L’Acquedotto Carolino, progettato da Luigi Vanvitelli per Carlo di Borbone nel 1753, offre un percorso suggestivo tra archi maestosi alti 22 metri e vegetazione spontanea. Il sentiero costeggia la struttura regalando viste mozzafiato sulla Valle Caudina e sul borgo medievale di Sant’Agata de’ Goti, con un microclima che favorisce una ricca biodiversità.
- Archi in tufo borbonici: 44 arcate settecentesche alte 22 metri che superano la valle del fiume Isclero
- Percorso naturale accessibile: sentiero facile tra lecci, roverelle e piante aromatiche con panchine per soste panoramiche
- Viste uniche: scorci sul borgo medievale di Sant’Agata de’ Goti e sulla Valle Caudina
- Biodiversità protetta: microclima umido con felci, muschi, tritoni crestati e colonie di pipistrelli

Area Naturale dell’Acquedotto Carolino a Sant’Agata de’ Goti: passeggiata tra 44 arcate in tufo del Settecento, vista sul borgo medievale e biodiversità unica. Accesso gratuito tutto l’anno.
- Contrada Longano, Benevento (BN)
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Cose da sapere
Introduzione
Cenni storici
- 1753: Inizio lavori per volere di Carlo di Borbone
- 1762: Completamento dell’opera sotto la direzione di Vanvitelli
- 1943: Danni bellici durante l’avanzata alleata
- 2000: Inclusione nell’Area Naturale Protetta
Percorso tra archi e natura
Biodiversità e microclima
Perché visitarlo
Quando andare
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Itinerari nei dintorni
💡 Forse non sapevi che…
L’acquedotto fu costruito tra il 1753 e il 1762 per alimentare la Reggia di Caserta, trasportando l’acqua dalle sorgenti del Fizzo fino al palazzo reale. La leggenda narra che durante i lavori, i contadini locali chiamavano le arcate ‘i ponti del diavolo’ per la loro imponenza. Ancora oggi, nelle giornate di vento, si dice che tra gli archi si possano sentire i lamenti degli operai che persero la vita durante la costruzione.



