🧭 Cosa ti aspetta
Ideale per: un city break di 2-3 giorni Cultura e storia: barocco, teatri e siti archeologici Enogastronomia: mercato del pesce e street food Atmosfera autentica: lontano dalle folle, un mix di tradizione e modernità Facile da girare: centro storico compatto, si visita a piedi
Eventi nei dintorni
Catania è una città che sorprende. A pochi passi dal mare e a un soffio dall'Etna, il suo centro storico è un labirinto di vicoli dove il barocco siciliano si mescola alla vita di tutti i giorni. Se stai cercando cosa vedere a Catania in una giornata, ti consiglio di iniziare da Piazza Duomo, cuore pulsante della città, con la Cattedrale di Sant'Agata e la Fontana dell'Elefante. Poi perdetevi nel Mercato del Pesce (Pescheria), un'esperienza sensoriale tra bancarelle colorate e profumi di mare. Da non perdere il Castello Ursino, che racconta la storia normanna, e il Teatro Massimo Bellini, tempio dell'opera. Per una pausa green, l'Orto Botanico offre un'oasi di pace. E per chi ama l'archeologia, l'Anfiteatro Romano e il Teatro Greco testimoniano l'antica grandezza. Catania è anche street food: assaggiate arancini, cannoli e granita. In questo articolo troverete un itinerario pratico per scoprire il meglio della città, con consigli su orari e biglietti. Pronti a partire?
Panoramica
- Cattedrale di Sant'Agata: il cuore barocco di Catania
- Teatro Massimo Bellini: un gioiello di suoni e storia
- Castello Ursino: una fortezza tra storia e street food
- Anfiteatro Romano: il gigante nascosto di Catania
- Piazza Duomo: il cuore barocco di Catania
- Un tuffo nel verde all'Orto Botanico di Catania
- Monastero di San Nicolò l'Arena: la Versailles siciliana
- Palazzo Biscari: il gioiello del barocco catanese
- Teatro Greco Romano: il gioiello nascosto di Catania
- Basilica Maria Santissima dell'Elemosina: la Collegiata barocca
- Fontana dell'Elefante: il simbolo nero di Catania
- Porta Garibaldi: ingresso trionfale tra storia e simboli
- Villa Bellini: il cuore verde di Catania
- Fontana dell'Amenano: l'acqua a lenzuolo che incanta
- Piazza dell'Università: tra barocco, leggende e movida
Itinerari nei dintorni
Cattedrale di Sant'Agata: il cuore barocco di Catania
- Vai alla scheda: Cattedrale di Sant'Agata: il Duomo barocco di Catania
- Via Francesco Raddusa, Catania (CT)
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Se c'è un luogo che racchiude l'anima di Catania, è la Cattedrale di Sant'Agata. In piedi dal 1094, questa chiesa normanna è stata più volte distrutta da terremoti e ricostruita, fino all'ultima rinascita barocca firmata da Vaccarini nel Settecento. La facciata in marmo bianco e pietra lavica è un trionfo di colonne corinzie, statue e dettagli che ti lasciano a bocca aperta. Entrando, lo sguardo corre subito alla Cappella di Sant'Agata a destra, dove un busto d'argento del Trecento custodisce le reliquie della patrona. Non lontano, la tomba di Vincenzo Bellini – sì, il compositore della Norma – è un omaggio che commuove. L'interno a tre navate mescola marmi, affreschi e il coro ligneo del Cinquecento. Se hai tempo, scendi nei sotterranei: i resti delle Terme Achilliane romane sono visitabili a pagamento. La cattedrale è aperta tutti i giorni (ingresso gratuito, ma ricorda di coprirti spalle e ginocchia). E dopo tanta bellezza? Esci e in meno di un minuto sei alla Pescheria, il mercato del pesce più vivo di Catania. Qui lo street food la fa da padrone: arancini, pesce fritto, granita – il vero spirito catanese. Un consiglio: vieni la mattina presto, quando la luce filtra dalle vetrate e la città si sveglia. Un'esperienza che unisce barocco e sapori, proprio come promette il titolo.
Teatro Massimo Bellini: un gioiello di suoni e storia
- Vai alla scheda: Teatro Massimo Bellini Catania: acustica perfetta e affresco del Trionfo della Musica
- Via Leonardi, Catania (CT)
- https://www.teatromassimobellini.it/
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- +39 095 7306111
Nel cuore di Catania, a due passi da Piazza Stesicoro, si alza maestoso il Teatro Massimo Bellini, tempio della lirica intitolato al compositore catanese Vincenzo Bellini. Inaugurato il 31 maggio 1890 con la sua Norma, è un capolavoro dell'eclettismo francese del Secondo Impero, firmato dall'architetto milanese Carlo Sada. La facciata, con il suo elegante portico per carrozze e le cancellate in ferro battuto, già promette meraviglie. Dentro, la sala a ferro di cavallo conta 1.200 posti distribuiti su quattro ordini di palchi e un loggione, con un'acustica talmente perfetta che il tenore Beniamino Gigli la definì la migliore al mondo. Ogni dettaglio è sontuoso: il soffitto affrescato da Ernesto Bellandi celebra il compositore e le sue opere più celebri – Norma, La sonnambula, I puritani e Il pirata – mentre il sipario storico di Giuseppe Sciuti raffigura la vittoria dei catanesi sui libici. Qui hanno calcato le scene leggende come Maria Callas, Luciano Pavarotti, Placido Domingo, e direttori del calibro di Riccardo Muti e Zubin Mehta. Oggi il teatro offre una ricca stagione lirica, sinfonica e di danza, ma anche visite guidate per scoprire i segreti di questo scrigno. Il botteghino è aperto tutti i giorni dalle 9 alle 17, i biglietti vanno da 5 a 35 euro a seconda dell'evento. Un consiglio da viaggiatore: se passate da Catania, non limitatevi a fotografare la facciata; entrate, anche solo per respirare l'atmosfera di un luogo dove la musica è di casa.
Castello Ursino: una fortezza tra storia e street food
- Vai alla scheda: Castello Ursino: Museo Civico nel castello di Federico II a Catania
- Piazza Federico di Svevia, Catania (CT)
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Il Castello Ursino è uno di quei luoghi che ti sorprendono. Arrivi pensando a un normale castello medievale, ma poi scopri che è molto di più. Costruito per volere di Federico II di Svevia tra il 1239 e il 1250, progettato da Riccardo da Lentini, era un bastione a difesa del golfo. Oggi, dopo l'eruzione del 1669 e il terremoto del 1693, si ritrova nell'entroterra, circondato da palazzi e vialoni. La sua pianta quadrata di circa 50 metri per lato è imponente, con quattro torrioni circolari (alti fino a 30 metri) e mura di pietra lavica spesse 2,5 metri. L'ingresso principale è ancora protetto da un ponte levatoio, e sopra l'arco spicca un'aquila sveva che artiglia una lepre – simbolo del potere imperiale. All'interno, il cortile ti accoglie con una scala gotico-rinascimentale, e le quattro grandi sale voltate a crociera ti fanno sentire dentro un film storico. Ma la parte più affascinante? I graffiti lasciati dai prigionieri tra il XVI e il XIX secolo: stemmi, barche, preghiere. La più antica data leggibile è il 1526. Ospita il Museo Civico dalle collezioni Biscari. Una visita qui è un tuffo nella storia, magari con un arancino in mano preso da qualche parte in centro.
Anfiteatro Romano: il gigante nascosto di Catania
- Vai alla scheda: Anfiteatro Romano di Catania: storia, orari e biglietti
- Via Alessandro Manzoni, Catania (CT)
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Se cammini per piazza Stesicoro, ti accorgi subito di una grande depressione nel selciato. È l’Anfiteatro Romano, uno dei più grandi della Sicilia, ma per secoli sepolto sotto terra e case. Costruito nel II secolo d.C. tra gli imperatori Adriano e Antonino Pio, poteva contenere 15.000 spettatori seduti, il doppio se aggiungi le impalcature. Oggi ne vedi solo un decimo: il resto dorme sotto via Neve, via Manzoni e via Penninello. La struttura è in pietra lavica dell’Etna con mattoni rossi e marmi; i gradoni sono 14, divisi in tre ordini. Passeggiando tra i corridoi (ambulacri), quasi senti il rumore della folla che acclamava i gladiatori. Poi, nel V secolo, l’anfiteatro diventò una cava di pietra: le sue colonne finirono nel Duomo di Sant’Agata, voluto da Ruggero II. Il terremoto del 1693 lo seppellì del tutto. Solo nel XVIII secolo il principe di Biscari iniziò gli scavi, e nel 1907 l’area fu aperta al pubblico. Dopo la Guerra del Vespro gli ingressi furono murati, e durante la seconda guerra mondiale gli ipogei servirono da rifugio antiaereo. Dal 3 luglio 2024 la gestione è passata al Comune di Catania, con orari che variano: 9:00-19:00 da aprile a ottobre, 9:00-17:00 in inverno, chiuso il 25 dicembre. Il biglietto costa 4 euro (ridotto 3), gratuito per under 10, disabili e accompagnatore. Piccolo neo: non è accessibile ai disabili motori. Consiglio di visitarlo al mattino presto, quando la luce bassa illumina i mattoni e la lava, e puoi goderti il silenzio prima che arrivi la folla. Porta un po’ di fantasia: quel buco in terra era l’arena dove duellavano le belve. E se alzi lo sguardo, immagina il velarium che proteggeva dal sole.
Piazza Duomo: il cuore barocco di Catania
- Catania (CT)
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Ti trovi al centro di tutto. Piazza Duomo è il salotto di Catania, un trionfo di bianco e nero che racconta la rinascita dopo il terremoto del 1693. Al centro troneggia u Liotru, l’elefante di pietra lavica che regge un obelisco egizio: simbolo della città, tra leggenda e storia. Intorno, il Duomo di Sant'Agata con la sua facciata barocca firmata Vaccarini, il Palazzo degli Elefanti (municipio) e la Fontana dell'Amenano, dove i catanesi gettano monetine. Da qui parte via Etnea, dritta verso l’Etna. Ma il vero spettacolo è l’atmosfera: il viavai di gente, i locali sui lati, e da lì a pochi passi la Pescheria, il mercato del pesce più vivace della città. Ti consiglio di fermarti per un assaggio di street food: arancini, cartocciate e pesce fritto. Se hai tempo, scendi sotto la piazza nelle Terme Achilliane, terme romane del IV secolo, dove scorre il fiume Amenano. Una giornata qui è un tuffo nella storia e nei sapori di Catania.
Un tuffo nel verde all'Orto Botanico di Catania
- Vai alla scheda: Orto Botanico di Catania: un'oasi verde tra succulente e palme secolari
- Catania (CT)
- http://ortobotanico.unict.it/
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- +39 095 430901
Dopo il caos del centro, una sosta all'Orto Botanico di Catania è proprio quello che ci vuole. Fondato nel 1858 dal monaco benedettino Francesco Tornabene, questo giardino di 16.000 m² è un angolo di pace nascosto in via Etnea. Appena entri, l'aria cambia: profumo di terra e foglie, il fruscio delle palme. L'orto si divide in due parti: l'Hortus Generalis, con aiuole geometriche e piante esotiche, e l'Hortus Siculus, dedicato alla flora spontanea siciliana. Qui spicca la rarissima Zelkova sicula, una specie a rischio estinzione. La collezione di piante succulente è pazzesca: oltre 2.000 specie, con esemplari ultracentenari di Echinocactus grusonii. Da non perdere il Tepidarium, la serra in ferro e cristalli ricostruita nel 2008, dove crescono caffè e papaia. Se vieni in primavera, potresti beccare l'evento 'Orto in fiore' (domenica alle 11, biglietto 7,50 €) con visite guidate sensoriali e un'occhiata alle api. L'ingresso è gratuito dal lunedì al venerdì (9-17, sabato 9-13, chiuso domenica). Per me è stata una boccata d'ossigeno: consigliatissimo per staccare un attimo dal tour barocco.
Monastero di San Nicolò l'Arena: la Versailles siciliana
- Vai alla scheda: Monastero di San Nicolò l'Arena: chiostri barocchi e storia dell'Etna a Catania
- Via Biblioteca, Catania (CT)
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Se pensi di aver già visto tutto a Catania, preparati a ricrederti. Il Monastero di San Nicolò l'Arena, secondo in Europa solo a quello di Mafra, è un’esperienza che ti trascina per secoli di storia. Qui, tra le mura che ospitano oggi il Dipartimento di Scienze Umanistiche, si respira ancora l’aria di un passato fatto di eruzioni, terremoti e rinascite. Fondato nel 1558 dai benedettini fuggiti da Nicolosi, il complesso fu ricostruito dopo l’eruzione del 1669 e il terremoto del 1693, e oggi si mostra in tutto il suo splendore tardo barocco.Entra dal portale di Piazza Dante e lasciati stupire dalla facciata incompiuta della chiesa: le colonne si fermano a metà, un monito di ambizioni troppo grandi. All’interno, la pianta a croce latina si estende per 105 metri di lunghezza, e l’occhio corre verso la cupola di 62 metri disegnata da Stefano Ittar. Non perdere il grande organo barocco di Donato Del Piano, con 2.378 canne, e la meridiana lunga 40 metri che segna il tempo con precisione.
Ma il vero cuore è il monastero: due chiostri – quello dei Marmi con colonne ioniche e fontana, e quello di Levante con il delizioso Caffeaos – collegati dal Corridoio dell’Orologio lungo 214 metri. Nei sotterranei, accessibili con visita guidata, si celano una domus romana del II secolo d.C. e il “Ventre”, un pozzo profondo 32 metri. Un consiglio: prenota il tour per non perderti gli angoli più segreti. Orari: tutti i giorni 9:00-17:00 (domenica chiuso). Biglietto intero 10 €, ma ne vale ogni centesimo.

Palazzo Biscari: il gioiello del barocco catanese
- Vai alla scheda: Palazzo Biscari: il gioiello barocco privato di Catania
- Via Museo Biscari, Catania (CT)
- https://www.palazzobiscari.it/
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- +39 095 32872 01
Se c'è un luogo che incarna lo spirito del barocco catanese, è senza dubbio Palazzo Biscari. Situato nel quartiere Civita, affacciato sulla marina, questo palazzo privato è il più importante della città. Costruito dopo il terremoto del 1693 per volere dei principi di Biscari, fu completato nel 1763. La facciata posteriore, con i suoi sette grandi finestroni decorati, è un trionfo di allegorie: Abbondanza, Prosperità, Fertilità e Saggezza. Ma è appena si varca l'ingresso che si rimane senza fiato. Il cortile interno è dominato da una maestosa scala a tenaglia, che conduce ai saloni. Il pezzo forte è il Salone delle Feste, in stile rococò, con specchi, stucchi e un affresco centrale che celebra la famiglia. Sopra, una scala a "fiocco di nuvola" portava l'orchestra. Da non perdere la Quadreria, con opere del Seicento e Settecento, e la Galleria degli Uccelli, con pannelli decorati e pavimenti in ceramica. Curiosa anche la Stanza di Don Chisciotte. Oggi il palazzo è ancora abitato dai discendenti e si può visitare. Io ho optato per la visita non guidata (8€, senza prenotazione), che permette di girare con calma. Se siete in gruppo, conviene quella guidata (60€ per 1-4 persone, 15€ a persona per gruppi più numerosi). Occhio agli orari: variano in base agli eventi. Un consiglio: la mattina presto c'è meno gente. E sì, è lo stesso palazzo dove girarono il film "I Viceré" e dove alloggiò Goethe nel 1787. Insomma, un tuffo nella storia che non vi deluderà.
Teatro Greco Romano: il gioiello nascosto di Catania
- Vai alla scheda: Teatro Greco Romano di Catania: storia, biglietti e come visitarlo
- Via Teatro Greco, Catania (CT)
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Camminando per via Vittorio Emanuele, non ti aspetteresti di imbatterti in un teatro romano. E invece eccolo lì, il Teatro Greco Romano, incastonato tra i palazzi barocchi di Catania. Risalente al II secolo d.C., questo teatro sorge su un precedente edificio greco del V-IV secolo a.C. – si dice che lo stesso Alcibiade vi abbia tenuto un discorso. Con un diametro di quasi 100 metri, poteva ospitare fino a 7.000 spettatori. Oggi, della grandiosa struttura sono ben visibili la cavea (le gradinate), l'orchestra e i resti della scena. Ciò che colpisce è la combinazione di materiali: pietra lavica dell'Etna, calcare, e marmi preziosi che un tempo decoravano ogni angolo. Sotto la cavea, i corridoi voltati (ambulacri) sono ancora percorribili e danno un'idea della complessità dell'edificio. Proprio accanto, non perderti l'Odeon, un teatro più piccolo usato per concerti, che oggi ospita spettacoli estivi. La visita dura circa un'ora: ti consiglio di venire al mattino presto, quando la luce illumina le gradinate e il contrasto con i tetti barocchi è spettacolare. Il biglietto costa 6€ (ridotto 3€) e include anche l'ingresso all'Antiquarium. Attenzione: l'orchestra è spesso allagata dalla falda del fiume Amenano – un effetto suggestivo che però impedisce gli spettacoli moderni. Un luogo che sa di storia, da vivere con calma.
Basilica Maria Santissima dell'Elemosina: la Collegiata barocca
- Vai alla scheda: Basilica dell'Elemosina a Catania: arte barocca e spiritualità nel centro storico
- Via Collegiata, Catania (CT)
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Se passeggi per via Etnea, non puoi non notarla: la Basilica Maria Santissima dell'Elemosina, meglio conosciuta come la Collegiata, è uno dei simboli del barocco catanese. La sua facciata, opera di Stefano Ittar, è un trionfo di curve e volute che sembrano danzare verso l'alto. Sì, lo ammetto, mi ha colpito subito: quella scalinata a tenaglia, le statue di Sant'Agata e Santa Apollonia, la loggia con San Pietro e San Paolo… un vero spettacolo.La storia qui è stratificata. Sotto i vostri piedi ci sono resti di un tempio romano dedicato a Proserpina, poi una chiesetta bizantina. Nel 1198 fu teatro della congiura della Domenica delle Palme, e nel 1396 divenne Regia Cappella dei sovrani aragonesi. Il terremoto del 1693 la rase al suolo, ma la ricostruzione – con l'asse ribaltato per affacciarsi sulla nuova via Etnea – regalò alla città questo capolavoro.
Entrate e lasciatevi avvolgere dall'atmosfera solenne. Le tre navate sono dominate dagli affreschi di Giuseppe Sciuti (1896) sulla volta e sulla cupola: un tripudio di luce e colore che racconta storie bibliche. Non perdetevi le cappelle laterali: Olivio Sozzi e Francesco Gramignani Arezzi hanno lasciato tele preziose. L'altare maggiore custodisce una copia dell'icona bizantina della Madonna dell'Elemosina, mentre il coro ligneo con 36 stalli è un gioiello settecentesco.
Piccola nota pratica: la basilica è aperta tutti i giorni dalle 09:00 alle 21:00, ingresso gratuito (anche se alcune fonti parlano di un biglietto, a me non è stato chiesto). Si trova al civico 23 di via Etnea, a pochi passi dal Duomo. Dopo la visita, concedetevi uno spuntino in uno dei tanti bar della via: lo street food catanese vi aspetta!

Fontana dell'Elefante: il simbolo nero di Catania
- Via Giuseppe Garibaldi, Catania (CT)
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Al centro di Piazza Duomo, la Fontana dell'Elefante è il cuore pulsante di Catania e il suo simbolo più autentico. Realizzata tra il 1735 e il 1737 da Giovanni Battista Vaccarini, unisce una statua di basalto nero – chiamata "U Liotru" – a un obelisco egittizzante in granito alto 3,66 metri. L'elefante, rivolto verso la Cattedrale di Sant'Agata, ha una storia misteriosa: secondo il geografo arabo Idrisi, era già in città nel XII secolo, e forse risale all'epoca bizantina. Le sue zampe posteriori, frantumate dal terremoto del 1693, furono restaurate da Vaccarini, che aggiunse occhi e zanne in pietra bianca. Sul basamento, due statue rappresentano i fiumi Simeto e Amenano, mentre ai lati dell'elefante pende una gualdrappa con gli stemmi di Sant'Agata. In cima all'obelisco, una sfera, una palma e un ramo di gigli simboleggiano martirio e purezza, e una targa metallica riporta l'acronimo "MSSHDEPL" – "Mente sana e sincera, per l'onore di Dio e per la liberazione della sua patria". Il nome "Liotru" deriva dalla leggenda di Eliodoro, un nobile dell'VIII secolo che, secondo la tradizione, fabbricava idoli e cavalcava l'elefante per spostarsi fino a Costantinopoli. Nel 1239 l'elefante divenne il simbolo ufficiale di Catania, e oggi lo trovi nello stemma comunale, in quello dell'università e come mascotte delle squadre sportive locali. La fontana è gratuita e visibile sempre: nei dintorni, non perdere la Cattedrale, il Palazzo dei Chierici e la Basilica Collegiata. Un consiglio? Vai al tramonto, quando la luce calda accarezza la pietra lavica e l'elefante sembra prendere vita.
Porta Garibaldi: ingresso trionfale tra storia e simboli
- Via Calanna, Catania (CT)
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Varcare Porta Garibaldi è come fare un tuffo nel passato. Costruita nel 1768 su progetto di Stefano Ittar e Francesco Battaglia, questa porta fu eretta per celebrare le nozze tra Ferdinando IV di Borbone e Maria Carolina d'Austria, da cui il nome originale di Porta Ferdinandea. Dopo l'Unità d'Italia, fu ribattezzata in onore di Garibaldi, che vi entrò trionfalmente nel 1862.Ciò che colpisce subito è il contrasto cromatico: pietra lavica nera dell'Etna alternata a calcare bianco di Siracusa o Lentini, un vero capolavoro del barocco siciliano. In alto, un orologio sovrasta un'aquila e un elefante, simboli della città. Ma il dettaglio che più mi ha emozionato è la fenice con la scritta "Melior de cinere surgo" (Migliore risorgo dalle ceneri): un motto che racconta la resilienza di Catania dopo eruzioni e terremoti.
La porta segnava l'ingresso ovest della città ed era parte di un sistema difensivo di cui oggi non resta che il nome del quartiere, Fortino ("u Futtinu" in dialetto), da un fortino del XVII secolo ormai scomparso. La zona è stata riqualificata, anche se alcuni palazzi collegati furono demoliti negli anni Trenta, lasciando un po' di asimmetria.
Visitarla è semplicissimo: gratuita, all'aperto, accessibile 24 ore su 24. Ci si arriva a piedi dal centro in circa 15 minuti, o con gli autobus (linee 9, 14, 29, 341). Durante la Festa di Sant'Agata, la processione passa sotto l'arco, ed è uno spettacolo che consiglio a tutti. Io l'ho trovata un po' più piccola di quanto immaginassi, ma proprio per questo più intima e carica di significato. Se passate da via Garibaldi, fermatevi un attimo: la storia è tutta lì, scolpita nella pietra.

Villa Bellini: il cuore verde di Catania
Se c’è un posto che i catanesi amano chiamare semplicemente ‘a Villa, è il Giardino Bellini. Un enorme polmone verde di oltre 70.000 metri quadrati nel bel mezzo di via Etnea, dove il tempo sembra scorrere più lento. Entrare da quell’ingresso monumentale del 1932 è come fare un salto indietro, tra aiuole un tempo curatissime e vialoni ombreggiati da palme e ficus giganti.Le origini sono settecentesche: era il giardino privato del principe di Biscari, con quel curioso ‘Labirinto’ di siepi. Poi nel 1854 il comune lo comprò e lo aprì al pubblico, inaugurandolo ufficialmente il 6 gennaio 1883.
Due collinette dominano la scena: su quella sud troneggia il Chiosco dei Concerti in ferro battuto, stile moresco, che ha ospitato concerti di musica classica fino agli anni '50. Sull’altra collina c’era un chiosco cinese in legno di ciliegio, purtroppo distrutto da un incendio nel 2001. Ma la camminata fino in cima regala una vista pazzesca sull’Etna, specie quando è innevato.
E poi c’è il Viale degli Uomini Illustri, con busti di Verga, Capuana, Mazzini... E non perdete l’albero monumentale, un Ficus macrophylla alto 30 metri con una circonferenza di quasi 15: è uno dei più grandi della Sicilia.
Il parco è aperto tutti i giorni, con orari che cambiano a seconda della stagione. L’ingresso è gratuito. Un consiglio: se potete, visitatelo la domenica mattina per scoprire il criptoportico sotterraneo settecentesco, aperto gratuitamente dalle 9:30 alle 12:30.
Certo, alcuni angoli mostrano un po' di degrado, ma l’atmosfera è autentica. È il posto perfetto per una pausa dopo lo street food in centro: sedersi su una panchina e guardare la vita che scorre, tra bambini che giocano e anziani che chiacchierano. E se siete fortunati, magari beccate un concerto improvvisato al Chiosco della Musica.

Fontana dell'Amenano: l'acqua a lenzuolo che incanta
- Piazza Duomo, Catania (CT)
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Davanti al maestoso Palazzo degli Elefanti, sul lato sud di Piazza del Duomo, c'è un angolo che sembra uscito da un sogno: la Fontana dell'Amenano. Realizzata nel 1867 dallo scultore napoletano Tito Angelini in marmo di Carrara, questa fontana non è solo un monumento, ma un pezzo di vita quotidiana. La statua centrale raffigura un giovane che regge una cornucopia, dalla quale l'acqua sgorga in una vasca a forma di conchiglia. Ma la magia è nell'effetto: l'acqua trabocca creando una cascata continua che i catanesi chiamano affettuosamente “acqua a linzolu”, cioè a lenzuolo. Un nome che racconta sia la forma che la memoria storica: un tempo le donne del quartiere vi lavavano i panni. Alle spalle, una scalinata in pietra lavica porta direttamente alla Pescheria, il vivace mercato del pesce, dove il profumo di mare si mescola al rumore dell'acqua. La fontana è anche un simbolo del fiume Amenano, che scorre sotterraneo a circa due metri sotto la piazza, e che qui riemerge per un attimo. Tra i dettagli da non perdere, i due tritoni ai lati che soffiano in conchiglie, e lo stemma della città inciso sulla base. Consiglio: passateci al mattino presto, quando la luce illumina il marmo e l'acqua sembra ancora più fresca. E se volete un portafortuna, si dice che bagnare i piedi porti fortuna… ma meglio tenere scarpe comode per il giro.
Piazza dell'Università: tra barocco, leggende e movida
- Catania (CT)
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Piazza dell’Università è una di quelle piazze che ti catturano subito. Affacciata su via Etnea, a meno di cento metri da piazza Duomo, è il punto d’incontro di studenti, turisti e catanesi doc. Il nome viene dal Palazzo dell’Università (il Siculorum Gymnasium) che domina il lato ovest, fondato nel 1434 da Alfonso il Magnanimo e ricostruito dopo il terremoto del 1693. Di fronte, Palazzo San Giuliano (1738) e Palazzo Gioeni d’Angiò completano la scenografia barocca. Il pavimento è tutto in pietra lavica, con lo stemma della città al centro. Ma il vero colpo d’occhio sono i quattro lampioni in bronzo agli angoli, realizzati nel 1957 da Mimì Maria Lazzaro e Domenico Tudisco. Ogni lampione racconta una leggenda: Gammazita che si getta nel pozzo per sfuggire a un soldato, i fratelli Pii che salvano i genitori dall’eruzione, il paladino Uzeta che sconfigge i giganti, e Colapesce, il nuotatore che sorregge la Sicilia. La sera la piazza si accende: i locali allestiscono tavoli all’aperto, gli artisti di strada si esibiscono, e l’atmosfera diventa festosa. È il posto giusto per un aperitivo o un gelato, mentre ammiri i palazzi illuminati. Una sosta obbligata prima di tuffarti nello street food catanese, magari con un arancino o una granita presi in uno dei bar vicini.






