Cosa vedere in Provincia di Cuneo: castelli, Langhe e montagne


🧭 Cosa ti aspetta

  • Ideale per: appassionati di vino e enogastronomia
  • Punti forti: castelli reali e borghi medievali
  • Attività: trekking nelle Alpi Marittime
  • Specialità: tartufo bianco e Barolo
  • Periodo: autunno per la vendemmia e il tartufo

  • Eventi nei dintorni


    La Provincia di Cuneo è un concentrato di meraviglie piemontesi: dai vigneti delle Langhe e Roero, patrimonio UNESCO, alle vette delle Alpi Marittime. Qui trovi castelli fiabeschi come il Castello Reale di Racconigi e il Castello di Grinzane Cavour, cantine storiche dove degustare Barolo e Barbaresco, e borghi medievali arroccati come Serralunga d'Alba. Non mancano le fortezze alpine come il Forte di Vinadio e abbazie millenarie come Staffarda. Per gli amanti della natura, i parchi del Marguareis e delle Alpi Marittime offrono trekking incredibili. E poi, la cucina: tartufo bianco di Alba, formaggi come il Castelmagno, e nocciole. Un viaggio in questa provincia è un'esperienza che unisce cultura, gusto e avventura.

    Panoramica



    Itinerari nei dintorni


    Castello Reale di Racconigi: un tuffo nella storia sabauda

    Castello Reale di RacconigiSe pensi che i castelli piemontesi siano solo rocche medievali, il Castello Reale di Racconigi ti farà ricredere. Qui, tra le Langhe e le montagne, i Savoia hanno creato la loro residenza estiva di sogno. Le origini risalgono all'XI secolo come casaforte, ma dal Seicento in poi è stata trasformata da architetti del calibro di Guarino Guarini e Pelagio Palagi. Oggi è Patrimonio Unesco e parte delle Residenze Sabaude.

    Entrando, ti trovi subito nel Salone d'Ercole, un atrio neoclassico che un tempo faceva da sala da ballo. Da lì si passa alla Sala di Diana, poi agli splendidi Appartamenti cinesi con carte da parati dipinte a mano su carta di riso, comprate a Londra. Il mio preferito è il Gabinetto etrusco, lo studio privato di Carlo Alberto, con mobili intarsiati e un pavimento a mosaico che copia gli affreschi della Tomba del Barone. Ma non perderti le cucine ottocentesche, con giganteschi girarrosti a ingranaggi: sembra di sentire l'odore dei banchetti reali.

    Poi c'è il parco: 170 ettari di verde, progettato da André Le Nôtre e poi trasformato in stile romantico da Xavier Kurten. È stato votato il parco più bello d'Italia nel 2010, e non è difficile capire perché. Viali sinuosi, laghetti, e persino una Dacia russa, costruita per la visita dello zar Nicola II. Ci sono oltre 2000 alberi, tra cui una Zelcova di 200 anni, e se sei fortunato vedrai aironi o cicogne.

    Info pratiche: il castello è aperto dal martedì alla domenica, 9-19 (ultimo ingresso 18). Biglietto intero €8, ridotto €2 per i 18-25 anni. Il parco costa €2. Indirizzo: Via Morosini 3, Racconigi. Per prenotazioni, chiama lo 0172 84005. Porta i bambini: le cucine e il parco li faranno impazzire.

    Castello Reale di Racconigi

    Castello di Grinzane Cavour: tra storia, vino e tartufo

    Castello di Grinzane CavourArroccato su una collina tra i vigneti delle Langhe, il Castello di Grinzane Cavour è molto più di un maniero medievale: è il cuore pulsante dell’enologia piemontese. Qui Camillo Benso, conte di Cavour, fu sindaco per 17 anni e sperimentò tecniche innovative che gettarono le basi del Barolo. Patrimonio UNESCO dal 2014, il castello oggi ospita l’Enoteca Regionale Piemontese Cavour, la prima in Piemonte e seconda in Italia, dove puoi degustare e acquistare Barolo, Barbaresco e altre DOCG. Il Museo delle Langhe ti porta nel passato: la Sala delle Maschere con soffitto a cassettoni del 1567 (157 tavolette dipinte), la camera di Cavour con arredi originali, e ambientazioni di botteghe (bottaio, maniscalco) e cucine d’epoca. Ogni anno, a novembre, si tiene l’Asta Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba – il ricavato va in beneficenza. Dal piazzale, il panorama sulle colline del Barolo è da cartolina. Se vieni in autunno, non perdere la merenda sinoira con salumi e formaggi locali. Orari: tutti i giorni tranne martedì, 10-18. Biglietto 8€. Info: castellogrinzane.com.

    Castello di Grinzane Cavour

    WiMu Museo del Vino: l'arte di raccontare il vino

    WIMU Museo del VinoNel cuore di Barolo, dentro le antiche mura del Castello Falletti, c'è un posto che parla di vino come pochi sanno fare: il WiMu, Museo del Vino. Aperto nel 2010 e progettato da François Confino (sì, lo stesso del Museo del Cinema di Torino), il percorso si snoda su quattro piani e 25 sale, con allestimenti interattivi che mescolano storia, arte, cinema e scienza. Si parte dalla terrazza panoramica – vista mozzafiato sulle Langhe – e si scende fino alle cantine, dove l'Enoteca Regionale aspetta con degustazioni. Il piano nobile racconta la storia dei marchesi Falletti, con la camera di Silvio Pellico e i salotti di Juliette Colbert. Al piano terra, invece, c'è il Collegio Barolo con un maestro virtuale che spiega i segreti del vino. E poi c'è la chicca: la collezione Wi.La, con 282.000 etichette da tutto il mondo, una delle più grandi al mondo. Per le famiglie, c'è il kit esploramuseo per bimbi, e per tutti un'audioguida disponibile. Orario: tutti i giorni 10:30-19:00 (ultimo ingresso 18:00), chiuso a febbraio e il 24-25 dicembre. Biglietto intero 9€, ridotto 7€. Accessibile ai disabili e ammessi animali. Insomma, se sei in zona, non te lo perdere: è un viaggio dentro la cultura del vino che ti fa innamorare ancora di più di queste colline.

    WIMU Museo del Vino

    Castello di Serralunga d'Alba

    Castello di Serralunga d'AlbaSe pensate di aver visto tutti i castelli delle Langhe, fermatevi un attimo. Il Castello di Serralunga d'Alba è un unicum in Italia: un vero e proprio donjon francese trecentesco che si slancia verticale sulla collina, a 415 metri di altitudine. Costruito tra il 1340 e il 1357 per volere della famiglia Falletti, è rimasto sostanzialmente intatto grazie all'assenza di assedi e alla mancata trasformazione in residenza di villeggiatura. Ecco perché oggi lo vedete ancora con le sue bifore, i merli ghibellini e le fasce di archetti pensili.

    La visita guidata (dura circa 45 minuti e comprende 100 gradini) vi porterà attraverso il Palacium, con i suoi tre ampi saloni sovrapposti da 80 mq ciascuno, la cappella affrescata del XV secolo che racconta il martirio di Santa Caterina d'Alessandria, e la torre cilindrica con il sinistro “pozzo dell'oblio” dove venivano gettati i condannati. Al primo piano, una sala cucina con due enormi camini e una latrina – innovativa per l'epoca – vi farà immaginare la vita dei soldati di guardia. Il clou è il camminamento di ronda in cima: da lì la vista spazia a 360° sulle dolci colline delle Langhe, patrimonio UNESCO, con noccioleti e vigneti che si perdono all'orizzonte.

    Il castello, di proprietà statale dal 1949 e gestito dalla Barolo & Castles Foundation, è visitabile solo su prenotazione (info@castellodiserralunga.it, tel. 0173613358). Biglietto intero 6 €, ridotto 3 €, gratuito per under 14 e possessori di Abbonamento Musei. Attenzione: non è accessibile a persone con disabilità motorie a causa della scala. Nei dintorni, approfittate per un calice di Barolo in uno dei borghi vicini come Castiglione Falletto o lo stesso Serralunga.

    Castello di Serralunga d'Alba

    Castello della Manta: affreschi tardogotici e panorami mozzafiato

    Castello della MantaArroccato su una collina con il Monviso alle spalle, il Castello della Manta è una tappa imperdibile per chi esplora la provincia di Cuneo. Nato nel XIII secolo come avamposto militare, fu trasformato nel Quattrocento da Valerano, reggente del Marchesato di Saluzzo, in una raffinata dimora signorile. Il cuore pulsante del castello è la Sala Baronale, con uno dei più importanti cicli di pittura profana tardogotica d'Europa. Gli affreschi, attribuiti al Maestro della Manta, raffigurano i Nove Prodi e le Nove Eroine – da Ettore a Pentesilea – in abiti quattrocenteschi, e sulla parete opposta la suggestiva Fontana della Giovinezza, con anziani che si immergono per ringiovanire. Ogni dettaglio è un tuffo nel mondo cavalleresco del romanzo "Le Chevalier Errant" di Tommaso III di Saluzzo. Al piano inferiore, la Sala delle Grottesche (XVI secolo) stupisce con stucchi e affreschi manieristi: sul soffitto, un mappamondo che include l'Antartide, scoperta solo nel 1820! Impressionante. Non perdete la Chiesa di Santa Maria al Castello, con affreschi sulla vita di Gesù e la cappella funeraria di Michelantonio. La visita guidata (circa un'ora) parte dalle cantine e dal cucinone, poi sale al piano nobile. Il parco ombreggiato regala una vista sulle colline della Val Varaita. Gestito dal FAI dal 1985, il castello è aperto in vari orari (controllare il sito). Consiglio di prenotare online, soprattutto per gli eventi speciali come i picnic al tramonto. Un gioiello che unisce arte, storia e paesaggio.

    Castello della Manta

    Castello Reale di Govone: residenza sabauda tra storia e natura

    Castello di GovoneImmagina di camminare nei saloni affrescati di un castello che ha ospitato re e regine. Benvenuto al Castello Reale di Govone, una delle Residenze Sabaude patrimonio UNESCO (1997). Situato su una collina che domina le valli del Roero, questo palazzo barocco racchiude secoli di storia. Le sue origini risalgono al 989, ma l’aspetto attuale è opera dei conti Solaro, che affidarono il progetto a Guarino Guarini nel 1675. Completato da Benedetto Alfieri, il castello divenne nel 1792 proprietà dei Savoia, che lo elessero a residenza estiva. Carlo Felice e la moglie Maria Cristina lo fecero restaurare, arricchendolo di capolavori.

    Entrando, ti colpisce subito lo scenografico scalone d’onore a quattro rampe, con marmi e sculture provenienti dalla Fontana d’Ercole della Venaria Reale. Al piano nobile, le Sale Cinesi stupiscono con le loro carte da parati del XVIII secolo, mentre il Salone da ballo è un tripudio di affreschi: il mito di Niobe dipinto da Luigi Vacca e Fabrizio Sevesi sembra vivere nelle volte. Passeggiando per gli appartamenti reali, noterai i soffitti decorati da Carlo Pagani e Andrea Piazza, ispirati alla mitologia classica.

    Fuori, il parco all’inglese e il giardino all’italiana offrono un’oasi di pace. In primavera, i tulipani selvatici (Tulipa oculus solis) e poi le rose antiche colorano il paesaggio. Durante gli eventi come “Tulipani a Corte” o “Regalmente Rosa”, il castello torna a vivere con figuranti in costume e mercatini.

    Curiosità: nel 1730 vi soggiornò il filosofo Jean-Jacques Rousseau, allora precettore del conte Ottavio Solaro. Oggi il castello è anche sede del Municipio, ma resta visitabile da marzo a dicembre (venerdì-domenica, 10-12:30 e 15-18, biglietto 7€ intero, gratis under 14). Un tuffo nella storia sabauda, tra Langhe e Roero, che ti farà sentire un ospite reale.

    Castello di Govone

    Forte di Vinadio: un gigante di pietra tra le montagne

    Forte di VinadioSe pensi che il Piemonte sia solo Langhe e colline, ti sbagli di grosso. In Valle Stura, a pochi chilometri da Vinadio, sorge il Forte Albertino, una delle fortificazioni più imponenti delle Alpi. Costruito dai Savoia per difendersi da eventuali attacchi dalla Francia, questo colosso di pietra domina la valle da un’altitudine di circa 1400 metri.

    La visita parte dal forte principale, aperto da maggio a ottobre con percorsi guidati e aree espositive multimediali. Ma il bello viene dopo: con una camminata di 300 metri di dislivello (difficoltà turistica, ma con scarpe adatte ci si arriva) si raggiunge la Batteria Neghino, una costruzione dalla forma ellittica unica nel sistema difensivo. Da lassù il panorama sulla Valle Stura è da mozzare il fiato. Oppure, per chi ha più fiato, la Batteria Serziera (pianta a T) regala una visuale spettacolare sul vallone di Riofreddo e sul Monte Malinvern.

    Se ami la mountain bike, c’è un percorso che dal paese sale al forte con 500 metri di dislivello in 15 km su strada militare. E d’inverno? Le piste di fondo girano attorno al forte, con la pista nera che passa addirittura al suo interno. Insomma, un posto che vive tutto l’anno.

    La guida “In Cammino tra i Forti” di Daniele De Angelis (Edizioni Fusta) è il compagno ideale per esplorare ogni angolo di questo sistema difensivo, con cartografie e immagini d’epoca. Un consiglio: vai con calma, ascolta le storie delle guide locali e lasciati sorprendere dalla solidità di queste mura. Non è solo un forte: è un viaggio nella storia.

    Forte di Vinadio

    Abbazia di Staffarda: un gioiello cistercense tra Langhe e montagne

    Abbazia di StaffardaSe siete in zona Revello, non potete perdervi l’Abbazia di Staffarda. È uno di quei posti che ti lasciano senza fiato, un mix perfetto di spiritualità e storia. Fondata intorno al 1135 dai monaci cistercensi, sorge in una piana verdissima, con il Monviso che spunta all’orizzonte. La chiesa, in stile romanico-gotico con mattoni a vista, è semplice ma imponente. Ma il vero colpo d’occhio è il chiostro, costruito verso il 1250 con le sue colonnine binate, anche se purtroppo danneggiato nella battaglia del 1690. All’interno, non perdetevi il polittico di Oddone Pascale del 1531, una ‘macchina d’altare’ di oltre sei metri con sculture e dipinti. E poi c’è il mercato coperto gotico, a testimonianza del passato agricolo dell’abbazia. Oggi è gestita dall’Ordine Mauriziano e si visita da martedì a domenica (chiuso lunedì). Portatevi una felpa, perché anche d’estate dentro fa fresco. Ah, e se venite tra aprile e fine estate, potreste vedere una colonia di pipistrelli nella ‘camera calda’ – uno spettacolo della natura che convive con la storia. Insomma, un luogo che unisce arte, fede e biodiversità, tutto in un colpo solo.

    Abbazia di Staffarda

    Reggia di Valcasotto: un gioiello sabaudo tra i boschi

    Reggia di ValcasottoLa Reggia di Valcasotto, a 1090 metri di quota nel comune di Garessio, è una delle residenze sabaude più affascinanti e meno conosciute. Nata come certosa nell'XI secolo, forse fondata da San Bruno in persona, conserva ancora l'atmosfera raccolta di un antico monastero. Carlo Alberto di Savoia la acquistò nel 1837 e la trasformò in residenza di caccia estiva, mentre suo figlio Vittorio Emanuele II la frequentò assiduamente con i figli. Qui la principessa Maria Clotilde ricevette la notizia del suo matrimonio combinato con un cugino di Napoleone III – un episodio di storia che aleggia ancora tra le stanze. Oggi, dopo un lungo restauro, la reggia è aperta al pubblico con visite guidate da aprile a ottobre. Il percorso tocca l'ala nord completamente arredata: dalla camera del principe Umberto con il suo baldacchino e il servizio di porcellana, alla stanza di Maria Clotilde con ricami originali. La cappella reale, opera del Vittone, custodisce colonne di marmo locale e affreschi settecenteschi. Non perdete la torre campanaria e l'area archeologica con le rovine dell'antica chiesa. Il biglietto intero costa 10 euro, ridotto 8, e la visita dura circa un'ora. Il luogo è immerso in boschi di faggi e pini, ideale per una passeggiata dopo il tour. La semplicità degli interni, lontana dal fasto di altre regge, racconta una vita di corte più intima e familiare. Un gioiello da scoprire.

    Reggia di Valcasotto

    Castello di Pollenzo: storia, architettura e sapori

    Castello di PollenzoSe pensate che il Castello di Pollenzo sia solo una nobile dimora, vi sbagliate. Questo complesso, a pochi km da Bra, è oggi il cuore pulsante della cultura gastronomica italiana. Patrimonio UNESCO dal 1997, ha origini antichissime: sorge sull'antica città romana di Pollentia, e l'attuale castello fu costruito nel 1386 da Antonio Porro. La vera svolta arrivò con Carlo Alberto che, tra il 1832 e il 1847, lo trasformò in una tenuta modello in stile neogotico, con l'aiuto di architetti come Pelagio Palagi e Xavier Kurten. Oggi, però, il castello reale è di proprietà privata e non visitabile. Non preoccupatevi: il complesso dell'Agenzia è tutto da scoprire. Qui ha sede l'Università di Scienze Gastronomiche, fondata da Slow Food, e la Banca del Vino, una cantina con oltre 40.000 etichette, aperta al pubblico per degustazioni. L'architettura merita una passeggiata: la torre cilindrica alta 46 metri, il portico con archi a tutto sesto, il salone da ballo con soffitto in vetro e fontana. Gli interni sono ricchi di dipinti neoclassici e lesene dorate. Per visitare l'Agenzia, l'ingresso è libero tutti i giorni dalle 9 alle 19. La Banca del Vino apre dal lunedì al sabato, 10-14 e 14:30-18. Se volete approfondire, scaricate la Pollenzo Web App per un itinerario multimediale. Insomma, un luogo che unisce storia, architettura e gusto. Da non perdere.

    Castello di Pollenzo

    Ecomuseo delle Rocche del Roero: il museo diffuso del Roero

    Ecomuseo delle Rocche del RoeroEcomuseo delle Rocche del Roero: non chiamatelo museo tradizionale. È un museo a cielo aperto che abbraccia otto borghi arroccati sulle colline del Roero, a partire da Montà, dove ha sede il punto informativo. Istituito nel 2003 dalla Regione Piemonte, questo ecomuseo diffuso racconta un territorio unico, segnato da un fenomeno geologico spettacolare: le Rocche, voragini di sabbia compatta formatesi circa 250.000 anni fa quando il Tanaro deviò il suo corso. Il risultato? Un paesaggio lunare, con pareti sabbiose e microclimi che alternano zone aride a umide, riconosciuto dall’UNESCO. Cosa fare qui? Camminare, pedalare, esplorare. L’ecomuseo ha tracciato oltre 250 km di sentieri tematici, 26 percorsi ad anello che attraversano boschi, vigneti di Arneis e Nebbiolo, e borghi medievali. Ogni sentiero ha una sua anima: c’è quello del Tartufo, che segue le tracce dei trifolau; quello del Lupo, che ricorda la presenza storica del lupo; quello del Castagno, con esemplari secolari come la Castagna Granda di Monteu Roero (oltre 400 anni). Per non perderti, scarica l’app izi.Travel e attiva l’audioguida GPS: ti racconterà curiosità e leggende mentre cammini. Info pratiche: la sede di Montà è in Piazzetta della Vecchia Segheria 2/b. Aperto dal martedì al sabato 9:30-12:30, mercoledì e giovedì anche 14:30-17:00; da aprile a ottobre anche la domenica mattina. Chiuso il lunedì. Telefono 0173 976181, sito ecomuseodellerocche.it. Le recensioni online (media 4.5/5) lodano i panorami ma suggeriscono di scaricare le tracce GPS perché la segnaletica non è sempre perfetta. Un consiglio da viaggiatore appassionato: porta scarpe comode, una borraccia e la curiosità di scoprire un Roero lontano dal turismo di massa.

    Ecomuseo delle Rocche del Roero

    Castello di Prunetto: tra storia e panorami

    Castello di PrunettoArroccato su un bric a 750 metri d’altitudine, il Castello di Prunetto è uno dei più affascinanti manieri dell’Alta Langa. Costruito tra il XII e il XIII secolo attorno a una torre quadrata dell’XI, fu feudo dei Marchesi Del Carretto, poi degli Scarampi, e infine passò ai Savoia nel 1735. Oggi è visitabile quasi interamente, compresi i sotterranei. Le sue mura in pietra locale raccontano secoli di storia: all’interno, la cappella degli Scarampi è diventata una biblioteca, mentre nelle stanze del piano superiore si ammirano mobili settecenteschi e un salone con soffitto ligneo e camino monumentale. La visita è resa facile grazie a un percorso interattivo con audioguide in quattro lingue (italiano, inglese, tedesco e piemontese), accessibile tutto l’anno tramite QR code. In estate (da maggio a ottobre), la domenica si possono fare visite guidate fisiche alle 15, 16 e 17. Da non perdere una passeggiata al vicino Santuario della Madonna del Carmine, del Seicento, e la vista che spazia fino al Monviso nelle giornate terse.

    Castello di Prunetto

    Castello di Roddi: un gioiello medievale tra Langhe e tartufo

    Castello di RoddiArroccato su una collina che domina il borgo di Roddi, il Castello di Roddi è uno degli esempi più affascinanti di architettura fortificata medievale nelle Langhe. Le sue origini risalgono all'XI secolo, ma l'aspetto attuale è frutto dei rimaneggiamenti voluti dalla famiglia Faletti tra la fine del Trecento e l'inizio del Quattrocento. La struttura è imponente: un corpo centrale a tre piani affiancato da due torri cilindriche, una snella e alta (la torre maestra, pensata come punto di osservazione e ultimo rifugio) e l'altra più bassa, con caditoie all'ultimo piano a testimoniare le difese originali. All'interno, soffitti lignei a cassettoni e le cucine cinquecentesche conservano il fascino d'epoca.

    La storia del castello è legata a grandi famiglie: nel 1526 fu acquistato da Giovanna Carafa per conto di Giovanni Francesco II Pico della Mirandola, e dopo l'assassinio di quest'ultimo divenne rifugio per i suoi eredi. Passò poi ai Della Chiesa di Saluzzo nel 1690, ai Savoia dopo il Congresso di Vienna, e infine al Comune di Roddi nel 2001. Oggi il castello è un polo enogastronomico: al suo interno ha sede la Scuola Internazionale di Cucina del Tartufo Bianco d'Alba, con una cucina didattica da 12 postazioni, e ai suoi piedi, dal 1880, l'Università dei cani da tartufo fondata da Antonio Monchiero. Il castello fa parte del circuito UNESCO "Paesaggio vitivinicolo del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato".

    La visita è possibile solo con guida (durata 45 minuti) da maggio a novembre, la domenica e festivi, dalle 10:30 alle 13:30 e dalle 14:30 alle 18:30. Biglietto intero 6€, gratuito per under 14 e possessori Abbonamento Musei. Non accessibile ai disabili motori. Un'esperienza che unisce storia, architettura e il profumo inconfondibile del tartufo.

    Castello di Roddi

    Museo Ferroviario Piemontese: treni, ricordi e meraviglie

    Museo Ferroviario PiemonteseSe pensate che un museo ferroviario sia solo una fila di vecchi treni immobili, il Museo Ferroviario Piemontese di Savigliano vi farà cambiare idea. Qui, su un'area di 31.500 metri quadrati, i binari sono ancora attivi e i mezzi si muovono davvero. Il cuore pulsante è la piattaforma girevole da 21 metri degli anni '20: vederla ruotare con una locomotiva a vapore sopra è uno spettacolo che sa di storia viva. E poi ci sono oltre sessanta rotabili: locomotive a vapore, elettriche, diesel, carrozze, carri merci e perfino una gru del 1860. Il bello? Si può salire a bordo di molti di loro. I bambini impazziscono per i carrelli a pedali e il trenino in miniatura, mentre i nostalgici si emozionano davanti al Pendolino, il primo treno ad alta velocità italiano nato proprio qui. L'allestimento è curato da volontari appassionati che restaurano i mezzi con dedizione. Non manca una sezione interna con plastici e modellini, tra cui un gigantesco impianto digitale che simula la circolazione reale. Il museo è accessibile a tutti, senza barriere architettoniche, e il parcheggio è gratuito. L'atmosfera è quella di un'officina dei sogni: odore di ferro e carbone, suoni di fischi e ruote che stridono. Un posto che sa di autentico, lontano dai musei polverosi. Venite con calma, perché qui il tempo si ferma come in una stazione d'altri tempi.

    Museo Ferroviario Piemontese

    La Castiglia di Saluzzo: un viaggio tra cavalieri e carceri

    La CastigliaLa Castiglia domina il borgo medievale di Saluzzo dal punto più alto, con il Monviso sullo sfondo. Costruita tra il 1270 e il 1286 per volere del marchese Tommaso I, il nome deriva dal latino 'castella'. La fortezza originaria a pianta quadrangolare fu trasformata in dimora signorile da Ludovico II in occasione del matrimonio con Margherita di Foix nel 1492, quando venne aggiunto il massiccio torrione circolare. Per secoli fu prigione: dal 1825 al 1992 ha funzionato come carcere, segnando profondamente la sua struttura. Oggi la Castiglia è un polo museale straordinario. Al terzo piano, il Museo della Civiltà Cavalleresca racconta la storia del Marchesato di Saluzzo attraverso 11 sale multimediali: filmati, riproduzioni di documenti, giochi interattivi. Si scoprono personaggi come Ludovico II, Margherita di Foix e la leggendaria Griselda. Al piano seminterrato, il Museo della Memoria Carceraria è allestito nelle celle dell'ex penitenziario: oggetti ritrovati, testimonianze, storie di vita come quella del brigante Delpero. Un'esperienza toccante che fa riflettere. La cinta muraria offre un percorso panoramico imperdibile. All'interno si trova anche un ristorante (chiuso martedì e mercoledì) per una pausa gastronomica, con piatti come ravioli e vitello tonnato. Info pratiche: Piazza Castello 1, ingresso 8€ (ridotto 5€), aperto da marzo a ottobre il lunedì, giovedì, venerdì e sabato 10-13 e 14-18, domenica fino alle 19. In inverno orari ridotti. Accessibile ai disabili. Se passate da Saluzzo, non saltate la Castiglia: unisce storia, arte e memoria in modo unico.

    La Castiglia