suo ultimo gol in bianconero Alessandro Del Piero: un dettaglio che commuove ancora i tifosi. E se visiti il museo, non perderti la Coppa Campioni vinta nel 1985, esposta con la storia di quella notte di Bruxelles.