Cosa vedere a Varese provincia: laghi, ville e borghi


🧭 Cosa ti aspetta

  • Ideale per un weekend fuori porta o una settimana tra lago e montagna
  • Punti forti: Villa Panza, Monastero di Torba, Rocca di Angera
  • Esperienze outdoor sul Campo dei Fiori e lungo i sentieri del Lago Maggiore
  • Patrimonio UNESCO del Sacro Monte e borghi autentici come Arcumeggia
  • Cultura e tradizione nei musei di Varese e nei sapori locali

  • Eventi nei dintorni


    La provincia di Varese è un concentrato di sorprese: non solo il Lago Maggiore con le sue isole, ma anche il Sacro Monte patrimonio UNESCO, ville neoclassiche, borghi medievali e un entroterra verde. Parti da Varese città per visitare Villa Panza con la sua collezione d'arte contemporanea e i giardini all'italiana. Poco fuori, il Monastero di Torba offre un tuffo nell'alto Medioevo. Sulla sponda lombarda del lago, Rocca di Angera domina il borgo con il museo della bambola. Per gli appassionati di aviazione, Volandia a Somma Lombardo è un parco tematico unico. Non perdere Arcumeggia, il paese dipinto, e la Villa Cicogna Mozzoni a Bisuschio, esempio di dimora signorile. A Besano, il museo dei fossili racconta il passato preistorico. Per i camminatori, i sentieri del Campo dei Fiori regalano panorami mozzafiato. Infine, Castelseprio con la sua basilica paleocristiana e il Museo Ferroviario del Verbano a Luino completano un quadro ricco e variegato. Ogni tappa è facilmente raggiungibile, ideale per un viaggio slow tra arte e natura.

    Panoramica



    Itinerari nei dintorni


    Villa Panza: luci, colori e storia sul colle di Biumo

    Villa PanzaSe pensate che una villa storica sia solo specchi e stucchi, Villa Panza vi farà ricredere. Situata sul colle di Biumo a Varese, questa dimora settecentesca è un tempio dell'arte contemporanea. Giuseppe Panza, collezionista visionario, l'ha trasformata a partire dagli anni '50, portando qui oltre 150 opere di artisti americani. Il filo conduttore? La luce e il colore In ogni stanza trovi installazioni di giganti come Dan Flavin (la collezione vanta la più grande esposizione permanente delle sue opere), James Turrell e Robert Irwin – roba da restare a bocca aperta. Ma la villa è anche un tuffo nel passato: gli arredi rinascimentali e le collezioni africane e precolombiane convivono in perfetto equilibrio con l'arte moderna. Fuori, il parco di 33.000 mq è un gioiello all'inglese, con opere di Land Art e angoli romantici. Se volete un'esperienza completa, fermatevi al Ristorante Luce: i piatti usano prodotti dell'orto e dei frutteti del parco. Per gli orari, la villa è aperta da martedì a domenica dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso alle 17:15), chiusa il lunedì. Il biglietto intero costa 15 € e include la mostra in corso. Se arrivate in auto, c'è un parcheggio interno a 3 € al giorno. Consiglio: non perdete l'ala dei rustici, dove si alternano installazioni site-specific: è una vera cattedrale di luce.

    Villa Panza

    Monastero di Torba: storia longobarda tra natura e silenzio

    Monastero di TorbaSe passate da Varese provincia, il Monastero di Torba è una tappa che non potete perdere. Si trova a Biciccera, frazione di Gornate Olona, immerso nel verde della campagna. Appena arrivati, si resta colpiti dal mix di antichità e tranquillità: il sito è uno dei meglio conservati dell’epoca longobarda in Italia. Entrando, il primo sguardo va alla torre campanaria, imponente e austera, costruita con ciottoli di fiume e laterizi. Dentro, la chiesa di Santa Maria conserva affreschi medievali che raccontano storie di santi e angeli. L’atmosfera è quasi magica, con il silenzio rotto solo dal canto degli uccelli. Passeggiando tra gli edifici, ci si imbatte nel chiostro, un angolo di pace dove i monaci un tempo pregavano. Oggi il monastero è gestito dal FAI, che lo ha restaurato con cura e lo apre al pubblico. È un luogo che invita a riflettere, a rallentare, a immaginare la vita di secoli fa. Le visite sono guidate, ma si può anche esplorare in autonomia con un audio-guida. Non dimenticate di affacciarvi dal camminamento di ronda: la vista sulla valle è splendida, specialmente in autunno quando i colori si accendono. Insomma, un gioiello nascosto che merita una sosta, lontano dal caos della città.

    Monastero di Torba

    La Rocca di Angera: fortezza sul lago

    Rocca di AngeraArroccata su uno sperone roccioso che domina il Lago Maggiore, la Rocca di Angera è uno di quei luoghi che ti lasciano senza fiato appena li vedi. Arrivare fin qui, tra il verde e l’acqua, già ti dà un’idea di quanto fosse strategica questa fortezza per il controllo dei traffici lacustri. Entrata in possesso dei Borromeo nel 1449, la Rocca è un complesso di cinque corpi di fabbrica costruiti tra l’XI e il XVII secolo. Una delle cose che mi ha colpito di più è la Sala di Giustizia con i suoi affreschi del Maestro di Angera: raccontano la vittoria di Ottone Visconti sui Torriani nel 1277, e sono uno dei cicli medievali meglio conservati della Lombardia. Un salto indietro nel tempo, quasi magico.

    Poi c’è il Museo della Bambola e del Giocattolo, fondato dalla principessa Bona Borromeo nel 1988. Ospita oltre mille bambole dal Settecento a oggi, tra porcellana, cera, legno e stoffa. Ci sono automi francesi e tedeschi, case in miniatura, carillon: una collezione incredibile che ti fa tornare bambino. E non è finita: il Giardino Medievale, ricostruito nel 2008 basandosi su antichi codici e manoscritti, è un angolo di pace con piante officinali e un panorama che spazia sul lago e sulle Alpi.

    Se hai poco tempo, punta dritto alla Torre Castellana: la vista da lassù è pazzesca. La Rocca è aperta dal 12 marzo all’8 novembre 2026, tutti i giorni dalle 10. Il biglietto costa 18 euro per gli adulti, ridotto per i ragazzi. Consiglio di abbinare la visita a un giro in battello sul lago o a una tappa all’Isola Bella.

    Rocca di Angera

    Volandia: il sogno del volo a due passi da Malpensa

    VolandiaSe pensate che un museo dell'aviazione sia roba da ingegneri o appassionati, vi sbagliate. Volandia, a Somma Lombardo, è un parco-museo che conquista tutti, grandi e piccoli. Immaginate 60.000 mq coperti all'interno delle storiche Officine Caproni, a due passi dall'aeroporto di Malpensa. Qui si respira la storia del volo, dalle mongolfiere ai moderni convertiplani, passando per aerei veri su cui potete salire. Il percorso è diviso in 11 aree tematiche: ala fissa, ala rotante, spazio e molto altro. Tra i pezzi unici, il biplano Caproni Ca.1, il più antico aereo italiano conservato. Se viaggiate con bambini, non perdete l'area giochi interna ed esterna, i simulatori di volo (dai 12 anni) e il planetario. Il museo ospita anche la collezione Piazzai con 1.200 modellini e il Museo Ogliari dei trasporti. Il biglietto intero costa 15 euro, ridotto bambini 10 euro. Consiglio: arrivate a piedi dalla stazione di Malpensa T1 (15 minuti) e parcheggiate gratis. Aperto da martedì a domenica, chiuso lunedì. Un'esperienza che unisce cultura e divertimento, ideale anche in inverno perché tutto è al chiuso.

    Volandia

    Arcumeggia: il primo paese dipinto d'Italia

    ArcumeggiaArroccato sulle Prealpi varesine a 570 metri di quota, Arcumeggia è una frazione di Casalzuigno che merita una deviazione. Qui, dal 1956, l’Ente Provinciale per il Turismo ha trasformato le case in tele viventi, chiamando artisti del calibro di Treccani, Sassu, Carpi e Brindisi a dipingere affreschi direttamente sulle facciate. Oggi il borgo conta oltre 160 opere, una galleria a cielo aperto che spazia da scene religiose a momenti di vita contadina. Passeggiando tra vicoli e viuzze, ti imbatti nella Via Crucis sul sagrato di Sant’Ambrogio, con 14 stazioni realizzate da vari maestri. Non perdere la Casa del Pittore, residenza degli artisti che custodisce bozzetti e cartoni preparatori. Se visiti a Natale, trovi l’iniziativa “Adoremus” con circa 60 presepi illuminati fino al 7 gennaio. La vista spazia dal Monte Rosa al Lago Maggiore, e nei dintorni si scoprono resti della Linea Cadorna. Il borgo è libero, aperto 24 ore su 24, con parcheggio accessibile e un ristorante. Perfetto per una gotta fuori porta, da abbinare a Villa Della Porta Bozzolo. Porta le scarpe comode: il fascino è tutto in salita.

    Arcumeggia

    Villa Cicogna Mozzoni: un gioiello rinascimentale

    Villa Cicogna MozzoniImmersa nella verde Valceresio, Villa Cicogna Mozzoni è una delle più affascinanti dimore rinascimentali della provincia di Varese. La sua storia inizia nel 1440, quando la famiglia Mozzoni vi costruì un casino di caccia per orsi e cinghiali. Fu proprio durante una battuta di caccia che il duca Galeazzo Maria Sforza venne salvato da un orso grazie al cane di Agostino Mozzoni: per questo la famiglia ottenne privilegi ducali. Intorno al 1530, il complesso venne ampliato e trasformato in una villa di delizie, con l'aggiunta di un secondo corpo e di un giardino all'italiana su sette livelli, ispirato alle ville medicee.

    Oggi la villa conserva intatto il suo fascino. Il cortile d'onore, con pavimento in porfido rosso di Cuasso e lo stemma della famiglia, è circondato da un porticato con colonne tuscaniche in pietra di Viggiù. Gli affreschi, attribuiti ai fratelli Campi di Cremona, decorano portici e sale con scene mitologiche e di caccia. Sono visitabili 12 sale arredate con mobili e oggetti d'epoca, tra cui la biblioteca con oltre 5.000 volumi e il Grande Salone d'Onore con camino in pietra.

    Il giardino è un vero capolavoro: terrazze, fontane, siepi di bosso e una scalinata d'acqua del Cinquecento che sale verso un tempietto panoramico. Da non perdere la doppia scalinata di 156 gradini fiancheggiata da cipressi.

    La villa è aperta da fine marzo a fine ottobre tutte le domeniche e festivi, con visite guidate. Il biglietto intero costa 8 euro, ridotto per gruppi e soci FAI. Un luogo che incanta per la sua atmosfera senza tempo, perfetto per una gita fuori porta alla scoperta del Rinascimento lombardo.

    Villa Cicogna Mozzoni

    Museo civico dei fossili di Besano: un viaggio di 240 milioni di anni

    Museo civico dei fossili di BesanoSe siete appassionati di paleontologia o semplicemente curiosi di vedere da vicino creature vissute 240 milioni di anni fa, il Museo civico dei fossili di Besano è una tappa imperdibile nel vostro tour della provincia di Varese. Inaugurato nel 1981 e rinnovato di recente, il museo fa parte del sito UNESCO del Monte San Giorgio, uno dei giacimenti fossiliferi più ricchi al mondo. Qui potrete ammirare reperti del Triassico medio, quando l'area era un mare tropicale poco profondo. Il pezzo forte è lo scheletro del Besanosaurus, un ittiosauro lungo quasi 6 metri scoperto nel 1993, che conserva addirittura quattro embrioni nell'addome – un ritrovamento eccezionale. Non meno affascinante è il Saltriovenator, l'unico grande dinosauro carnivoro mai rinvenuto in Italia. Le sale espositive sono cinque, dedicate a rettili marini, pesci, invertebrati e piante fossili, tutte arricchite da ricostruzioni a grandezza naturale e pannelli esplicativi. Il museo è aperto il martedì, sabato e domenica (chiuso il resto della settimana), con biglietto intero a 4,50 € (ridotto 3 €). Attenzione: al momento potrebbe essere chiuso per ristrutturazione fino al 2026 – meglio verificare sul sito ufficiale prima di organizzare la visita. Insomma, un luogo che unisce scienza e meraviglia, perfetto per famiglie e appassionati.

    Museo civico dei fossili di Besano

    Cosa vedere: Basilica di San Giovanni Evangelista

    Basilica di San Giovanni EvangelistaNel cuore del parco archeologico di Castelseprio, a due passi da Varese, i ruderi della Basilica di San Giovanni Evangelista raccontano una storia millenaria. Siamo in uno dei siti UNESCO 'Longobardi in Italia', iscritto nel 2011. Il complesso originario, costruito tra V e VI secolo, era un imponente esempio di architettura paleocristiana, con un battistero ottagonale, una torre campanaria, una sacrestia, una cisterna e un pozzo. Ma furono i Longobardi, nel VII secolo, a dare nuova vita al castrum, trasformando la basilica e il battistero in sepolcreti per i loro notabili. Le decorazioni bizantine – affreschi e mosaici – un tempo ricoprivano le pareti, testimoni di un passato glorioso. Purtroppo, dopo la distruzione del castrum da parte dei Visconti nel Duecento, la basilica andò lentamente in rovina. Oggi, camminando tra i resti, si percepisce un'atmosfera unica: il silenzio rotto solo dal vento, le pietre antiche che emergono dal prato. È un luogo che consiglio a chi ama l'archeologia lontana dalle folle. Le strutture sono ridotte a ruderi, ma il sito è ben curato e accessibile, con parcheggi nelle vicinanze. L'Antiquarium, che espone reperti, non è sempre aperto, quindi meglio controllare orari e biglietti sul sito ufficiale. Sono possibili visite guidate su richiesta. Su Google, il sito ha una valutazione media di 4/5: i visitatori lodano la tranquillità e la suggestione del luogo. Se siete a Varese e volete immergervi nella storia longobarda, non perdetevi questa tappa.

    Basilica di San Giovanni Evangelista

    Museo Baroffio: capolavori al Sacro Monte di Varese

    Museo BaroffioSe arrivate sul Sacro Monte di Varese, non perdetevi il Museo Baroffio e del Santuario. Fondato nel 1929 grazie alla donazione del barone Giuseppe Baroffio Dall'Aglio e inaugurato nel 1936, è il più antico museo della città ancora visitabile. L'edificio fu progettato da Ludovico Pogliaghi, pittore, scultore e scenografo di talento. Il percorso si snoda su tre piani, alternando sale luminose a stanze nascoste sotto il Santuario, con resti di affreschi quattrocenteschi. Tra i pezzi forti, i due paliotti: uno in broccato d'oro donato da Ludovico il Moro e Beatrice d'Este nel 1494, e un altro soprannominato “leonardesco” perché riproduce la Vergine delle Rocce. Imperdibile anche la Madonna con Bambino di Domenico e Lanfranco da Ligurno (fine XII secolo). La sezione di arte contemporanea, voluta da monsignor Pasquale Macchi, espone opere di Guttuso, Matisse e Rouault. Salite sulla terrazza privata per una vista spettacolare sul Parco del Campo dei Fiori e i laghi di Varese, Comabbio e Monate. In pratica: il museo è aperto da mercoledì a venerdì (14-18) e sabato-domenica (10-18) da marzo a novembre. Il biglietto include la visita alla Cripta, l'antica chiesa del IX secolo con affreschi trecenteschi. Un consiglio da viaggiatore: prenotate la visita guidata nei festivi per scoprire tutti i segreti di questo scrigno d'arte.

    Museo Baroffio

    Villa Toeplitz: un gioiello eclettico tra Oriente e Occidente

    Villa ToeplitzImmersa nel quartiere Sant’Ambrogio, Villa Toeplitz è una di quelle sorprese che ti fanno innamorare di Varese. Costruita all’inizio del Novecento come residenza di campagna per una famiglia tedesca, nel 1914 passa al banchiere Giuseppe Toeplitz, che la trasforma radicalmente. Il risultato? Uno stile eclettico che mescola liberty, influenze orientali e un tocco personale. Ma il vero spettacolo è il parco di 8 ettari, progettato dalla moglie Edvige Mrozowska dopo i suoi viaggi in Kashmir. Qui l’acqua è protagonista: fontane, ruscelli e vasche rivestite di maioliche turchesi che sembrano uscite da un sogno moghul. La monumentale gradinata in porfido, le catene d’acqua e il belvedere regalano scorci mozzafiato sul Sacro Monte. Non perdetevi il Museo etno-archeologico Castiglioni, ospitato in un villino storico: reperti egizi e africani raccontano decenni di spedizioni dei fratelli Castiglioni. E se siete amanti delle piante, il parco vanta alberi monumentali come un faggio secolare, un cedro dell’Himalaya e una sequoia gigante. La villa oggi è sede dell’Università dell’Insubria, ma gli interni non sono aperti al pubblico – il bello è tutto fuori. Consiglio: visitatelo al mattino, quando la luce gioca con le fontane, e portate un libro per sdraiarvi sul prato. Il parco è gratuito, aperto tutti i giorni dalle 8:00 (orario di chiusura variabile, fino alle 23:00 in estate). Il museo è visitabile da giovedì a domenica (biglietto intero 7€). Un'oasi di pace a due passi dal centro.

    Villa Toeplitz

    Civici Musei di Villa Mirabello: archeologia e Risorgimento

    Civici Musei di Villa Mirabello, Archeologico e RisorgimentaleSe passate da Varese, i Civici Musei di Villa Mirabello meritano una sosta. La villa sorge su una collina con vista sul lago e sulle Alpi, e già il parco all'inglese che la circonda – con piante secolari come un maestoso cedro del Libano – vale la passeggiata. All'interno, il Museo Archeologico raccoglie reperti che vanno dal Neolitico all'età romana, molti provenienti dai siti palafitticoli dell'Isolino Virginia e di Bodio Lomnago, Patrimonio UNESCO. Il pezzo forte è il corredo della Tomba del Guerriero di Sesto Calende (VI secolo a.C.), con resti di un carro da guerra e finimenti per cavalli. Ma c'è anche la celebre coppa di vetro Cagnola e un ricco lapidario romano. La sezione Risorgimentale è altrettanto affascinante: un dipinto monumentale di Eleuterio Pagliano raffigura lo sbarco dei Cacciatori delle Alpi a Sesto Calende, e un progetto multimediale racconta la battaglia di Varese del 1859. Il biglietto costa 5 euro (ridotto 3, gratis under 18) e vale anche per il Castello di Masnago. Aperto dal martedì alla domenica, con orari spezzati il venerdì e sabato. Il lunedì è chiuso. Insomma, un museo che racconta strati di storia in un ambiente elegante e rilassato.

    Civici Musei di Villa Mirabello, Archeologico e Risorgimentale

    Museo Ferroviario del Verbano: un viaggio tra i binari della storia

    Museo Ferroviario del VerbanoSe passate da Luino, non perdetevi il Museo Ferroviario del Verbano, un gioiello nascosto nella vecchia rimessa locomotive del 1882. Qui l’Associazione Verbano Express, attiva dal 1990 (il museo è nato nel 1998), custodisce con passione un patrimonio ferroviario unico. Il pezzo forte? La locomotiva a vapore BR 50 3673, costruita dalle officine Borsig nel 1941: è ancora funzionante e fino a poco tempo fa trainava viaggi d’epoca verso la Svizzera, lungo la linea del Gottardo. Accanto a lei trovate la Gr 625.116 del 1922, le elettriche E.428, diesel svizzere e carrozze anni Trenta. Il tutto in un ambiente che sa di officina, con utensili d’epoca e un’atmosfera vissuta. Purtroppo, da inizio 2026 il museo è a rischio chiusura per una vertenza con Rete Ferroviaria Italiana, che chiede un canone annuo di 15.000 euro – insostenibile per volontari. Le attività sono sospese, ma è ancora possibile visitarlo su appuntamento (contattando info@verbanoexpress.it). Un’esperienza autentica, da non perdere se amate i treni e la storia.

    Museo Ferroviario del Verbano

    Museo Enrico Butti a Viggiù: gessi, storia e scultura

    Museo Enrico ButtiSe vi trovate a Viggiù, non potete perdervi il Museo Enrico Butti. Questa gipsoteca custodisce 87 modelli originali in gesso dello scultore viggiutese Enrico Butti (1847-1932), donati al comune nel 1926 con l’intento di creare un museo. La cosa curiosa? Butti era solito distruggere i suoi gessi dopo averli usati, ma questa donazione li ha salvati. L’edificio fu costruito apposta per la collezione e la disposizione originaria fu studiata dallo stesso artista nel 1927. Un vero e proprio viaggio nella sua mente creativa.

    Passeggiando tra le sette sale, vi imbatterete in opere iconiche come “Il minatore” (che vinse il Grand Prix all’Expo di Parigi del 1889), i rilievi per il monumento a Giuseppe Verdi a Milano, e pezzi emozionanti come “La morente” e “Il guerriero di Legnano”. Al piano superiore ci sono anche dipinti e bozzetti del maestro – sì, Butti si dedicò anche alla pittura negli ultimi anni.

    Il museo è parte di un polo più ampio: nel parco accanto trovate il Museo degli Artisti Viggiutesi del Novecento e la sua casa-studio, oggi biblioteca civica. Il parco stesso merita una visita: alberi maestosi e vecchie macchine per cavare la pietra raccontano la tradizione locale.

    Informazioni pratiche: il museo è in Viale Varese 4, aperto dal martedì al venerdì 14-18:30, il mercoledì anche 10-12, sabato 10-12 e 14-18:30 (chiuso lunedì e domenica). L’ingresso è gratuito? Non è specificato, ma vi consiglio di chiamare al 0332 486510 per conferma. Accessibile ai disabili. Insomma, un angolo di arte e storia che a Viggiù vale davvero la pena.

    Museo Enrico Butti

    Museo della Ceramica G. Gianetti: porcellane e storia familiare a Saronno

    Museo della Ceramica G. GianettiSe passate da Saronno, non perdetevi il Museo della Ceramica G. Gianetti. È una di quelle sorprese che non ti aspetti: una villa degli anni Trenta, ancora con gli arredi originali – parquet, marmi, lampadari di Murano, persino gli interruttori della luce. Sembra di entrare nella casa di qualcuno, e in effetti lo è: era l'abitazione della famiglia Biffi, poi donata dalla moglie di Giuseppe Gianetti, Nina, insieme alle cognate. Il museo è stato inaugurato nel 1994 e oggi custodisce oltre 700 ceramiche, frutto della passione di Gianetti, un industriale del Novecento. La collezione è straordinaria: più di 200 porcellane di Meissen, tra cui pezzi della prima produzione, servizi reali e addirittura i bauli originali. Poi ci sono ceramiche italiane (Ginori, Capodimonte, Cozzi), orientali e una sezione contemporanea. Ogni stanza racconta un pezzo di storia, e la ringhiera della scalinata, disegnata da Carla Biffi, è un dettaglio che vale la foto. All'esterno, un piccolo roseto e installazioni d'arte contemporanea completano l'atmosfera. Per visitarlo, segnatevi: aperto martedì e giovedì dalle 15 alle 18, sabato dalle 15 alle 19. Prenotate perché l'accesso è limitato. Un consiglio? Non andate di fretta: qui ogni oggetto ha una storia, e il personale è appassionato e disponibile. È uno di quei musei che ti fa venire voglia di tornare.

    Museo della Ceramica G. Gianetti

    Grand Hotel Campo dei Fiori: fascino decadente e futuro

    Grand Hotel Campo dei FioriArroccato sul Monte Tre Croci, a quasi 1100 metri d’altitudine, il Grand Hotel Campo dei Fiori è uno di quei luoghi che ti lasciano senza parole. Progettato da Giuseppe Sommaruga e inaugurato nel 1912, era il massimo del lusso per l’élite milanese: 200 camere, una funicolare panoramica, una sala da ballo con terrazzo che i giornali dell’epoca chiamavano “il più bel balcone della Lombardia”. Oggi, in una giornata limpida, si vede ancora il Duomo di Milano. Peccato che l’hotel abbia chiuso nel 1968, dopo un declino iniziato con la chiusura della funicolare nel 1953 e un incendio nel 1947 che distrusse l’ultimo piano. Da allora è stato usato come base per antenne radiotelevisive, e per anni è rimasto in stato di abbandono. La buona notizia è che dal 2017, grazie al FAI Giovani di Varese, si può visitare (solo su prenotazione, 5-8 euro). Il tour dura un’ora e mostra la cucina con il forno in ghisa originale, la sala da ballo, la suite di 140 mq e persino il set del remake di Suspiria girato qui nel 2016. L’atmosfera è quella di un gigante addormentato: le ringhiere in ferro battuto di Mazzucotelli, i doccioni a forma di drago, le volte in laterizio. Il progetto di riqualificazione dell’imprenditore Mauro Morello prevede 65 camere e una spa, ma per ora è solo su carta. Nel frattempo, venirci è un’esperienza che consiglio a chi ama le storie sospese nel tempo.

    Grand Hotel Campo dei Fiori