Museo Civico Barletta: Colosso bronzeo e opere di De Nittis in Palazzo della Marra

Il Museo Civico di Barletta, allestito nel cinquecentesco Palazzo della Marra, custodisce due tesori principali: l’imponente Colosso di Barletta, statua bronzea tardo-romana alta oltre 5 metri, e una vasta collezione di opere del pittore impressionista Giuseppe De Nittis. È un museo di dimensioni contenute, ideale per una visita approfondita in poche ore, che offre un’esperienza culturale autentica e immersiva.

  • Il Colosso di Barletta: Statua bronzea alta 5,11 metri di epoca tardo-romana, simbolo della città e avvolta da leggende.
  • Opere di Giuseppe De Nittis: Oltre 150 dipinti e disegni del celebre pittore barlettano, tra cui ‘La strada da Napoli a Brindisi’.
  • Palazzo della Marra: Sede del museo, un capolavoro di architettura rinascimentale del XVI secolo con cortile e facciata decorata.
  • Atmosfera autentica: Museo ben organizzato e non affollato, perfetto per immergersi nella storia e nell’arte locale.

Copertina itinerario Museo Civico Barletta: Colosso bronzeo e opere di De Nittis in Palazzo della Marra
Il Museo Civico di Barletta, nel rinascimentale Palazzo della Marra, ospita il Colosso, statua bronzea alta 5 metri, e una ricca collezione di dipinti di Giuseppe De Nittis. Un viaggio tra arte e storia lontano dai flussi turistici.

Cose da sapere


Introduzione

Entrare nel Museo Civico di Barletta significa immergersi in un viaggio attraverso secoli di storia e arte, custoditi all’interno dello splendido Palazzo della Marra. Questo edificio rinascimentale, con la sua facciata riccamente decorata e il cortile interno, è già di per sé un’opera d’arte. Ma il vero tesoro che attira visitatori da tutta Italia è il celebre Colosso di Barletta, una statua bronzea di epoca tardo-romana alta oltre 5 metri, conosciuta localmente come ‘Eraclio’. Accanto a questo gigante, le sale ospitano una ricca collezione di dipinti di Giuseppe De Nittis, uno dei massimi esponenti dell’Impressionismo italiano. Il museo non è solo un contenitore di opere, ma un luogo vivo dove passato e presente si incontrano, offrendo una panoramica completa sulla cultura e l’identità di Barletta.

Cenni storici

La storia del Museo Civico è strettamente legata a quella di Palazzo della Marra, costruito nel XVI secolo dalla nobile famiglia omonima. L’edificio, esempio di architettura rinascimentale pugliese, divenne sede museale nel 1928. Il Colosso, rinvenuto nel 1231-1232 durante scavi presso la Chiesa del Santo Sepolcro, rappresenta probabilmente un imperatore romano orientale, forse Teodosio II. Le opere di De Nittis, donate dalla vediva dell’artista, Léontine Gruvelle, arricchiscono il museo con tele che catturano la vita parigina e i paesaggi italiani di fine Ottocento.

  • XVI secolo: costruzione di Palazzo della Marra
  • 1231-1232: ritrovamento del Colosso
  • 1928: inaugurazione del Museo Civico
  • Fine XIX secolo: donazione delle opere di De Nittis

Le sale di De Nittis

Le sale dedicate a Giuseppe De Nittis sono un vero gioiello per gli appassionati d’arte. Qui si possono ammirare oltre 150 opere, tra dipinti e disegni, che raccontano l’evoluzione artistica del pittore barlettano. Spiccano tele come ‘La strada da Napoli a Brindisi’ e ‘Ritorno dal campo’, che mostrano la sua maestria nel cogliere la luce e i paesaggi rurali. Le opere, esposte in ambienti che ricreano l’atmosfera di un salotto ottocentesco, permettono di seguire il percorso di De Nittis dall’Italia a Parigi, dove divenne celebre. Questa sezione non è solo una collezione, ma un tributo a un artista che ha portato il nome di Barletta nel mondo, con dipinti che dialogano perfettamente con il contesto storico del palazzo.

Il Colosso e le sue storie

Il Colosso di Barletta non è solo una statua, ma un simbolo cittadino avvolto da leggende. Alto 5,11 metri e realizzato in bronzo, si ritiene raffiguri un imperatore bizantino, forse Teodosio II. Secondo la tradizione, la statua arrivò a Barletta dopo un naufragio di una nave veneziana, che la trasportava da Costantinopoli. Posizionato all’ingresso del museo, domina la scena con la sua imponenza e il suo sguardo fiero. Ogni dettaglio, dalla corona alla postura, racconta secoli di storia e misteri. Visitarlo significa toccare con mano un pezzo di epoca romana che ha resistito al tempo, diventando il punto di riferimento per chi vuole scoprire le radici più antiche della città.

Perché visitarlo

Visitare il Museo Civico di Barletta offre almeno tre motivi concreti. Primo, la possibilità di ammirare da vicino il Colosso, una delle poche statue bronzee di epoca romana di tali dimensioni ancora esistenti. Secondo, la collezione di De Nittis è una delle più complete in Italia, con opere che mostrano l’evoluzione dall’Impressionismo al Realismo. Terzo, il Palazzo della Marra stesso è un capolavoro architettonico, con affreschi e decorazioni che valgono la visita. Inoltre, il museo organizza spesso mostre temporanee e laboratori didattici, rendendo ogni visita unica e arricchente per adulti e bambini.

Quando andare

Il momento migliore per visitare il museo è il primo pomeriggio, quando la luce naturale filtra attraverso le finestre del palazzo, illuminando le opere di De Nittis e creando atmosfere suggestive. In estate, le ore centrali della giornata possono essere affollate; preferire i giorni feriali garantisce una visita più tranquilla. Durante le festività locali, come la Festa di San Ruggero, il museo è spesso inserito in itinerari culturali speciali, offrendo un’esperienza più coinvolgente. Evitare i periodi di pioggia intensa, poiché le sale interne sono ideali per una scoperta senza fretta.

Nei dintorni

A pochi passi dal museo, non perdere la Basilica del Santo Sepolcro, un gioiello romanico-pugliese con una cripta affascinante. Per un’esperienza tematica, visita il Castello Svevo, fortezza medievale che ospita mostre e eventi culturali, collegando idealmente la storia del Colosso a quella normanno-sveva della città. Questi luoghi, insieme al museo, creano un percorso coerente attraverso i secoli, ideale per chi vuole approfondire la ricchezza storica di Barletta senza allontanarsi dal centro.

💡 Forse non sapevi che…

La leggenda narra che il Colosso, trovato in mare nel ‘300, fosse una statua dell’imperatore Valentiniano I, gettata in acqua durante un naufragio. Si dice che i barlettani, recuperandola, abbiano scongiurato una maledizione: da allora, il gigante di bronzo veglia sulla città. Un dettaglio che rende la visita quasi magica.