Introduzione
Il Faro di Punta Penna si staglia imponente sulla costa vastese, a 84 metri sul livello del mare, regalando una vista mozzafiato sull’Adriatico. Costruito nel 1906, è il secondo faro più alto d’Italia dopo quello di Genova. La sua posizione strategica, sul promontorio che divide la costa dei trabocchi dalla spiaggia di Punta Penna, lo rende un punto di riferimento per naviganti e visitatori. La struttura, con la sua torre bianca e la lanterna rossa, domina il panorama e invita a scoprire la sua storia e i suoi scorci unici. Salire i 307 gradini della scala a chiocciola interna è un’esperienza che ripaga con un panorama a 360 gradi, dalla Maiella al Gargano. Il faro è ancora attivo e gestito dalla Marina Militare, segno di una continuità operativa che dura da oltre un secolo.
Cenni storici
Il Faro di Punta Penna fu edificato nel 1906 per volere del Regio Ministero della Marina, sostituendo un precedente faro del 1868. Durante la Seconda Guerra Mondiale, nel 1943, fu gravemente danneggiato dalle truppe tedesche in ritirata, che fecero saltare in aria la torre per impedirne l’uso alle forze alleate. Ricostruito fedelmente nel 1948, mantenne la sua funzione di guida per la navigazione lungo la costa abruzzese. Oggi è gestito dalla Marina Militare Italiana e aperto al pubblico in occasioni speciali, come le Giornate FAI di Primavera. La sua storia si intreccia con quella di Vasto, città che ha sempre guardato al mare come via di comunicazione e risorsa.
- 1868: Primo faro costruito sulla Punta Penna
- 1906: Edificazione dell’attuale faro
- 1943: Distruzione durante la Seconda Guerra Mondiale
- 1948: Ricostruzione e riattivazione
La scalata alla torre
Salire i 307 gradini della scala a chiocciola interna è un’esperienza che mescola fatica e meraviglia. La stretta scalinata in ferro battuto conduce attraverso i vari livelli della torre, offrendo scorci sempre diversi sul mare e sulla costa. Una volta in cima, la terrazza circostante regala una vista senza eguali: a nord si scorge il profilo del Gargano, a sud la costa dei trabocchi con i suoi caratteristici pontili da pesca, mentre verso l’interno si staglia la maestosa Maiella. Nei giorni particolarmente tersi è possibile vedere le Isole Tremiti. La lanterna, ancora funzionante, emette lampi bianchi ogni 15 secondi visibili fino a 25 miglia marine. La sensazione di essere sospesi tra cielo e mare, con il vento che accarezza il viso, rimane impressa a lungo nella memoria.
Il sentiero costiero
Il faro è raggiungibile attraverso un sentiero panoramico che costeggia la scogliera, parte della Riserva Naturale di Punta Aderci. Il percorso, adatto a tutti, si snoda tra macchia mediterranea e affacci mozzafiato sul mare. Lungo il cammino si incontrano punti di osservazione ideali per il birdwatching, dato che l’area è frequentata da gabbiani, cormorani e, in certi periodi, falchi pellegrini. La zona è particolarmente suggestiva al tramonto, quando i raggi del sole tingono di rosso la torre del faro e creano giochi di luce sull’acqua. Il sentiero collega il faro alla spiaggia di Punta Penna, caratterizzata da ciottoli levigati dal mare e acque cristalline, perfetta per un bagno rinfrescante dopo la visita.
Perché visitarlo
Tre motivi rendono il Faro di Punta Penna una tappa imperdibile: la vista panoramica unica sull’Adriatico abruzzese, che spazia dalla Costa dei Trabocchi al Gargano; l’opportunità di salire su uno dei fari più alti d’Italia ancora attivo, vivendo l’emozione di essere per un momento guardiano del mare; la possibilità di combinare cultura e natura, unendo la visita al faro con una passeggiata nella vicina Riserva di Punta Aderci. Inoltre, la sua accessibilità lo rende adatto a famiglie e appassionati di fotografia, che qui trovano scorci indimenticabili in ogni stagione.
Quando andare
Il momento più suggestivo per visitare il faro è il tramonto, quando il sole cala sul mare tingendo di arancione e rosso la torre bianca. Le luci del crepuscolo si riflettono sull’acqua creando atmosfere magiche, mentre il faro inizia a emettere i suoi caratteristici lampi. Anche le prime ore del mattino regalano grande fascino, con la luce radente che esalta i contrasti e il silenzio rotto solo dal rumore delle onde. Nei mesi estivi, evitare le ore centrali della giornata permette di godere della brezza marina e di temperature più piacevoli durante la salita.
Nei dintorni
A completare l’esperienza, a pochi minuti dal faro si trova il Centro Storico di Vasto con il suo Castello Caldoresco e il loggiato di Palazzo d’Avalos, che ospita il Museo Archeologico e la Pinacoteca. Per gli amanti del mare, la Riserva Naturale di Punta Aderci offre sentieri tra scogliere a picco sul mare e calette nascoste, ideali per snorkeling e relax. Entrambi i luoghi arricchiscono la visita con storia, arte e natura, creando un itinerario completo nella costa teatina.