Fonte Gaia: la fontana di Siena tra marmo e storia

Fonte Gaia è la fontana monumentale di Piazza del Campo, a Siena: inaugurata nel 1346 e decorata da Jacopo della Quercia tra 1409 e 1419, oggi mostra la copia ottocentesca di Tito Sarrocchi. Si visita gratuitamente tutto l’anno, in pieno centro storico, con gli originali restaurati al Museo di Santa Maria della Scala. La piazza è sempre aperta e la fontana è accessibile senza barriere architettoniche.
– Accesso libero e gratuito in Piazza del Campo
– Copia ottocentesca in marmo di Carrara di Tito Sarrocchi
– Rilievi originali di Jacopo della Quercia al Santa Maria della Scala
– Acqua non potabile: è una vasca ornamentale


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Copertina itinerario Fonte Gaia: la fontana di Siena tra marmo e storia
La fontana monumentale di Piazza del Campo a Siena: storia quattrocentesca, copia ottocentesca di Sarrocchi, originali al Santa Maria della Scala e accesso libero.

Cose da sapere


Fonte Gaia: la fontana di Siena tra marmo e storia

Fonte Gaia è il punto in cui Piazza del Campo smette di essere solo una piazza e diventa una scenografia. La vedi di fronte al Palazzo Pubblico, con la vasca rettangolare aperta verso il palazzo e la transenna che segue la pendenza della conchiglia di mattoni. Non è una fontana qualsiasi: è la più importante fontana pubblica di Siena, un pezzo di storia civica e un luogo che i senesi attraversano ogni giorno. La prima volta colpisce il contrasto tra il marmo chiaro e il rosso della piazza; poi noti i rilievi, le Virtù, la Madonna col Bambino, le teste di lupa da cui sgorga l’acqua. La fontana che vedi è una copia ottocentesca, ma l’effetto resta. Accesso libero, senza barriere architettoniche, e la piazza è sempre aperta. L’acqua non è potabile: è una vasca ornamentale, non un fontanello.

Cenni storici: dall’acqua in piazza a Jacopo della Quercia

L’acqua arrivò in Piazza del Campo attraverso i Bottini, le gallerie sotterranee medievali: le fonti cittadine ricordano l’inaugurazione della prima fontana nel 1346, accolta con gioia — da qui il nome Gaia. La vasca trecentesca fu sostituita tra 1409 e 1419 dalla fontana monumentale di Jacopo della Quercia, uno dei capolavori del Quattrocento senese, a cavallo tra Gotico e Rinascimento. Il marmo della Montagnola si rivelò però fragile. Nel 1743, durante il Palio, uno spettatore si arrampicò su una scultura, la ruppe e morì sul colpo. Tra 1859 e 1869 Tito Sarrocchi realizzò la copia in marmo di Carrara, più resistente, e la fontana fu leggermente ricollocata con la cancellata di Giuseppe Partini. I rilievi originali, restaurati, sono oggi al Santa Maria della Scala.

  • 1346: prima fontana e arrivo dell’acqua
  • 1409-1419: Jacopo della Quercia
  • 1743: incidente durante il Palio
  • 1859-1869: copia di Sarrocchi
  • 1989-2010: restauro e museo

Il marmo che racconta Siena: virtù, Adamo ed Eva

Guardala da vicino, magari aggirando la transenna. Sul lato lungo, al centro, c’è la Madonna col Bambino in trono, circondata dalle Virtù teologali e cardinali: Fede, Carità, Speranza, Prudenza, Giustizia, Fortezza e Temperanza. Ai lati corti compaiono scene bibliche della Genesi, la Creazione di Adamo e la Cacciata dei progenitori. I pilastri frontali ospitavano Rea Silvia e Acca Larenzia, figure legate al mito di fondazione di Roma, accompagnate da un cane e una scimmia; nella copia ottocentesca non ci sono, ma se ne parla nelle fonti. L’acqua esce da teste di lupa, riferimento alla Lupa senese. L’insieme mescola sacro e profano, Bibbia e mito romano: è un altare laico in mezzo alla piazza. Le sculture originali avevano tracce di policromia. Da vicino, il marmo mostra segni del tempo e rifiniture diverse.

Dalla piazza al museo: originale o copia?

Qui la domanda che viene spontanea è: ma è vero marmo di Jacopo? La fontana in piazza è la copia di Tito Sarrocchi, inaugurata nel 1869 e realizzata in marmo di Carrara per resistere meglio alle intemperie. L’originale quattrocentesco, scolpito tra 1409 e 1419, si era degradato e nel 1743 aveva subito anche l’incidente del Palio. Oggi i rilievi originali restaurati sono esposti al Museo di Santa Maria della Scala, in ambiente climatizzato; il biglietto costa circa €9. Alcune fonti precisano che anche i marmi di Sarrocchi sono stati spostati al museo e sostituiti da copie novecentesche all’aperto. In piazza, insomma, quello che vedi è un racconto per strati: copia, restauro, museo. Un restauro recente, da ottobre 2023 a febbraio 2024, ha usato anche il laser Thunder Compact. Non è acqua potabile: non riempire la borraccia.

Perché visitare Fonte Gaia

Primo motivo: è gratis e sempre accessibile. Non devi pianificare nulla, arrivi in Piazza del Campo e la Fonte Gaia è lì, davanti al Palazzo Pubblico. Secondo: in pochi metri capisci Siena, perché la fontana racconta l’acqua medievale dei Bottini, il potere civico, il passaggio tra Gotico e Rinascimento e il culto della Vergine. Terzo: il confronto tra piazza e museo è la parte più interessante. La copia di Sarrocchi ti dà l’effetto scenografico; gli originali di Jacopo della Quercia al Santa Maria della Scala ti fanno vedere da vicino il marmo consumato e i dettagli. Se hai poco tempo, almeno fermati a guardare i rilievi e le teste di lupa. Se hai più curiosità, cerca un tour dei Bottini. Non è una tappa da cinque minuti, secondo me: merita una sosta lenta.

Quando andare a Fonte Gaia

La piazza è sempre aperta, ma il momento cambia tutto. La mattina presto è la mia scelta: Piazza del Campo è quasi vuota, il marmo si legge meglio e i rilievi non sono coperti dalle ombre della folla. Evita le ore centrali delle giornate più calde, quando la conchiglia di mattoni riflette il sole e la pietra abbaglia. Un altro buon momento è verso sera, quando la luce radente fa emergere i contrasti tra la vasca e il Palazzo Pubblico. Se trovi giornate limpide in una stagione mite, meglio ancora: niente ressa e colori più puliti. Durante il Palio la fontana viene protetta con pannelli, quindi non aspettarti la vista libera. Controlla anche i lavori di restauro: la fontana è stata chiusa per un intervento da ottobre 2023 a febbraio 2024. In generale, concediti una sosta breve ma non di passaggio.

Nei dintorni di Fonte Gaia

Da Fonte Gaia puoi proseguire senza fretta verso il Palazzo Pubblico e salire alla Torre del Mangia, il simbolo di Siena che domina la piazza. È un modo naturale per collegare la fontana al cuore civico della città. Poco più in là, il Museo di Santa Maria della Scala completa il racconto: qui vedi gli originali di Jacopo della Quercia e capisci quanto la fontana sia stata importante per l’approvvigionamento idrico. Se ti interessa il tema dell’acqua, chiedi informazioni sui tour dei Bottini al Visit Siena Tourist Office: sono le gallerie sotterranee che alimentavano Fonte Gaia. Non serve correre: questi luoghi stanno tutti nel centro storico e si combinano bene con una passeggiata.

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💡 Forse non sapevi che…

Un dettaglio che colpisce: nel 1743, durante il Palio, uno spettatore si arrampicò su una scultura per vedere meglio, la ruppe e morì sul colpo. Oggi, in occasione della corsa, la fontana viene protetta con pannelli. E l’acqua che sgorga dalle teste di lupa non è potabile: è una vasca ornamentale.