La Chiesa di San Michele del Gesù, in via Borgoleoni 56, è un luogo di culto attivo nel cuore di Ferrara, tra Castello Estense e Palazzo dei Diamanti. Fondata nel 1570 per i gesuiti e consacrata nel 1599, conserva il Compianto sul Cristo Morto di Guido Mazzoni, il monumento di Barbara d’Austria e una navata unica. La facciata in mattoni, sobria e rinascimentale, custodisce opere dal XVI al XVIII secolo e una storia segnata dai bombardamenti del 1944. – Compianto di Guido Mazzoni: terracotta policroma del XV secolo. – Monumento di Barbara d’Austria: dietro l’altare, di Pirro Ligorio. – Eventi: conferenze e concerti per San Michele. – Info: ingresso libero, orari variabili, accesso con rampa.
Introduzione: Chiesa di San Michele del Gesù
La Chiesa di San Michele del Gesù non è uno di quei monumenti che ti saltano addosso. Sta in via Borgoleoni, a due passi dal Castello Estense, e da fuori mostra una facciata sobria in mattoni, quasi dimessa. Poi entri e capisci che Ferrara nasconde bene i suoi tesori. L’edificio, noto anche come Chiesa del Gesù, nasce nella seconda metà del Cinquecento per i gesuiti, dentro l’Addizione Erculea voluta da Ercole I d’Este. La navata unica, le cappelle laterali e la cupola luminosa creano uno spazio raccolto ma non pesante. Il motivo per cui vale la deviazione è però il Compianto sul Cristo Morto di Guido Mazzoni: terracotta policroma, dolore vero, prima del 1485. Aggiungi il monumento di Barbara d’Austria e qualche opera del XVI-XVIII secolo. Non aspettarti il caos dei grandi musei: qui si respira una Ferrara più intima.
Cenni storici
La storia della chiesa parte da lontano. I gesuiti arrivano a Ferrara nel
1551, invitati dal duca
Ercole II d’Este per fondare un collegio educativo. La chiesa viene edificata nel
1570 su progetto di
Alberto Schiatti, con il contributo dei duchi estensi e di privati cittadini. La consacrazione arriva nel
1599 per mano dell’arcivescovo
Giovanni Fontana. Nel 1773 la Compagnia di Gesù viene soppressa e il complesso passa ai padri somaschi; dopo le soppressioni napoleoniche il collegio diventa tribunale, ospedale e carcere. I gesuiti tornano nel 1847 e restano fino al 1979. Nel 1933 l’arcivescovo Ruggero Bovelli trasferisce qui il priorato di San Michele, da cui il nome attuale; nel 1986 la parrocchia viene rinominata Parrocchia del Gesù. I bombardamenti del 1944 danneggiano gravemente la chiesa, che perde affreschi e viene restaurata. Timeline:
- 1551: i gesuiti arrivano a Ferrara.
- 1570: edificazione della chiesa.
- 1599: consacrazione.
- 1773: soppressione dei gesuiti.
- 1847: ritorno dei gesuiti.
- 1933: priorato di San Michele.
- 1944: bombardamenti.
- 1986: Parrocchia del Gesù.
Architettura: mattoni, navata unica e cupola luminosa
Dell’esterno colpisce la facciata in mattoni rossi, lineare e sobria, con tre ingressi decorati in marmo chiaro: quello centrale è più grande dei laterali. È un volto rinascimentale che non promette eccessi, ma inserisce la chiesa nel tessuto dell’Addizione Erculea, il progetto urbano di Biagio Rossetti del 1492. Dentro, lo spazio è a navata unica affiancata da cappelle, con una cupola che porta luce sull’assemblea. L’ispirazione è la Chiesa del Gesù di Roma, ma qui le dimensioni restano ferraresi: raccolte, misurabili, quasi familiari. Non ci sono navate laterali a disperdere lo sguardo. Le cappelle si aprono lungo i lati e accompagnano il visitatore verso l’altare maggiore, dove si concentrano le opere più importanti. La semplicità dell’insieme è la sua forza: pochi materiali, linee chiare, una luce che cambia a seconda dell’ora. Se passi in una giornata di sole, la cupola diventa il vero faro della visita.
Capolavori: il Compianto del Mazzoni e Barbara d’Austria
Il pezzo che ti resta in testa è il Compianto sul Corpo di Cristo, detto anche Pianzun dla Rosa. È un gruppo scultoreo in terracotta policroma di Guido Mazzoni, databile prima del 1485. Arriva dalla chiesa di Santa Maria della Rosa, distrutta durante la Seconda Guerra Mondiale: da qui il soprannome. Le statue sono a grandezza naturale e mostrano il dolore in modo diretto, senza filtri. Non è un’opera fredda da museo: è teatrale, popolare, quasi rumorosa nel suo silenzio. Dietro l’altare maggiore c’è poi il monumento funebre di Barbara d’Austria, moglie di Alfonso II d’Este, morta nel 1572. Fu progettato dall’architetto napoletano Pirro Ligorio. Nella chiesa si conservano anche l’Annunciazione di Il Bastarolo (1585) e opere di Giuseppe Maria Crespi. Il mix tra Rinascimento, Controriforma e devozione quotidiana è ciò che rende questa visita diversa dalle solite tappe ferraresi.
La chiesa oggi: festa patronale e vita di quartiere
La chiesa non è solo una tappa turistica: è un luogo di culto attivo. Nel settembre 2022 si è tenuta la prima edizione della Festa Patronale di San Michele al Gesù, con un programma che ha unito cultura, devozione e convivialità. Tra gli appuntamenti, conferenze come quella di Francesco Scafuri, ‘La chiesa del Gesù, una storia straordinaria’, e di Marialucia Menegatti su San Michele Arcangelo tra devozione e arte. Non sono mancati momenti musicali, come il concerto dell’Este Brass Quintet diretto da Gianmaria Raminelli, messe solenni e una processione con la statua di San Michele per le vie del centro. Il 29 settembre 2024 la chiesa ha ospitato una messa per la festa di San Michele Arcangelo, patrono della Polizia di Stato, officiata dall’arcivescovo Giancarlo Perego. Se capiti in quei giorni, trovi una Ferrara più comunitaria e meno turistica: un buon motivo per tornare.
Perché visitarlo: tre motivi concreti
Primo: il Compianto di Guido Mazzoni è uno di quei capolavori che non ti aspetti in una chiesa di provincia. È terracotta policroma, prima del 1485, e ha una forza emotiva rara. Secondo: la chiesa è un esempio perfetto di architettura gesuitica a Ferrara, con navata unica, cupola luminosa e facciata in mattoni che racconta l’Addizione Erculea di Biagio Rossetti. Terzo: la posizione. Siamo in via Borgoleoni, vicino al Castello Estense, al Palazzo dei Diamanti e a Via delle Volte. Puoi inserirla in una passeggiata nel centro senza deviazioni complicate. In più, l’ingresso è libero e ci sono rampe per sedie a rotelle e passeggini. Le visite guidate gratuite, quando disponibili, aggiungono contesto senza appesantire. Non è la chiesa più grande di Ferrara, ma è tra le più sorprendenti. E il monumento di Barbara d’Austria, progettato da Pirro Ligorio, completa il quadro.
Quando andare: luce, silenzio e festa patronale
Non c’è una stagione sbagliata, ma il momento giusto dipende da cosa cerchi. Per goderti la cupola luminosa e la navata senza confusione, punta a una mattina o a un tardo pomeriggio, quando la luce entra più morbida e i gruppi sono pochi. La chiesa è aperta soprattutto nei fine settimana e in alcuni giorni feriali, ma gli orari cambiano spesso: meglio verificare prima di partire. Se vuoi un’esperienza più viva, tieni d’occhio la Festa Patronale di San Michele al Gesù, che si tiene a settembre e anima la piazza con conferenze, musica e processioni. In quei giorni la chiesa diventa il centro di una comunità, non solo una meta turistica. Evita le ore centrali delle domeniche con messa se cerchi silenzio. In autunno Ferrara è spesso avvolta dalla nebbia: l’atmosfera è malinconica ma suggestiva.
Nei dintorni: Castello Estense e Palazzo dei Diamanti
Uscendo dalla chiesa, sei già nel cuore di Ferrara. A pochi passi c’è il Castello Estense, con il fossato e le torri: è il simbolo della città e una tappa obbligata. Sempre in zona, il Palazzo dei Diamanti con la facciata a bugne di marmo bianco e rosa, sede di mostre e pinacoteca. Se ti piace camminare, infilati in Via delle Volte, l’arteria medievale più suggestiva del centro, con archi e mattoni che raccontano la Ferrara prima dell’Addizione Erculea. Per chi vuole restare sul tema religioso, la ex chiesa di San Michele Arcangelo, in piazzetta San Michele, è una delle più antiche della città: fu soppressa nel 1932 e la parrocchia passò proprio alla chiesa del Gesù. Oggi è un edificio in cotto a vista con archi ciechi. Chiude il giro una passeggiata verso il Duomo e Piazza Trento e Trieste.