Introduzione
Arrivare al Colle del Melogno è un tuffo nel passato. Il Forte Centrale, con la sua forma poligonale e il fossato, spunta tra gli alberi della Foresta della Barbottina. Non è un museo, ma un pezzo di storia che si tocca con mano. E poi, il trekking ad anello di 7,9 km è il pretesto perfetto per esplorare i dintorni. Un mix di archeologia militare e natura selvaggia che pochi posti sanno offrire.
Cenni storici
Costruito tra il 1883 e il 1895 dal Regio Esercito per difendere il Basso Piemonte da un’ipotetica invasione francese, il forte faceva parte dello “Sbarramento del Melogno”, insieme ai forti Tortagna e Merizzo. Oggi è di proprietà dello Stato e vincolato come bene culturale. La sua posizione strategica sul valico a 1.028 metri lo rendeva un punto chiave per il controllo della via tra la costa e l’entroterra.
- 1883–1895: costruzione del forte
- Seconda metà dell’800: progettazione post-unitaria
- 1939: vincolo ai sensi della Legge 1089
Architettura del forte
La struttura poligonale è interamente circondata da un fossato. La caserma su due piani conserva ancora le originali chiusure metalliche e finestre in laterizio. Al piano terra un lungo corridoio con piccoli cortili interni; al piano superiore tracce del pavimento ligneo e volte a botte, ma è in stato di fatiscenza. Le quattro postazioni per cannoni di grosso calibro sono su una collinetta separata, raggiungibili un tempo da un ponte levatoio scomparso. Oggi si accede da una galleria sotto il fossato, ma il secondo ponte levatoio è pericolante. Non provate a salire sulla passerella pedonale: è precaria.
Il trekking ad anello
Il percorso parte dal parcheggio vicino al colle e si snoda per 7,9 km con un dislivello di 260 m. Si cammina nella Foresta della Barbottina, una faggeta tra le migliori d’Italia con alberi che arrivano a 50 metri. Tappa obbligata alla Fontana della Barbottina per fare scorta d’acqua, poi si sale al Bric Merizzo per un panorama che spazia dal mare alle Alpi. Il sentiero è per lo più sterrato e naturale, con qualche breve tratto asfaltato. Scarpe da trekking e acqua sono d’obbligo; il tempo stimato è di circa 2 ore e mezza, ma se vi fermate a scattare foto… non garantisco tempi brevi.
Perché visitarlo
Tre buoni motivi per salire al Colle del Melogno. 1. Storia militare: è un raro esempio di fortificazione poligonale dell’Ottocento, ancora intatta nella sua struttura. 2. Natura: la Foresta della Barbottina è un piccolo gioiello, con faggi monumentali e un silenzio che riempie l’anima. 3. Facilità: il forte si raggiunge comodamente in auto, e il trekking è alla portata di molti, regalando viste spettacolari senza richiedere super allenamento. In più, è gratuito e poco frequentato: pace assicurata.
Quando andare
Il periodo migliore? La primavera, quando la faggeta si veste di verde tenero, o l’autunno, con i colori caldi e i funghi. D’estate è più fresco che in costa, ma i temporali pomeridiani capitano. Il mio consiglio: mattino presto. La luce che filtra tra gli alberi è magica, e incontrerete pochi escursionisti. In inverno, se c’è neve, il paesaggio è spettacolare ma il sentiero può essere scivoloso – meglio con le ciaspole.
Nei dintorni
Se avete tempo, non limitatevi al forte. Forte Tortagna e Forte Merizzo sono a poca distanza e completano il sistema difensivo. Per una passeggiata immersiva, la Foresta della Barbottina merita un giro più lungo. E dopo la storia, concedetevi un tuffo a Finale Ligure: il mare è a mezz’ora di strada, perfetto per rinfrescarsi dopo il trekking.