Palazzo Poggi: museo e affreschi a Bologna

Palazzo Poggi, in Via Zamboni 33 a Bologna, è la sede storica dell’Università e del museo che ricostruisce l’Istituto delle Scienze di Luigi Ferdinando Marsili. Qui si vedono affreschi manieristi, modelli navali, cere anatomiche e sale monumentali della Biblioteca Universitaria. Chiuso il lunedì; da martedì a venerdì 10-16, sabato e domenica 10-18; biglietto intero €10, ridotto €6.
• Storie di Ulisse di Pellegrino Tibaldi
• Cere anatomiche e Venerina
• Biblioteca Universitaria con Aula Magna
• Collezioni scientifiche di Aldrovandi


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Copertina itinerario Palazzo Poggi: museo e affreschi a Bologna
A Bologna, in Via Zamboni 33, Palazzo Poggi unisce affreschi manieristi, cere anatomiche, collezioni scientifiche e la Biblioteca Universitaria: orari, biglietti e cosa vedere.

Cose da sapere


Palazzo Poggi: museo e affreschi a Bologna

Palazzo Poggi non è un museo qualsiasi: è un palazzo cinquecentesco di Via Zamboni 33 che, dal 1711, è anche casa dell’Istituto delle Scienze e oggi dell’Università di Bologna. Entri e ti trovi davanti a un cortile con Ercole, poi sali tra sale affrescate e collezioni scientifiche. A me ha colpito proprio questo doppio registro: affreschi manieristi alle pareti e cere anatomiche, modelli navali, strumenti di fisica nelle teche. Non è un percorso “da guida” ma un labirinto di sapere, con la Biblioteca Universitaria e l’Aula Carducci a completare il quadro. Il biglietto? Intero €10, ridotto €6; orari mar-ven 10-16, sab-dom 10-18, lunedì chiuso. Controlla comunque il sito per gratuità e riduzioni, perché le regole cambiano.

Cenni storici

Nel 1549 Alessandro Poggi e il fratello Giovanni, futuro cardinale, avviano il palazzo; i lavori durano oltre un decennio. Facciata e cortile sono attribuiti a Bartolomeo Triachini, con Pellegrino Tibaldi probabile autore della decorazione. Nel 1711 il Senato acquista l’edificio per l’Istituto delle Scienze voluto da Luigi Ferdinando Marsili; arrivano le collezioni Aldrovandi, Cospi e Marsili. Tra 1712 e 1726 si alza la Torre della Specola; nel 1756 apre la Biblioteca Universitaria. Nel 1803 l’Università si trasferisce qui dall’Archiginnasio. Oggi è sede del rettorato e del museo.

  • 1549: avvio del cantiere.
  • 1711: Istituto delle Scienze.
  • 1756: Biblioteca Universitaria.
  • 1803: Università a Palazzo Poggi.

Affreschi manieristi: Ulisse, Polifemo e le sale di Nicolò dell’Abate

Le sale di Palazzo Poggi sono un vero catalogo del manierismo bolognese. Al piano terra Pellegrino Tibaldi racconta le Storie di Ulisse con scorci arditi e muscoli alla Michelangelo: c’è l’accecamento di Polifemo, Eolo che dona l’otre dei venti, il ciclope che cerca Ulisse. Poco distante, Prospero Fontana firma scene dell’Antico Testamento, tra Mosè e Davide. Al piano nobile Nicolò dell’Abate cambia registro: la Sala dei Concerti, la Sala dei Paesaggi e la Sala di Camilla hanno un’atmosfera più lirica e profana. Non perdere la Sala delle Grottesche e i putti vendemmiatori. A me ha stupito la quantità di dettagli: ogni soffitto sembra un quadro dentro il quadro. Non è un percorso enorme, ma va guardato con calma, alzando gli occhi.

Cere anatomiche e scienza: le sale che sorprendono

Il cuore scientifico del museo è l’eredità dell’Istituto delle Scienze. Nelle sale di storia naturale trovi la collezione di Ulisse Aldrovandi, con fossili, minerali e animali essiccati; in quelle di ostetricia spiccano i modelli di Giovan Antonio Galli, tra tavole in cera, argilla e strumenti chirurgici. Ma il momento più forte sono le cere anatomiche settecentesche di Ercole Lelli, Giovanni Manzolini e Anna Morandi, con la Venerina di Clemente Susini. C’è anche la “macchina del parto” in vetro e pelle, pensata per esercitarsi. Se viaggi con bambini, valuta bene: sono affascinanti ma molto realistiche. Io ho trovato più leggere le sale delle navi e delle carte geografiche, con modelli della Camera di Geografia e Nautica. E poi ci sono le fortificazioni, i compassi, gli strumenti di fisica: un altro pezzo di storia.

Biblioteca Universitaria e Torre della Specola: salire più in alto

Dal 31 gennaio 2026 il percorso include anche le sale monumentali della Biblioteca Universitaria, come l’Aula Magna di Carlo Francesco Dotti: lunga 35 metri, con circa 30.000 volumi antichi e 28 busti in terracotta di “uomini illustri”. È uno spazio che mette soggezione, nel senso buono. La Torre della Specola, costruita tra 1712 e 1726, ospita il Museo Astronomico: qui nel 1790 Gian Battista Guglielmini fece esperimenti sulla caduta dei gravi legati alla rotazione terrestre. Oggi dalla torre si gode un panorama su Bologna. Non è sempre tutto aperto nello stesso modo, quindi controlla il calendario: il palazzo è grande e alcuni ambienti seguono l’attività universitaria. La visita resta comunque un modo bello per capire quanto la scienza bolognese sia stata concreta e internazionale.

Perché visitarlo

Tre motivi concreti per entrare: vedere dal vivo le cere anatomiche, che sono tra le collezioni più note d’Europa e difficilmente si trovano altrove; unire affreschi e scienza nello stesso palazzo, senza cambiare edificio; e capire l’Università di Bologna passando dall’Aula Carducci, dove Giosuè Carducci insegnò letteratura italiana per 43 anni, alla Biblioteca Universitaria. In più, il biglietto è abbordabile e la posizione è centralissima. Se hai poco tempo, scegli le sale di Ulisse e le cere; se ne hai di più, aggiungi la Specola e il MEUS. Io ci tornerei per una visita guidata: le storie dietro gli oggetti valgono quanto gli oggetti.

Quando andare

Il momento che preferisco è un pomeriggio feriale, quando la zona universitaria si svuota e le sale si fanno più silenziose. La luce che entra dalle finestre rende gli affreschi più caldi, e non hai la sensazione di stare in un museo affollato. Eviterei il weekend se cerchi quiete: ci sono più visitatori e gruppi. Se puoi, scegli una giornata di sole mite, così dopo la visita ti godi una passeggiata sotto i portici di Via Zamboni. Non serve una stagione precisa: l’interno è soprattutto un percorso al chiuso, ma il contesto universitario cambia molto con le lezioni in corso. Controlla sempre gli orari aggiornati, perché lunedì è chiuso e le aperture possono variare.

Nei dintorni

Uscendo, resta in zona: Piazza Maggiore e la Basilica di San Petronio sono il seguito naturale della visita, così come la Chiesa di Santa Maria della Vita con il suo Compianto. Se ti piace camminare, prendi la direzione delle Due Torri e della Torre degli Asinelli: è un altro pezzo di Bologna che si vede da lontano. Noi abbiamo chiuso il giro con un caffè sotto i portici, senza fretta. Sono luoghi reali e vicini, ma non aspettarti un itinerario compatto: il bello è perdersi tra le vie del centro. Se il museo ti ha incuriosito sulla scienza, tieni presente che la Specola è parte dello stesso sistema museale universitario.

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💡 Forse non sapevi che…

Tra le curiosità delle sale di storia naturale spiccano il seme più grande del mondo e un raro esemplare di chimera. L’Aula Carducci ricorda le lezioni di Giosuè Carducci, mentre nel cortile si trova la copia in arenaria dell’Ercole di Angelo Piò. La Venerina di Clemente Susini, modello anatomico scomponibile, è uno dei pezzi più memorabili.