Cattedrale di San Giovanni Battista: il Duomo di Torino e la Sindone

La Cattedrale di San Giovanni Battista, cuore religioso di Torino, è un capolavoro rinascimentale che cela il mistero della Sacra Sindone. La sua costruzione iniziò nel 1491 per volere del cardinale Domenico della Rovere, e oggi affascina per la facciata in marmo bianco e gli interni ricchi d’arte.
– Ammirare la facciata rinascimentale con i tre portali scolpiti.
– Visitare la Cappella della Sindone, capolavoro barocco di Guarini.
– Scoprire il Polittico dei Santi Crispino e Crispiniano di Spanzotti e Ferrari.
– Esplorare il Museo Diocesano nei sotterranei con reperti paleocristiani.


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Copertina itinerario Cattedrale di San Giovanni Battista: il Duomo di Torino e la Sindone
Icona del Rinascimento piemontese, il Duomo di Torino ospita la Cappella della Sindone di Guarini, opere d’arte di Spanzotti e Ferrari, e l’antica torre campanaria. Visita anche il Museo Diocesano con i resti delle chiese paleocristiane.

Cose da sapere


Introduzione

Il Duomo di Torino non è solo la cattedrale della città, ma anche il custode di uno dei misteri più affascinanti della cristianità: la Sacra Sindone. Passeggiando in Piazza San Giovanni, la facciata in marmo bianco spicca con eleganza, ma è dentro che si cela la vera sorpresa. L’abside nasconde la Cappella della Sindone, un capolavoro barocco di Guarino Guarini che sembra sospeso tra cielo e terra. È un luogo che ti prende alla gola, tra fede e storia.

Cenni storici

La cattedrale sorge sulle fondamenta di tre chiese paleocristiane (IV secolo) dedicate a San Salvatore, Santa Maria e San Giovanni Battista. Nel 1491, per volere del cardinale Domenico della Rovere, iniziarono i lavori su progetto di Amedeo da Settignano. La prima pietra fu posata dalla duchessa Bianca di Monferrato e la consacrazione avvenne nel 1505. Nel 1578 la Sindone arrivò a Torino, e nel 1667 Guarini progettò la cappella per custodirla. Un incendio nel 1997 ha danneggiato gravemente la cupola, oggi in restauro.

Architettura e Cappella della Sindone

L’esterno è un raro esempio di Rinascimento piemontese, con facciata in marmo bianco di Bussoleno e tre portali scolpiti da Meo del Caprino. Il campanile, detto di Sant’Andrea, risale al 1468-1470 e fu poi coronato da Juvarra. Ma il vero gioiello è la Cappella della Sindone di Guarini: un ambiente circolare in marmo nero di Frabosa, con una cupola a spicchi che crea un effetto di luce ascendente. Distrutta dall’incendio del 1997, oggi viene ricostruita con gli stessi materiali originali.

Arte e spiritualità

All’interno, non perdere il Polittico dei Santi Crispino e Crispiniano di Spanzotti e Ferrari (1498-1504), un capolavoro con diciotto tavolette. Sulla controfacciata, una copia dell’Ultima Cena di Leonardo donata da re Carlo Alberto. La Cappella del Crocifisso è ricca di statue lignee, mentre nel transetto sinistro la Tribuna Reale ricorda la devozione sabauda. Sotto la chiesa, il Museo Diocesano conserva i resti delle tre basiliche paleocristiane e reperti medievali.

Perché visitarlo

Tre motivi pratici: primo, ammirare da vicino la Sindone (anche se non esposta, la teca nella navata sinistra è un’emozione). Secondo, scoprire l’architettura di Guarini, uno dei massimi esponenti del barocco, con la sua cupola ardita. Terzo, il Museo Diocesano ti fa camminare tra i resti di chiese del IV secolo, una stratificazione storica unica nel suo genere.

Quando andare

Il momento migliore è la mattina presto, appena apre (alle 7:00), quando la luce entra dalle vetrate e il silenzio avvolge le navate. In autunno o primavera, la città è meno affollata e puoi goderti la piazza con calma. Evita le ore centrali del giorno, quando i tour bus scaricano gruppi numerosi.

Nei dintorni

A pochi passi, il Palazzo Reale (Musei Reali) offre un tuffo nella storia sabauda, con gli appartamenti e l’Armeria. Imperdibile anche il Museo Diocesano nei sotterranei della cattedrale, dove puoi vedere i mosaici paleocristiani e il battistero longobardo. Due tappe che arricchiscono la visita senza allontanarsi dal centro.

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💡 Forse non sapevi che…

Secondo la tradizione, la Sindone fu portata a Torino nel 1578 per volere di Emanuele Filiberto di Savoia. Durante l’incendio del 1997, il vigile del fuoco Mario Bulzacchelli salvò la reliquia rompendo la teca. Ancora oggi la cappella in restauro attende di tornare all’antico splendore con il marmo nero di Frabosa.