Introduzione
Il Duomo di Torino non è solo la cattedrale della città, ma anche il custode di uno dei misteri più affascinanti della cristianità: la Sacra Sindone. Passeggiando in Piazza San Giovanni, la facciata in marmo bianco spicca con eleganza, ma è dentro che si cela la vera sorpresa. L’abside nasconde la Cappella della Sindone, un capolavoro barocco di Guarino Guarini che sembra sospeso tra cielo e terra. È un luogo che ti prende alla gola, tra fede e storia.
Cenni storici
La cattedrale sorge sulle fondamenta di tre chiese paleocristiane (IV secolo) dedicate a San Salvatore, Santa Maria e San Giovanni Battista. Nel 1491, per volere del cardinale Domenico della Rovere, iniziarono i lavori su progetto di Amedeo da Settignano. La prima pietra fu posata dalla duchessa Bianca di Monferrato e la consacrazione avvenne nel 1505. Nel 1578 la Sindone arrivò a Torino, e nel 1667 Guarini progettò la cappella per custodirla. Un incendio nel 1997 ha danneggiato gravemente la cupola, oggi in restauro.
Architettura e Cappella della Sindone
L’esterno è un raro esempio di Rinascimento piemontese, con facciata in marmo bianco di Bussoleno e tre portali scolpiti da Meo del Caprino. Il campanile, detto di Sant’Andrea, risale al 1468-1470 e fu poi coronato da Juvarra. Ma il vero gioiello è la Cappella della Sindone di Guarini: un ambiente circolare in marmo nero di Frabosa, con una cupola a spicchi che crea un effetto di luce ascendente. Distrutta dall’incendio del 1997, oggi viene ricostruita con gli stessi materiali originali.
Arte e spiritualità
All’interno, non perdere il Polittico dei Santi Crispino e Crispiniano di Spanzotti e Ferrari (1498-1504), un capolavoro con diciotto tavolette. Sulla controfacciata, una copia dell’Ultima Cena di Leonardo donata da re Carlo Alberto. La Cappella del Crocifisso è ricca di statue lignee, mentre nel transetto sinistro la Tribuna Reale ricorda la devozione sabauda. Sotto la chiesa, il Museo Diocesano conserva i resti delle tre basiliche paleocristiane e reperti medievali.
Perché visitarlo
Tre motivi pratici: primo, ammirare da vicino la Sindone (anche se non esposta, la teca nella navata sinistra è un’emozione). Secondo, scoprire l’architettura di Guarini, uno dei massimi esponenti del barocco, con la sua cupola ardita. Terzo, il Museo Diocesano ti fa camminare tra i resti di chiese del IV secolo, una stratificazione storica unica nel suo genere.
Quando andare
Il momento migliore è la mattina presto, appena apre (alle 7:00), quando la luce entra dalle vetrate e il silenzio avvolge le navate. In autunno o primavera, la città è meno affollata e puoi goderti la piazza con calma. Evita le ore centrali del giorno, quando i tour bus scaricano gruppi numerosi.
Nei dintorni
A pochi passi, il Palazzo Reale (Musei Reali) offre un tuffo nella storia sabauda, con gli appartamenti e l’Armeria. Imperdibile anche il Museo Diocesano nei sotterranei della cattedrale, dove puoi vedere i mosaici paleocristiani e il battistero longobardo. Due tappe che arricchiscono la visita senza allontanarsi dal centro.