Un gioiello neoclassico sul lago
Passeggiando lungo il lungolago di Como, ti imbatti in una dimora che sembra uscita da un dipinto: Villa Olmo. È la più imponente delle ville comasche, con la sua facciata ornata da colonne ioniche e un parco che si estende fino all’acqua. L’atmosfera è quella del Grand Tour, quando nobili e artisti venivano qui per ammirare il Lario. Oggi, nonostante i restauri, il parco è aperto a tutti gratuitamente: basta entrare e lasciarsi stupire.
Dagli Odescalchi al Comune
Villa Olmo nasce per volere del marchese Innocenzo Odescalchi, che nel 1782 commissiona all’architetto Simone Cantoni una residenza estiva. Completata nel 1812, la villa passa ai Raimondi e poi ai Visconti di Modrone. Nel 1925 il Comune di Como la acquista e la apre al pubblico. Nel corso dei secoli ha ospitato personaggi del calibro di Napoleone, Garibaldi e Ugo Foscolo. Ecco i momenti chiave:
- 1782: inizio costruzione su progetto di Simone Cantoni
- 1797: Napoleone soggiorna qui con Giuseppina
- 1824: passa ai marchesi Raimondi
- 1883: acquistata dai Visconti di Modrone, che aggiungono il teatrino
- 1925: donata al Comune di Como
- 2018: riaperta dopo restauro, ma oggi chiusa per nuovi lavori
Un parco da 800 alberi
Alle spalle della villa si estende un parco storico in stile inglese con oltre 800 alberi: ippocastani, cedri del Libano, liquidambar e platani. Passeggiando si scoprono statue, un tempietto neoclassico e un giardino all’italiana affacciato sul lago. Le serre ottocentesche in ferro aggiungono fascino. Recentemente è stato realizzato un orto botanico con specie tipiche del Lario. Il parco è aperto tutti i giorni dalle 7 alle 19 in inverno e fino alle 23 in estate. È il posto ideale per un picnic o una lettura all’ombra di un cedro secolare.
Affreschi, saloni e un teatrino segreto
Anche se la villa è chiusa per restauro, vale la pena conoscerne gli interni. L’atrio a tre piani conduce a sale affrescate da Domenico Pozzi: la Sala da ballo è un capolavoro con la volta dipinta con Apollo e le Muse. Al primo piano, la Sala del Duca conserva fregi neobarocchi. E poi c’è il teatrino privato da 92 posti, voluto dai Visconti di Modrone nel 1883, con acustica perfetta e soffitto affrescato da Fontana. Quando riaprirà, sarà un tuffo nel Settecento lombardo.
Tre buoni motivi per andare
1. Ingresso gratuito al parco: non serve spendere un euro per godersi uno dei giardini più belli del Lario. 2. Storia a cielo aperto: tra statue e tempietti, rivivi l’atmosfera del Grand Tour. 3. Partenza ideale per il Chilometro della Conoscenza: da qui puoi proseguire a piedi verso Villa del Grumello e Villa Sucota, lungo un percorso verde affacciato sul lago.
Il momento giusto
Il parco è bello in ogni stagione, ma io consiglio la primavera, quando fioriscono ortensie e rose iceberg nel parterre, o l’autunno, quando gli ippocastani si tingono d’oro. Per evitare la folla, vai presto la mattina o al tramonto: il lago regala colori incredibili. D’estate il parco resta aperto fino alle 23, ideale per una passeggiata al fresco.
Vicino a Villa Olmo
A pochi passi si trovano altre due perle del Chilometro della Conoscenza: Villa del Grumello e Villa Sucota, entrambe con parchi aperti. Se hai tempo, prosegui fino al centro di Como per visitare il Tempio Voltiano o la Cattedrale. Per un tuffo nel lago, il Lido di Villa Olmo è proprio lì accanto (stagionale).