A Cabras, nella penisola del Sinis, il sito archeologico di Mont’e Prama è una tappa imprescindibile per chi vuole immergersi nella misteriosa civiltà nuragica. Qui, nel 1974, sono state scoperte le imponenti statue dei Giganti, uniche nel Mediterraneo per epoca e fattura. Oggi, dopo un attento restauro, potrete ammirarle al Museo Civico Giovanni Marongiu, mentre l’area archeologica si prepara a diventare un grande parco pubblico.
Scoperta casuale nel 1974 durante lavori agricoli, con oltre 5000 frammenti restituiti da decenni di scavi.
Statue monumentali alte fino a 2,5 metri: pugilatori, arcieri e guerrieri con dettagli stilizzati e occhi a cerchi concentrici.
Necropoli unica con oltre 100 tombe a pozzetto allineate, datate tra X e VIII secolo a.C.
Museo e visite: al museo di Cabras sono esposte 44 statue; il sito è visitabile su prenotazione per gruppi.
Introduzione
Se pensi che la Sardegna sia solo mare, ti sbagli. A Cabras, nella penisola del Sinis, c’è un luogo che ti riporta indietro di quasi tremila anni. Il sito archeologico di Mont’e Prama è una necropoli unica: non una tomba dei giganti, ma una lunga fila di tombe a pozzetto, allineate come tessere di domino. Qui, nel 1974, un contadino arava un campo e portò alla luce i primi frammenti delle statue oggi note come i Giganti di Mont’e Prama. Sono sculture in calcare alte fino a 2,5 metri, con occhi a cerchi concentrici e guantoni da pugilato. Non c’è nulla di simile nel Mediterraneo. Camminare tra i pozzetti e immaginare le statue che vegliavano sui defunti è un’esperienza che ti lascia senza fiato.
Cenni storici
La necropoli di Mont’e Prama fu usata tra la fine dell’età del Bronzo e la prima età del Ferro (X-VIII secolo a.C.). Le statue, secondo gli studiosi, rappresentano guerrieri, arcieri e pugilatori di un’élite nuragica. Dopo la scoperta casuale nel 1974, le campagne di scavo del 1975-1979 (dirette da Bedini e Tronchetti) recuperarono oltre 5000 frammenti. Un restauro colossale tra il 2007 e il 2011 permise di ricostruire molte statue. Nuovi scavi nel 2014-2016 hanno portato alla luce altri 3000 frammenti e statue quasi integre. Nel 2025-2026, dopo un iter iniziato nel 2019, il Comune di Cabras ha acquisito gli 11 ettari del sito, con l’obiettivo di creare un grande parco archeologico. Da aprile 2026, tutte le statue sono esposte al Museo Civico Giovanni Marongiu di Cabras.
I Giganti: guerrieri, arcieri e pugilatori
Le statue sono l’unico esempio di statuaria in pietra nuragica. Raffigurano tre tipi di figure: i pugilatori (almeno 16), con scudo rettangolare sopra la testa e pugno rinforzato; gli arcieri (6), con elmo crestato e arco; e i guerrieri con scudo rotondo (6). Ogni statua è alta circa 2 metri, con volti stilizzati: occhi a cerchi concentrici, naso a pilastrino, bocca incisa. Alcune hanno lunghe trecce. Accanto alle figure umane sono stati trovati modelli di nuraghe e betili. I pugilatori, con la loro postura rigida e lo scudo protettivo, sembrano atleti rituali. L’insieme dà l’idea di una società gerarchica che celebrava i suoi eroi con un linguaggio monumentale unico. Al Museo di Cabras puoi vederli a 360 gradi, con ricostruzioni 3D.
La necropoli e il parco archeologico
La necropoli di Mont’e Prama è unica in Sardegna: non una tomba dei giganti, ma oltre 100 tombe a pozzetto scavate verticalmente, allineate in file parallele e coperte da lastre di arenaria. I defunti, quasi tutti maschi giovani o adulti, erano deposti in posizione rannicchiata. Una via funeraria lastricata corre parallela alle tombe, forse usata per processioni. Il sito include anche edifici nuragici e un lungo muro rettilineo che definiva un recinto monumentale. Oggi, dopo l’acquisizione pubblica, si lavora per creare un parco archeologico con perimetrazione, spazi di accoglienza e interventi di drenaggio. L’area si trova lungo la strada da San Salvatore a Riola Sardo, con una vista sullo stagno di Cabras. Le visite al sito sono possibili su prenotazione per gruppi.
Perché visitarlo
Se ami l’archeologia e le storie antiche, Mont’e Prama è una tappa obbligata. Primo: è l’unico posto dove puoi vedere da vicino i Giganti, le statue nuragiche più imponenti del Mediterraneo. Al Museo di Cabras le ammiri in tutto il loro splendore, con dettagli come i guantoni e gli scudi decorati. Secondo: il sito archeologico è ancora in evoluzione – gli scavi continuano e ogni anno portano novità. Terzo: la posizione è spettacolare, tra lo stagno di Cabras e la penisola del Sinis, un paesaggio che ti fa capire perché i nuragici scelsero questo luogo sacro. Non serve essere esperti: la visita è adatta a tutti, grazie ai percorsi guidati e alle postazioni multimediali.
Quando andare
Il momento migliore? La primavera, quando le temperature sono miti e la luce del mattino illumina le statue al museo con un alone magico. Anche l’autunno è ottimo, per via della calma dopo la stagione estiva. Se arrivi al mattino presto, trovi meno visitatori e puoi goderti il silenzio della necropoli. L’estate è calda, ma il sito è all’aperto e il museo è climatizzato. Evita il weekend se puoi: i gruppi aumentano. Personalmente, ho amato l’atmosfera di un martedì di maggio, con il sole che filtrava tra le palme nane. Controlla sempre gli orari aggiornati sul sito ufficiale, perché il sito archeologico apre solo su prenotazione.
Nei dintorni
A pochi chilometri, immergiti in altre epoche. Tharros, sulla penisola del Sinis, è un’affascinante città punico-romana con resti di terme, strade e templi affacciati sul mare. Poco distante, visita il Museo Civico Giovanni Marongiu (se non l’hai già fatto) per approfondire la storia del territorio: reperti dal Neolitico, i Giganti, e il carico del relitto romano di Mal di Ventre. Per una pausa, vai allo stagno di Cabras: fenicotteri rosa e tramonti indimenticabili. Se hai tempo, esplora il villaggio nuragico di Sa Osa, con resti paleobotanici unici. Ogni luogo è a breve distanza in auto e si collega perfettamente alla visita di Mont’e Prama.