Basilica di Superga: cupola, tombe reali e il Grande Torino

Arroccata sul colle a 672 metri, la Basilica di Superga è un capolavoro di Filippo Juvarra, voluto da Vittorio Amedeo II per ringraziare la Madonna dopo la vittoria del 1706. Oggi è uno dei simboli di Torino, con la sua cupola di 75 metri e un panorama che spazia dalle Alpi alla città. Oltre alla bellezza architettonica, custodisce le tombe dei Savoia e ricorda la tragedia del Grande Torino del 1949.
Salita alla cupola: 131 gradini per una vista indimenticabile
Tombe Reali: 62 sepolture di Casa Savoia
Tranvia Sassi-Superga: la storica cremagliera per arrivare in collina
Ingresso gratuito alla basilica, visite a pagamento per tombe e cupola


Eventi nei dintorni


Copertina itinerario Basilica di Superga: cupola, tombe reali e il Grande Torino
La Basilica di Superga, capolavoro barocco di Juvarra, offre una cupola con vista mozzafiato su Torino e le Alpi, le tombe reali dei Savoia e la memoria del Grande Torino.

Cose da sapere


Un balcone su Torino: l’emozione di Superga

Salire sulla collina di Superga è come staccarsi dal caos cittadino e ritrovarsi in un punto dove storia e natura si fondono. La Basilica di Juvarra troneggia a 672 metri, e appena arrivi ti senti piccolo davanti a quel pronao imponente. Ma è salendo i 131 gradini della cupola che lo spettacolo si compie: da lassù Torino si srotola ai tuoi piedi, con le Alpi che fanno da cornice. L’aria è frizzante, il silenzio rotto solo dal vento. Non è solo una chiesa: è un simbolo, un punto di riferimento per chiunque voglia capire il legame tra la città e la sua regalità. E poi c’è quel mix di emozioni: la devozione per il voto del 1706, la maestosità dell’architettura, e la memoria toccante del Grande Torino. Una visita che resta dentro.

Cenni storici

La Basilica nasce da un voto: durante l’assedio di Torino del 1706, Vittorio Amedeo II promise alla Madonna di costruirle un tempio se i francesi fossero stati sconfitti. La vittoria del 7 settembre 1706 diede il via al progetto, affidato a Filippo Juvarra. I lavori partirono il 20 luglio 1717, e la basilica fu inaugurata il 1° novembre 1731, anche se consacrata solo nel 1749. Sotto la cupola alta 75 metri, la cripta divenne il luogo di sepoltura dei Savoia, con oltre 60 tombe. Il 4 maggio 1949, però, la storia si tinge di tragedia: l’aereo del Grande Torino si schiantò contro il muraglione posteriore, spegnendo 31 vite. Ecco i momenti chiave:

  • 1706 – Assedio di Torino e voto di Vittorio Amedeo II
  • 1717 – Inizio costruzione, abbassamento del colle di 40 metri
  • 1731 – Inaugurazione della basilica
  • 1749 – Consacrazione
  • 1949 – Tragedia del Grande Torino

La cupola e il panorama mozzafiato

Salire sulla cupola juvarriana è una piccola impresa: 131 gradini a chiocciola, stretti e verticali. Ma ogni passo vale la fatica. Arrivato sulla terrazza, lo sguardo spazia su tutta Torino, dal fiume Po alle montagne. Nelle giornate limpide si vedono persino le Alpi Occidentali, la Liguria e la Lombardia. È il posto perfetto per capire la posizione strategica della basilica, voluta dai Savoia come simbolo di potere. Attenzione: in caso di maltempo la salita è chiusa, quindi scegli una giornata serena. Il biglietto costa 4 euro (3 euro il ridotto) e l’ingresso è gratuito per under 12 e con Abbonamento Musei.

Tombe reali e Appartamento Reale: il Pantheon sabaudo

Scendere nella cripta è come entrare in un’altra dimensione. Qui riposano oltre 60 membri di Casa Savoia, da Vittorio Amedeo II a Carlo Alberto, in un mausoleo a croce latina ricco di marmi e stucchi. La Sala dei Re, delle Regine e degli Infanti raccontano secoli di monarchia. Accanto, l’Appartamento Reale offre cinque stanze arredate, usate dai sovrani durante brevi soggiorni. Non mancano curiosità: la Sala dei Papi espone 265 ritratti di pontefici. La visita costa 6 euro (5 euro il secondo percorso) e richiede circa 45 minuti. Consiglio: abbinala alla cupola per un biglietto combinato scontato.

Il ricordo del Grande Torino: una ferita ancora aperta

Il 4 maggio 1949 un aereo si schiantò contro il muraglione posteriore della basilica, uccidendo l’intera squadra del Torino, leggendaria nel calcio italiano. Oggi, una lapide e un memoriale ricordano quelle 31 vittime. Ogni anno, il 4 maggio, si celebra una messa e i tifosi accorrono da tutta Italia. È un momento toccante, che si inserisce nel percorso storico della basilica. Anche chi non è appassionato di calcio rimane colpito dalla semplicità del memoriale, incastonato nella natura. Un piccolo Museo del Grande Torino a Grugliasco conserva cimeli, ma qui l’emozione è più viva.

Perché visitarlo

Tre motivi pratici: primo, la vista dalla cupola è una delle più belle del Piemonte, gratis quasi a costo zero. Secondo, le Tombe Reali offrono un tuffo nella storia sabauda che pochi altri luoghi sanno dare, con un allestimento che non ha nulla da invidiare ai grandi musei. Terzo, la tranvia Sassi-Superga è un’esperienza di per sé: in 15 minuti la cremagliera ti porta dal quartiere Sassi a 672 metri, tra panorami che già preparano lo spirito. Se hai la Torino+Piemonte Card o l’Abbonamento Musei, molti ingressi sono inclusi, e la basilica è aperta quasi tutti i giorni.

Quando andare

Il momento migliore? Una giornata limpida di primavera o autunno, quando l’aria è tersa e le Alpi si vedono nitidamente. Evita le ore di punta: il mattino presto o il tardo pomeriggio regalano una luce più calda e meno folla. Se vai d’estate, il sabato e la domenica la basilica è aperta fino alle 19, perfetto per un aperitivo con vista. D’inverno, scegli un weekend con cielo sereno: il panorama innevato è spettacolare. Controlla sempre il meteo prima di salire in cupola, perché con vento o pioggia l’accesso è vietato.

Nei dintorni

Approfitta della posizione per esplorare il Parco Naturale della Collina di Superga, una riserva di 37 km² con sentieri tra boschi e vigneti. Perfetto per una passeggiata dopo la visita. Un’altra tappa imperdibile è la Reggia di Venaria Reale, a pochi chilometri: patrimonio UNESCO, con i suoi giardini e la Galleria Grande. Se sei in zona Sassi, fermati al Borgo Po per una merenda con i tipici grissini torinesi. Entrambi i luoghi si collegano bene con la storia sabauda, completando il percorso iniziato a Superga.

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💡 Forse non sapevi che…

Durante l’assedio del 1706, Vittorio Amedeo II e il principe Eugenio di Savoia salirono sul colle e fecero voto alla Madonna di costruire una basilica in caso di vittoria. Per realizzare l’opera, la cima della collina fu abbassata di 40 metri: il materiale di scarto diede vita alla località Sassi. Oggi, la basilica è allineata con il Castello di Rivoli e la Reggia di Venaria, formando un triangolo simbolico del potere sabaudo.