Avellino centro storico si svela in un itinerario a piedi di 1 giorno, perfetto per un tuffo nella storia e nell’arte irpina. Il tour inizia da Piazza della Libertà, dove sorge la maestosa Fontana di Bellerofonte, realizzata nel 1806 da Francesco Jerace. Da qui, percorri Corso Vittorio Emanuele fino a Piazza del Mercato per ammirare la Torre dell’Orologio, costruita nel 1659 e simbolo del potere civico. Prosegui verso la Cattedrale di Avellino (Duomo di Santa Maria Assunta), un edificio di origine longobarda con interni barocchi e un pregevole campanile. Il percorso termina al Monumento ai Caduti, opera di Gaetano Chierici, situato nella stessa piazza. Il tragitto è completamente pianeggiante, con una durata di circa 3 ore, ed è adatto a famiglie e visitatori di ogni età. Non dimenticare la macchina fotografica: ogni tappa regala scorci suggestivi. Per orientarti, scarica la mappa ufficiale del centro storico. Info utili: parcheggio consigliato in Piazza della Libertà, bar e ristoranti lungo il percorso per una pausa pranzo. Questo itinerario è l’ideale per un weekend culturale o una gita fuori porta alla scoperta delle bellezze di Avellino.
🗺️ Itinerario in pillole
In poche ore, Avellino centro storico regala un concentrato di arte e storia tra fontane, torri, cattedrali e monumenti. Un itinerario a piedi di 1 giorno, semplice e coinvolgente, che unisce architettura e memoria.
- Ideale per: amanti dell’arte e della storia
che vogliono un tour concentrato e senza fatica.- Punti forti: quattro tappe simboliche, percorso pianeggiante e mappa dettagliata
per un’esperienza completa e organizzata.- Per chi è: famiglie, coppie e viaggiatori solitari
in cerca di un itinerario culturale accessibile a tutti.
Tappe dell’itinerario
Tappa n. 1
Fontana di Bellerofonte
La prima tappa del nostro giro ad Avellino è la Fontana di Bellerofonte, che i locali chiamano ancora ‘fontana dei tre cannuoli’. È qui, su Corso Umberto I, che cominciamo a scoprire la città. La fontana fu voluta nel 1669 dal principe Francesco Marino Caracciolo e affidata all’architetto Cosimo Fanzago per abbellire un vecchio abbeveratoio pubblico. L’acqua arriva dal Monte Partenio e sgorga da tre bocche in basso – da qui il soprannome. Al centro, una nicchia ospitava la statua di Bellerofonte che uccide la Chimera, ma fu rubata dopo il terremoto del 1980. Oggi vedi ancora i busti di un patrizio e una matrona romana nelle nicchie superiori, e due lapidi ricordano la costruzione e il restauro del 1866. È un angolo di storia che mescola mitologia e potere nobiliare, con un’atmosfera da vecchia strada di provincia. Se passi di qui, fermati un attimo: l’acqua è ancora freschissima.- Gradelle alla fontana, Avellino (AV)
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Tappa n. 2
Torre dell’Orologio: simbolo di rinascita
La Torre dell’Orologio la vedi da lontano: domina Piazza Amendola con i suoi 36 metri di altezza, un faro barocco che ti guida nel centro storico. Costruita nel Seicento, forse da Cosimo Fanzago, ha una storia tormentata: i terremoti del 1688, 1732 e 1805 l’hanno danneggiata, ma è stato il sisma del 1980 a farla crollare quasi del tutto. Ricostruita con le pietre originali, oggi è il simbolo della rinascita di Avellino. Salendo per Salita Cosimo Fanzago, noti il basamento a bugne e i tre livelli: l’ultimo ospita l’orologio a campane, un tempo usato per dare l’allarme. Peccato che da qualche tempo i rintocchi siano muti – i residenti sperano in un restauro. Fermati un attimo: da qui, lo sguardo abbraccia tutta la città, un perfetto punto per orientarti prima di proseguire verso la Cattedrale.- Salita Cosimo Fanzago, Avellino (AV)
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Tappa n. 3
Cattedrale di Santa Maria Assunta
Dalla Torre dell’Orologio, in pochi minuti arrivi alla Cattedrale, che domina la collina della Terra. Il suo aspetto neoclassico nasconde una storia lunga quasi un millennio: costruita a partire dal 1132 in stile romanico, fu più volte trasformata dopo terremoti e guerre. L’attuale facciata in marmo bianco e grigio, opera di Pasquale Cardola (1860), è un trionfo di eleganza. Entra e lasciati stupire: il soffitto a cassettoni con l’Assunzione di Michele Ricciardi, le dieci cappelle con opere dal Cinquecento all’Ottocento, il reliquiario della Sacra Spina donato da Carlo I d’Angiò. Da non perdere la cripta romanica, la parte più antica, con capitelli paleocristiani e sepolture di vescovi. Qui, nel 1166, furono ritrovate le reliquie dei santi patroni Modestino, Fiorentino e Flaviano. La Cattedrale è viva: ogni 14 febbraio si festeggia San Modestino, e il 15 agosto la processione dell’Assunta attraversa le vie del centro.- Via Sette Dolori, Avellino (AV)
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Tappa n. 4
Monumento ai caduti: memoria di guerra
Concludi la tua passeggiata al Monumento ai caduti, in largo De Luca. Qui, una colonna di marmo cipollino di 6,3 metri si staglia su un basamento di pietra vesuviana. Inaugurato il 10 giugno 1943, sostituì il precedente monumento in bronzo fuso per la guerra. Sulla facciata, un bassorilievo in marmo di Carrara raffigura la Vittoria alata che abbraccia un soldato romano e un fante italiano. Ai lati, ghirlande d’alloro. La lapide recita: ‘AI CONCITTADINI CADUTI NELLA GRANDE GUERRA PER RESTITUIRE ALLA PATRIA IL GIUSTO CONFINE’. Il monumento è stato restaurato nel 2018 e oggi si presenta in ottimo stato. Ogni 4 novembre si tiene una cerimonia con deposizione di corona. È un luogo di riflessione, a pochi passi dal centro vivace.- Via Francesco De Sanctis, Avellino (AV)
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