Il Castello di Canossa, arroccato su uno sperone di arenaria a 576 metri, è un sito storico dove si respira l’atmosfera del Medioevo. Fondato nel 940 d.C., divenne celebre nel 1077 per l’umiliazione di Enrico IV davanti a Papa Gregorio VII durante la Lotta per le Investiture. Oggi le sue suggestive rovine offrono una vista panoramica a 360 gradi sulle colline reggiane e fanno parte del Parco Regionale dell’Alto Appennino Reggiano.
- Episodio storico del 1077: luogo dell’umiliazione di Enrico IV, attesa di tre giorni e tre notti nella neve.
- Architettura stratificata: tre cinte murarie concentriche, cappella di Sant’Apollonio scavata nella roccia con affreschi medievali.
- Panorama mozzafiato: vista a 360 gradi sulle colline reggiane, Appennino e, nelle giornate limpide, fino alle Alpi.
- Percorsi naturalistici: sentieri che partono dalle rovine nel Parco Regionale dell’Alto Appennino Reggiano.
Eventi nei dintorni
Visita le rovine del Castello di Canossa, dove nel 1077 l’imperatore Enrico IV attese tre giorni nella neve per il perdono papale. Panorama mozzafiato sulle colline reggiane, architettura stratificata e cappella di Sant’Apollonio scavata nella roccia.
- http://www.castellodicanossa.com
- info@castellodicanossa.com
- Via Canossa, Reggio Emilia (RE)
- +39 0522 877104
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Cose da sapere
Introduzione
Cenni storici
- 940 d.C.: Fondazione da parte di Atto Adalberto
- 1077: Umiliazione di Enrico IV davanti a Papa Gregorio VII
- XII-XV secolo: Periodo di massimo splendore sotto i Canossa
- XV secolo: Inizio del declino e abbandono progressivo
- 1878: Dichiarato monumento nazionale
L’architettura stratificata
Il paesaggio come protagonista
Perché visitarlo
Quando andare
Nei dintorni
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💡 Forse non sapevi che…
La leggenda narra che Matilde di Canossa, la potente contessa che governò questi territori, fosse solita nascondere tesori nelle segrete del castello. Ancora oggi, durante i lavori di manutenzione, emergono occasionalmente monete e reperti medievali. I locali dicono che nelle notti di luna piena si possano sentire i lamenti di Enrico IV che attendeva il perdono papale.






