Il Giardino dei Tarocchi è un capolavoro di arte contemporanea immerso nella natura della Maremma. Creato da Niki de Saint Phalle, questo parco ospita 22 sculture monumentali ispirate ai tarocchi, rivestite di specchi, ceramiche e vetri colorati. Un percorso simbolico tra arte e spiritualità, perfetto per una visita di circa 90 minuti.
22 sculture degli Arcani Maggiori alte fino a 15 metri
Opera dell’artista Niki de Saint Phalle con la collaborazione di Jean Tinguely
Ingresso progettato da Mario Botta
Aperto da aprile a ottobre nel pomeriggio
Introduzione
Se pensi di aver visto tutto in Toscana, preparati a ricrederti. Il Giardino dei Tarocchi, a Capalbio, è un’esplosione di colori e forme che ti lascerà senza fiato. Qui Niki de Saint Phalle ha dato vita a un parco artistico unico, dove sculture alte fino a 15 metri rappresentano gli arcani maggiori dei tarocchi. Vetri, specchi e ceramiche creano un effetto luminoso che cambia con il sole. Passeggiare tra queste opere ti sembrerà di entrare in un sogno psichedelico, ma reale. E il tutto immerso nella macchia mediterranea della Maremma.
Cenni storici
Niki de Saint Phalle s’innamorò del Parc Güell di Gaudí e del Sacro Bosco di Bomarzo, e decise di creare il suo giardino magico. I lavori iniziarono nel 1979 su un terreno a Garavicchio, donato da Marella Agnelli. Per 17 anni l’artista lavorò con un team di artisti e artigiani, tra cui il marito Jean Tinguely. L’investimento fu enorme: circa 10 miliardi di lire, autofinanziati. Il parco aprì al pubblico nel 1998, ancora incompleto. Dopo la morte di Niki nel 2002, non furono aggiunte altre sculture. Ecco i momenti chiave:
Le sculture monumentali
Le 22 statue rappresentano gli arcani maggiori, ognuna con un significato profondo. Il Mago, alto 15 metri, è ricoperto di specchi e simboleggia la creazione. La Papessa è una fontana da cui sgorga l’acqua che alimenta la Ruota della Fortuna. L’Imperatrice-Sfinge è una delle più impressionanti: abitabile, ospitava l’artista durante i lavori, con camera da letto nei seni e bagno a forma di drago. La Morte è uno scheletro sorridente a cavallo, mentre il Diavolo è una donna con corna. Ogni scultura è un tripudio di vetri colorati, ceramiche e mosaici, con colori simbolici: rosso per la forza, oro per la spiritualità.
Un percorso iniziatico
Il giardino non è un semplice museo all’aperto: è un viaggio simbolico. I sentieri salgono e scendono tra la macchia, e sul cemento sono incise frasi, pensieri e messaggi di speranza di Niki. La piazza centrale, dominata dalle figure del Mago e della Papessa, funge da anfiteatro naturale. Il percorso prosegue tra l’Albero della Vita, la Torre di Babele ricoperta di specchi, e la Temperanza, una cappella a forma di igloo con interni specchiati. L’ingresso, progettato da Mario Botta, è un muro in tufo con un grande cerchio che separa la realtà dal sogno. Un’esperienza che coinvolge tutti i sensi.
Perché visitarlo
1) Unicità assoluta: non esiste niente di simile in Italia. È un connubio tra arte pop, architettura organica e spiritualità dei tarocchi. 2) Fotografie da sogno: la luce del pomeriggio crea giochi di riflessi incredibili sugli specchi e le ceramiche. Porta la macchina fotografica, ma preparati a rimanere a bocca aperta. 3) Fuga dalla folla: a Capalbio, in Maremma, il turismo è più tranquillo rispetto ad altre zone toscane. Ideale per una gita fuori porta all’insegna dell’arte e della natura.
Quando andare
Il Giardino dei Tarocchi è aperto dal 1 aprile al 15 ottobre, tutti i giorni dalle 14:30 alle 19:30. Ma il momento migliore? Tardo pomeriggio, quando il sole basso accende i colori e gli specchi scintillano. La luce è più calda e drammatica. Se vuoi evitare la calca, scegli un giorno feriale a fine primavera o inizio autunno. Nei mesi invernali, ogni primo sabato del mese l’ingresso è gratuito (9:00-13:00), ma molte sculture sono in manutenzione. Per goderti appieno l’esperienza, vai in primavera o inizio estate.
Nei dintorni
A pochi chilometri, il borgo di Capalbio merita una visita: mura medievali, chiese storiche e scorci panoramici sulla Maremma. Se hai tempo, raggiungi l’Oasi WWF del Lago di Burano, una riserva naturale dove osservare uccelli migratori e fare una passeggiata tranquilla. Oppure, per un tuffo nella storia, visita il Parco Archeologico di Vulci con le sue rovine etrusche e il ponte del Diavolo. Un’altra idea: la splendida spiaggia di Feniglia, una lingua di sabbia tra mare e laguna, perfetta per rilassarsi dopo tanta arte.