🧭 Cosa ti aspetta
Ideale per chi ama storia, castelli e borghi medievali Punti forti: concentrazione unica di rocche e fortezze Natura: valli Trebbia e Tidone per escursioni e relax Enogastronomia: vini Colli Piacentini e salumi tipici Adatto a viaggiatori curiosi e famiglie
Eventi nei dintorni
La Provincia di Piacenza è un concentrato di tesori spesso trascurati, ma che meritano una visita. Qui trovi una delle più alte concentrazioni di castelli d'Italia, come il Castello di Rivalta e la Rocca Viscontea di Castell'Arquato, perfetti per un tuffo nel Medioevo. Non perdere il Duomo di Piacenza e Palazzo Farnese nel capoluogo, poi lasciati stupire dai borghi di Bobbio e Vigolzone. La natura è protagonista con le valli Trebbia e Tidone, ideali per escursioni e trekking, mentre i sapori locali – dai salumi ai vini DOP – arricchiscono l'esperienza. In questo articolo ti guiderò tra le tappe imperdibili di questa provincia ricca di storia, paesaggi e gastronomia, con consigli pratici per organizzare al meglio la tua visita. La Provincia di Piacenza ti aspetta con i suoi castelli, borghi e natura incontaminata.
Panoramica
- Duomo di Piacenza
- Palazzo Farnese: il gioiello incompiuto di Piacenza
- Galleria d'Arte Moderna Ricci Oddi: Un tesoro ritrovato a Piacenza
- Rocca Viscontea di Castell'Arquato
- Castello di Rivalta: storia e leggende tra le mura
- Castello di Agazzano: tra rocca medievale e dimora settecentesca
- Castello di San Pietro in Cerro: un gioiello del Quattrocento tra arte e leggenda
- Castello Malaspina Dal Verme: storia, leggende e panorami
- Veleia Romana, la Pompei del Nord
- Castello di Montechiaro: un balcone sul paesaggio piacentino
- Castello di Gropparello: tra leggende e meraviglie medievali
- Il Castello di Monticelli d'Ongina: una rocca da favola tra storia e natura
- Abbazia di Val Tolla, il gioiello sepolto di Morfasso
- Collegiata di San Fiorenzo: un tuffo nel medioevo
- Castello di Paderna: tra fossato e leggende
Itinerari nei dintorni
Duomo di Piacenza
- Vai alla scheda: Duomo di Piacenza: affreschi trecenteschi, cripta con 108 colonne e vista panoramica
- Piazza Duomo, Piacenza (PC)
- https://cattedralepiacenza.it/
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Se passi da Piacenza, il Duomo è una tappa obbligata. Costruito a partire dal 1122 dopo che un terremoto aveva distrutto la precedente cattedrale, è uno degli esempi più affascinanti di romanico padano. La facciata mescola marmo rosa di Verona e arenaria, con tre portali scolpiti da allievi di Wiligelmo: guarda i leoni stilofori del portale centrale e il protiro sinistro con scene dell'infanzia di Cristo. Il campanile, alto 72,5 metri, è dominato dall’Angil dal Dom, un angelo di rame dorato del 1341 che è diventato il simbolo della città.Entra e lasciati avvolgere dall’atmosfera solenne: tre navate divise da 25 pilastri cilindrici, e sulle pareti le formelle delle corporazioni medievali che finanziarono i lavori. Il vero spettacolo è la cupola ottagonale, affrescata dal Morazzone e dal Guercino tra il 1625 e il 1627: i profeti e le sibille sono imponenti, e salendo i 136 gradini (prenotazione obbligatoria) ti trovi a 27 metri d’altezza, a tu per tu con i dettagli. Non perdere la cripta di Santa Giustina, la parte più antica, con 108 colonnine romaniche e le reliquie della santa.
L’ingresso è gratuito (tutti i giorni 8:30-12:30 e 15:30-19:30), e se hai tempo visita il Museo Kronos (a pagamento) per il trittico trecentesco e il manoscritto miniato del XII secolo. In poche parole: storia, arte e spiritualità in un solo posto.

Palazzo Farnese: il gioiello incompiuto di Piacenza
- Via Campo della Fiera, Piacenza (PC)
- https://www.palazzofarnese.piacenza.it/it
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Se passi da Piacenza, Palazzo Farnese è una tappa obbligata. Non lasciarti ingannare dall'apparenza: sembra un enorme cantiere fermo da secoli, e in parte lo è. Il progetto originale del Vignola prevedeva un palazzo più grande della Reggia di Caserta, ma nel 1602 i lavori si fermarono per mancanza di fondi. Oggi visitiamo circa metà dell'opera, eppure è già spettacolare.Entrando dal cancello in ferro battuto del Seicento, ti trovi in un cortile con logge su due piani. La sensazione è quella di essere in una reggia abbandonata, ma piena di tesori. All'interno ci sono ben 9 collezioni museali – con un unico biglietto da 10 euro puoi vedere tutto. Il mio consiglio? Non perderti il Fegato di Piacenza, un modello bronzeo di fegato di pecora usato dagli etruschi per le divinazioni (II-I sec. a.C.). È unico al mondo e ti lascia senza parole.
Poi c'è la Pinacoteca, con opere dal XIV al XIX secolo. Il pezzo forte è il tondo di Sandro Botticelli: Madonna adorante il Bambino con san Giovannino. La sala è apposta studiata per metterlo in risalto. Se ami le carrozze, il Museo delle Carrozze ti farà sognare: una trentina di esemplari tra cui un carro funebre e una slitta.
E se arrivi di domenica, ci sono visite guidate gratuite (prenotazione obbligatoria). Il palazzo è aperto dal martedì alla domenica (chiuso lunedì). Durante l'estate, nel cortile si tengono eventi come il Piacenza Summer Cult. Un consiglio pratico: la biglietteria chiude mezz'ora prima. E non portare il cane – qui non è permesso.
Insomma, Palazzo Farnese è un posto che ti resta dentro: un incompiuto pieno di meraviglia.

Galleria d'Arte Moderna Ricci Oddi: Un tesoro ritrovato a Piacenza
- Via San Siro 13, Piacenza (PC)
- https://riccioddi.it
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Se passi da Piacenza, la Galleria d'Arte Moderna Ricci Oddi è una tappa obbligata. Inaugurata nel 1931, nasce dalla passione del nobile Giuseppe Ricci Oddi, che donò alla città la sua collezione privata. L'edificio, progettato da Giulio Ulisse Arata, è un gioiello di architettura museale: sorge sui resti dell'ex convento di San Siro e integra mattoni a vista con intonaci seicenteschi, il tutto bagnato da una meravigliosa luce naturale zenitale. All'interno, diciannove sale raccontano la pittura italiana dal 1830 al 1930, con una predilezione per la figurazione e il paesaggio. Il vero pezzo forte? Il Ritratto di signora di Gustav Klimt, rubato alla fine degli anni '90 e ritrovato nel 2019 dopo una vicenda degna di un thriller. La storia è curiosa: fu una studentessa liceale a notare la somiglianza con un altro dipinto, dando il via alle indagini. Oltre al Klimt, ammirerai opere di macchiaioli toscani, Antonio Fontanesi, Giovanni Boldini, Pellizza da Volpedo (con il suo struggente Roveto), Medardo Rosso e tanti altri artisti del Novecento come Boccioni, Carrà, Morandi e Casorati. La galleria è stata completamente riqualificata tra 2025 e 2026: le sale sono state restaurate, sono arrivate audioguide e nuovi allestimenti curati dallo studio Lissoni & Partners. L'ingresso è accessibile ai disabili, con rampa e sedia a rotelle a disposizione. Orari: chiuso lunedì; martedì-giovedì 9:30-13:00; venerdì-domenica 9:30-18:00. Biglietto: intero 10 €, ridotto 7 €. Insomma, un luogo che unisce arte, storia e un pizzico di mistero.
Rocca Viscontea di Castell'Arquato
- Vai alla scheda: Rocca Viscontea di Castell'Arquato: fortezza medievale con torri e camminamenti percorribili
- Via Magno, Castell'Arquato (PC)
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Se passate da Castell'Arquato, una tappa obbligata è la Rocca Viscontea, che svetta sulla piazza principale del borgo. Costruita a partire dal 1342 per volere di Luchino Visconti e completata nel 1349, questa fortezza in laterizio rosso ha mantenuto intatto il suo carattere difensivo. La sua pianta a L e il doppio ordine di mura – una cinta inferiore per i soldati e una superiore per il comando – raccontano una storia tutta militare, senza mai diventare residenza nobiliare.Salendo sul mastio alto 42 metri, il nucleo più antico, si arriva a un terrazzo panoramico mozzafiato: da lì la vista spazia dalla pianura padana alle Alpi e dall'Appennino al mare. All'interno, il Museo di vita medievale vi immerge nell'epoca con video, modellini e una stanza dedicata agli assedi. Tra l'altro, nel 1985 la rocca è stata set del film Ladyhawke con Michelle Pfeiffer.
Fino agli anni '60 del Novecento è stata usata come carcere mandamentale, e oggi si visita dal martedì alla domenica (chiuso il lunedì). L'ingresso costa 6 euro intero, ridotto a 4,50 per over 65 e bambini 6-12 anni. Il borgo merita una passeggiata: sulla stessa piazza trovate il Palazzo del Podestà e la Collegiata di Santa Maria.
Consiglio: se potete, salite sulla torre al tramonto – il colore del cotto che si accende è uno spettacolo.

Castello di Rivalta: storia e leggende tra le mura
- Vai alla scheda: Castello di Rivalta: torri merlate, fossato medievale e dimora abitata dai Zanardi Landi
- Loc. Borgo di Rivalta, Rivalta Trebbia (PC)
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Immerso nel verde della Val Trebbia, il Castello di Rivalta è uno dei gioielli medievali della provincia di Piacenza. Arroccato su una scarpata che domina il fiume, questo maniero è ancora oggi abitato dai discendenti della famiglia Landi, gli Zanardi Landi. La sua imponente torre quadrata alta 36 metri e la caratteristica torre circolare, chiamata Torresino, lo rendono riconoscibile da lontano. La storia del castello inizia almeno dall'XI secolo, quando era una torre di avvistamento romana, ma il vero sviluppo arrivò con i Landi nel Trecento. All'interno, oltre cinquanta stanze arredate con mobili d'epoca raccontano secoli di storia. Il Salone d'Onore, la Sala delle Armi con le bandiere originali della Battaglia di Lepanto (1571), il Museo del Costume Militare con oltre 90 divise, e il suggestivo Museo dell'Arte Sacra che custodisce un Cristo nudo di Francesco Mochi sono solo alcune delle meraviglie. Tra le curiosità, la chiave della regina Angilberta, il sistema sonoro della sala da pranzo che permette di sussurrare da un capo all'altro, e la Camera Verde che ha ospitato la principessa Margaret d'Inghilterra. Ma attenzione ai fantasmi: si dice che il cuoco Giuseppe, ucciso nel Settecento, giochi con gli interruttori, e che lo spirito di Pietro Landi vaghi ancora. La visita è possibile solo con guida, con tre percorsi: AES (30 minuti), Argentum (1 ora e 20) e Aurum (2 ore). Prenotazione obbligatoria, soprattutto nei weekend. Il borgo medievale circostante, con la Chiesa di San Martino, è un'altra gemma da esplorare. Un consiglio: assaggiate i fichi di Rivalta, sono famosi!
Castello di Agazzano: tra rocca medievale e dimora settecentesca
- Vai alla scheda: Castello di Agazzano: fortezza medievale con palazzo rinascimentale e giardini all'italiana
- Via del Castello, Agazzano (PC)
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Se passate da Agazzano, in provincia di Piacenza, il Castello di Agazzano è una tappa obbligata. Non è un solo castello, ma un complesso che unisce la rocca rinascimentale del 1475 e una villa settecentesca, creando un contrasto affascinante tra l'austerità medievale e l'eleganza signorile. La rocca, a pianta rettangolare con due torri rotonde superstiti, conserva un cortile interno con un loggiato su tre lati e un pozzo esagonale. La leggenda narra di un tunnel segreto che porterebbe al castello di Lisignano. La villa, accessibile da un cancello in stile francese, ospita saloni affrescati con paesaggi esotici, mobili d'epoca e una collezione di ceramiche pregiate. Il giardino alla francese, opera del botanico Luigi Villoresi, si sviluppa su due livelli con statue, fontane e piante esotiche, mentre un vigneto di circa 3 ettari produce vini invecchiati nelle cantine del castello. Il castello è visitabile da fine marzo a novembre, nei weekend con visite guidate (adulti 8,50 €, bambini 0-6 gratis). Se avete un debole per le storie di fantasmi, qui aleggerebbe lo spirito di Pier Maria Scotti detto "il Buso", ucciso nel 1529. Un luogo che sa mescolare storia, natura e un pizzico di mistero.
Castello di San Pietro in Cerro: un gioiello del Quattrocento tra arte e leggenda
- Via Melchiorre Gioia, San Pietro in Cerro (PC)
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Immerso nella tranquilla Val d'Arda, al confine tra Piacenza, Parma e Cremona, il Castello di San Pietro in Cerro è una di quelle sorprese che non ti aspetti. Costruito a partire dal 1460 per volere di Bartolomeo Barattieri – giureconsulto e ambasciatore – questo castello di transizione mostra ancora oggi i segni del passaggio dalle difese medievali a quelle moderne: due torri rotonde fiancheggiano il massiccio mastio centrale, e le feritoie a ventiera raccontano l'arrivo delle armi da fuoco. L'esterno è austero, ma appena entri nel cortile interno ti accoglie un elegante doppio loggiato quattrocentesco che toglie il fiato. La famiglia Barattieri lo custodì per quasi cinquecento anni, fino al 1993, quando passò agli Spaggiari che dopo attenti restauri lo hanno aperto al pubblico. Oggi puoi visitare oltre trenta sale, arredate con mobili d'epoca e affreschi. Tra i punti forti, il MiM – Museum in Motion, che nel sottotetto espone a rotazione oltre 1600 opere di arte contemporanea (soprattutto piacentina). Ma la vera chicca sono i Guerrieri di Xi'an: quaranta statue di terracotta a grandezza naturale, copie autorizzate dal governo cinese, nei sotterranei. C'è anche una ricca Sala delle Armi con cinquecento pezzi, e una biblioteca storica con duemila volumi. E poi c'è la leggenda: si dice che il fantasma di Agata, una serva innamorata, si aggiri ancora tra le mura. Io non l'ho visto, ma chissà... Il castello è visitabile la domenica e i festivi da marzo a ottobre (o novembre), con visite guidate. Biglietto 10 euro, ne vale ogni centesimo.
Castello Malaspina Dal Verme: storia, leggende e panorami
- Vicolo del Torrino 3, Bobbio (PC)
- http://www.polomusealeemiliaromagna.beniculturali.it/musei/castello-malaspina-di-bobbio
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- pm-ero@beniculturali.it
- +39 0523 936500
Arroccato sulla collina che domina Bobbio, il Castello Malaspina Dal Verme è una di quelle mete che ti fa sentire subito in un’altra epoca. Costruito a partire dal 1304 per volere di Corradino Malaspina, fu una roccaforte ghibellina prima di passare ai Visconti e poi, nel 1436, ai Dal Verme. È proprio con quest’ultima famiglia che il castello si trasformò: da austero baluardo difensivo a raffinata dimora signorile, soprattutto a metà Cinquecento per opera di Gian Maria Dal Verme. Oggi è proprietà dello Stato (gestito dal Comune dal 2020) e si può visitare tutto l’anno, con orari che variano a seconda della stagione: in genere nei weekend, a volte anche nei giorni feriali. Il biglietto costa 4 euro, ridotto 2.Entrando, quello che colpisce è la massiccia struttura in pietra, con il mastio rettangolare a cinque piani e la caratteristica torre rotonda. All’interno, i saloni raccontano secoli di storia: la Sala delle Marine con l’affresco cinquecentesco della Madonna con Bambino, il Salone delle feste con camino e armi dei Dal Verme, e poi il Salotto Liberty, la camera Impero… ogni stanza ha un suo perché. Ma il vero pezzo forte è la leggenda: nei sotterranei si nasconde il Pozzo dei Coltelli, un condotto rivestito di lame affilate dove, secondo la tradizione, venivano gettati i nemici. Si dice che i fantasmi di quelle vittime si aggirino ancora tra le mura – a me è venuto un brivido, lo ammetto. Salendo sulla torre, invece, la vista sulla Val Trebbia e sui tetti di Bobbio è pura pace. Un consiglio: arrivate con calma, magari in primavera o autunno, e godetevi anche il borgo. Il castello è in cima, si arriva a piedi tra vicoli medievali – e già quello è un viaggio nel tempo.

Veleia Romana, la Pompei del Nord
- SP14, Lugagnano Val d'Arda (PC)
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Sei mai stato a Veleia Romana? Se pensi che i siti archeologici siano solo noiosi mucchi di pietre, ripensaci. Questo gioiello nascosto in Val d’Arda, nel comune di Lugagnano, è uno dei luoghi più affascinanti del Nord Italia. E no, non è esagerato chiamarlo la “Pompei del Nord”: qui i resti di un'intera città romana sono venuti alla luce grazie a un ritrovamento casuale nel 1747: la famosa Tabula Alimentaria Traiana, la più grande iscrizione in bronzo del mondo romano, oggi al Museo Archeologico di Parma. Gli scavi, voluti dal duca Filippo di Borbone, hanno portato alla luce foro, basilica, terme e botteghe. Passeggiare sul lastricato in arenaria del foro, finanziato dal magistrato Lucio Lucilio Prisco, è come fare un salto indietro di duemila anni. Non perderti l’Antiquarium, dove trovi calchi della Tabula, reperti liguri e romani, e persino un mosaico con maschera teatrale. E se vai d’estate, be’, il Festival del Teatro Antico dà vita alle rovine con spettacoli imperdibili. Il sito è ben attrezzato: percorsi per disabili, bar e ristorante. I biglietti costano solo 3 euro, e la prima domenica del mese è gratis. Unico neo: in inverno coprono le pavimentazioni per proteggerle, quindi chiama prima per sapere cosa è visibile. Ma credimi, ne vale la pena.
Castello di Montechiaro: un balcone sul paesaggio piacentino
- Vai alla scheda: Castello di Montechiaro: fortezza medievale con vista a 360° e cantine storiche
- Strada Statale di Val Trebbia, Denavolo (PC)
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Arroccato su una collina nel piccolo borgo di Denavolo, il Castello di Montechiaro è uno di quei luoghi che ti fa innamorare della Val Trebbia. Costruito intorno al X secolo, il castello ha origini longobarde e ha subito numerosi rimaneggiamenti nel corso dei secoli. La sua posizione strategica lo rendeva un punto di controllo fondamentale per le vie di comunicazione tra Piacenza e la Liguria. Oggi, dopo un accurato restauro, è visitabile e offre uno scenario mozzafiato sulle colline circostanti.La struttura è composta da una cinta muraria merlata, una torre quadrata e un corpo centrale con finestre ad arco. Passeggiando tra le sale, si respira un’atmosfera antica, arricchita da arredi d’epoca e affreschi originali. Il panorama dalla torre è qualcosa di indimenticabile: foreste, vigneti e il letto del Trebbia che serpeggia lontano.
Per visitarlo, consiglio di prenotare in anticipo: è aperto soprattutto nei fine settimana e in occasione di eventi speciali. Portati scarpe comode, perché il sentiero per arrivare è sterrato e un po’ ripido, ma la salita è ripagata dalla vista. Un vero gioiello nascosto, lontano dai circuiti turistici di massa.

Castello di Gropparello: tra leggende e meraviglie medievali
- Giardino delle Fiabe, Gropparello (PC)
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Arroccato su uno sperone di rocce ofiolitiche che strapiombano sul torrente Vezzeno, il Castello di Gropparello è uno di quei luoghi che ti lasciano senza fiato. Già nell'810 Carlo Magno lo concesse al vescovo di Piacenza, ma le sue origini sono più antiche: qui sorgeva un castrum romano del II secolo a.C. La storia più affascinante? Quella di Rosania Fulgosio, murata viva dal marito nel Duecento: pare che il suo fantasma si aggiri ancora tra le sale. La visita guidata ti porta attraverso il mastio, la sala d'armi e gli antichi camini monumentali, ma il vero colpo d'occhio è dall'alto, con la vista sull'orrido. Il parco di 20 ettari è un gioiello: il Museo della Rosa Nascente conta oltre 1200 rose di 125 varietà, e per i bambini c'è il Parco delle Fiabe, il primo parco emotivo d'Italia, con attori che coinvolgono i piccoli in avventure medievali. Se vuoi passare la notte, la suite nella Torre dei Barbagianni è scavata nella roccia con vasca idromassaggio. I biglietti? Visita al castello 13€ (ridotto 10€), Parco delle Fiabe 29€ adulti, 24,50€ bambini. Aperto tutto l'anno con visite guidate obbligatorie (orari: feriali 11:30, weekend anche 15:30). Un posto che unisce storia, natura e un pizzico di mistero – perfetto per una gitta fuori porta.
Il Castello di Monticelli d'Ongina: una rocca da favola tra storia e natura
- Piazza Casali, Monticelli d'Ongina (PC)
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Se passi da Monticelli d'Ongina, non puoi perderti il Castello di Monticelli d'Ongina (detto anche Rocca Pallavicino-Casali). È uno dei castelli di pianura più imponenti dell'Emilia-Romagna, tutto in mattoni a vista, con pianta quadrata e quattro torrioni rotondi agli angoli. La sua storia inizia nel 1298 come fortificazione di Cremona, ma l'attuale struttura fu voluta da Rolando Pallavicino all'inizio del '400 e completata dal figlio Carlo, vescovo di Lodi. A vederlo da fuori sembra inespugnabile, ma entrando si scoprono tesori incredibili. La Cappella del Bembo è il gioiello assoluto: affrescata da Bonifacio e Benedetto Bembo intorno al 1460, conserva un'Ultima Cena che secondo alcuni critici potrebbe aver ispirato Leonardo da Vinci. Ma non è tutto: ci sono anche scene della vita di San Bassiano, un San Giorgio che uccide il drago e un ritratto del vescovo committente. Salendo al piano nobile, i saloni sono decorati con affreschi settecenteschi che celebrano la famiglia Casali, mentre al piano superiore del mastio orientale si trovano le vecchie prigioni con graffiti lasciati dai detenuti. E sotto? Le cantine ospitano l'Acquario e il Museo Etnografico del Po, con una piroga monossile del VI-VII secolo, il Museo Contadino e quello Archeologico. La visita è possibile solo la domenica (orario invernale 14:30-17:00, estivo 15:00-18:30), ma attenzione: chiuso a gennaio, luglio, agosto e dicembre. Prenota al 338 1801426. E se senti dei lamenti? Potrebbe essere il fantasma di Giuseppina, una leggenda locale…
Abbazia di Val Tolla, il gioiello sepolto di Morfasso
- SP21, Morfasso (PC)
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Se pensi che la Val d'Arda sia solo natura, ti sbagli. A Morfasso, nella frazione Monastero, c'è un sito archeologico che ha dell'incredibile: l'Abbazia di Val Tolla. Fondata dai longobardi nel VII secolo, fu un centro di potere enorme, indipendente dal vescovo di Piacenza e protetto direttamente dai re. Poi, nel 1765, venne demolita e sepolta. Fino a pochi anni fa non restava quasi nulla, poi gli scavi hanno ribaltato tutto.Sotto terra sono emerse tre chiese sovrapposte: una del XII secolo, una del XV e una del Settecento (quella del 1757). I lavori, costati circa 400.000 euro, hanno svelato absidi, muri e persino un altare. Il sito è stato inaugurato ufficialmente il 20 settembre 2025 dopo otto anni di ricerche. Oggi puoi visitarlo liberamente, con cartelli esplicativi che raccontano la storia.
Se non ami camminare sui resti, c'è una sorpresa: grazie a un modello 3D e a un video drone (li trovi online) puoi esplorare l'abbazia da casa. Per gli appassionati, ogni anno vengono organizzate escursioni guidate di 6 km per vedere gli scavi in corso con gli archeologi.
Camminare tra questi ruderi ti dà la sensazione di essere un esploratore. La vegetazione ha nascosto tutto per secoli, e ora, a poco a poco, la storia riaffiora. Se passi da queste parti, non perdertelo: Morfasso ha un tesoro che aspetta solo di essere scoperto.

Collegiata di San Fiorenzo: un tuffo nel medioevo
- Via Sforza Pallavicino 15, Fiorenzuola d'Arda (PC)
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Se passate da Fiorenzuola d'Arda, non potete perdervi la Collegiata di San Fiorenzo. È il cuore della cittadina, un edificio che mescola romanico e gotico, con quella facciata in cotto che sembra raccontare storie antiche. Costruita a partire dal 1273 su una chiesa del IV secolo, ha richiesto oltre due secoli per essere completata: la consacrazione arrivò solo nel 1525. All'interno, la navata a tre campate con pilastri cilindrici e volte a crociera vi lascerà a bocca aperta. Gli affreschi dell'abside, di scuola lombarda del '400, raffigurano le storie di San Fiorenzo e una Crocifissione: sono stati riscoperti nel 1962, nascosti sotto strati di calce. L'altare maggiore, in marmo bianco, è opera di Giampaolo Panini, mentre la tela del Miracolo di San Fiorenzo è di Marco Benefial. Il campanile, separato dal corpo della chiesa, sorge sui resti di un'antica torre: da lì la vista sulla piazza è stupenda. La chiesa è aperta tutti i giorni dalle 7 alle 12 e dalle 15 alle 19, con ingresso gratuito. Se siete pellegrini sulla Via Francigena, qui trovate anche un ostello che accoglie i viandanti. Un consiglio: perdete un po' di tempo ad ammirare i dettagli delle cappelle barocche, come quella del SS. Sacramento. Questo posto ha un'atmosfera che ti riporta indietro nei secoli.
Castello di Paderna: tra fossato e leggende
- Via Firenze, Pontenure (PC)
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Se pensate che i castelli italiani siano tutti uguali, non avete ancora messo piede al Castello di Paderna. Immerso nella pianura padana a Pontenure, questo fortilizio dell'XI secolo è ancora circondato da un fossato colmo d'acqua. La sua storia inizia nell'817 d.C., quando compare come "Curte Paterno". Nel 1453 passa ai Marazzani, che lo trasformano in residenza agricola e difensiva. Oggi è gestito dalla marchesa Luisa Casali di Monticelli.Il castello ha pianta quadrata, divisa in due corti. La torre d'ingresso, in mattoni, conserva gli alloggi del doppio ponte levatoio. Ma l'elemento più affascinante è il torrione nell'acqua, isolato nel fossato, che fungeva da ultimo rifugio. All'interno, non perdete l'oratorio di Santa Maria, esempio di romanico con colonne romane di reimpiego. La pianta a croce greca e le volte a crociera vi lasceranno senza fiato. Da vedere anche l'armeria con armi medievali e la vecchia cucina.
Il castello è aperto da maggio a settembre, sabato e domenica, con visite guidate alle 10 e 11. Prezzo: 10€ adulti, 8€ ridotto. Ma se venite il primo weekend di ottobre, beccate la Rassegna di Piante, Fiori e Frutti dimenticati, una fiera con oltre 160 espositori. L'azienda agricola biologica produce mele antiche. E poi c'è la leggenda del cavaliere Confalonieri, la cui ombra vagherebbe tra le mura. Si dice che le sue urla si sentissero "a un tiro di balestra". Insomma, un castello che unisce storia, natura e un pizzico di mistero.







