La Basilica inferiore di San Francesco ad Assisi è il cuore spirituale del complesso francescano, dove riposa il corpo del santo. L’ambiente raccolto, con volte a crociera costolonate e affreschi due-trecenteschi, offre un’esperienza unica. Ecco cosa non perdere:
– Tomba di San Francesco nella cripta, scoperta nel 1818;
– Affreschi di Giotto, Cimabue e Lorenzetti nelle cappelle e nel transetto;
– Architettura romanico-gotica a pianta di Tau, con capolavori come la Cappella della Maddalena;
– Ingresso gratuito e audioguida disponibile per circa 1 ora di visita.
Introduzione
Entrare nella Basilica inferiore di San Francesco ad Assisi è come farsi avvolgere da un silenzio che parla. La luce filtrata, le volte basse, il profumo di pietra e incenso: tutto qui è pensato per la contemplazione. È il cuore del complesso francescano, il luogo dove riposa il santo e dove l’arte medievale raggiunge vette impossibili. Non c’è fretta, si cammina piano, seguendo il pavimento inclinato verso l’altare. Ogni angolo racconta una storia, ogni affresco è un capolavoro. Giotto, Cimabue, Simone Martini: sembra impossibile che siano tutti qui, in uno spazio così raccolto. La sensazione è quella di essere dentro un gioiello, un luogo che non si limita a mostrare bellezza, ma la fa respirare.
Cenni storici
La costruzione iniziò il 17 luglio 1228, il giorno dopo la canonizzazione di San Francesco, per volere di papa Gregorio IX. Due anni dopo, nel 1230, il corpo del santo fu traslato dalla chiesa di San Giorgio e sepolto qui, in gran segreto. La basilica inferiore fu consacrata il 25 maggio 1253 da papa Innocenzo IV. Per secoli la tomba rimase nascosta, fino al 1818, quando fu ritrovata. La cripta attuale fu realizzata tra il 1925 e il 1932 in stile neoromanico. Nel frattempo, artisti come Cimabue, Giotto e Simone Martini decorarono le pareti, creando uno dei più importanti cicli pittorici medievali. Ecco i momenti chiave:
- 1228: inizio costruzione
- 1230: sepoltura di San Francesco
- 1253: consacrazione della basilica
- 1818: riscoperta della tomba
- 1925-1932: realizzazione della cripta neoromanica
Affreschi e capolavori artistici
La navata è un trionfo di affreschi duecenteschi: sulla sinistra il Maestro di San Francesco dipinge storie del santo, come la Predica agli uccelli e le Stimmate. Sulla destra, scene della Passione di Cristo. Poco più avanti, la Cappella della Maddalena è un gioiello di Giotto e bottega (1305-1308), con la Resurrezione di Lazzaro e l’Approdo a Marsiglia. Nel transetto destro, la Maestà di Cimabue – una Madonna con Bambino, angeli e San Francesco – domina la scena con la sua monumentalità. A sinistra, Pietro Lorenzetti racconta la Passione con un pathos incredibile. E poi la Cappella di San Martino, affrescata da Simone Martini tra il 1313 e il 1318: una lezione di eleganza gotica. Ogni parete è una sorpresa, ogni volta che alzi gli occhi vedi qualcosa di nuovo.
La tomba e la cripta
A metà della navata due rampe di scale scendono nella cripta neoromanica, progettata da Ugo Tarchi. Qui, in un ambiente spoglio e raccolto, riposa il corpo di San Francesco. Il sarcofago di pietra è al centro, protetto da una grata, con i compagni fedeli – frate Leone, Rufino, Masseo e Angelo – deposti ai lati. Sopra, una lampada votiva alimentata a rotazione dalle regioni italiane. È un luogo di silenzio e preghiera, lontano dal rumore del mondo. Non c’è fasto, solo la semplicità voluta dal santo. La scala è la stessa che percorrono i pellegrini da secoli, e lungo il cammino si incontra la tomba di Jacopa de’ Settesoli, l’amica romana di Francesco.
Perché visitarlo
1. Vedere la tomba di San Francesco: è il cuore pulsante del francescanesimo, meta di pellegrinaggio da tutto il mondo. Un’esperienza che va oltre la fede, tocca anche chi è solo curioso. 2. Amare gli affreschi di Giotto, Cimabue e Simone Martini: qui l’arte medievale raggiunge il suo apice. I cicli pittorici sono tra i più importanti d’Europa, e poterli ammirare da vicino è un privilegio. 3. L’atmosfera raccolta e suggestiva: diversa dalla basilica superiore, quella inferiore è intima, quasi segreta. Le luci basse, le volte romaniche, il silenzio: tutto invita a fermarsi e riflettere.
Quando andare
Io consiglio le prime ore del mattino, appena apre (alle 9:00 dal lunedì al sabato). La basilica è ancora quasi vuota, la luce entra morbida dalle finestre e si ha tutto il tempo per perdersi negli affreschi. Anche il tardo pomeriggio, verso le 16:00, regala un’atmosfera particolare, con le ombre che si allungano. Se puoi, evita i fine settimana e i mesi di luglio e agosto, quando le code si fanno lunghe. Autunno e primavera sono perfetti: clima mite e meno folla. E se capiti il 4 ottobre, festa di San Francesco, l’emozione è ancora più forte.
Nei dintorni
Dopo la basilica inferiore, non perderti la Basilica superiore, proprio sopra, con gli splendidi affreschi di Giotto sulla vita di San Francesco e le Storie del Vecchio e Nuovo Testamento di Cimabue. È un altro mondo, più luminoso e arioso. Poi, a pochi passi, c’è il Chiostro di Sisto IV, con affreschi di Dono Doni, e il Museo del Tesoro che custodisce reliquie del santo e una collezione di tavole medievali, incluso un San Francesco del Beato Angelico. Se hai tempo, sali alla Rocca Maggiore per una vista stupenda sulla valle umbra.