Santuario di Nostra Signora della Brughiera: tra miracoli e barocco

A oltre 800 metri di altitudine, tra castagneti e pascoli dell’Alto Biellese, sorge il Santuario di Nostra Signora della Brughiera. Il complesso comprende due chiese: la Chiesa Antica, legata a un miracolo cinquecentesco, e la Chiesa Grande barocca, con affreschi di Pietro Lace e una tela di Gian Giacomo Barbelli. Un percorso di Via Crucis con quattordici cappelle collega il santuario a Bulliana, offrendo un’esperienza di fede e natura.

Cosa troverai:
• Posizione panoramica a 800 m, nell’Oasi Zegna
• Chiesa Grande con affreschi barocchi e ancona lignea
• Chiesa Antica con statua della Madonna della Brughiera
• Via Crucis con cappelle ottocentesche e leggenda della ‘Battaglia delle sparate’


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Copertina itinerario Santuario di Nostra Signora della Brughiera: tra miracoli e barocco
Santuario mariano nell’Alto Biellese, tra due chiese barocche, leggende di apparizioni e una Via Crucis panoramica. Un’oasi di pace immersa nei boschi dell’Oasi Zegna, ideale per una gita spirituale o naturalistica.

Cose da sapere


Un’oasi di pace tra boschi e barocco

Immerso nei boschi dell’Oasi Zegna, a oltre 800 metri di altitudine, il Santuario di Nostra Signora della Brughiera è un gioiello nascosto dell’Alto Biellese. Due chiese si affacciano su una spianata erbosa: la piccola Chiesa Antica, legata a un’apparizione mariana del Cinquecento, e la più imponente Chiesa Grande barocca. Qui storia, arte e natura si fondono in un’atmosfera di pace assoluta. Il panorama spazia sulla Pianura Padana, mentre il silenzio è rotto solo dal vento tra i castagni. Un luogo che tocca l’anima, ideale per una pausa spirituale o una passeggiata rigenerante.

Cenni storici

La tradizione racconta che agli inizi del Cinquecento una pastorella sordomuta riacquistò udito e parola dopo un’apparizione della Vergine. In seguito fu costruita la Chiesa Antica, sui resti di una cappella del Trecento. La crescente devozione portò nel Seicento all’edificazione della Chiesa Grande, esempio del barocco biellese. Un evento cruciale fu la cosiddetta “Battaglia delle Sparate” del 25 marzo 1643, quando gli abitanti di Mosso e Trivero si scontrarono per il possesso della chiesa: la tradizione narra che la Madonna fermò le pallottole, evitando feriti. Nell’Ottocento vennero aggiunte le quattordici cappelle della Via Crucis, dipinte da Giovanni Avondo e Antonio Ciancia.

  • XVI secolo: apparizione e costruzione della prima cappella
  • 1606: visita pastorale attesta un santuario a tre navate
  • 25 marzo 1643: scontro incruento tra Trivero e Mosso
  • XVII secolo: costruzione della Chiesa Grande barocca
  • 1833: inizio costruzione delle cappelle della Via Crucis

Le due chiese: arte e devozione

La Chiesa Antica conserva la statua lignea della Madonna della Brughiera in una nicchia marmorea, punto d’arrivo della Via Crucis. La Chiesa Grande è un tripudio barocco: tre navate scandite da colonne in pietra, soffitti affrescati da Pietro Lace di Andorno (1648-1733) e tele di pregio. Spicca l’Adorazione dei Pastori di Gian Giacomo Barbelli, incastonata in un’ancona lignea settecentesca di artisti valsesiani. Da non perdere il grande ex voto che ritrae la battaglia del 1643, e l’antico pulpito ligneo del 1679, oggi riutilizzato come altare. Ogni angolo racconta secoli di fede e maestria artigiana.

La Via Crucis e il bosco

Dalla parrocchiale di Bulliana parte una mulattiera che sale dolcemente fino al santuario, seguendo le quattordici stazioni della Via Crucis. Ogni cappella, edificata a partire dal 1833 e dipinta da artisti locali, offre un momento di raccoglimento immerso nel verde. Il percorso si snoda tra castagni e pascoli, regalando scorci sulle Prealpi. Il santuario si trova all’interno dell’Oasi Zegna, un’area protetta curata dalla famiglia Zegna, perfetta per chi ama natura e silenzio. Al centro della spianata, la fontana del Burnel offre acqua purissima: una sosta rigenerante prima di visitare le chiese.

Tre buoni motivi per venire

1) Due chiese in una: il contrasto tra l’antica cappella intima e la sontuosa Chiesa Grande barocca è unico nel Biellese. 2) Un percorso devozionale e naturalistico: la Via Crucis si può percorrere a piedi almeno fino al santuario, regalando pace e un contatto autentico con i boschi. 3) Atmosfera fuori dal tempo: lontano dal caos, qui si respira una serenità speciale, arricchita dalla vista sulla pianura e dall’acqua della fontana del Burnel. Ideale per una gita di mezza giornata che unisce fede, arte e natura.

Il momento giusto

Il santuario è aperto tutto l’anno, ma ogni stagione regala un’esperienza diversa. In primavera i prati fioriti incorniciano le chiese, mentre in autunno i boschi si tingono di rosso e oro. D’inverno, la neve crea un’atmosfera raccolta e quasi mistica. Per godere della luce migliore, consiglio l’ora del tramonto: i raggi dorati accendono gli affreschi e il panorama sulla pianura diventa spettacolare. La mattina presto è ideale per chi cerca il silenzio più profondo.

Dintorni da scoprire

Il santuario è inserito negli itinerari CoEUR e Cammino di San Carlo, che collegano altri santuari minori del Biellese. A pochi passi, meritano una visita il Santuario di Banchette (Bioglio) e il Santuario del Mazzucco (Camandona), entrambi immersi nei boschi. Per una passeggiata panoramica, non perdete la Panoramica Zegna, una strada che si snoda tra le colline regalando viste mozzafiato. L’intera area dell’Oasi Zegna offre sentieri per tutti i livelli, tra faggi e castagni secolari.

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💡 Forse non sapevi che…

Secondo la tradizione, il 25 marzo 1643 gli abitanti di Mosso e Trivero si scontrarono per il possesso della chiesa antica. Durante la sparatoria, la Madonna apparve per fermare i colpi, e nessuno rimase ferito. Un grande ex voto nella Chiesa Grande ricorda l’evento, chiamato la ‘Battaglia delle sparate‘.