🧭 Cosa ti aspetta
- Ideale per chi cerca un mix di cultura, natura ed enogastronomia
- Punti forti: laghi, castelli, borghi autentici e prodotti tipici come il Gattinara e la risaia di Vercelli (zona vicina)
- Consigliato in primavera e autunno per temperature miti e colori suggestivi
- Attività: trekking sul Mottarone, visite ai castelli, degustazioni di vino
Eventi nei dintorni
La Provincia di Novara sorprende per la varietà dei suoi paesaggi: dal Lago Maggiore con Arona e Orta San Giulio, alle risaie della pianura, fino ai castelli medievali e alle colline del Ghemme. Il Colosso di San Carlo Borromeo domina Arona, mentre il Sacro Monte di Orta (fuori lista ma citato) e il Parco Faunistico La Torbiera offrono esperienze uniche. Non perdete il Castello Visconteo di Novara e la Basilica di San Gaudenzio. Un territorio ricco di storia, natura e sapori, ideale per un weekend fuori porta.
Panoramica
- Il Colosso di San Carlo Borromeo: gigante di rame sul Lago Maggiore
- Rocca Borromea di Arona: panorama mozzafiato e storia millenaria
- Basilica di San Gaudenzio: il simbolo che tocca il cielo
- Il Duomo di Novara: capolavoro neoclassico con radici antiche
- Castello Visconteo-Sforzesco: un tuffo nella storia di Novara
- Teatro Coccia: il gioiello lirico di Novara
- Safari Park Pombia: tra animali selvaggi e divertimento in famiglia
- Parco Faunistico La Torbiera: animali rari e torbiere da scoprire
- Castello di Massino Visconti: un tuffo nel passato tra nobili e panorami
- Castello Sforzesco di Galliate: una fortezza tra storia e arte
- Castello Dal Pozzo: un sogno neogotico sul Lago Maggiore
- Castello Visconteo: un tuffo nella storia viscontea
- Abbazia dei Santi Nazario e Celso: un gioiello romanico
- Cosa vedere: Castello di Buccione, la torre che veglia sul Lago d'Orta
- Castello Ricetto di Ghemme: un borgo fortificato da scoprire
Itinerari nei dintorni
Il Colosso di San Carlo Borromeo: gigante di rame sul Lago Maggiore
- Vai alla scheda: Colosso San Carlo Borromeo: Statua di rame alta 23,5 metri con vista sul Lago Maggiore
- Via Verbano, Arona (NO)
- https://www.statuasancarlo.it
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Se passate da Arona, non potete perdervi il Colosso di San Carlo Borromeo, conosciuto anche come San Carlone. È un gigante di rame alto 35 metri che domina il Lago Maggiore da quasi 400 anni. Per quasi due secoli è stata la statua più alta del mondo, superata solo dalla Statua della Libertà di New York – che tra l’altro si ispira proprio a questo colosso. Sì, avete capito bene: lo scultore Bartholdi venne ad Arona a studiarlo!La statua è cava e si può visitare all’interno. Attraverso una porticina nascosta tra le pieghe del rocchetto si sale per scale a chiocciola e ripide scalette alla marinara fino alla testa. Dall’alto si guarda fuori dagli occhi, dal naso e dalle orecchie, mentre dalle spalle si gode un panorama incredibile sul Lago Maggiore e sulla Rocca di Angera. La salita è stretta e non adatta a chi soffre di claustrofobia, ma la vista ripaga ogni sforzo.
Intorno alla statua c’è un parco botanico con alberi secolari e tavoli da picnic, perfetto per una pausa. Il biglietto costa 7 € per il terrazzo panoramico e il parco, 10 € per salire dentro la statua (gratis con abbonamento Musei Piemonte). Aperto tutti i giorni dalle 10:00 alle 18:30 (ultimo ingresso alle 18:00), almeno fino a ottobre. Merita una sosta anche la vicina Chiesa di San Carlo, con la Camera dei Tre Laghi e le reliquie del santo. Insomma, il Sancarlone è molto più di una statua: è un’esperienza che mescola storia, ingegneria e un panorama mozzafiato.

Rocca Borromea di Arona: panorama mozzafiato e storia millenaria
- Via alla Rocca, Arona (NO)
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La Rocca Borromea di Arona è molto più di un insieme di ruderi: è un tuffo nella storia, con un panorama che ti lascia senza fiato. Arroccata su un colle dolomitico, domina il Lago Maggiore e regala una vista spettacolare sulla sponda lombarda e sul castello di Angera. Qui, nel 1538, nacque San Carlo Borromeo, e ancora oggi si possono vedere i resti della stanza dove venne al mondo. L’antica fortezza fu distrutta per ordine di Napoleone tra il 1800 e il 1801, ma ciò che resta è affascinante: tre recinti fortificati con dodici torri (visibili solo le basi), il mastio, l’oratorio romanico di Sant’Ambrogio dell’XI secolo e il Salone delle Armi. Il parco, aperto al pubblico dal 2011 dopo un lungo abbandono, è oggi un luogo perfetto per famiglie: c’è un’area giochi, un bar-ristorante e persino animaletti come caprette e asini. La Rocca è facilmente raggiungibile a piedi dal centro di Arona (via Cantoni) oppure in auto da via alla Rocca: un breve sterrato e sei lassù. Il panorama è impareggiabile, e passeggiare tra i resti della fortezza ti fa sentire un po’ viaggiatore nel tempo. L’ingresso è gratuito, e dalla primavera è aperto tutti i giorni fino al tramonto. Un consiglio: portati una macchina fotografica, perché il tramonto sul lago è pura magia.
Basilica di San Gaudenzio: il simbolo che tocca il cielo
- Vai alla scheda: Basilica di San Gaudenzio: cupola antonelliana di 121m e campanile più alto d'Italia
- Via Carlo Bescapè, Novara (NO)
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Se c'è un monumento che ti resta impresso quando arrivi a Novara, è proprio la Basilica di San Gaudenzio. Quella cupola slanciata, alta 121 metri (126 con la statua del Salvatore), la vedi da lontano, dall'autostrada, dai viali che portano in centro. È un punto di riferimento che ti accompagna. E più ti avvicini, più ti rendi conto di quanto sia mastodontica. Costruita interamente in mattoni e calce da Alessandro Antonelli tra il 1840 e il 1878, è una delle strutture in muratura più alte del mondo. Un gioiello di ingegneria senza l'uso di ferro, che ancora oggi stupisce.Ma la basilica non è solo cupola. Entrando, rimani colpito dall'interno a navata unica, con sei cappelle laterali ricche di opere d'arte. Nella Cappella della Natività c'è un polittico di Gaudenzio Ferrari del 1516, meraviglioso. Gli affreschi di Tanzio da Varallo nella cappella dell'Angelo Custode, con la Battaglia di Sennacherib, sono un tripudio di colori e pathos. E poi lo Scurolo, la cappella ottagonale che custodisce le spoglie del santo in un'urna d'argento, accessibile solo durante la festa patronale del 22 gennaio.
Non perdere la salita alla cupola, guidata dall'associazione Kalatà. Con caschetto e imbracatura, si arriva fino a 100 metri: vista mozzafiato sulla città e, nelle giornate limpide, sui grattacieli di Milano. Un'esperienza che unisce brivido e bellezza. E se hai tempo, fermati ad ammirare il lampadario in ferro battuto al centro della navata, che ricorda il miracolo dei fiori di San Gaudenzio. La basilica è aperta tutti i giorni con ingresso gratuito, un tesoro da scoprire senza fretta.

Il Duomo di Novara: capolavoro neoclassico con radici antiche
- Vai alla scheda: Cattedrale di Santa Maria Assunta: il Duomo neoclassico di Novara
- Vicolo Canonica, Novara (NO)
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Se passate da Novara, una tappa obbligata è la Cattedrale di Santa Maria Assunta, che domina Piazza della Repubblica. Non lasciatevi ingannare dalla facciata neoclassica, opera di Alessandro Antonelli (lo stesso della Mole antonelliana): qui la storia affonda le radici nel IV secolo, quando sorgeva una basilica paleocristiana su un tempio di Giove. La cattedrale che vedete oggi fu ricostruita tra il 1863 e il 1869, ma conserva preziosi resti del passato. Il vero gioiello è il mosaico pavimentale romanico del presbiterio, databile al 1130-1140, con Adamo ed Eva e i quattro fiumi del Paradiso. Un pezzo di Medioevo sopravvissuto alle trasformazioni. Dentro, l’imponenza delle colonne in stucco finto marmo vi farà sentire piccoli. Non perdetevi lo Sposalizio mistico di Santa Caterina di Gaudenzio Ferrari, una tavola del Cinquecento che merita una sosta. Se siete appassionati di arte sacra, la Cappella di San Siro conserva affreschi romanici con un Cristo Pantocratore che vi lascerà a bocca aperta. E a due passi, il Battistero paleocristiano (IV-V secolo) è il monumento più antico di Novara: a pianta ottagonale, con frammenti di affreschi apocalittici. Piccola chicca: l'illuminazione interna è stata completamente rinnovata nel 2021 da un lighting designer di fama mondiale, riducendo i consumi da 20 a 5 KW. Un esempio di come tradizione e innovazione possano convivere. Orari: tutti i giorni 7-12 e 15-18, domenica fino alle 21:30. Ingresso gratuito, ma portate qualche monetina per la manutenzione.
Castello Visconteo-Sforzesco: un tuffo nella storia di Novara
- Vai alla scheda: Castello Visconteo-Sforzesco Novara: torri merlate e cortili rinascimentali nel centro storico
- Largo Donatori di Sangue, Novara (NO)
- https://www.ilcastellodinovara.it/
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- +39 0321 1855421
Il Castello Visconteo-Sforzesco di Novara è uno di quei luoghi che non ti aspetti. Lo vedi imponente in piazza Martiri della Libertà, con le sue torri e il fossato, ma dentro custodisce secoli di trasformazioni. Le sue radici affondano nell'epoca romana (I secolo d.C.), quando era un avancorpo della cinta muraria. Camminando nel cortile, puoi ancora vedere il tratto di muro romano in ciottoli e mattoni sesquipedali: incredibile. Nel Medioevo, prima i Visconti e poi gli Sforza lo fortificarono: Matteo Visconti costruì la torre Mirabella, mentre Galeazzo Maria Sforza nel 1468 diede al castello la forma quadrangolare attuale. Lo stemma sforzesco in marmo di Carrara sulla seconda porta è un dettaglio da non perdere. Per quasi due secoli (1803-1973) è stato carcere, con detenuti illustri come Claretta Petacci. Poi l'abbandono, i restauri (ultimo dal 2003 al 2016) e oggi è un gioiello restituito alla città. Il cortile è aperto tutti i giorni dalle 7 alle 19, gratis. Le sale interne si visitano solo durante mostre o eventi: ogni volta che ci passo, controllo il programma. La sensazione di stare in un luogo che ha visto passare romani, duchi, soldati e prigionieri è forte. Consiglio di abbinare la visita ai Giardini dell'Allea di San Luca, proprio accanto.
Teatro Coccia: il gioiello lirico di Novara
- Vai alla scheda: Teatro Coccia Novara: Sala a ferro di cavallo e acustica perfetta dal 1888
- Piazza Giacomo Puccini, Novara (NO)
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Se passate da Novara, non potete perdervi il Teatro Coccia, il principale teatro della città e uno dei più importanti del Piemonte. Inaugurato tra il 1886 e il 1888, ha sostituito il vecchio Teatro Nuovo, ormai troppo piccolo per una città in crescita. Intitolato al compositore novarese Carlo Coccia, che per oltre trent'anni fu maestro della Cappella del Duomo, il teatro è un esempio di eleganza architettonica e acustica impeccabile. Con i suoi 900 posti (o 768 secondo altre fonti, ma vi assicuro che la platea è intima e avvolgente), offre una programmazione ricchissima: opera lirica, prosa, musica sinfonica, danza, spettacoli contemporanei e persino eventi per famiglie. Ogni stagione presenta titoli classici come Madama Butterfly, La Traviata o Don Giovanni, ma non mancano commissioni innovative: nel 2020, per esempio, ha prodotto Cassandra, in te dormiva un sogno, un'opera pensata per essere fruita anche in streaming. Il teatro è anche sede del Premio Guido Cantelli, concorso internazionale per giovani direttori d'orchestra, e dell'Accademia AMO, che forma nuove generazioni di artisti e tecnici. Insomma, un luogo vivo, che respira cultura e che vale una visita, magari in coincidenza con uno spettacolo. L'ingresso è in via Fratelli Rosselli 47, facilmente raggiungibile a piedi dal centro.
Safari Park Pombia: tra animali selvaggi e divertimento in famiglia
- Via Larino 3, Pombia (NO)
- https://www.safaripark.it/
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- info@safaripark.it
- +39 0321 956431
Se cercate una giornata diversa dal solito, il Safari Park di Pombia è quello che fa per voi. Fondato nel 1976, è stato rilanciato da Orfeo Triberti nel 1999 e oggi è gestito dalla famiglia De Rocchi. Si estende su ben 450.000 mq, un’area immensa che unisce due mondi: il parco safari e la zona pedonale. Il percorso safari si fa comodamente in auto (o con il trenino a pagamento): si guida per circa 5 km tra zebre, giraffe, leoni, ippopotami e tigri. I finestrini vanno tenuti chiusi, ma l’emozione di vedere un rinoceronte a un metro da te è incredibile. Attenzione alle code nei weekend, meglio scegliere un giorno feriale!Finita la parte in auto, si scende e si esplora la zona a piedi. Qui trovate rettilario, acquario, insettario e il Parco Giurassico con dinosauri a grandezza naturale. Ogni giorno ci sono spettacoli: leoni marini, pappagalli, rapaci e uno show equestre “Cavalli e Spagna”. I più piccoli impazziscono per la fattoria Far West e l’area lemuri.
Il parco divertimenti offre una dozzina di giostre (ruota panoramica, tronchi sull’acqua, nave pirata) e un cinema 5D. Se venite d’estate, c’è anche la Safari Beach con scivoli acquatici. Per mangiare, ci sono ristoranti self-service e aree pic-nic.
Un punto forte è l’impegno per la conservazione: il parco ha una fondazione SOS Elephants per proteggere gli elefanti del Borneo, e nel 2006 ha visto la nascita di Ashanti, la prima leonessa bianca in Italia.
Info pratiche: indirizzo Via Larino 3, Pombia. Aperto tutto l’anno (orari variabili, controllate il sito). Biglietto adulti 29€, ridotto 22€, online scontato. Parcheggio gratuito. Consiglio: arrivate presto e iniziate dal safari!

Parco Faunistico La Torbiera: animali rari e torbiere da scoprire
- Strada Provinciale 166 di Castelconturbia, Conturbia (NO)
- https://www.latorbiera.it/
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- info@latorbiera.it
- +39 0322 832135
Se sei in cerca di una gita fuori porta che unisca natura, conservazione e un pizzico di avventura, il Parco Faunistico La Torbiera è una tappa obbligata. Situato ad Agrate Conturbia, in provincia di Novara, questo angolo di biodiversità si estende su 40 ettari tra boschi, laghetti e, come suggerisce il nome, torbiere. Fondato nel 1977, non è un semplice zoo, ma un vero e proprio centro di riproduzione e studio per specie in pericolo, molte delle quali provengono dalla regione paleartica. Qui puoi incontrare circa 400 esemplari di 130 specie diverse, tra cui il panda minore, il leopardo delle nevi e il rarissimo gatto di Pallas. Il percorso ad anello intorno al laghetto ti porta a scoprire recinti ampi e ben curati, con barriere di vetro che permettono di osservare gli animali senza disturbarli. E se sei fortunato, potresti assistere a qualche attività crepuscolare, momento in cui molti felini si fanno più vivaci. Il parco partecipa a programmi internazionali di conservazione (come quello per il visone europeo, appena arrivato qui) ed è membro dell'EAZA. Per i più piccoli ci sono laboratori didattici, mentre per tutti un'area pic-nic e un punto ristoro rendono la giornata ancora più piacevole. L'ingresso costa 15 € (intero), con riduzioni per bambini e senior. Aperto da marzo a settembre, chiuso il venerdì e nei mesi invernali. Insomma, un posto che fa bene all'anima e alla voglia di natura.
Castello di Massino Visconti: un tuffo nel passato tra nobili e panorami
- Via Filippo Maria Visconti, Massino Visconti (NO)
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Il Castello di Massino Visconti è una di quelle mete che ti catturano ancor prima di entrare. Arroccato su un declivio terrazzato, domina il Lago Maggiore con un panorama che toglie il fiato. Le sue origini? XI secolo, quando era un convento per i monaci di San Gallo. Poi, nel 1139, arrivarono i Visconti e lo trasformarono nella loro residenza di campagna. Oggi il castello è un mix di epoche: la torre centrale (il mastio) è l’unica parte davvero fortificata, mentre gli edifici attorno sono del XVII-XVIII secolo. Passeggiando tra i cortili, noterai un balconcino chiamato “arengo”: da lì i Visconti parlavano agli abitanti, una sorta di balcone del potere. E poi c’è il lato oscuro: prigioni, trabocchetti e un pozzo con lame d’acciaio ancora visibile. Roba da brividi! Oggi il castello è proprietà privata e ospita eventi, ma purtroppo si può visitare solo esternamente. Se sei curioso, fai un salto a Massino Visconti – magari ti capita anche un matrimonio in costume. E se il destino bussa, chissà che non incontri qualche anima del passato. Un consiglio: porta la macchina fotografica, la vista sul lago è pazzesca.
Castello Sforzesco di Galliate: una fortezza tra storia e arte
Il Castello Sforzesco di Galliate è uno dei gioielli meglio conservati della provincia di Novara. Costruito tra il 1476 e il 1496 per volere di Galeazzo Maria Sforza e completato da Ludovico il Moro, sorge sulle fondamenta di una preesistente fortezza viscontea. Il progetto fu affidato agli architetti militari Ambrogio Ferrari e Danesio Mainerio, che crearono una struttura imponente: una pianta quadrilatera di 108×80 metri, con mura spesse oltre 3 metri e quattro torri angolari che svettano a circa 13 metri. Il fossato, oggi prosciugato, raggiungeva originariamente i 20 metri di larghezza. All'interno, le trasformazioni ottocentesche hanno lasciato tracce preziose: nell'ala orientale spiccano un porticato neorinascimentale e l'aula consiliare con decorazioni in stucco, mentre l'ala sud-ovest ospita la biblioteca civica con le suggestive Sala Rosa, Sala degli Stucchi e Sala degli Stemmi, affrescate tra il XVII e il XIX secolo. Da non perdere la torre nord-est, sede del Museo d'Arte Contemporanea Angelo Bozzola, con oltre 140 opere dello scultore galliatese, e la Sala Museo Achille Varzi, dedicata al celebre pilota automobilistico. Curiosità: all'interno di una torre si conserva una misteriosa struttura cilindrica che alcuni studiosi ipotizzano essere il girarrosto progettato da Leonardo da Vinci, somigliante a un disegno del Codice Atlantico. Il castello è visitabile da aprile a giugno con visite guidate (biglietto intero 6€, ridotto 4€). Un luogo che sa unire storia, arte e fascino, perfetto per una gita fuori porta nel Novarese.
Castello Dal Pozzo: un sogno neogotico sul Lago Maggiore
- Via Visconti 8, Oleggio Castello (NO)
- https://www.castellodalpozzo.com/
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Se pensate che i castelli siano solo rovine polverose, il Castello Dal Pozzo vi farà cambiare idea. A Oleggio Castello, a due passi da Arona, questa tenuta è un mix incredibile di storia e lusso moderno. Le origini risalgono al X secolo, quando sorgeva un castrum romano, poi ampliato dai Visconti. Ma il vero colpo d'occhio è merito del marchese Claudio Dal Pozzo d'Annone, che nell'Ottocento lo trasformò in un gioiello neogotico vittoriano, con tanto di torri merlate e interni da favola. Oggi è un resort a 5 stelle, ma si può visitare in date prestabilite (controllate il calendario 2026!). Il biglietto costa 15 € e le visite guidate partono alle 10 in italiano e alle 11 in inglese. Non perdetevi il parco di 23 ettari con laghetto, daini e aironi: sembra di essere in un dipinto. E se volete stupire qualcuno, organizzate un matrimonio qui: ci sono 8 sale, una cappella interna e una piscina a sfioro con vista lago. Io ho girato un po' e vi dico: il contrasto tra il verde e lo stile Tudor è pazzesco. Unico neo? Il parcheggio è a pagamento, ma ne vale la pena.
Castello Visconteo: un tuffo nella storia viscontea
- Via Ticino Panni, Castelletto sopra Ticino (NO)
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Affacciato sul Ticino, il Castello Visconteo di Castelletto sopra Ticino è un gioiello che racconta secoli di storia. La prima menzione risale al 1145, quando i Da Castello possedevano una residenza fortificata. Poi fu dei Torriani e, dal 1329, dei Visconti per volere di Ludovico il Bavaro. Nel Quattrocento, dopo la morte di Gian Galeazzo, il castello venne diviso tra Ermes e Lancellotto Visconti. Personaggio di spicco fu Giovanni Maria Visconti, conte di Sesto Calende e alleato di Ludovico il Moro, che nel 1495 allestì una flotta sul Ticino per difendere il Milanese dai Francesi. Suo fratello Alberto aggiunse al cognome il predicato “d'Aragona” nel 1471, e i suoi discendenti lo abitarono fino al Novecento.L'architettura originale era a pianta quadrilatera con quattro torri angolari, di cui oggi ne sopravvivono due, molto danneggiate sul lato fiume. La muratura originaria in ciottoli è stata rinforzata con pietre squadrate nei secoli. Sulla facciata principale spicca lo stemma dei Visconti d'Aragona in pietra bianca d'Angera. All'interno, la Sala degli Stemmi è decorata con il biscione visconteo e l'aquila imperiale, insieme agli stemmi delle famiglie Perrone di San Martino e Visconti Ornavasso. Il pavimento a seminato alla veneziana ripropone lo stemma dei Visconti, mentre il soffitto è stato recentemente restaurato.
Nel Seicento il castello perse la funzione difensiva e divenne residenza di campagna, passando ai Savoia nel 1748. Fu fonte d'ispirazione per il romanzo storico “Marco Visconti” di Tommaso Grossi. Oggi è ancora abitato dai discendenti, ma dal 2013, grazie a una convenzione con il Comune, la Sala degli Stemmi ospita celebrazioni di matrimoni civili. L'accesso è possibile solo previo accordo con i proprietari. Consiglio di contattarli per una visita: il parco all'inglese che circonda la fortezza merita davvero una passeggiata.

Abbazia dei Santi Nazario e Celso: un gioiello romanico
- Via Antonio Barbavara, San Nazzaro Sesia (NO)
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Se passate da San Nazzaro Sesia, non potete perdervi l'Abbazia dei Santi Nazario e Celso. Fondata intorno al 1040 dal vescovo Riprando e dai conti di Biandrate, è un raro esempio di abbazia benedettina fortificata. La sua posizione strategica lungo la via Regis, presso un guado del Sesia, ne fece un avamposto difensivo. Il campanile romanico, alto 35 metri e costruito tra il 1055 e il 1075, domina la campagna: con le sue pietre a lisca di pesce e gli archetti pensili, sembra una torre di avvistamento. Ed effettivamente lo era, perché in tempi di conflitti tra Novara e Vercelli serviva da rifugio per la popolazione. Entrando, il contrasto col chiostro quattrocentesco è forte: qui l'abate Antonio Barbavara, a metà del '400, ricostruì quasi tutto in stile gotico lombardo, lasciando intatte solo la torre e il quadriportico romanico. Il chiostro custodisce un ciclo di affreschi sulla Vita di San Benedetto, purtroppo deteriorato ma ancora leggibile in alcuni tratti: scene di vita monastica raccontate con taglio quasi fiabesco. Dentro la chiesa, a tre navate, spiccano due affreschi del tardo Quattrocento: un San Nazario a cavallo del 1480 e una Madonna in trono col Bambino tra angeli. L'atmosfera è intima, lontana dal turismo di massa. Dopo le soppressioni napoleoniche, l'abbazia divenne una cascina e solo a metà del Novecento iniziarono i restauri. Oggi è gestita da un'associazione culturale che organizza concerti e visite. Un consiglio? Arrivate a fine pomeriggio, quando la luce bassa accarezza i mattoni e il silenzio vi avvolge.
Cosa vedere: Castello di Buccione, la torre che veglia sul Lago d'Orta
- Via Don Virgilio Cristina, Orta San Giulio (NO)
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Arroccato su un colle all'estremità sud-orientale del Lago d'Orta, il Castello di Buccione (detto anche Torre di Buccione) è un gioiello medievale che merita una sosta. La sua torre, alta 23,20 metri e costruita in conci squadrati, domina il paesaggio da oltre otto secoli. Costruita nel terzo quarto del XII secolo dai conti Da Castello, serviva come torre di vedetta e segnalazione: la sua campana, fusa nel 1610, chiamava gli uomini a raccolta in caso di pericolo e il 4 novembre 1918 suonò per annunciare la fine della Prima guerra mondiale. Dopo un restauro, nel 2005 è stata riposizionata sulla torre. Fino a poco tempo fa la torre era visitabile solo dall'esterno, ma da luglio 2025, grazie ai lavori di messa in sicurezza e all'installazione di scale, è possibile salire all'interno e ammirare il panorama a 360 gradi: il lago d'Orta, il Monte Rosa e la catena alpina. Le visite sono possibili la domenica dalle 15:00 alle 18:00 nei mesi di agosto e settembre, con prenotazione obbligatoria (info: 0322 905163 o infoturismo@comune.ortasangiulio.no.it). Il cortile del castello è sempre accessibile gratuitamente. Arrivare è un'esperienza: io ho seguito il Sentiero Azzurro dal Sacro Monte d'Orta, una camminata di circa un'ora tra boschi e scorci improvvisi. Salire fin lassù, sentire il vento e il silenzio, è come fare un salto indietro nel tempo. Consiglio di abbinare la visita a un giro sul lago o a una passeggiata a Orta San Giulio: il Castello di Buccione è il perfetto pretesto per perdersi in questa riviera incantata.
Castello Ricetto di Ghemme: un borgo fortificato da scoprire
- Piazza Castello, Ghemme (NO)
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Immerso tra le colline novaresi, il Castello Ricetto di Ghemme è molto più di un semplice castello: è un intero borgo fortificato che sembra uscito da un libro di storia. Costruito tra l'XI e il XV secolo dagli abitanti per difendersi da saccheggi, questo complesso rettangolare di 12.000 metri quadrati è uno dei meglio conservati del Piemonte. La sua struttura è unica: una strada centrale da cui si dipartono vicoli stretti e cortili interni, con muri in ciottoli a spina di pesce e finestre a sesto acuto. Camminando tra le case, si respira ancora l'atmosfera medievale, grazie anche all'acciottolato rinnovato e all'illuminazione che la sera crea giochi di luce suggestivi.Un pezzo di storia importante: nel 1467, il duca di Milano Galeazzo Maria Sforza soggiornò qui per firmare la Pace di Ghemme con il Ducato di Savoia, un evento che portò un lungo periodo di pace. Le mura perimetrali, alte circa quattro metri, conservano ancora la merlatura ghibellina, mentre all'angolo sud-ovest resiste una torre cilindrica, testimone silenziosa del passato. Originariamente il castello era circondato da un fossato, colmato nell'Ottocento, e l'accesso avveniva tramite un ponte levatoio.
Oggi il ricetto è vivo più che mai: le sue cantine ospitano la produzione del vino Ghemme DOCG, un rosso corposo a base di Nebbiolo che riposa negli stessi ambienti medievali. Visita libera e gratuita (orari: sabato 10-12:30 e 14-17:30), con possibilità di visite guidate organizzate dall'associazione Noi del Castello (info@noidelcastello.com). Un luogo che unisce storia, architettura e enogastronomia: perfetto per una gita fuori porta.







