🧭 Cosa ti aspetta
- Ideale per: appassionati di storia, famiglie e amanti della natura.
- Punti forti: borghi autentici, castelli medievali, cascate, musei.
- Consigliato: in primavera e autunno per clima mite.
- Non perdere: la Città Alta di Bergamo e le Cascate del Serio.
- Attività: trekking, visite culturali, enogastronomia.
Eventi nei dintorni
Se pensi che Bergamo sia solo la città alta, ti sbagli. La provincia di Bergamo è un concentrato di borghi medievali, castelli e natura. In questo articolo ti porto a scoprire i luoghi imperdibili: dall'Accademia Carrara con i suoi capolavori, alla Basilica di Santa Maria Maggiore e la Cappella Colleoni nel centro storico. Fuori porta, il Castello di Malpaga ti proietta nel Rinascimento, mentre Cornello dei Tasso è un borgo sospeso nel tempo. Per gli amanti della natura, le Cascate del Serio a Valbondione sono uno spettacolo, e il Parco faunistico Le Cornelle è perfetto per famiglie. Non mancano castelli come quello dei Conti Calepio, la Rocca Viscontea e il Castello di San Vigilio. Per gli escursionisti, il Monte Gioco offre panorami mozzafiato. Un itinerario che spazia da nord a sud, con tappe che raccontano secoli di storia e bellezze naturali.
Panoramica
- Accademia Carrara: un viaggio tra capolavori e mecenatismo
- Basilica di Santa Maria Maggiore: tra romanico e barocco
- Cappella Colleoni: un gioiello rinascimentale nel cuore di Bergamo
- Castello di Malpaga: la dimora del condottiero Colleoni
- Cornello dei Tasso: un salto nel medioevo tra borgo e posta
- Cascate del Serio: lo spettacolo dell'acqua che cade dal cielo
- Castello di San Vigilio: un gioiello medievale con vista mozzafiato
- Parco Faunistico Le Cornelle: un tuffo nella natura tra animali e didattica
- Castello dei Conti Calepio: storia e fascino tra Bergamo e la Val Calepio
- Rocca Viscontea: un tuffo nella storia medievale
- Monte Gioco: un panorama a 360° sulla Val Serina
Itinerari nei dintorni
Accademia Carrara: un viaggio tra capolavori e mecenatismo
- Vai alla scheda: Accademia Carrara: capolavori da Raffaello a Botticelli a Bergamo
- Via San Tomaso 82, Bergamo (BG)
- https://www.lacarrara.it/
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- info@lacarrara.it
- +39 035 234396
Se passate da Bergamo, l'Accademia Carrara è una tappa che non potete perdere. Fondata nel 1796 dal conte Giacomo Carrara, questa pinacoteca è conosciuta come il museo del collezionismo italiano: ogni opera è frutto di donazioni di mecenati che hanno voluto condividere la loro passione. Il percorso espositivo, rinnovato nel 2023, si sviluppa in sedici sale e vi guida dal Gotico all'Ottocento, con oltre trecento opere esposte. Tra i pezzi forti, il San Sebastiano di Raffaello, il Ritratto di Leonello d'Este del Pisanello e le Madonne di Mantegna e Bellini. La sezione rinascimentale è un tuffo nella pittura veneta e lombarda, con opere di Lorenzo Lotto e Giovan Battista Moroni, mentre la parte ottocentesca vi sorprenderà con il Canaletto e il Francesco Hayez. Ma la Carrara non è solo quadri: ha anche una collezione di disegni, stampe e una biblioteca storica. Dal 2024, la visita si arricchisce con i Giardini PwC, uno spazio verde gratuito di 3000 mq con bistrot, perfetto per una pausa dopo il tour. Il museo è aperto dal martedì alla domenica (orari variabili, ultimo ingresso 45 minuti prima della chiusura). Il biglietto intero costa 10€, ma per i giovani sotto i 18 anni è gratis. Insomma, un luogo che unisce arte, storia e un angolo di natura inaspettato.
Basilica di Santa Maria Maggiore: tra romanico e barocco
- Vai alla scheda: Basilica di Santa Maria Maggiore: arazzi fiorentini e stucchi barocchi a Bergamo Alta
- Piazza Padre Reginaldo Giuliani, Bergamo (BG)
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Entrare nella Basilica di Santa Maria Maggiore è come fare un tuffo in secoli di storia. Edificata a partire dal 1137 per un voto alla Madonna contro la peste, questa chiesa è un gioiello che mescola stili diversi. Da fuori, l'aspetto è romanico-lombardo, ma senza facciata: gli ingressi sono quattro, tutti laterali. Il più famoso è la Porta dei Leoni rossi (a nord) con i suoi leoni di marmo veronese, opera di Giovanni da Campione del 1353. Dall'altro lato, la Porta dei Leoni bianchi in marmo di Candoglia. Sì, è proprio così: nessun ingresso principale, ma un giro intorno alla chiesa ti porta a scoprire dettagli come le antiche misure medievali incise nel muro (un cavezzo da 2,63 m e un braccio da 53,1 cm).Appena varchi la soglia, l'interno ti lascia senza fiato. Dalla sobrietà romanica si passa a un tripudio barocco: stucchi dorati, affreschi, arazzi fiamminghi e toscani che raccontano la vita di Maria. Il pezzo forte? Il coro ligneo intarsiato disegnato da Lorenzo Lotto e realizzato da Giovan Francesco Capoferri tra il 1522 e il 1555: una meraviglia di tarsie che raffigurano scene bibliche con una precisione pazzesca. E poi le tombe: qui riposano Gaetano Donizetti (monumento di Vincenzo Vela) e il suo maestro Simone Mayr, un pellegrinaggio per gli amanti della lirica. Non manca il confessionale barocco di Andrea Fantoni (1704) e l'organo a canne del 1915. Per i più curiosi, c'è anche il Museo del Tesoro nei matronei, visitabile il weekend pomeriggio.
Info pratiche: l'ingresso costa 5 € (gratuito per residenti e durante le funzioni). Orari: in inverno lun-ven 9-12:30 e 14:30-17, sabato fino alle 18, domenica 9-12:45 e 15-18; in estate tutti i giorni 9-12:30 e 14:30-18. Le messe sono alle 10 feriali e alle 11 e 12:15 festivi (con la Cappella Musicale). Ah, il battistero ottagonale? È fuori, in piazza Duomo, spostato nel 1898. Una chicca: un plastico tattile in bronzo (1:100) è a disposizione dei visitatori con disabilità visive.

Cappella Colleoni: un gioiello rinascimentale nel cuore di Bergamo
- Piazza Padre Reginaldo Giuliani, Bergamo (BG)
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La Cappella Colleoni, affacciata su Piazza Duomo, è uno di quei luoghi che ti lasciano senza fiato. Entri e subito capisci perché è considerata il capolavoro del Rinascimento bergamasco. Commissionata da Bartolomeo Colleoni nel 1472 ad Antonio Amadeo, fu costruita demolendo la vecchia sagrestia di Santa Maria Maggiore – un atto di potere che all'epoca fece discutere.La facciata è un tripudio di marmi bianchi e rossi, con disegni geometrici che sembrano quasi un ricamo. All'interno, l'atmosfera cambia: affreschi di Giambattista Tiepolo (1733) decorano pennacchi e lunette, mentre la statua equestre in legno dorato del Colleoni domina la scena. È attribuita a Sisto di Norimberga e ti colpisce per la sua espressione fiera. Poco sotto, il sarcofago in marmo con rilievi dell'Amadeo custodisce le spoglie del condottiero – ma solo dal 1969 si sa che la tomba vera è in una cripta segreta.
Una leggenda popolare dice che toccare lo stemma sulla cancellata a mezzanotte porti fortuna: io non l'ho provato, ma vedo molti che lo strofinano. Se passi di qui, non perderti la tomba della figlia Medea, aggiunta nel 1842, e i banchi in legno scolpito. La cappella è aperta dal martedì alla domenica: da marzo a ottobre 9.30-12.30 e 14.00-18.30, in inverno chiude alle 16.30. L'ingresso è libero, ma lasciare un'offerta è un bel gesto.

Castello di Malpaga: la dimora del condottiero Colleoni
- Via Guglielmo Marconi, Malpaga (BG)
- http://www.castellomalpaga.it/
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Se pensi ai castelli bergamaschi, il Castello di Malpaga è uno di quelli che ti resta impresso. Non solo per la sagoma massiccia che emerge dalla pianura, circondata da un fossato ancora pieno d'acqua, ma per la storia che racchiude. Siamo a Cavernago, a pochi chilometri da Bergamo, e qui nel 1456 il condottiero Bartolomeo Colleoni decise di piantare le tende. Comprò il borgo per 100 ducati d'oro e lo trasformò in una residenza signorile degna di un capitano generale della Serenissima. Fuori sembra una fortezza inespugnabile – con due cerchie di mura e due fossati – ma dentro è tutto un altro mondo. Gli affreschi sono il vero tesoro: nel salone dei banchetti, il Romanino (o chi per lui) ha dipinto la visita del re Cristiano I di Danimarca nel 1474, con cortei, tornei e banchetti. Nel cortile, invece, la battaglia della Riccardina. Al piano superiore, stanze con allegorie secentesche e la camera da letto del Colleoni, senza camino (per sicurezza) e con finestre sbarrate. Oggi il castello è privato ma visitabile. Si gira con guida o audioguida (biglietti da 12 a 18€). E se vuoi un'esperienza speciale, ci sono le visite a lume di candela o le cene storiche con servitori in costume. Imperdibile anche la Locanda dei Nobili Viaggiatori, dove mangiare piatti bergamaschi con vista sull'antica dimora.
Cornello dei Tasso: un salto nel medioevo tra borgo e posta
- Vai alla scheda: Cornello dei Tasso: Borgo Medievale Intatto e Museo della Posta dei Tasso
- Camerata Cornello (BG)
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Se cerchi un borgo che sembri uscito da un libro di storia, Cornello dei Tasso è il posto giusto. Arroccato su uno sperone roccioso a picco sul fiume Brembo, in Val Brembana, si raggiunge solo a piedi. E già questo ti dice quanto sia speciale. Un tempo era un vivace centro commerciale lungo la via Mercatorum, poi la costruzione della strada Priula nel 1592 lo isolò, conservandone intatta la struttura medievale. Oggi fa parte de “I borghi più belli d’Italia”.Il borgo è famoso per essere la culla della famiglia Tasso, che fondò il moderno servizio postale. Da qui partirono i corrieri che collegavano l’Europa, e ancora oggi il Museo dei Tasso e della Storia Postale espone documenti unici, come una lettera del 1840 con il primo francobollo al mondo, il Penny Black. L’ingresso al museo è gratuito.
Passeggiando sotto il lungo porticato con arcate in pietra e soffitto in legno, ti sembrerà di vivere in un’altra epoca. Il borgo si sviluppa su quattro livelli: in basso le costruzioni a strapiombo, poi la via porticata, poi le abitazioni e infine la chiesa romanica dei Santi Cornelio e Cipriano, con il suo campanile storto e affreschi quattrocenteschi. Non mancano le rovine del Palazzo Tasso, da cui la famiglia vigilava sulla valle. Per visitare tutto, puoi prenotare una visita guidata a pagamento. Il consiglio? Vieni in settimana, perché i parcheggi sono pochi e d’estate o festivi si riempiono in fretta.

Cascate del Serio: lo spettacolo dell'acqua che cade dal cielo
- Variante dello scarico, Valbondione (BG)
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Se pensi di aver visto tutto in Lombardia, preparati a ricrederti. Le Cascate del Serio, a Valbondione, in alta Val Seriana, sono un vero e proprio spettacolo della natura – anche se, a dirla tutta, sono artificiali. Con i loro 315 metri di salto suddivisi in tre balzi (166, 74 e 75 metri), sono le più alte d'Italia. Il problema? Per vederle in tutta la loro potenza devi segnare il calendario: l'acqua viene rilasciata dalla diga del Barbellino soltanto 5 volte all'anno, per mezz'ora ciascuna. Le date per il 2026? 13 giugno, 11 luglio (apertura notturna con illuminazione), 16 agosto, 13 settembre e 11 ottobre, tutte alle 11:00 tranne la serale alle 22:00.Per arrivare al punto panoramico, niente auto: si sale a piedi. I sentieri sono tre, tutti con circa 400 metri di dislivello e un'ora e mezza di cammino. Il più semplice è il CAI 305 da Valbondione, adatto anche a famiglie con bambini (ma meglio utilizzare uno zaino trekking, niente passeggino). Il più suggestivo resta il CAI 332 che parte dalla frazione Grumetti e arriva ai Grandi Macigni di Maslana, dove lo spettacolo è garantito. Se ti senti più pigro, da Lizzola puoi vedere le cascate anche dalle terrazze dei rifugi Mirtillo, Campel e Due Baite, raggiungibili in seggiovia.
Un consiglio pratico: arriva almeno due ore e mezza prima dell'apertura, parcheggia (costo 3€, gestito dall'Associazione Giovani Valbondione) e preparati con scarponcini e giacca antivento – niente sandali o tacchi, per favore. L'evento è gratuito, ma se vuoi un accompagnamento, le Guide alpine organizzano escursioni (7€ per gli over 11). E se sei un cinefilo, sappi che queste cascate sono comparse nel film "Chiamami col tuo nome". Insomma, un'esperienza che unisce natura, ingegneria e un pizzico di magia.

Castello di San Vigilio: un gioiello medievale con vista mozzafiato
- Via al Castello, Bergamo (BG)
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Il Castello di San Vigilio è uno di quei luoghi che ti fanno innamorare di Bergamo. Arroccato sul colle omonimo a 496 metri, domina la Città Alta e regala un panorama che spazia dal Monte Bastia alle Prealpi, passando per la pianura. E non è solo la vista a valere il viaggio: qui la storia si respira in ogni angolo. Le prime fortificazioni risalgono al VI secolo, ma è tra il Trecento e il Cinquecento, con Visconti e Veneziani, che prende la sua forma a stella con quattro torrioni (Castagneta, Belvedere, Del Ponte e San Vigilio). Passeggiando tra le mura merlate, non perdetevi i sotterranei: il gruppo speleologico Le Nottole organizza visite guidate su prenotazione per esplorare il cunicolo segreto che collegava il castello al Forte San Marco. Un vero tuffo nel passato. Il castello è oggi un parco pubblico, gratuito, e si raggiunge comodamente con la funicolare di San Vigilio (o con una bella camminata da Porta Sant'Alessandro). Gli orari variano: d'inverno apre alle 8 e chiude alle 17, d'estate resta aperto fino alle 21. Sulla collina ci sono anche due ristoranti di lusso, perfetti per un pranzo speciale. Consiglio personale: arrivate al tramonto quando la luce colora di rosso le montagne. Unica nota: il castello non è accessibile a persone con mobilità ridotta. Ma per tutti gli altri, è tappa obbligata.
Parco Faunistico Le Cornelle: un tuffo nella natura tra animali e didattica
- Via Cornelle, Ossanesga (BG)
- https://www.lecornelle.it/
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Se cerchi una gita fuori porta che unisca natura, educazione e divertimento, il Parco Faunistico Le Cornelle è una tappa imperdibile. Situato a Ossanesga, frazione di Valbrembo, questo parco di 100.000 mq è stato fondato nel 1981 da Angelo Ferruccio Benedetti e da allora è gestito con passione dalla sua famiglia. Qui vivono circa 1.000 animali di 120 specie diverse, tra mammiferi, uccelli e rettili. Invece di gabbie anguste, gli animali si muovono in ampi recinti che riproducono fedelmente i loro habitat naturali, un approccio che favorisce la riproduzione e il benessere delle specie. Tra gli ospiti più celebri spiccano la tigre del Bengala, il leone bianco, i fenicotteri rosa, il coccodrillo del Nilo e il pitone reale. Ma non è solo un posto da guardare: il parco propone un'ottima offerta didattica per le scuole e organizza eventi speciali come 'Una ZOOrnata', dedicata all'inclusione di persone con disabilità. Passeggiando tra i terrazzi verdi che degradano verso il fiume Brembo, l'atmosfera è rilassata e familiare, perfetta per una giornata all'aria aperta. Consiglio di arrivare la mattina presto per godersi gli spettacoli di educazione ambientale e, perché no, portarsi un picnic da consumare nelle aree attrezzate. Un angolo di biodiversità che fa bene al cuore e alla mente.
Castello dei Conti Calepio: storia e fascino tra Bergamo e la Val Calepio
- Via Conti di Calepio, Castelli Calepio (BG)
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Se passate da Bergamo, non potete perdervi il Castello dei Conti Calepio, un gioiello medievale arroccato su un promontorio che domina la valle dell'Oglio. Costruito nel 1430 dal conte Trussardo Calepio – alleato di Venezia contro Milano – questo maniero conserva ancora oggi il suo fascino, tra torri, merlature a coda di rondine e un profondo fossato che ne esalta l'aspetto difensivo. Ma non lasciatevi ingannare: tra il XVII e il XVIII secolo il castello si trasformò in una raffinata residenza signorile, con stanze affrescate da artisti come Luigi Deleidi (il Nebbia) e Carlo Innocenzo Carloni, stucchi di Muzio Camuzio e una splendida Sala dei Fiori dai colori vividi. Da non perdere il terrazzo-giardino all'italiana, da cui si gode un panorama che spazia fino al lago d'Iseo. Durante la visita guidata (durata 90 minuti, costo 10 € intero, 3 € dai 7 ai 12 anni) scoprirete anche la storia della famiglia Calepio, il celebre dizionario "Calepino" compilato dal figlio Ambrogio, e la cappella di San Maurizio con le spoglie di san Celestino Martire. Oggi il castello è gestito dalla Fondazione Conti Calepio, che ne destina i proventi a opere benefiche. La prenotazione è obbligatoria (331 7531149) e le foto sono vietate all'interno. Insomma, un tuffo nella storia a due passi da Bergamo, tra borghi, castelli e natura.
Rocca Viscontea: un tuffo nella storia medievale
- Via Don Rinaldo Rossi, Romano di Lombardia (BG)
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La Rocca Viscontea di Romano di Lombardia è una di quelle fortezze che ti fanno subito viaggiare indietro nel tempo. Costruita a partire dal XII secolo, era parte del sistema difensivo del borgo, e la sua posizione strategica – a cavallo tra Milano e Venezia – la rese praticamente inespugnabile. Oggi, entrando dal ponte in mattoncini che ha sostituito il vecchio ponte levatoio, ti trovi in un cortile dove ancora spuntano affreschi originali, come il Leone di San Marco dai colori vivaci. Le quattro torri raccontano epoche diverse: la più antica è quella sud-est (XIII secolo), mentre la nord-ovest, più massiccia, fu prigione già dai Visconti e perfino durante la Seconda Guerra Mondiale. E poi c’è la torre sud-est, dove Bartolomeo Colleoni fece aprire una loggetta affrescata e una porticina di fuga, la “pontesella del soccorso”. A proposito di fughe: la leggenda narra che Federico Barbarossa, fuggendo da un passaggio segreto sotterraneo, avrebbe nascosto una carrozza d’oro… ma nessuno l’ha mai trovata. Se ti piacciono le storie di guerra, all’interno c’è il Museo Memoria della Comunità, con cimili delle due guerre mondiali (ingresso gratuito, aperto giovedì, sabato e domenica dalle 10 alle 12). La visita guidata costa 5€ e dura circa un’ora e mezza, portandoti anche sui camminamenti di ronda. Peccato non sia accessibile a chi ha difficoltà motorie, ma il fascino medievale è assicurato.
Monte Gioco: un panorama a 360° sulla Val Serina
- Serina (BG)
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Se cercate una camminata che dia subito grandi soddisfazioni, Monte Gioco (1.366 m) è quello che fa per voi. Conosciuto anche come Monte Zucco, questa piramide erbosa domina la Val Serina e offre un panorama a 360° che spazia dal gruppo M.A.G.A. (Menna, Arera, Grem, Alben) fino alle Grigne. L’escursione parte dalla frazione di Lepreno, a Serina, dove trovate parcheggio gratuito in via Garibaldi. Si segue il sentiero CAI 598, che inizia con una scalinata tra le case del borgo e poi si apre su ampi prati. Il percorso è di media difficoltà: circa 500 metri di dislivello, con una salita di 1 ora e mezza fino alla croce di vetta. L’ultimo tratto è ripido, ma ben segnalato. La vetta è segnata da una croce metallica e da un libro di vetta: firmatevi e godetevi la vista. Per il rientro potete scendere dallo stesso lato oppure fare un anello passando per il Monte Zucchin (1.206 m) e il Passo di Salvarizza, caratterizzato da una cappella. Il sentiero 598A, recentemente segnalato dal Gruppo Fancy Mountain, permette di aggirare la montagna con un periplo di circa 5 km e 3 ore totali. Portate acqua e scarpe da trekking: non ci sono punti di ristoro lungo il percorso. La primavera e l’autunno sono i periodi migliori, ma anche d’inverno con neve l’escursione è possibile per esperti. In ogni caso, il panorama ripaga ogni sforzo.






